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Fabio Della Pergola

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  • Moderatore da giovedì 09 Settembre 2011
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Ultimi commenti

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.107) 31 gennaio 2012 09:53

    Ho provato varie volte a mandare un commento, ma non è passato, non so perché. In ogni caso su quella che io ritengo una non credibile equiparazione tra nazismo e nazionalismo ebraico (sionismo) - cioè tra uno sterminio a sfondo razziale e un conflitto territoriale - ho scritto quello che penso qui http://www.agoravox.it/Bauman-Israe...

    saluti a tutti. Fabio DP

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.107) 29 gennaio 2012 19:27

    Quello che rende chiara la mentalità è che si preferiva cercare, rastrellare, accentrare e trasportare milioni di persone di tutti i tipi, di tutte le età, in qualsiasi stato fisico da tutta Europa, impegnando personale ferroviario, tecnico, organizzativo, amministrativo, di polizia, militare eccetera eccetera per portare dei bambini o dei vecchi attraverso migliaia di chilometri per infilarli subito in camere a gas che erano state progettate da personale addetto, costruite da personale addetto, sorvegliate da personale addetto, alimentate da gas che doveva essere comprato da aziende specifiche eccetera, eccetera, eccetera.
    Se l’intento era avere mano d’opera a costo zero bastava prelevare uomini e donne giovani ebrei o non ebrei e prigionieri di guerra e farli lavorare.
    Il tuo commento non spiega l’assurdità di tutta l’operazione.

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.107) 29 gennaio 2012 17:02

    Quello di cui parli è il pregiudizio antiebraico popolare (che esiste ancora !) le cui radici sono nell’antigiudaismo cristiano, come dici tu. In questa ottica sarebbe stato "comprensibile" derubarli di tutto per i più vari motivi perlatro già ampiamente diffusi nella mentalità comune. Ma perché mettere in piedi tutta la complessa, articolata e costosa organizzazione dello sterminio, con migliaia di soldati distratti dal fronte pur di portare a termine l’operazione ebrei ? Questo fa la differenza. La questione ebraica già aveva fatto un salto dall’antigiudaismo religioso alla "purezza del sangue" nella Spagna del XV e XVI secolo, ma qui si fa un salto ulteriore: si accetta di subire dei danni, economici o militari, pur di raggiungere l’obiettivo che sembra assolutamente primario. C’è quasi una religiosità perversa in questo. Nessuno mai aveva raggiunto questi livelli (sempre a proposito di unicità...)

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.107) 29 gennaio 2012 16:12

    Vero. Tutti gli antisociali. La faccenda si spiega con il concetto di “degenerazione” cioè di essere che è uscito dal genere umano. Degenerati prima di tutto i malati di mente e gli handicappati in quanto “inutili” per la società. Degenerati erano gli omosessuali in quanto non procreativi (la sessualità nazista consisteva nel trattare le donne come galline: tante “uova” hai tanti figli devi fare); degenerati erano i rom in quanto non produttivi e non stanziali. Ma gli ebrei ? In cosa degeneravano ? Erano - almeno in Germania - integrati, molti addirittura assimilati e convertiti, intelligenti esponenti della media o alta borghesia intellettuale, produttivi, colti eccetera. Quindi, perché ?

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.107) 29 gennaio 2012 15:56

    Su questo sono assolutamente d’accordo. Le conseguenze sul mondo arabo sono state devastanti; resta il fatto che dopo la guerra molti paesi sono stati travagliati da spostamenti di centinaia di migliaia di persone (un milione di tedeschi dai paesi slavi, trecentomila italiani da Istria e Dalmazia, eccetera). Tutti hanno affrontato l’emergenza accogliendo i profughi e integrandoli più o meno rapidamente all’interno delle proprie società.
    Questo non è avvenuto nei paesi arabi dove i palestinesi sono stati rinchiusi nei campi profughi (quando non sono stati ammazzati come in Giordania o in Libano) e in buona parte ancora ci sono.
    Anche sette-ottocentomila ebrei sono stati espulsi dai paesi arabi dopo la guerra del ’47-’48 e sono emigrati perlopiù in Israele, ma lì sono stati integrati.
    Riconoscere e metabolizzare la questione palestinese è molto più complesso di quanto si voglia fare di solito, credo.

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