• AgoraVox su Twitter
  • RSS
  • Agoravox Mobile

Fabio Della Pergola

Fabio Della Pergola

L'autore non ha inserito, ancora, una sua descrizione.

Statistiche

  • Primo articolo sabato 09 Settembre 2011
  • Moderatore da giovedì 09 Settembre 2011
Articoli Da Articoli pubblicati Commenti pubblicati Commenti ricevuti
La registrazione 547 1024 3215
1 mese 2 1 0
5 giorni 0 0 0
Moderazione Da Articoli moderati Positivamente Negativamente
La registrazione 88 42 46
1 mese 2 0 2
5 giorni 0 0 0












Ultimi commenti

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.107) 22 maggio 2012 13:12
    Fabio Della Pergola

    Ho letto il tuo articolo ma mi sono rimasti dei dubbi. Gli inquirenti continuano a parlare di bombole con innesco esplosivo. Non mi sembra così insensato.
    Poi: il riferimento a Portella della Ginestra, oltre che essere preistoria, non ha attinenza. Colpiva una manifestazione comunista ed era nella logica dei tempi che la mafia agisse da braccio armato del latifondo. Oggi colpire una delle tantissime manifestazioni antimafia esistenti non avrebbe alcun senso se non quello di sollevare una popolazione contro quelle stesse strutture criminali che ci vivono in mezzo.

    Le bombe del ’92 invece parlano la stessa lingua simbolica. Si colpiscono determinati luoghi-simbolo per avvertire lo Stato su cosa sarebbe potuto accadere. Colpire gli Uffizi a Firenze, ad esempio. Ma un attentato ad una scuola non mi pare che abbia un senso - in questo momento - per un’organizzazione mafiosa. Può darsi che mi sbagli naturalmente, ma continuo a non crederci.

    L’ipotesi più probabile resta quella del gesto di un individuo che colpische per motivi personali, ma l’ipotesi che ho delineato potrebbe essere (vagamente) plausibile. Comunque siamo nel campo, per ora, delle pure suggestioni.

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.107) 19 maggio 2012 22:30
    Fabio Della Pergola

    Sei sicuro di non aver bisogno di un supporto psichiatrico ?

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.107) 16 maggio 2012 12:12
    Fabio Della Pergola

    perché, le altre due volte non si sono portati dietro tutti quanti ?

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.107) 16 maggio 2012 09:44
    Fabio Della Pergola

    Naturalmente intendevo "episcopato", non "epistolato" !

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.107) 16 maggio 2012 09:41
    Fabio Della Pergola

    Aggiungo che oggi - mercoledì 16 - è stata pubblicata sull’Unità una mia lettera a proposito di quanto detto nell’articolo, a cui risponde Luigi Cancrini; riporto testo e risposta.

    Desaparecidos, la Chiesa argentina sapeva tutto

    Uno scrittore argentino, Horacio Verbitsky, ha pubblicato un articolo in cui dice di aver visto un documento dell’epistolato locale in cui alti prelati e generali golpisti parlavano fra loro su come zittire le domande delle famiglie dei deparecidos che venivano narcotizzati e gettati in mare a decine di migliaia per farli sparire come se non fossero mai esistiti. La Chiesa argentina dunque sapeva. E il Vaticano? Sapeva e taceva?
    Fabio Della Pergola

    La notizia riportata dalla stampa argentina ha avuto poca èco in Italia anche perché non aggiunge molto a quello che tutti sapevano. La Chiesa argentina (per paura? per convivenza? per autentica preoccupazione contro le politiche della sinistra) ha appoggiato la dittatura di Varela nel modo in cui la Chiesa di Spagna appoggiò Franco quando uccideva tutti quelli che erano sospettati di simpatie repubblicane dando in adozione i loro figli a famiglie “timorate di Dio”: come ben documentato da Piero Badaloni nel bel libro degli Editori Internazionali Riuniti intitolato Una memoria squilibrata. In Argentina come in Spagna, dunque, la Chiesa ha scelto di sapere e di tacere benedicendo in pubblico i criminali di cui conosceva gli orrori e l’iniquità. Ce lo confermano oggi i documenti che la pazienza degli storici non smette di scoprire. Aiutando gli uomini a capire meglio quello che è davvero accaduto ma ponendo soprattutto un problema di fondo sulle ragioni per cui il discorso di Gesù viene dimenticato e tradito, a volte, proprio da quelli che dovrebbero diffondere la sua parola. Dai don Abbondio che non riescono probabilmente, a intenderne l’importanza e il senso.
    Luigi Cancrini

TEMATICHE DELL'AUTORE

Tribuna Libera Politica Mondo Satira

Pubblicità



Pubblicità



Palmares

Pubblicità