Detto in altri termini: anche Mussolini partì da sinistra e finì come sappiamo. E anche lui "prese per il culo" tutti. Le assonanze storiche ci sono...
Prova a leggere qualcosa, magari anche dei commenti, se ne sei capace naturalmente. E forse capirai perché ho messo la foto del Benito nuotatore. Se poi vuoi uscire dall’anonimato e provare a offendere firmandoti con nome e cognome, poi ne parliamo meglio.
Come ci si scalda di fronte a due semplici calcoli !
A xxx46 in pratica ho già risposto: alle elezioni regionali piemontesi la Bresso aveva il 46,91 e Cota il 47,33. Quel 4 percento raccolto dal M5S ha fatto perdere la Bresso (quindi ha fatto vincere la destra). E’ ipotizzabile, come ho detto prima, che una percentuale di questo tipo derivi da un ambito di sinistra arrabbiata o dall’astensione. Quando dal 4 si passa al 21 percento le cose vanno interpretate, non si può pensare che siano tendenze piovute dal cielo.
A xxx9 rispondo banalmente che parlo di una sinistra da riformare, in cui lo scontro sui temi di politica economica o politica estera o tutto quello che ti pare è uno scontro culturale da fare. Buttare tutto al macero come propone Grillo è un’altra cosa che sa di ribellismo non di trasformazione (né tantomeno di rivoluzione).
Ovviamente, stiamo facendo i conti con i dati degli ultimi sondaggi. Cosa che fa chiunque. Quando ci sarà il voto vedremo, ma le mie considerazioni prescindono dai numeri e si rivolgono più ad una considerazione di massima sulle tendenze politiche generali.
Io penso che Grillo peschi nell’area di centro destra, forte anche del caso Parma (o vogliamo discutere che a Parma il sindaco ha vinto con i voti della destra ?). Paolo pensa che peschi nell’area dell’astensione. Verrebbe fuori che l’area di astensione si orienta verso Grillo mentre l’area di destra si orienta vero l’astensione. Un paso-doble insomma. Può essere, staremo a vedere, ma io continuo a ritenere valide le considerazioni che ho fatto nell’articolo e non mi sembra che le contestazioni siano sufficienti a farmi cambiare idea.
Commento assolutamente legittimo e anche comprensibile che però non tiene conto di un dato indiscutibile (che infatti non viene messo in discussione): ammesso che Grillo non sia come Berlusconi (ma sarebbe da discutere sul ruolo del "populismo" nella politica italiana) è inoppugnabile che la platea elettorale era di sinistra (di una certa sinistra non omologabile, come dico nell’articolo) fino a che le simpatie per il movimento stavano a 2 o 3 punti percentuali. Adesso si parla del 21. Non è legittimo chiedersi se il successo del M5S non derivi dal tracollo del PDL ? E se questo è (come a me sembra) non è legittimo chiedersi se tutte queste simpatie del popolo di destra non derivino solo dalla "faccia pulita" di qualche candidato (su cui non ho niente da dire) ma anche da una proposta politica che piace alla destra ? Se il popolo che votava Berlusconi fino a ieri oggi si orienta verso Grillo siamo sicuri che la politica proposta sia "più vicina al centrosinistra" ? Non sarà che tematiche di sinistra, ambientaliste eccetera, sono veicolate in una proposta che è tipica del ribellismo di destra ? Non ci si ricorda proprio niente della storia italiana e dei socialisti alla Benito che poi ebbero successo travolgente (e infausto) quando i loro temi (di sinistra) portarono a una politica di destra ? Io preferisco farmi queste domande piuttosto se chiedermi se Pizzarotti è un bravo ragazzo (non ho dubbi che lo sia, tanto per chiarire).