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Fabio Della Pergola

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Ultimi commenti

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.107) 29 gennaio 2012 17:02

    Quello di cui parli è il pregiudizio antiebraico popolare (che esiste ancora !) le cui radici sono nell’antigiudaismo cristiano, come dici tu. In questa ottica sarebbe stato "comprensibile" derubarli di tutto per i più vari motivi perlatro già ampiamente diffusi nella mentalità comune. Ma perché mettere in piedi tutta la complessa, articolata e costosa organizzazione dello sterminio, con migliaia di soldati distratti dal fronte pur di portare a termine l’operazione ebrei ? Questo fa la differenza. La questione ebraica già aveva fatto un salto dall’antigiudaismo religioso alla "purezza del sangue" nella Spagna del XV e XVI secolo, ma qui si fa un salto ulteriore: si accetta di subire dei danni, economici o militari, pur di raggiungere l’obiettivo che sembra assolutamente primario. C’è quasi una religiosità perversa in questo. Nessuno mai aveva raggiunto questi livelli (sempre a proposito di unicità...)

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.107) 29 gennaio 2012 16:12

    Vero. Tutti gli antisociali. La faccenda si spiega con il concetto di “degenerazione” cioè di essere che è uscito dal genere umano. Degenerati prima di tutto i malati di mente e gli handicappati in quanto “inutili” per la società. Degenerati erano gli omosessuali in quanto non procreativi (la sessualità nazista consisteva nel trattare le donne come galline: tante “uova” hai tanti figli devi fare); degenerati erano i rom in quanto non produttivi e non stanziali. Ma gli ebrei ? In cosa degeneravano ? Erano - almeno in Germania - integrati, molti addirittura assimilati e convertiti, intelligenti esponenti della media o alta borghesia intellettuale, produttivi, colti eccetera. Quindi, perché ?

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.107) 29 gennaio 2012 15:56

    Su questo sono assolutamente d’accordo. Le conseguenze sul mondo arabo sono state devastanti; resta il fatto che dopo la guerra molti paesi sono stati travagliati da spostamenti di centinaia di migliaia di persone (un milione di tedeschi dai paesi slavi, trecentomila italiani da Istria e Dalmazia, eccetera). Tutti hanno affrontato l’emergenza accogliendo i profughi e integrandoli più o meno rapidamente all’interno delle proprie società.
    Questo non è avvenuto nei paesi arabi dove i palestinesi sono stati rinchiusi nei campi profughi (quando non sono stati ammazzati come in Giordania o in Libano) e in buona parte ancora ci sono.
    Anche sette-ottocentomila ebrei sono stati espulsi dai paesi arabi dopo la guerra del ’47-’48 e sono emigrati perlopiù in Israele, ma lì sono stati integrati.
    Riconoscere e metabolizzare la questione palestinese è molto più complesso di quanto si voglia fare di solito, credo.

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.107) 29 gennaio 2012 15:44

    un’idea è vera se lo è, non se è molto o poco diffusa, scusa se ti posso sembrare pignolo su questo. Che tutto sia "interpretazione" e che i fatti non contino lasciamolo dire a Vattimo e ai fautori del pensiero debole che finalmente qualcuno ha messo in discussione !

    Che nel mondo arabo in genere esista un rancore per la nascita di israele e per le numerose sconfitte subìte è assolutamente comprensibile; che esista un razzismo antiebraico, cioè di assoluta alterità degli ebrei - "figli di scimmie e maiali" come dicono - credo che sia indiscutibile anche se non è né diffuso né sbandierato come nell’europa ottocentesca. Infatti dici "non del tutto condivisa", non è che la escludi proprio.

    Sull’ultima frase ho dei dubbi: inventarsi delle motivazioni (come la causa di pestilenze eccetera) fa parte di un delirio, non credo che si possa considerare "utile" nel senso dello sfruttamento economico di cose o persone. In questo senso usavo questo termine. Anche se loro pensavano effettivamente di seguire una logica "utile" a preservare la razza ariana dalle contaminazioni. Insomma vorrei provare a distinguere una violenza finalizzata ad "avere" qualcosa da una violenza finalizzata a realizzare una assoluta paranoia.
    Mi sembra che facciano capo a due diverse patologie...

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.107) 29 gennaio 2012 15:25

    Non dico nulla su Ferrari perché non l’ho letto, ma aggiungerei che se nel mondo islamico non si fanno i conti con la realtà storica della shoah, rimarrà un "vuoto" creato volutamente da alcuni e diffuso nella mentalità popolare, che impedirà sempre l’elaborazione del lutto subìto con la Naqba (fra l’altro le massime autorità palestinesi dell’epoca collaborarono attivamente con il regime nazista, anche questo è noto). E se non si elabora un lutto non si arriva mai alla separazione da un passato; il che rende impossibile progettare un futuro.
    Credo che questo sia il problema, non quello che riconoscendo l’Olocausto si diventa "democratici", sennò non lo si diventa...
    Se ti possono interessare le mie riflessioni, ho scritto due articoli su questo: http://www.agoravox.it/Shoah-rottur... e qui http://www.agoravox.it/Giorno-della...

    Aggiungerei solo che il problema delle "altre" vittime viene spesso rimproverato agli ebrei (più o meno sottilmente accusati di essersi accaparrati l’esclusiva della memoria). In uno dei miei articoli ho risposto un po’ seccamente ad un commentatore su questo.
    Il rimprovero casomai va rivolto allo Stato o a chi non ha mosso un dito per ricordare gli altri drammi e le altre vittime. Il Giorno della Memoria è, così dice la Legge che l’ha istituito - per come la capisco io -, dedicato specificamente alle vittime ebraiche.

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