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Fabio Della Pergola

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Ultimi commenti

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.38) 29 ottobre 2011 10:47

    Sembra che ci sia un contrasto interno al PD. Ieri Damiano ha affermato "la proposta del sen.Ichino, a cui fa riferimento Berlusconi, e’ stata avanzata a titolo personale e non rappresenta la linea ufficiale del partito’’.(Cfr. http://www.asca.it/news-GOVERNO__DA...)

    La linea del PD in merito quindi non si capisce bene.
    Aggiungo un link ad un riassunto della "proposta Ichino": http://www.ecn.org/coord.rsu/doc/al...

    ma se hai di meglio inseriscilo tu !

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.38) 22 ottobre 2011 09:38

    Aggiungo da Repubblica del 22.10.11, p. 17: "...il giorno dopo sono entrati in aula rischiando di garantire alla maggioranza un numero legale in bilico (in realtà il numero legale già c’era)..." a firma di Giovanna Casadio.
    Alla fine, dopo giorni, si dice quello che già era chiaro: i Radicali NON hanno contribuito a garantire il quorum. Tutto lo scandalo è derivato da una colossale bufala.

    Nel frattempo (dal sito openpolis) in oltre il 35% delle votazioni la maggioranza poteva cadere ed è stata salvata dal voto della minoranza. Nessun Radicale (a parte la Bonino al Senato che come si sa è spesso in missione) è presente nell’elenco dei "salvatori".

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.38) 21 ottobre 2011 23:55

    Caro Paolo, o comunque lei si chiami, la polemica politica è fantastica perché ognuno può proprio dire quello che vuole su qualsiasi cosa al mondo.

    Io ho parlato in questo, e in un altro articolo, di un fatto specifico che si chiama IMBROGLIO MEDIATICO. Ormai dimostrato e indiscutibile (se lei la pensa diversamente la cosa non mi riguarda né mi interessa). Non c’è mai stata alcuna invalidazione radicale della strategia delle opposizioni (che peraltro si erano ben guardate dal discuterne con i radicali stessi) dal momento che i radicali sono entrati in aula alla fine della prima chiama alle 13,37 (a giochi ormai fatti, come dice l’onesto Giachetti) e alle 13,43 - cioè dopo pochi minuti - è iniziata la seconda chiama (La Stampa del 14.10.11, "La giornata alla Camera" di Mattia Feltri). In cinque minuti o meno si è giocata tutta la farsa di questa giornata. Ma il mancato rispetto degli ordini di scuderia ha fatto saltare i nervi ai cattolici del PD (Bindi in testa) anche se qualcuno ha cercato di calmarla dicendole che il quorum c’era già, che la maggioranza aveva DA SOLA il suo bel numero legale. Ma tant’è, quando i tori s’infuriano...

    Questo è il fatto, che lei non contesta, evidentemente per mancanza di argomenti.

    Quindi ripiega sull’analisi politica che, secondo lei, consiste in un attacco radicale alla strategia fondata sul segno di una unità delle opposizioni. Va bene, per andare dove ? La mancanza del numero legale - se mai fosse avvenuta per responsabilità dei radicali (cosa che NON è) - avrebbe portato solo ad un nuovo voto, come ho già detto (art. 47, comma 2 del Regolamento della Camera dei Deputati). Cioè era il segno di una unità per non andare da nessuna parte, politicamente parlando. In altri termini una emerita presa per i fondelli del popolo indignato a cui si fa credere di vedere un gran movimento quando in realtà non c’è proprio niente. Il nulla.
    L’insipienza, l’impotenza, l’incapacità di progettare qualcosa e l’impossibilità di creare una reale alternativa. Lo zero, il falso movimento. Mi fermo qui ?

    Ma visto che lei è un arguto osservatore, avrà forse notato che il lunedì successivo al voto qualcuno, a Todi, è andato a parlare con tutti i suoi correligionari dell’altra sponda (e con questo termine intendo sia l’altra sponda politica che l’altra sponda del Tevere). In quel consesso si può amabilmente parlare, affrontare tanti temi, dal dialogo fra laici e credenti, all’etica, a ciò che "non è negoziabile" eccetera, eccetera. Mi avrà capito, spero.

    Tutto questo a lei non dirà niente, abituati come siamo tutti ad avere sempre come commensale il fantasma di San Pietro. A me qualcosa dice, invece.
    Ad esempio che a quella tavola non si portano due capponi in dono, ma magari la testa di cinque radicali sì. Sarebbe senz’altro un regalo molto gradito, non crede ?
    Dal signor Fisichella ad esempio o dal signor Bagnasco forse. Che magari, vista la gentilezza degli ospiti, potrebbero accogliere amichevolmente i signori Bersani e compagni.

    Queste piccole congetture - giusto per fare due ipotesi fra amici - non le dicono niente ?
    Ad esempio che ci sono grandi manovre in corso in casa Chiesa ? No ? L’unica cosa vera è che Pannella si è venduto ?

    La cenetta da Berlusconi ? Terribile senz’altro, che mancanza di stile ! Ma Pannella non c’era andato anche l’anno scorso ? E poi, che cosa è successo ? Si era venduto ? Siamo sicuri ? E Renzi ? Non c’è andato pure lui ? E quelle "opposizioni" alla cui unità lei tiene tanto - non io - i Casini, Fini, Rutelli, Buttiglione e compagnia cantando, non ci saranno andati pure loro, una volta o due ?

    Non le viene una qualche curiosità almeno di sentire la campana di quel vecchio signore che si è preso uno sputo in faccia (un gesto che lei non giustifica, nientemeno!, troppo gentile).
    Probabilmente no, per lei è già tutto chiaro (e un po’ banale, se me lo concede).
    Se lo legga qui, se ne ha voglia: http://notizie.radicali.it/articolo...

    Poi, quando mi avrà dimostrato che effettivamente i Radicali si sono "venduti" (e parlo di fatti verificabili, non di queste fragili illazioni che per lei sono incontrovertibili ed esaustive, ma che a me ad oggi non dimostrano proprio niente) allora, ma solo allora, sarò io che verrò da lei (se mai lei dovesse scrivere un articolo ed esporsi al pubblico ludibrio come faccio io, firmandomi con nome e cognome) e le dirò: caro amico, lei aveva ragione ed io torto.

    Fino ad allora, restiamo amici.... arrivederci.

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.38) 20 ottobre 2011 15:22

    Per finire, ricordando che l’accusa ai Radicali è stata quella di aver tenuto in vita il governo, cito l’art. 47 del regolamento della Camera:

    "Comma 2. Se l’Assemblea o la Commissione non è in numero, il Presidente può rinviare la seduta di un’ora, oppure toglierla. In quest’ultimo caso l’Assemblea o la Commissione s’intende convocata senz’altro, con lo stesso ordine del giorno, per il seguente giorno non festivo alla stessa ora di convocazione della seduta che è stata tolta, oppure anche per il giorno festivo quando l’Assemblea o la Commissione abbia già deliberato di tenere seduta in quella data"

    Detto in altri termini: ANCHE SE (cosa che non credo per i motivi detti sopra) i Radicali avessero fatto mancare il numero legale, non ci sarebbe stata alcuna caduta del governo, ma una banale riconvocazione della votazione (e gli "indecisi" del PDL avrebbero visti aumentare vertiginosamente i loro cachet)

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.38) 20 ottobre 2011 14:53

    E magari non dimentichiamoci l’insinuazione più grave: "da Palazzo Chigi è partito un sms diretto a un deputato PDL: Nitto Palma ha fatto un gran lavoro con i radicali...." è la notizia che si sono venduti. Notizia diffusa dalla destra e riportata da La Stampa. Ovviamente smentita dai radicali, ma che gira, gira, gira...

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