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Enzo Salvà

Enzo Salvà

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  • Primo articolo mercoledì 09 Settembre 2018
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Ultimi commenti

  • Di Enzo Salvà (---.---.---.64) 6 marzo 11:43
    Enzo Salvà

    Caro Signore, io sono per il NO,

    La democrazia è sia qualità che quantità ma va riferita al popolo elettore – ed alla sua partecipazione e ricerca di competenza – I Rappresentanti eletti ne sono la prima conseguenza.

    Lei mi chiede di fare mente locale e mi fa una serie di domande, ne faccio io una a Lei: cosa cambia tagliando il numero dei Rappresentanti? NULLA CARO SIGNORE, NULLA perché quelli che Lei elenca sono problemi che esulano dalla rappresentanza ed hanno a che vedere con il bicameralismo perfetto, con la struttura della legge elettorale, con il potere dei partiti.

    Quando il collegio è troppo ampio i candidati diventano semi sconosciuti: meno rappresentanti dei territori significano anche più potere centrale, delle segreterie. (almeno ora ogni tanto qualcuno si incaxxa e passa al gruppo misto con il sostegno del suo territorio).

    Sono d’accordo con Lei sull’art. 67 della Costituzione e spero non cambi come avevano deciso 5S e Lega nel Contratto del Governo gialloverde; ma Lei si rende conto che i Cittadini Italiani non hanno l’abitudine di rivolgersi praticamente mai al Deputato o Senatore eletti nel proprio collegio? Farlo con uno diverso dal proprio “partito” poi, è impensabile. Gli stessi Eletti sono prima partitici e poi Rappresentanti, altro che storie.

    Il PD che aveva scelto di fare le primarie dando pertanto potere di scegliere i candidati alla sua base, ha fatto marcia indietro permettendo a tutti, al costo di € 2,00, di scegliere il candidato di partito e l’hanno chiamata democrazia. E’ come chiedere ai condomini quale divano devo scegliere a casa mia: se sono antipatico a qualcuno mi ritrovo senza vecchio divano sdraiato su una panca di legno nuova.

    Tutti gli altri maneggiano “nelle segrete stanze”. I 5S non fanno testo perché sono il partito più verticista ed autoritario che abbiamo.

    Il bicameralismo perfetto: (tralasciamo Renzi che con la scusa di superarlo andava a cercare tutt’altro) Noi abbiamo due Camere che fanno la stessa identica cosa, ma non è tagliando e mantenendo questo sistema di doppioni che si ottiene maggiore efficienza, è l’esatto contrario: commissioni, missioni ecc. ecc. ecc. sarebbero sempre le stesse con meno personale politico.

    In Germania, che non cambia sistema dal 1953 ed ha un sistema federale, ci sono due Camere, il Bundestag ed il Bundesrat, ma non fanno la stessa cosa: qui una spiegazione delle differenze

    Bundestag è la Camera legislativa, con un numero variabile di Deputati dei quali almeno 299 eletti direttamente, all’inglese per così dire. I cittadini, infatti, esprimono due voti distinti, uno per il candidato ed uno per il partito e la sua lista, il numero attuale dei deputati è 709 dai 598 previsti in precedenza. Qui come funziona in Bundestag.

    Io credo che il problema sia il teatro dei nostri vertici politici, tutti: noi cittadini non riusciamo più a districarci e nel contempo ci schieriamo per bandiere.

    In quanto al risparmio economico: 50 milioni annui uguale un caffè a cittadino. Forse una autonoma decisione dei parlamentari che tagli 10 euro al mese di indennità sarebbe più profittevole.

    Personalmente io credo fermamente che ogni modifica Costituzionale andrebbe sottoposta a Referendum popolare. Troppo poco affidarsi ad una maggioranza anche se ampia

    Un Saluto

    Es

  • Di Enzo Salvà (---.---.---.64) 5 marzo 11:25
    Enzo Salvà

    A Madama la marchesa non rispondo, ha già problemi suoi, 

    Riporto qui una intervista de Linkiesta al Dott. Usuelli, Medico e Consigliere Regionale Lombardia che descrive una situazione di sovrapposizione di disposizioni che ingenerano confusione "pratica", 

    Se qualcuno pensa di dare adesso la famosa "spallata" all’attuale Governo o è un ingenuo oppure è veramente in malafede e contro il Suo Paese.

    Es.

  • Di Enzo Salvà (---.---.---.64) 5 marzo 10:12
    Enzo Salvà

    La California, con poco più di 50 casi, ha decretato lo stato d’emergenza. (non so quali siano le conseguenze concrete)........!

    Salvini, e i Governatori Fontana e Zaia chiedevano a gran voce il blocco delle frontiere già un mese fa. Ovviamente Lei non vede le TV locali e non ha sentito la propaganda che ne è scaturita......

    fino a quando non è stato chiaro che così facendo, oltre a stare con il fiato elettorale sul collo di governanti francamente disorientati, stavano mandando tutto a puttane; conseguenza: rapida conversione e pacatezza.

    Adesso ogni cosa viene fatta per il bene comune, concordata e sottoscritta assieme al Min. Speranza in accordo con ISS, Protezione Civile ed addirittura con il Min. della Difesa.

    La cosa migliore da fare adesso è lasciar perdere la politica partitica, di questo si riparlerà indubbiamente. 

    Se prende ad esempio roba del 1969, 50 anni fa, mi fa venire in mente l’On.Taverna che invitava a mettere i bambini nella stessa stanza così il morbillo lo prendevano tutti e il problema era bello che risolto. O il Ministro Grillo che imponeva "l’obbligo vaccinale flessibile".

    Un Saluto

    Es.

  • Di Enzo Salvà (---.---.---.64) 4 febbraio 10:37
    Enzo Salvà

    Non Le vanno proprio giù queste povere Sardine! Quanta ansia! Le sardine, per inciso, sono “buoniste”. Mai sentito affermare, da loro, di essere contro “i poteri forti”, (sempre che per poteri forti non intenda Salvini-Meloni & Co.).

    Credo si confonda con 5S.

    A parte essere un movimento spontaneo o semispontaneo come “gli amici di Beppe Grillo” di antica memoria, sono solo contro una brutta destra con Salvini leader.

    Ne consegue che l’unica sponda di massa possibile sia il PD. E’ la democrazia bellezza.

    Si riuniscono in 6000 in 4 giorni: ho sentito parlare di rave party di notevoli dimensioni organizzati in 24 ore, tanto più facile se si tratta di una città universitaria come Bologna.

    Erano in visita a “Fabrica” un centro culturale - scuola di formazione fondato da Luciano Benetton e Oliviero Toscani a Treviso. Famiglia Benetton così importante per Treviso e Provincia anche in campo sportivo, Benetton Rugby e Benetton Basket, non i soli: qui in Veneto famiglie come Marzotto, Zoppas, Riello, solo per citarne alcune, sono importanti anche a livello culturale non solo economico; vivono ed operano in una regione leghista ma hanno, tutti, atteggiamenti PRO UE e PRO EURO e sempre dialoganti.

    Da ricordare che Benetton ed Olivieri hanno condotto, tramite la pubblicità, battaglie antirazziste a volte superando il bigottismo di allora che oggi ritorna. Ma i Benetton sono anche quelli di Atlantia, e ciò che emerge non è esattamente edificante, al contrario.

    Sardine avrebbero dovuto “pesarlo”? Probabilmente sì.

    Mi chiedo perché i destrorsi nazionali si “emozionino” tanto se le Sardine condividono i loro stessi amici, sponsor, clienti politici. Temono la concorrenza?

    I leghisti hanno un problema: nati e cresciuti da liberisti economici pronti a soddisfare ogni speculazione, oggi, per essere populisti e sovranisti, devono evitare di farsi vedere troppo con “i capitalisti”.

    Voglio proprio vedere come e quante saranno le visite di Salvini in Veneto per la campagna elettorale e quanto volte parlerà di “Autonomia”, cosa che in Emilia non ha fatto. 

    Comunque era al Governo e 18 mesi sono andati in malora con buona pace della ex Ministra Stefani, veneta, che ha dovuto reggere il palco.


    Alle Sardine sarebbe bene ricordare: attenzione non siete nate per fare il verso agli atteggiamenti grillini, tra di voi ci saranno certamente elementi che si confondono o che hanno ambizioni e cercano di emergere anche in maniera “competitiva”, è la vita.

    Se alcuni siederanno sulle poltrone rosse: perchè no? sono cittadini anche loro ed hanno partecipato. Per ora il compito, è tentare di fare contropropaganda con richieste semplici ad una propaganda “bestiale”. 

    La lettera a Conte personalmente non l’avrei scritta, questa mi sembra una ingenuità ed una banalità. Se ci saranno conseguenze - positive o negative importa poco - si vedrà se e quando diventeranno da grandi, sono giovani.

    Un Saluto

    Es.

  • Di Enzo Salvà (---.---.---.64) 29 gennaio 11:48
    Enzo Salvà

    Sarebbe tanto bello, Lei si riferisce alla “democrazia partecipativa” dal basso, magari limitata a alcuni argomenti di interesse generale. Sarebbe bello ma rischia di essere un concetto vuoto se non è accompagnato dall’impegno politico e culturale della popolazione.

    Non so come funzioni nelle città, dove è senz’altro più difficile ma esistono le Circoscrizioni, Consigli di Quartiere o di zona, ma in Comuni piccoli e Cittadine attorno ai 15mila abitanti, Le assicuro che è possibile e praticato: si indicono assemblee prima delle delibere su argomenti importanti, il Sindaco comunica ed invita con semplice volantino sui social e nella buca delle lettere,

    Questo sarà certo meno roboante rispetto ad un Documento avente forza giuridica ma è comunque dotato di valenza democratica. Mettere legacci ai rappresentanti eletti che finiscono in balia della pancia del popolo a sua volta spesso in balia di personaggi carismatici non esattamente edificanti, non è una grandissima idea.

    La partecipazione civile attiva, invece, sarebbe importantissima ma è assolutamente insufficiente: sui siti dei Comuni, alla voce Amministrazione Trasparente, ci sono le Delibere di Giunta che poi devono essere approvate in Consiglio Comunale, che è una riunione pubblica, ebbene, i cittadini partecipanti sono pochissimi nonostante l’evento sia ampiamente pubblicizzato. (nel mio Comune, 15.000 ab., c’è, per il sesto anno consecutivo, un Consiglio Comunale al mese).

    Purtroppo da tanto tempo anche la lotta partitica nazionale si è trasferita all’interno dei Comuni: è estremamente divisiva per pura ricerca dello scontro ed i cittadini stessi si dividono ideologicamente anziché ragionare sul Bene Comune locale.

    Propaganda che spesso è giocata sul potere di intervento dell’Amministrazione confidando, a ragione, sul fatto che i Cittadini non sappiano quali sono le Autorità Superiori, -un piccolo esempio sono le strade, quelle Comunali, Provinciali e Nazionali- e la suddivisione dei poteri, delle competenze e responsabilità.

    Non è così dappertutto ovviamente, ma se la partecipazione attiva si riduce a “votazioni online”, e rischia di essere così, non si fa altro che scatenare polemiche e strumentalizzazioni.

    Nei piccoli Comuni comunque, il volontariato fa la sua parte alla grande. Per sua natura il volontariato di concentra su temi specifici: nella sua collaborazione con l’Amministrazione porta avanti automaticamente una forma di democrazia partecipativa.

    Di certo, in tutta Italia, il volontariato, il terzo settore, ha ormai assunto un compito di sostituzione e supplenza dello Stato: non va bene, per niente. Vale in condizioni di emergenza, di miglioramento qualitativo di servizi, ma ormai ha finito per “tappare troppi buchi”.

    Un Saluto

    Es.

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