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Enzo Salvà

Enzo Salvà

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  • Primo articolo mercoledì 09 Settembre 2018
  • Moderatore da venerdì 09 Settembre 2018
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Ultimi commenti

  • Di Enzo Salvà (---.---.---.64) 20 marzo 17:36
    Enzo Salvà

    Sara,

    “è il disegno sottostante, sostenuto dagli ambientalisti……”. Personalmente non mi interesso di complotti ma perché ficcarci dentro gli ambientalisti non lo capisco; almeno aggiungere anche il modo di vivere attuale alle memorie storiche, peraltro imprecise e superficiali. Mi sembrerebbe il minimo:

    Negli anni 50 il fabbisogno energetico era assolutamente diverso. Se Lei va sul sito più sotto, troverà un grafico e noterà che dagli anni 60, quelli del boom economico, la produzione di energia termoelettrica ha un picco enorme.

    Faccio notare che l’energia idroelettrica è “una fonte rinnovabile” dunque ambientalista. Il problema eventualmente è nella tecnica costruttiva delle strutture: non si deve bloccare la vita del fiume, architettonicamente si può e si deve fare:

    http://aspoitalia.blogspot.com/2007/08/il-grafico-qui-accanto-mostra-in.html

    Non sono gli ambientalisti (che in questo Paese hanno sempre contato ….. nulla) ad avere bloccato la produzione idroelettrica ma la facilità e la convenienza di approvvigionamento e trasporto dalla centrale, dell’energia termoelettrica (carbone, petrolio, gas).

    La invito a leggere questo articolo sull’idroelettrico:

    https://rienergia.staffettaonline.com/articolo/32849/Quale+futuro+per+l’Idroelettrico+in+Italia/Marangoni

    non ha nulla a che vedere con “gli ambientalisti” è un articolo economico, guardi chi sono gli sponsor se non crede a me.

    Seveso non c’entra niente con il nucleare, tenga conto però, che l’abbandono del nucleare è stato deciso con DUE Referendum dal popolo italiano.

    Gli ambientalisti (esclusi pochi) non chiedono affatto la “decrescita” ma maggiore efficacia/efficienza, minore pigrizia ed un pochino di sale in zucca. Gli standard della società dei consumi, comunque, sono folli: provi ad andare al supermercato, si soffermi davanti agli scaffali e conti, di un singolo prodotto, quanti tipi, marche, prezzi ci sono: le sembra normale che in un supermercato di paese ci siano 8/10 tipi di cetrioli sotto aceto? dov’è l’economia? dov’è una tale domanda? che al banco salumi ce ne siano almeno una ventina esclusi quelli confezionati che sono anche di più? È normale che noi abbiamo rifiuti alimentari per il 30% dei consumi?

    Si rende conto che nel prezzo che paghiamo alla cassa è incluso il rischio scadenza prodotto, cioè l’invenduto che verrà quindi smaltito? Paghiamo subito (su base statistica): costo di produzione, trasporto, smaltimento, mancato guadagno ….. …ed energia! Tanta energia.

    Il problema rifiuti non è inventato, ma soprattutto può essere risolto a livelli importanti, tecnicamente, tramite il riciclo, l’educazione dei consumatori, il riuso.

    Gli inceneritori SONO inquinanti ma sono soprattutto antieconomici specialmente per l’Italia che non ha materie prime ma le potrebbe riciclare. (ho già commentato in questo articolo)

    Lei scrive “inventando l’usa e getta”: usa e getta è fatto per i consumatoriperché la gente lavora e non ha tempo, oppure perché è pigra. Io non sono certo d’accordo su questa vita “fast”, ma è così che la maggior parte degli occidentali vivono. Vogliamo ragionare sul fatto che nessuno ci obbliga?

    Sempre al supermercato: nel banco alimentari confezionati NON sottovuoto troverà prodotti confezionati in “atmosfera protettiva” (o modificata, attiva, passiva): ebbene lì è stato introdotto gas a fini conservativi. Naturalmente serve un imballaggio adatto che poi viene gettato (per produrlo serve energia). Plastica che può essere benissimo riciclata, guardi che la paghiamo. Se la buttiamo in discarica non serve a niente, se la bruciamo facciamo poco, se l’industria la riutilizza risparmia in materie prime ed energia e noi abbiamo più pulizia e meno inquinamento.

    Montecatini/Montedison/Enichem: Acna (Soc. della Montedison) di Cengio (Savona) - Bussi sul Tirino Abruzzo – Brindisi - Farmoplast (Soc. della Montedison) – Massa – tutto il ciclo del cloro a Venezia/Porto Marghera, possiamo stare qui ore a fare ricerche su incidenti ed inquinamenti di questa industria e sue collegate, altro che vapore …… solo che ieri come oggi era difficile sapere.

    Lei, come tanti altri, distribuisce colpe attribuendole a destra ed a manca senza mai pensare che sono fatti accaduti, del passato, e tali restano. Ricordare serve solo a non incorrere negli stessi errori o peggio, serve per cambiare, guardare avanti, studiare e applicare gli studi senza remore o pigrizia. Noi stiamo mandando a puttane questo pianeta ma, paradossalmente, abbiamo conoscenza, capacità e tecnologia per fermare il declino. Solo che anziché prenderci cura di noi stessi e dei luoghi nei quali viviamo, della nostra economia e del nostro benessere, ci fermiamo a darci colpe mentre l’economia, a Lei così cara, è ormai tutta basata su speculazione, sfruttamento e profitto su prodotti di scarsa qualità.

    Un Dio chiamato denaro.

    Un Saluto

    Es.


  • Di Enzo Salvà (---.---.---.64) 8 marzo 11:01
    Enzo Salvà

    Io vedo il PD da fuori e lo vedo, da sempre, come una contraddizione. L’alleanza tra popolari e socialisti è possibile quando si tratta di governare, diverso è fondare un partito misto.

    In questi anni tutto si è spostato a destra verso neoliberalismo o neoliberismo con massicce dosi di populismo negativo. A me sembra sia accaduto, meno, anche nel PD con, in più, l’inserimento di una terza “componente” liberale.

    Dunque è logico che al momento delle mozioni per rinnovare le cariche sociali, le tre mozioni palesino ulteriormente le differenze. In fondo il PD è o prova ad essere, in sostanza, il primo partito post-ideologico di massa.

    Le differenze interne sono ideologiche, o ideali se vuole, potrebbero incontrarsi, anche stare insieme come alleanze in particolari momenti di governo ma non altro.

    Zingaretti non potrà che barcamenarsi: più che raccogliere attorno al PD forze disperse della sinistra in funzione di alleanza elettorale non potrà fare. E le alleanze elettorali funzionano a destra, quando e se vince.

    A sinistra, per quanto posso ricordare, ognuno torna per quanto possibile alle origini.

    Pensi ai Verdi, che non hanno una vera e propria ideologia classica ma sono certamente sinistra: Lei ce li vede alleati organici del PD? provi a pensare alle differenze, a quanto è successo in Italia negli ultimi anni, ILVA, TAV, TAP, CEST, INCENERITORI (Decreto Sblocca Italia) TRIVELLE (e conseguente Referendum andato bene per il PD male per gli altri: quorum non raggiunto), ne dimentico di certo, provi a pensare a livello Regionale: quante Regioni governate anche dal PD sono corresponsabili di irregolarità e sanzioni dell’UE per discariche, acque reflue, e possiamo andare avanti alla grande. Queste sono competenze regionali. E non parliamo poi di Scuola e Sanità pubbliche........

    Può davvero pensare che i Verdi potrebbero allearsi organicamente al PD?

    Ma poi, chi dice che il PD di Zingaretti lo voglia? Zingaretti proverà a recuperare voti in libera uscita. Con l’aria di declino dei valori e dei principi che circola in Italia ci può anche riuscire, ma una vera POLITICA per portare il Paese, progressivamente e con la dovuta calma, verso atteggiamenti e provvedimenti per una Società più equa ed inclusiva, questo non me lo immagino proprio. (dice: meglio di quanto abbiamo oggi? non è difficile.)

    Un Saluto

    Es.

  • Di Enzo Salvà (---.---.---.64) 5 marzo 17:04
    Enzo Salvà

    Buon pomeriggio Signora Doriana, intanto mi scuso, il suo articolo vale molto, perché vale molto, per me, la memoria storica, breve o lunga che sia.

    Sugli editori: la mia affermazione è certamente sopra le righe, la mera propaganda, ahimè, credo proprio di no. Francamente le 39 slide di presentazione per essere la riesumazione di progetti precedenti, sono....povere! (su Minambiente non ci sono nemmeno)

    Lei scrive di TAV: professionalmente è il mio campo, in breve Lei ha centrato la questione, non per ragioni ambientali che di certo hanno un peso importante, ma proprio per ragioni di opportunità economica e logistica.

    Perché non scrivo più spesso: perché lavoro e per come piacerebbe a me, vorrei esprimere le mie opinioni supportate da notizie certe, facilmente reperibili, possibilmente da fonti ufficiali: ci vogliono testa e tempo anche sapendo bene cosa mi piacerebbe dire. Però leggo.

    Un Saluto

    Es.

  • Di Enzo Salvà (---.---.---.64) 4 marzo 16:33
    Enzo Salvà

    Che l’Italia sia un Paese bistrattato da politici, investitori e gran parte del suo stesso popolo è cosa scontata, che il piano ProteggItalia sia una novità, purtroppo, non è vero.

    Mi sembrano molte anche le forzature nella presentazione del piano, peraltro generico e senza dettagli normativi o d’altro tipo.

    Purtroppo o per fortuna, questo piano riprende, in generale, quello denominato ItaliaSicura di Renzi prima e Gentiloni poi, apparentemente implementato con risorse che prima erano affidate alla Protezione Civile.

    Non credo poi che questi “stanziamenti” provengano da “contrattazioni” in sede UE essendo risorse già programmate allo stesso fine (scadenza al 2020), parte delle quali sono opere finanziabili dall’UE stessa con il contributo da parte dello Stato richiedente del 25%. 

    Nei miei rari articoli qui su Agoravox, ho fatto riferimento a opere di salvaguardia e manutenzione ma:

    considerati i nuovi dati inquinamento ILVA,

    in agricoltura, l’incremento di sversamenti di fanghi industriali con aumento di inquinanti a fini fertilizzanti

    e il condono edilizio del Decreto Genova,

    scuserei, per questa volta, gli editori che non hanno fatto da megafono a quella che potrebbe benissimo essere mera propaganda.

    A chi ha a cuore le questioni ambientali, consiglierei di frequentare il sito del Ministero dell’Ambiente la cui Area stampa è piuttosto aggiornata e poi i tanti siti "seri" che parlano di ambiente (non sono siti dove rullano i tamburi di guerra che galvanizzano la truppa; forse per questo non hanno grande visibilità).

    Io ho passione, anche partitica, per la questione ambientale, la ritengo una battaglia utile a tutto, anche alla nostra economia e, e me lo auguro, sarei felice di sbagliare, di essere ritenuto uno sfiduciato pessimista ma……...!

    Un Saluto

    Es.

  • Di Enzo Salvà (---.---.---.64) 14 febbraio 17:51
    Enzo Salvà

    Lungi da me essere contrario a misure contro la povertà, sono contrario a misure semplicistiche e coercitive e peggio denominate. Il Reddito di Cittadinanza (o Reddito di Base) esiste e vuole dire altro rispetto alla norma che si attua in Italia. Abbiate pazienza: se ti faccio credere che ti assisto ed invece ti “obbligo” a fare qualsiasi cosa pur di non perdere l’assistenza, non è più assistenza.

    Il Reddito Minimo Garantito è una norma, declinata in forme diverse nei Paesi Europei, che è “integrazione al reddito, prevede sostegno sociale in varie forme, reinserimento sociale lavorativo tirocinio ecc. Manca, in Europa, solo ad Italia e Grecia,

    Ma soprattutto manca in Italia un “Compenso (Salario o Stipendio) Minimo”, cioè la base di calcolo che non è necessariamente la “soglia di povertà”.

    Non è previsto nella Legge Italiana è lasciato alla contrattazione delle parti sociali (impresa-lavoratori) tramite i contratti Collettivi Nazionali che, qualora violati, danno accesso ai Tribunali civili o del lavoro, non a misure automatiche di ristoro ed ammende per violazioni di legge. Peraltro in Italia abbiamo talmente tante deroghe, contratti di lavoro precari e lavoro in nero che credo sia ben difficile districarsi.

    Il compenso minimo (questo Governo ne ha anche parlato poi non so che fine abbia fatto), è la base di calcolo sulla quale edificare una qualsiasi forma di assistenza integrativa e quindi di contrasto alla povertà.

    Dell’RdC all’italiana: quello che ritengo intellettualmente disonesto è legare la Norma all’obbligo di accettare “qualunque e qualsiasi “lavoro venga proposto, anche di poche ore o giorni che per gradi, in caso di non accettazione, ha come conseguenza la riduzione dell’assistenza fino a cancellarla.

    Non è Reddito di cittadinanza, non è una norma Assistenziale, è Imposizione: io ti impongo di accettare altrimenti perdi il contributo. Nel dettaglio il diavolo e la sua coda………!

    Penso soprattutto ai giovani, riporto da BIN:

    Per non fare la figura degli esterofili, va detto che queste forme di protezione sociale hanno ciascuna alcune contraddizioni. Il fatto che molti di questi modelli di welfare si siano trasformati in workfare, in cui esiste l’obbligo per i beneficiari ad accettare qualsiasi lavoro pena la sospensione del benefit, porta con se alcune conseguenze come quella di nutrire una grossa fascia di lavori a bassa qualificazione. In questo senso, ad esempio in Belgio, si sono definite delle forme di congruità, in cui un beneficiario del reddito minimo può rifiutare il lavoro offerto se non è congruo al suo inquadramento professionale precedente o alla sua formazione; una sorta di riconoscimento delle competenze acquisite che frena il ribasso professionale e salariale.

    Il PDF completo è qui:

    http://www.bin-italia.org/wp-conten...

    Sia chiaro: è una decisione presa dal Governo Italiano, piaccia o non piaccia si applica, ma non chiamiamola con un nome che sia evocativo di tutt’altro. Sulla sua effettiva realizzazione e costo io ho seri dubbi, altrettanto sulla sua efficacia in assenza di investimenti produttivi.

    Un Saluto

    Es.

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