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Doriana Goracci

Doriana Goracci

Sono una blogger in copy left da molti anni e mi piace impegnare parte del mio tempo nel giornalismo partecipativo, usando il cestino-come mezzo- per raccogliere quelle piccole e preziose cronache di vita, spesso sotto traccia.

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  • Primo articolo giovedì 08 Agosto 2009
  • Moderatore da giovedì 09 Settembre 2009
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Ultimi commenti

  • Di Doriana Goracci (---.---.---.232) 9 febbraio 13:52
    Doriana Goracci
    Due tigri di Sumatra dello zoo di Fort Wayne, in Indiana, hanno contratto il coronavirus: lo ha reso noto lo stesso zoo, secondo quanto riporta la Cnn.Le due tigri erano state sottoposte al test anti Covid dopo che una di loro aveva manifestato sintomi della malattia il primo febbraio ed entrambe sono risultate positive venerdì scorso.Lo zoo sta lavorando con le autorità sanitarie locali e statali per cercare di individuare la fonte del contagio. Finora nessun altro animale dello zoo è stato sottoposto al test anti Covid.
    ANSA.it
  • Di Doriana Goracci (---.---.---.232) 9 febbraio 09:20
    Doriana Goracci

    AGGIORNAMENTO ecco ci siamo e ci mancava...

    "Gatti e cani domestici a Seul saranno sottoposti al test del coronavirus nel caso manifestino sintomi come febbre e difficoltà respiratorie e siano stati a contatto con una persona contagiata. Lo hanno deciso le autorità sanitarie della capitale sudcoreana dopo che un gatto era stato trovato positivo al Covid molto probabilmente trasmessogli dalla sua padrona.Nel caso il cane o il gatto sia stato infettato dovrà restare in isolamento a casa poiché non ci sono prove che il virus possa essere trasmesso dagli animali domestici all’uomo, ha spiegato in una conferenza stampa il funzionario alla sanità di Seul Park Yoo-mi, secondo quanto riportato dalla Bbc. Ma se i proprietari dell’animale sono ricoverati in ospedale con il Covid-19, o sono troppo malati o troppo anziani per prendersene cura, allora sarà portato in una struttura per la quarantena gestita dal comune.
    Park ha anche ricordato ai tutti i cittadini che "durante le passeggiate" gli animali domestici vanno sempre tenuti a una distanza di "due metri" dagli altri passanti.
    ANSA.it
  • Di Doriana Goracci (---.---.---.232) 9 febbraio 09:16
    Doriana Goracci

    AGGIORNAMENTO:

    per cronaca, CUBA, da 61 anni sotto embargo, sviluppa QUATTRO VACCINI contro il Covid-19,TUTTI FINANZIATI PUBBLICAMENTE E PRODOTTI DA DUE SOCIETA’ STATALI: uno di questi – Soberana 02 – a marzo entrerà in fase 3 di sperimentazione, poi verrà messo in produzione e distribuito gratuitamente sia alla popolazione cubana che ai turisti sull’isola. "Non siamo una multinazionale che considera una priorità il profitto finanziario, il nostro obbiettivo è creare salute e la nostra distribuzione commerciale avrà una strategia umanitaria".
    Parola del direttore Vicente Vérez dell’Instituto Finaly, di proprietà dello stato.
    L’Avana è pronta a produrre circa 100 milioni di dosi esportandone una grandissima parte soprattutto nei paesi poveri.
    FORSE AVRANNO DRAGHI PIENI DI SPERANZA...
    E inoltre:
    Il risultato della guerra per l’accaparramento delle dosi è “l’apartheid dei vaccini”, avvertono scienziati e attivisti di tutto il mondo. Nazioni a medio e basso reddito, come il Ghana e l’Africa Subsahariana, non potranno vaccinarsi fino al 2024. L’Uganda pagherà il vaccino Astrazeneca tre volte il prezzo che paga l’Europa. E se non si cambia strategia, oltre alla questione etica, le conseguenze economiche e sanitarie dell’accaparramento saranno disastrose anche per gli stessi Paesi ricchi.
    Il costo della mancata copertura vaccinale globale è stimata da un think tank americano, la Rand corporation, a 1,2 trilioni di dollari l’anno. Le nazioni ad alto reddito perderebbero così 119 miliardi l’anno. “I Paesi ricchi hanno legami commerciali globali – spiega Marco Hafner, tra gli autori dello studio –, il rallentamento economico nelle nazioni più povere causato dalla pandemia avrà un effetto a catena in tutto il mondo”. Nessuno è salvo finché non tutti sono salvi: è il mantra che ripetono da mesi scienziati e attivisti in tutto il mondo. “Il più grande pericolo che l’umanità sta correndo passa sotto silenzio: solo 25 persone sono state vaccinate in Africa”, ha dichiarato Alberto Mantovani, direttore scientifico dell’Istituto Clinico Humanitas di Milano, in un’intervista ad Avvenire. “Escludere i Paesi poveri è scandaloso: il virus non si ferma ai confini e le due varianti oggi più temute vengono dal Sud Africa e dalla selva brasiliana”. Come dire che se il virus non viene combattuto globalmente continuerà a circolare sviluppando nuove varianti, forse più letali e resistenti ai vaccini, che torneranno ai Paesi ricchi come un boomerang.AstraZeneca venderà il suo vaccino a prezzo di costo al Sud del mondo. In India, il Serum Institute of India sta gestendo le maggiori spedizioni di vaccini sia AstraZeneca sia Novavax. Il Serum Institute esporta la propria versione del vaccino AstraZeneca – chiamata Covishield – in 92 dei Paesi più poveri del mondo, ma al prezzo che vuole: in India lo vende a 3 dollari a dose, 5 dollari per Sudafrica e Brasile, 7 dollari all’Uganda. L’Ue ha pagato il vaccino AstraZeneca 2 dollari. Includendo il trasporto, vaccinare una persona costerà invece all’Uganda 17 dollari. Né AstraZeneca né il Serum Institute hanno risposto alle nostre richieste di commento in merito. I vaccini di Pfizer e Moderna sono molto più cari. L’Ue li ha pagati oltre 14 dollari. I Paesi a basso reddito non potranno mai permetterselo. “Abbiamo assegnato delle dosi per la fornitura ai Paesi a basso e medio reddito a un prezzo senza scopo di lucro”, ci ha risposto Pfizer. Uno studio della Northwestern University (Usa) ha calcolato gli effetti sanitari di questa disuguaglianza: se i primi 2 miliardi di dosi di vaccini Covid fossero distribuiti proporzionalmente in base alla numerosità della popolazione di ogni nazione, le morti nel mondo diminuirebbero del 61%. Ma se le dosi sono monopolizzate da 47 dei Paesi più ricchi, i decessi si riducono solo del 33%. https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/02/07/lapartheid-dei-vaccini-ai-paesi-ricchi-il-52-di-dosi/6093016/


  • Di Doriana Goracci (---.---.---.232) 7 febbraio 18:54
    Doriana Goracci

    Ho letto un articolo che mi ha prospettato un panorama birmano agghiacciante ( e che non conoscevo) è di Federico Varese: Birmania, il golpe dei generali difende gli affari del narcotraffico

    04 Febbraio 2021
    Paramilitari, milizie etniche ed esercito regolare gestiscono un mercato da 40 miliardi di dollari l’anno

    "Pochi sembrano aver compreso le ragioni del colpo di stato in Myanmar. Per capire gli eventi di questi giorni bisogna avventurarsi nel nord della Birmania, dove si produce e raffina l’eroina, le pillole di metanfetamina mischiata al caffè dette yaba, e l’ice, piccoli cristalli bianchi nove volte più potenti della cocaina venduti in bustine da tè.

    Il fentanil, prima smerciato agli americani in modo legale dall’industria farmaceutica, viene ora confezionato..." https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2021/02/04/news/myanmar_golpe_esercit o_narcotraffico-286058830/

    e ancora

    "È tra le strade del nord del Myanmar, nel cosiddetto triangolo d’oro al confine con Laos e Thailandia, che si possono ritrovare le radici profonde del golpe della giunta militare di sei giorni fa. A dirlo al TG è Federico Varese, criminologo dell’Università di Oxford ed esperto di organizzazioni criminali, nonché autore del libro “Mafia globale”. E l’oro in questo caso non è nient’altro che la droga.

    Capitale delle droghe sintetiche

    Un business che nel Paese vale 40 miliardi di dollari. Il Myanmar è infatti il più grande produttore di droghe sintetiche al mondo e il secondo di eroina (da qui proviene il 45% di quella del globo). Negli ultimi anni però qualcosa è cambiato. “Questo colpo di Stato blocca i tentativi di riforma della legge contro la droga. Il Parlamento (dove il partito di Aung San Suu Kyi è il più rappresentato) aveva fatto una consultazione con esperti mondiali, e anche con le Nazioni Unite, per riformare l’approccio alla droga nel Paese - spiega ancora Varese – a un certo punto i militari hanno detto basta, c’è un limite a quanto il parlamento può fare”.

    L’oppio di Orwell

    Da sempre il Mynamar, l’ex Birmania, è un produttore di Oppio. Proprio nella colonia inglese nel 1934 visse il figlio di un ex funzionario britannico e tra i campi di papaveri trasse spunto per scrivere il libro “Giorni in Birmania”. Quel figlio non era nient’altro che George Orwell. Ieri, come oggi quindi la storia birmana è un intreccio tra droga e potere. https://www.rsi.ch/news/mondo/Myanmar-la-droga-dietro-il-golpe-13809244.html

  • Di Doriana Goracci (---.---.---.232) 7 febbraio 15:44
    Doriana Goracci
    AGGIORNAMENTO Capre Felici ed Agitu Ideo Gudeta
    Le 82 capre di Agitu Ideo Gudeta sono state divise tra vari allevatori. Ciascuno prenderà in affidamento, a proprie spese, parte del gregge dell’allevatrice di origini etiopi barbaramente uccisa lo scorso 29 dicembre. Lo scrive su Facebook Beatrice Zott, anche lei allevatrice di capre, 19enne, a cui il gregge era stato affidato dal Comune di Frassilongo in attesa del da farsi. https://www.youtube.com/watch?v=ky-2oj-Aqpk
    "Ci si affeziona in così poco tempo È stato triste vederle su un camion e vederle separare... Auguro agli animali il meglio, ai capretti la giusta e curata attenzione, auguro che trovino qualcuno che si affezioni che provi entusiasmo quando le vede con la pancia tonda, sazie".
    L’affidamento è stato proposto alla stessa Zott, che però scrive di aver rifiutato per questioni economiche. "A mie spese non avrei potuto Spero di rivederle sulle montagne e sui pascoli della valle dei Mocheni, dove sono nate, dove anche loro hanno oggi lasciato un pezzo di cuore".
    Negli ultimi giorno si sono presentati due grandi problemi. Il primo riguarda lo stato di salute delle capre: circa il 60% delle esemplari sono gravide , circostanza che potrebbe portare il gregge a superare le 100 unità a fronte di una stalla troppo piccola. In secondo luogo le basse temperature hanno fatto gelare l’acqua che alimenta la stalla.
    La Federazione Allevatori spiega che d’intesa con la famiglia di Agitu, ha affidato temporaneamente le capre ad allevatori della stessa Valle dei Mocheni, di Lavarone, Vallarsa e Brentonico , per un periodo di sei mesi. I centomila euro: la raccolta fondi è stata curata dall’associazione Amici dell’Etiopia, il
    referente è Zebenay Jabe Daka, a quanto risulta, non era stato informato del trasferimento del gregge, e solo nella giornata di
    oggi ha avuto un contatto con gli avvocati della famiglia di Agitu.
    Dall’associazione sottolineano che quella somma servirebbe proprio a portare avanti l’attività, ma che manca una decisione
    sul da farsi da parte della famiglia che, tra le tante ipotesi, starebbe valutando quella di far venire in Italia uno dei fratelli minori di Agitu proprio per proseguire l’attività.
    Il sindaco di Trento, Franco Ianeselli, ha spiegato che gli “oltre 100 mila euro donati non sono ancora stati toccati per il
    motivo che ad oggi sono indisponibili, visto che la raccolta fondi è ancora aperta. A breve, dopo la sua formalizzazione, si riunirà il comitato – costituito dal presidente del Consiglio
    comunale Paolo Piccoli, dall’amica di Agitu Elisabetta Nardelli e da un familiare – che avrà non solo il compito di decidere per
    quali progetti impiegare la cifra, ma anche il dovere di rendicontare fino all’ultimo euro.
    Da ultimo: Agitu alla Casa delle Donne di Milano.Giovedì 18 febbraio 2021, ore 18
    Pascoli e libertà, omaggio a Agitu Ideo Gudeta e a tutte le Pastore del mondo
    Giovedì 18 febbraio 2021, ore 18 - Per il nostro omaggio ad Agitu, uccisa dalla violenza di un uomo il 29 dicembre 2020, evochiamo il mondo delle pastore, un universo femminile al quale Agitu apparteneva per scelta e vocazione. Con Anna Kauber, paesaggista e regista di ‘In questo mondo’, Greta Semplici, ricercatrice, Beatrice Zott e Mariantonietta Scalera, pastore. Coordina Isabella Balena.
    Per iscriversi all’incontro, registrarsi a https://www.casadonnemilano.it/prenotazioni-webinar/
    Giovedì 18 febbraio 2021, ore 18 - Per il nostro omaggio a Agitu, uccisa dalla violenza di un uomo il 29 dicembre 2020, evochiamo il mondo delle pastore, un universo femminile al quale Agitu apparteneva per scelta e vocazione. Con Anna Kauber, paesaggista e regista di ‘In questo mondo’, Greta Semplici, ricercatrice, Beatrice Zott e Mariantonietta Scalera, pastore. Coordina Isabella Balena.

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