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Doriana Goracci

Doriana Goracci

Sono una blogger in copy left da molti anni e mi piace impegnare parte del mio tempo nel giornalismo partecipativo, usando il cestino-come mezzo- per raccogliere quelle piccole e preziose cronache di vita, spesso sotto traccia.

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  • Primo articolo giovedì 08 Agosto 2009
  • Moderatore da giovedì 09 Settembre 2009
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Ultimi commenti

  • Di Doriana Goracci (---.---.---.13) 24 settembre 16:28
    Doriana Goracci

    Grazie, per aver commentato, risposto...CIAO !

  • Di Doriana Goracci (---.---.---.79) 23 settembre 19:33
    Doriana Goracci

    AGGIORNAMENTO, LEGGETE BENE FINO IN FONDO: Sono almeno 50 le persone rimaste uccise nella repressione delle proteste in Iran.Le manifestazioni sono seguite alla morte di Mahsa Amini, la 22enne deceduta mentre era sotto la custodia dalla polizia morale per non aver indossato correttamente lo hijab.Lo ha reso noto oggi l’ong Iran Human Rights (IHR) che ha sede ad Oslo. Migliaia di persone hanno manifestato oggi in tutto l’Iran venerdì in occasione di contro-manifestazioni pro-velo promosse dal governo, dopo una settimana di sanguinose proteste per la morte di Mahsa Amin. E oggi migliaia di persone sono scese in piazza a sostegno dell’hijab e di un codice di abbigliamento conservatore in contro-manifestazioni sostenute dal governo a Teheran e in altre città tra cui Ahvaz, Isfahan, Qom e Tabriz. "La grande manifestazione del popolo iraniano che condanna i cospiratori ei sacrileghi contro la religione è avvenuta oggi", ha affermato l’agenzia di stampa iraniana Mehr. L’imam Seyed Ahmad Khatami ha dato il tono alle preghiere settimanali a Teheran, esortando "la magistratura ad agire rapidamente contro i rivoltosi che brutalizzano le persone, danno fuoco alle proprietà pubbliche e bruciano il Corano". "Sostenere la fine del velo è fare politica alla maniera americana", cantavano i fedeli, che tenevano in alto i cartelli ringraziando le forze di sicurezza e condannando le donne che hanno bruciato l’hijab in pubblico.@ANSA

  • Di Doriana Goracci (---.---.---.83) 22 settembre 19:37
    Doriana Goracci

    Non hanno paura hanno tanto coraggio le donne in Iran

    "Almeno 31 morti nelle proteste per #MahsaAmini , la giovane di origine curda Mahsa Amini, 22enne, deceduta dopo essere stata arrestata dalla ’polizia morale’ a Teheran con l’accusa di non aver indossato correttamente il velo. 31 civili sono stati uccisi nella repressione della polizia della Repubblica islamica (Polizia morale) sulle proteste scoppiate dopo la morte di Mahsa Amini in Iran. Si dice che dopo la morte della donna, le manifestanti si sono infuriate e giovedì le stazioni di polizia e i veicoli sono stati dati alle fiamme in molte zone della città. Il direttore di Iran Human Rights (IHR) Mahmoud Amiri-Moghaddam ha dichiarato : “Il popolo iraniano è sceso in piazza per far valere i propri diritti fondamentali e la propria dignità umana, e il governo sta rispondendo alla loro protesta pacifica con i proiettili. Che ha fortemente criticato. Iran Human Rights ha affermato di aver confermato le proteste in corso in più di 30 città e paesi.  Le proteste contro la morte di Amini sono iniziate nella provincia settentrionale del Kurdistan, dove Amini è nata, ma ora si sono diffuse in tutto il paese. L’IHR ha detto che 11 persone sono state uccise nella manifestazione di mercoledì notte nella città di Amol, nella provincia settentrionale di Mazandaran e sei a Babol, nella stessa provincia. A parte questo, nelle proteste di Tabriz è stata confermata la morte di una persona.

    D’altra parte, dopo la morte di Mehsa Amini, la situazione sembra andare fuori controllo. La gente è scesa in piazza e ha manifestato contro la morte di Mahsa. Gradualmente questa manifestazione si è diffusa in più di 50 città e paesi dell’Iran. La polizia ha usato la forza per fermare i manifestanti. Ci sono state anche segnalazioni di proteste scoppiate da molti luoghi, dove i manifestanti hanno dato alle fiamme le stazioni di polizia ei loro veicoli.
    E veniamo all’intervista mancata...Dopo un’attesa durata 40 minuti, Ebrahim Raisi ha preteso che Christiane Amanpour indossasse il velo, "per rispetto", nonostante fosse a New York Il Presidente della Repubblica Islamica dell’Iran Ebrahim Raisi ha cancellato all’ultimo minuto un’intervista con la Cnn, a margine dei lavori dell’Assemblea Generale di New York, perché Christiane Amanpour non ha voluto indossare il velo. È quanto rivela la famosa anchorwoman, raccontando che si era preparata a chiedere a Raisi “delle proteste in Iran, delle donne che stanno bruciando i hijab dopo la morte di Masha Amini”. E invece si è trovata ad aspettare il presidente iraniano davanti ad una poltrona vuota per 40 minuti. Fino a quando si è presentato un collaboratore di Raisi che “suggerito che io indossassi il velo, chiarendo che non ci sarebbe stata intervista se non avessi il capo coperto, parlando di ‘una questione di rispetto’ e riferendosi ’alla situazione in Iran’, alludendo alle proteste nel Paese”. Amanpour - cresciuta a Teheran che ha lasciato con la famiglia per Londra dopo la rivoluzione del ’79 - è stata ferma. “Siamo a New York - ha detto all’uomo di Raisi - dove c’è nessuna legge o tradizione riguardo al velo, ho argomentato dicendo che nessun altro presidente iraniano ha fatto una richiesta del genere quando li ho intervistati fuori dall’Iran. Ho detto che non potevo accettare questa condizioni senza precedenti e sorprendente”. “Così siamo andati via, non c’è stata l’intervista, mentre le proteste continuano in Iran e la gente viene uccisa, sarebbe stato un momento importante per parlare con Raisi”, conclude la famosa giornalista, ricordando che questa sarebbe stata “la prima intervista di Raisi negli Usa” e che “erano state necessarie settimane per organizzarla e otto ore per sistemare l’equipaggiamento per la traduzione, le luci e le telecamere”.La scorsa settimana Raisi è stato intervistato, in Iran, dalla giornalista della Cbs Leslie Stahl per il programma ’60 Minutes’. Stahl, che ovviamente ha indossato il velo durante l’intervista, ha raccontato poi che, prima di registrare l’intervista, le sono state date indicazioni precise su “come vestirsi, come evitare di sedersi direttamente di fronte a lui ed evitare di interromperlo”. "

  • Di Doriana Goracci (---.---.---.153) 21 settembre 18:45
    Doriana Goracci

    Donne e mostri, questa è un’altra puntata di una giovane umanità coraggiosa...si, ce ne vuole di coraggio.
    VIDEO 21 settembre https://www.youtube.com/watch?v=40dJbmac_E0
    Aggiornamento :" Il coraggio è una donna che non si tira indietro!
    Cantavano: “Ognuno di noi è Mahsa; noi reagiamo!”
    I manifestanti sono scesi in piazza in 15 città in tutto l’Iran, bloccando il traffico, appiccando fuoco a bidoni della spazzatura e veicoli della polizia, lanciando pietre contro le forze di sicurezza e cantando slogan anti-governativi, ha riferito mercoledì l’agenzia di stampa statale Irna.La polizia ha usato gas lacrimogeni e ha effettuato arresti per disperdere la folla, ha detto l’agenzia.Le donne, molte delle quali si erano tolte il velo, e gli uomini si sono radunati a Teheran e in altre grandi città del paese, tra cui Mashhad, Tabriz, Rasht, Isfahan e Kish, ha aggiunto l’agenzia.Un’organizzazione per i diritti umani ha riferito che il bilancio delle vittime aveva raggiunto mercoledì sei persone uccise e dozzine ferite. Il governatore del Kurdistan, una delle 31 province iraniane, Esmail Zarei Kousha, ha affermato che tre persone sono state uccise durante le proteste nella regione.
    Le proteste sono continuate in Kurdistan. Divandarreh si è unita alle proteste lunedì 19 settembre 2022. Le forze di sicurezza dello Stato hanno mostrato una reazione pesante ai manifestanti, aprendo raffiche di fuoco su di loro. La gente e i giovani di Divandarreh, tuttavia, hanno affrontato coraggiosamente le forze di sicurezza e le battaglie iniziate al mattino presto sono proseguite fino a notte fonda mentre questo rapporto viene pubblicato.Inoltre, anche i negozianti dei mercati di Saqqez, Mahabad, Sanandaj, Oshnavieh, Bukan, Marivan, Baneh, Sardasht, Piranshahr, Urmia, Kamyaran, Paveh, Divandarreh e Javanrud hanno chiuso i loro negozi e hanno scioperato. Le autorità locali avevano minacciato i commercianti di sigillare le loro attività nel caso in cui si unissero allo sciopero. I coraggiosi imprenditori, tuttavia, hanno scelto di ignorare l’avvertimento.
    https://www.euronews.com/2022/09/21/mahsa-amini-protests-escalate-across-iran-over-young-womans-death-after-morality-police-ar
    https://www.facebook.com/mariano.giustino/videos/610545030803161
    https://women.ncr-iran.org/2022/09/20/after-murder-of-mahsa-amini/

  • Di Doriana Goracci (---.---.---.106) 19 settembre 13:33
    Doriana Goracci

    Toccano con mano ma mai prendono la pala in mano...trovo a post già pubblicato, un video e un articolo che trovo nella data del 1 aprile 2022, non è uno scherzo, ma una tragedia...e poi la sciagura Ecco il titolo con il testo : Verso il piano di adattamento climatico per la regione Marche

    Il clima cambia, in tutto il mondo, ed ogni territorio ne è testimone.Anche nelle Marche, ad esempio, le temperature medie dalla metà del Novecento ad oggi sono aumentate di quasi 3°C e si sono intensificati gli eventi estremi.Per questo motivo è sempre più necessario stilare una piano di adattamento ai cambiamenti climatici che necessita di strategie consapevoli, condivise e basate sui dati. La Regione Marche sta lavorando con i nostri ricercatori per rendere l’intera società regionale più resiliente e pronta ad affrontare la sfida attraverso la redazione del Piano di adattamento ai cambiamenti climatici. Il Piano sarà sviluppato sotto la guida della cabina di regia, organo di governance trasversale ai Dipartimenti della Regione Marche, avvalendosi di un team di ricercatori e in dialogo con i settori economici e la cittadinanza team di ricercatori e in dialogo con i settori economici e la cittadinanza.
    All’interno di questo contesto, il 31 marzo si è tenuto il webinar dove i nostri ricercatori hanno presentato le metodologie, gli strumenti e gli attori del Piano. La registrazione del webinar è visionabile in fondo alla pagina.
    https://www.eurac.edu/it/institutes-centers/istituto-per-osservazione-della-terra/news-events/verso-il-piano-di-adattamento-climatico-per-la-regione-marche
    VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=EIwxnO5FH0Q

    E ancora il Modello Marche: presidente della Regione Marche e commissario dell’emergenza Francesco Acquaroli https://tg24.sky.it/cronaca/2022/09/18/alluvione-marche-acquaroli
    Elena Leonardi, consigliera regionale e coordinatrice regionale di Fratelli Italia nelle Marche aveva detto ad agosto: "Giorgia Meloni aprirà la campagna elettorale nazionale, in vista delle elezioni politiche del 25 settembre, ad Ancona.Una grande soddisfazione per la nostra Regione e la federazione regionale di Fratelli d’Italia, tenuta in forte considerazione dalla leader nazionale del partito e candidata alla guida del Paese dopo la vittoria di Francesco Acquaroli due anni fa che ha reso possibile la nascita del modello Marche".
    Alluvione sul “modello Marche”, mentre Fratelli d’Italia in Europa vota contro le rinnovabili
    https://greenreport.it/news/clima/alluvione-sul-modello-marche-mentre-fratelli-ditalia-in-europa-vota-contro-le-rinnovabili/ 16 Settembre 2022
    Le Marche vengono spesso presentate come un “modello” di buon governo dall’estrema destra che è in corsa per le elezioni nazionali del 25 settembre.Qui più che altrove la presenza dei Fratelli d’Italia (FdI) di Giorgia Meloni è andata radicandosi negli ultimi anni, arrivando a conquistare nel 2020 la presidenza della Regione con Francesco Acquaroli.Lo stesso presidente che si trova oggi a confrontarsi con «una tragedia di enormi proporzioni», ovvero l’alluvione che stanotte ha colpito il territorio marchigiano – quello di Senigallia in particolare – portandosi via almeno nove vite umane: «Sono caduti in circa tre ore 420 millimetri di pioggia, la metà di quello che piove in un anno nella regione», spiega lo stesso Acquaroli.
    Il Consiglio dei ministri ha già deliberato lo stato di emergenza per la Regione Marche, ma il fondato timore è che ancora una volta non si farà abbastanza – in termini di gestione del territorio e di lotta alla crisi climatica in corso – per affrontare il problema. Nelle stesse aree colpite stanotte dall’alluvione, nel 2014 i morti furono altri tre, sempre per alluvione.Nel mentre i rischi di eventi meteo estremi continuano a crescere. L’Italia sta uscendo adesso dall’estate più calda mai registrata in Europa, e dall’inizio dell’anno sono già oltre 130 gli eventi meteo estremi che hanno colpito lo Stivale.Sappiamo con certezza che questo andamento è strettamente collegato a quello del surriscaldamento globale: sia l’Ipcc sia l’Agenzia europea dell’ambiente affermano che «il cambiamento climatico è innegabilmente responsabile di un aumento degli eventi meteorologici estremi», che stanno infatti crescendo in frequenza ed intensità.Di fronte a questa realtà è indispensabile agire sia sul fronte dell’adattamento – per difendere il territorio da quella quota parte di cambiamenti climatici che abbiamo già innescato, e che è qui per restare – sia su quello del contrasto alla crisi climatica, che è legata a doppio filo alle emissioni di CO2eq derivanti dall’uso dei combustibili fossili.Per ridurre queste emissioni, l’imperativo è accelerare la transizione ecologica passando all’uso delle fonti rinnovabili. Due giorni fa l’Europarlamento ha approvato un testo legislativo nel merito, sostenendo la proposta RePowerEu della Commissione Ue che prevede di arrivare al 2030 con almeno il 45% dei consumi finali di energia soddisfatti dalle energie rinnovabili (ad oggi in Italia siamo a circa il 20%).L’estrema destra italiana, però, ha votato contro. «Nello specifico degli europarlamentari italiani, con 56 votanti e 20 assenti – dettagliano nel merito dal think tank Ecco – è sostanzialmente confermata la distribuzione dei voti in relazione dell’appartenenza dei gruppi politici del Parlamento europeo. Il Pd compattamente a favore, con un solo assente, così come il M5s. Forza Italia, la cui maggioranza degli europarlamentari non ha tuttavia partecipato al voto, ha votato a favore, seguendo il voto del Ppe. La Lega si è astenuta, ma con il gruppo di appartenenza (Id) fortemente contrario segnalando quindi un’incertezza sul tema, mentre Fratelli d’Italia si è spaccata, con tre contrari e tre favorevoli, ma con il gruppo di appartenenza (Ecr) fortemente contrario».Non si tratta peraltro di una novità. Il leader della Lega Salvini è lo stesso che nel 2016, da eurodeputato, votò contro la ratifica dell’Accordo di Parigi sul clima – la roadmap globale contro la crisi climatica – per poi continuare a deridere il tema negli anni successivi (ad esempio qui, qui e qui).Il partito guidato da Meloni non è da meno: tra le altre cose ha chiesto all’Europa uno stop al Green deal, e appena quattro mesi fa ha delineato un manifesto dal sapore reazionario contro la transizione verde.
    E se queste sono le credenziali dei due partiti di estrema destra sulla lotta alla crisi climatica, preoccupano molto anche quelle vantate sotto il profilo della difesa della democrazia. Sempre l’Europarlamento ha votato ieri un testo non legislativo – approvato con 433 voti favorevoli, 123 contrari e 28 astensioni – in cui si afferma a chiare lettere che l’Ungheria è diventata una “autocrazia elettorale” ovvero un sistema costituzionale in cui si svolgono le elezioni ma manca il rispetto di norme e standard democratici. Non secondo Lega e Fratelli d’Italia, che hanno votato contro: dal “modello” Marche al “modello” Ungheria, il passo può essere assai breve.


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