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Doriana Goracci

Doriana Goracci

Sono una blogger in copy left da molti anni e mi piace impegnare parte del mio tempo nel giornalismo partecipativo, usando il cestino-come mezzo- per raccogliere quelle piccole e preziose cronache di vita, spesso sotto traccia.

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  • Primo articolo giovedì 08 Agosto 2009
  • Moderatore da giovedì 09 Settembre 2009
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Ultimi commenti

  • Di Doriana Goracci (---.---.---.169) 20 luglio 08:20
    Doriana Goracci

    A Genova ci furono parecchie persone, perlopiù giovani consapevoli del pericolo, che indossavano la mascherina: il virus della violenza era stato preparato nei minimi particolari molto prima di quel luglio 2001. Io mi trovai li con Silvia che aveva 16 anni, dopo due mesi ne avrei fatti 51. Ero impiegata di banca (ricordate Venditti?) allo sportello dell’allora Banca Commerciale Italiana, all’interno della Rai a Via Teulada, ero la consulente finanziaria di tanti clienti, e non solo personaggi famosi di allora e ancora oggi...Vidi il 21 luglio dall’altra parte della barricata la giornalista Giovanna Botteri che corrispondeva quanto accadeva in piazza, sul lungomare, la sentii poi quando riuscivamo a parlare e lei era corrispondente dall’ Afghanistan. Riuscii a trovare ospitalità in una casa semplice di persone semplici e amorevoli, parenti del giornalista Ennio Remondino, che ci salvò dal dormire alla Diaz ad esempio, perchè da tempo non esisteva una pensione un albergo un b&b da nessuna parte nel raggio di km. Scoprimmo in quella casa alla periferia di Genova, che i pochi abitanti rimasti, quasi tutte persone anziane, per andare nei negozi e comprare l’indispensabile dovevano mostrare i documenti da giorni e giorni...Genova era "protetta" da gabbie, noi eravamo le bestie con la cancrena fuori. Non c’era scampo neanche in mare se ti attaccavano, senza nessun motivo, la polizia era anche nell’acqua. Non so perchè si dia così poca voce alle testimonianze delle persone qualunque, a chi veniva addirittura "nonviolentemente" dalle parrocchie dalle associazioni dai sindacati dalle scuole dalle proprie case d’ Italia e d’Europa. Forse non tutti ricordano e sanno che Silvio Berlusconi era presidente del Consiglio durante il G8 Genova . La scelta di tenere il vertice a Genova era stata fatta dall’esecutivo precedente, guidato da Massimo D’Alema. Oggi Silvio Berlusconi è presidente di Forza Italia." Vi invito a prendervi del tempo e commentare, scrivere la vostra esperienza, vedere questo documentario https://www.youtube.com/watch?v=35kfh-GCW34

  • Di Doriana Goracci (---.---.---.132) 7 giugno 06:21
    Doriana Goracci

    Papa Francesco, a distanza di una settimana dalla notizia sui Media (e dal mio post *) così commenta dalla sua finestra per l’ Angelus il 6 giugno 2021:

    Papa Francesco segue con dolore le notizie che giungono dal Canada circa la sconvolgente scoperta dei resti di 215 bambini alunni della Kamloops Indian Residential School, nella provincia della Columbia britannica e si unisce ai vescovi canadesi e a tutta la Chiesa Cattolica in Canada, esprimendo "vicinanza al popolo canadese, traumatizzato dalla scioccante notizia. "La triste scoperta accresce la consapevolezza dei dolori e sofferenze del passato. Le autorità politiche e religiose continuino a collaborare con determinazione per far luce su quella triste vicenda e impegnarsi umilmente in un cammino di riconciliazione e guarigione. Questi momenti difficili rappresentano un forte richiamo per tutti noi, per allontanarci dal modello colonizzatore, e anche dalle colonizzazioni ideologiche di oggi, e camminare fianco a fianco nel dialogo, nel rispetto reciproco e nel riconoscimento dei diritti e dei valori culturali di tutti i figli e le figlie del Canada.Affidiamo al Signore le anime di tutti i bambini deceduti nelle scuole residenziali del Canada e preghiamo per le famiglie e le comunità autoctone canadesi, affrante dal dolore.Preghiamo in silenzio. https://www.vaticannews.va/it/podcast/preghiera-angelus-e-preghiera-regina-coeli/2021/06/angelus-papa-francesco-canada.html
    In una dichiarazione del 31 maggio scorso, i vescovi canadesi avevano espresso il loro “profondo dolore”, riaffermando il loro impegno verso le comunità aborigene del Paese. Questo drammatico ed orribile episodio si aggiunge a una pagina dolorosa della storia del Paese. La Commissione per la verità e la riconciliazione del Canada ha pubblicato un rapporto sulle scuole residenziali più di cinque anni fa. Il documento di quasi 4.000 pagine descriveva in dettaglio l’abuso dei bambini aborigeni nelle istituzioni, dove almeno 3.200 bambini sono morti a causa di abusi e negligenza. Le indagini, incoraggiate anche dal Papa, proseguiranno con la volontà piena del governo di salvaguardare e identificare i resti.
  • Di Doriana Goracci (---.---.---.238) 31 maggio 14:01
    Doriana Goracci

    a distanza di 1 anno, da questo post, la notizia:

    Condannati a 22 e 20 anni di reclusione i fratelli Fabio e Nicola Riva a conclusione del processo Ambiente svenduto sulla gestione dell’ex Ilva di Taranto.

    Le condanne sono state pronunciate dalla Corte d’Assise di Taranto, a conclusione del processo iniziato il 17 maggio 2016 che scaturisce dall’inchiesta che portò al sequestro degli impianti dell’area a caldo del siderurgico e agli arresti avvenuti a partire dal 26 luglio 2012.

    I fratelli Fabio e Nicola Riva sono gli imputati principali, per i quali i pubblici ministeri avevano chiesto la condanna a 28 e a 25 anni di reclusione per disastro ambientale.

    Vendola condannato a 3 anni e mezzo L’ex presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, è stato condannato a 3 anni e mezzo nel processo "Ambiente Svenduto" per il reato di disastro ambientale imputato all’Ilva dei Riva.

    Per Vendola, i pm avevano chiesto la condanna a 5 anni. Vendola risponde di concussione aggravata verso i vertici di Arpa Puglia affinché ammorbidissero la loro posizione verso Ilva. Alla lettura della sentenza è presente anche il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, con la fascia tricolore.

    Disposta la confisca dell’area a caldo Confisca degli impianti di area a caldo dell’Ilva di Taranto. È quanto disposto dalla Corte di Assise di Taranto per il reato di disastro ambientale imputato alla passata gestione Riva. La misura, presente nella richiesta dei pm, è presente nel corpo della sentenza letta questa mattina in aula dal presidente Stefania D’Errico.

    Buffo condannato a 4 anni, Capogrosso a 21 Adolfo Buffo, ex direttore dello stabilimento siderurgico di Taranto, ed attuale direttore generale di Acciaierie d’Italia (società tra ArcelorMittal Italia e Invitalia), è stato condannato a 4 anni nel processo relativo al disastro ambientale contestato all’Ilva gestita dai Riva. Per Buffo, i pm avevano chiesto la condanna a 20 anni. A Buffo era contestata anche la responsabilità di due incidenti mortali sul lavoro. Ventuno anni di reclusione sono stati invece inflitti all’ex direttore del siderurgico Luigi Capogrosso (28 la richiesta dei pm) e 21 anni anche per Girolamo Archinà, ex consulente dei Riva per le relazioni istituzionali (28 la richiesta dei pm).

    Assolto ex prefetto Ferrante L’accusa aveva chiesto 17 anni di reclusione, la Corte di assise del tribunale di Taranto, ha assolto Bruno Ferrante, ex prefetto di Milano che ha ricoperto per poche settimane l’incarico di presidente del consiglio di amministrazione dell’Ilva nel 2012 poco prima del sequestro dell’area a caldo da parte del gip del Tribunale e dei provvedimenti cautelari nei confronti della famiglia Riva.

    Tre anni a ex presidente Provincia Taranto Florido Nell’ambito del processo Ambiente Svenduto per il presunto disastro ambientale causato dall’Ilva negli anni di gestione della famiglia Riva, la Corte d’Assise di Taranto ha condannato a 3 anni di reclusione l’ex presidente della Provincia Gianni Florido, che risponde di una tentata concussione e di una concussione consumata, reati che avrebbe commesso in concorso con l’ex assessore provinciale all’ambiente Michele Conserva (condannato a 3 anni) e l’ex responsabile delle relazioni istituzionali dell’Ilva Girolamo Archinà (condannato a21 anni e mezzo). I pm avevano chiesto 4 anni per Florido e Conserva, 28 anni per Archinà.

    ’Favoreggiamento’, 2 anni a ex Dg Arpa Puglia La Corte d’Assise di Taranto ha condannato a 2 anni l’ex direttore generale dell’Agenzia per l’ambiente (Arpa) della Puglia, Giorgio Assennato, accusato di favoreggiamento nei confronti dell’ex presidente della Regione Puglia Nichi Vendola (condannato a 3 anni e mezzo per concussione) nell’ambito del processo per il presunto disastro ambientale causato dall’ex Ilva. Secondo l’accusa, Assennato avrebbe taciuto delle pressioni subite dall’ex governatore affinché attenuasse le relazioni dell’Arpa a seguito dei controlli ispettivi ambientali nello stabilimento siderurgico.Il pm aveva chiesto la condanna a un anno. Assennato, che ha sempre negato di aver ricevuto pressioni da Vendola, aveva rinunciato alla prescrizione. - See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/ex-ilva-condannati-fabio-e-nicola-riva-22-e-20-anni-tre-anni-mezzo-vendola-5796d9b3-bac8-412e-b510-157f665534f0.html

  • Di Doriana Goracci (---.---.---.192) 21 maggio 07:07
    Doriana Goracci

    A distanza di tre giorni si apprende da Juan Francisco della Guardia Civil, che « tra chi si buttava, molti sapevano a malapena restare a galla. Contavano su pezzi di legno o bottiglie di plastica vuote. La madre del bimbo, ad esempio, aveva un salvagente giocattolo. Sembrava in difficoltà e quando ci siamo avvicinati ho visto che aveva uno zainetto sule spalle e da quello spuntava la testolina del neonato. Non riuscivo a crederci. Ho pensato a una bambola. Poi ho allungato la mano e ho sentito il peso. L’unico pensiero, a quel punto è stato di portarlo a riva al più presto, dalla Croce Rossa».

    Il bimbo è salvo come tanti altre bambine e bambini aiutati a venire a riva; almeno metà degli ottomila che erano arrivati in Spagna, sono stati rimandati indietro. Il mio post non è una denuncia ma solo l’affermazione di piccole vite che ce l’hanno fatta e a quanto pare la mamma e il suo piccolo sono salvi. Grazie a chi ricorda sempre cosa fare: "stay human-restiamo umani".

  • Di Doriana Goracci (---.---.---.222) 27 marzo 08:28
    Doriana Goracci

    Aggiornamentodopo 1 anno esatto

    Mentre Israele riapre bar, musei e ristoranti grazie al successo della sua campagna di vaccinazione contro il Covid-19, nella vicina Palestina si continua a morire a causa della pandemia di Coronavirus. Gli ospedali sono al collasso, i vaccini scarseggiano e le autorità non riescono a far rispettare le misure anti-contagio. È quanto denuncia Medici senza Frontiere, da mesi impegnati a gestire l’emergenza sanitaria in Cisgiordania. Sono oltre 20mila le persone attualmente in cura, cifra alta determinata dalla variante inglese, responsabile del 75% delle nuove infezioni. La situazione è particolarmente difficile a Hebron e a Nablus, dove l’ospedale Palestinian Red Crescent Society (PRCS) è saturo e sta trasformando l’unità per le cure respiratorie in un reparto Covid-19.

    "Solo nel nostro Covid Hospital a Hebron – ha raccontato a Fanpage.it Chiara Lodi, referente medico del progetto di Medici senza Frontiere in Cisgiordania – muoiono in media 2 o 3 persone al giorno, che rappresenta una mortalità molto alta. Purtroppo ciò che manca è il minimo rispetto delle misure protettive. La situazione è peggiorata subito dopo Natale, da allora si assiste ad una risalita della curva epidemiologica. Molti pazienti che vengono intubati, a differenza della prima ondata, hanno meno di 64 anni d’età, vediamo anche molti 28enni, contagiati dalla variante inglese del Covid-19. È difficile vedere tutti questi malati che hanno fame d’aria, alcuni sono intubati, altri ventilati, e non riuscire davvero ad aiutarli".

    Secondo Chiara, "lo Stato non ha alcun tipo di autorità. In teoria da lunedì scorso dovrebbe essere in vigore il lockdown e il coprifuoco a partire dalle 19, ma sono in pochi a rispettarlo". Oltre alla poca capacità delle istituzioni di imporre le misure anti contagio, il problema della Palestina è che "mancano medici specializzati. Ce ne sono solo 5 di terapia intensiva in tutto il Paese. Per questo noi come Medici senza Frontiere li aiutiamo a sviluppare competenze nelle cure in area critica", ha aggiunto ancora Chiara, la quale ha sottolineato che "mancando personale, queste donne e uomini, dopo un anno di emergenza sanitaria, sono sfiniti, non ce la fanno a reggere una nuova ondata".

    A scarseggiare sono anche e soprattutto i vaccini. Tutto questo mentre la vicina Israele ha somministrato già la seconde dose a circa metà della propria popolazione. "La responsabilità di questa situazione è condivisa tra Israele e Palestina, non si sono coordinati – ha spiegato Chiara -. Per la popolazione non cambia molto, ma per noi sì. Per questo è importante parlarne e far capire cosa sta succedendo. Da un paio di settimane hanno cominciato a vaccinare il personale sanitario, ma per la vaccinazione di massa mancano direttive". Dunque, se da un lato Israele va verso l’immunità di gregge senza dare alcun contributo significativo all’avanzamento delle vaccinazioni nei Territori palestinesi, dall’altro, è ancora difficile avere un quadro chiaro della disponibilità e della strategia vaccinale delle autorità sanitarie palestinesi. "E nel frattempo – ha concluso Chiara -, i sanitari in prima linea e le categorie più vulnerabili in Palestina non sono neanche lontanamente protetti dalla malattia".

     https://www.fanpage.it/esteri/mentre-israele-riapre-in-palestina-si-muore-ancora-di-covid-ospedali-pieni-e-giovani-intubati/
    https://www.fanpage.it/


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