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Doriana Goracci

Doriana Goracci

Sono una blogger in copy left da molti anni e mi piace impegnare parte del mio tempo nel giornalismo partecipativo, usando il cestino-come mezzo- per raccogliere quelle piccole e preziose cronache di vita, spesso sotto traccia.

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  • Primo articolo giovedì 08 Agosto 2009
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Ultimi commenti

  • Di Doriana Goracci (---.---.---.237) 30 giugno 12:29
    Doriana Goracci

    ultimissime notizie:

    “Sull’Ilva stiamo procedendo proprio in questi giorni per definire il coinvestimento pubblico e dare così attuazione agli accordi già sottoscritti il 4 marzo scorso. Il soggetto individuato a questo fine è Invitalia e la trattativa con ArcelorMittal per definire i dettagli della nuova governance è entrata nel vivo”. Questo l’annuncio pubblicato ieri sulla pagina Facebook del premier Giuseppe Conte. “Ci siamo ripromessi – ha sottolineato il Presidente del Consiglio – di raggiungere ambiziosi obiettivi, ambientali e occupazionali, e siamo ben determinati a rispettare questo impegno”.Dopo il via libera di ArcelorMittal Italia all’ingresso nella compagine societaria dell’ex Ilva di Taranto a un investitore istituzionale, la scorsa settimana è già avvenuto un confronto sul coinvestimento statale tra l’amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri, e il consulente del governo sul dossier, Francesco Caio.“Anche per quanto riguarda Taranto, non ci siamo mai dimenticati, nemmeno per un secondo, dell’ex-Ilva. Pochi giorni fa si è chiusa la decennale vertenza della ferriera di Servola, con la sottoscrizione dell’Accordo di Programma. Trieste può diventare un modello anche per Taranto, dove l’ingresso dello Stato dovrà tutelare ambiente e occupazione, accompagnando il privato in un percorso che dovrà trasformare l’Ilva nell’acciaieria più all’avanguardia d’Europa, in un processo di decarbonizzazione che deve iniziare subito”. Ha commentato il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli. “E qui sì – ha aggiunto Patuanelli – che dovremo sfruttare ogni singolo centesimo messo a disposizione dall’Europa, come i fondi del Just Transition Fund. Ne ho parlato la scorsa settimana con il commissario per il Green Deal europeo Frans Timmermans, che mi ha confermato il sostegno incondizionato della Commissione europea al progetto”. https://quifinanza.it/finanza/ex-ilva-conte-entrata-nel-vivo-trattativa-con-arcelormittal/396655/

    "A Trieste il governo ha chiuso l’area a caldo e ha investito" ArcelorMittal, sindaco Taranto: "Mai più altiforni, anche qui" L’accordo di programma come quello promosso per la riconversione del sito siderurgico di Trieste può essere la linea da seguire anche per Taranto? Se lo chiede il sindaco della città pugliese che si augura lo spegnimento degli altiforni, la messa in sicurezza dei terreni e una prospettiva di lavoro diversa dall’attuale
    Lo storico accordo siglato sabato scorso a Trieste per lo smantellamento dell’area a caldo dell’acciaieria e la messa in sicurezza permanente dei terreni, ha riacceso la polemica a Taranto. L’accordo di Trieste mira a rilanciare il comprensorio industriale dove sorgeva l’altoforno della Ferriera di Servola, con l’obiettivo di far nascere al suo posto un polo logistico a servizio del porto e dell’economia del territorio.

    L’affondo del sindaco di Taranto "Mai più altiforni anche a Taranto, il Governo batta un colpo". Parla il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, dopo che "a Trieste il Governo ha chiuso per sempre l’area a caldo e investito centinaia di milioni di euro nella riconversione. Cosa pensano di raccontare ai tarantini? E i parlamentari ionici la smettano di rilasciare dichiarazioni come se non fossero loro al Governo, agiscano subito, i loro numeri possono bastare a far tremare la maggioranza parlamentare".

    Il sindaco si unisce a chi denuncia, "parti sociali e sistema di imprese in primis", una "inspiegabile quanto incoerente assenza del tema dello stabilimento siderurgico dalle proposte utili". Restano gli "interventi calati dall’alto senza un necessario confronto con la comunità" e gli "annunci slegati da una discussione seria e definitiva sulla produzione di acciaio a Taranto": manca "un vero avvio delle bonifiche straordinarie, una radicale conversione tecnologica". "Vogliamo costruire un futuro a partire da una soluzione per l’ex Ilva, non facendo finta che in quello stabilimento e intorno ad esso sia tutto a posto".

    Vianello (M5s): "Chiudere l’area a caldo di Taranto" "La chiusura dell’area a caldo della ferriera di Servola a Trieste tramite accordo di programma è un’ottima notizia per l’ambiente, la salute, l’occupazione e la diversificazione economica. Ora è necessario che si replichi anche a Taranto". Lo afferma il deputato tarantino del M5S, Giovanni Vianello. "Da anni sosteniamo che un accordo di programma, come quello promosso per i siti industriali di Genova e Trieste, possa essere lo strumento ideale per chiudere l’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto che, rispetto agli impianti collocati nelle due cittá del nord, presenta un processo produttivo molto più grande e inquinante. E’ ormai evidente che la strada intrapresa nel 2012 di voler portare avanti a tutti i costi l’area a caldo di Taranto sia stata fallimentare sotto tutti i punti di vista".

    Camera di commercio Taranto: "Noi ignorati" "Basta ignorare Taranto, anche per noi è giunto il momento di cambiare il modello di sviluppo". Il presidente della Camera di Commercio di Taranto, Luigi Sportelli, invita il Governo a seguire per Taranto la stessa strada che ha sancito sabato scorso, con un accordo di programma, la chiusura dell’acciaieria di Servola, a Trieste e l’avvio di una riconversione economica di quell’area. "Ignorati, penalizzati, blanditi con promesse irrealizzate. Siamo stanchi di constatare che in altri territori lo scenario industriale si può modificare radicalmente mentre Taranto resta indietro". "C’è una disparità di trattamento che non è più tollerabile. Ci congratuliamo con Trieste per l’eccezionale risultato ottenuto, ma questo accordo, se messo in parallelo a decenni di mancato ascolto del nostro territorio, aumenta la nostra frustrazione e non solo".

    Tavolo coinvestimento Stato a lavoro "Il tavolo del confronto tra ArcelorMittal, Mef e Invitalia sul coinvestimento dello Stato accanto al privato, sta andando avanti, prosegue, ed entro fine settimana si conta di avere un quadro di situazione". Lo dicono fonti vicine al dossier ArcelorMittal dopo la call di questa mattina tra commissari di Ilva in amministrazione straordinaria, che hanno la proprietà degli impianti, Mise, Mef e Invitalia. Il tavolo, iniziato nei giorni scorsi, serve a stabilire le modalità del coinvestimento pubblico attraverso Invitalia, controllata Mef, in ArcelorMittal.

    Un piano entro novembre Il coinvestimento pubblico è alla base dell’accordo di marzo scorso tra ArcelorMittal e amministrazione straordinaria ed è una operazione che va chiusa entro novembre prossimo, altrimenti ArcelorMittal potrà tirarsi fuori dall’operazione in Ilva pagando una penale di 500 milioni. Rispetto a marzo, lo scenario è cambiato per la presentazione, da parte della società, lo scorso 5 giugno, di un piano industriale che prevede 3200 esuberi. Piano già respinto da Governo e sindacati e che costituisce un grosso ostacolo al negoziato. A luglio intanto scade la nuova rata del canone trimestrale di fitto che ArcelorMittal deve pagare a Ilva in as: 25 milioni. ArcelorMittal non ha pagato la rata precedente. - http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/arcelor-mittal-sindaco-taranto-altiforni-9261bdf8-916e-4213-a252-42f1d588d555.html

    - See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/arcelor-mittal-sindaco-taranto-altiforni-9261bdf8-916e-4213-a252-42f1d588d555.html
  • Di Doriana Goracci (---.---.---.121) 24 giugno 07:23
    Doriana Goracci

    dopo due anni aggiorno,perchè il Mercato settimanale che avveniva come scrivevo all’inizio dell’articolo al Sacrario, è stato rovinosamente inutilmente e in barba a ogni logica da alcuni mesi spostato al quartiere Carmine Salamaro, dove nessuno passa, nessuno sa bene dove si trova...e quell’appuntamento settimanale, affollato di curiosi e clienti veri, a buon prezzo per ciòche era venduto ,è finito. Aiutato nella fine da un debutto a due passi dal fermo pandemia. Quella che vi allego è una nota di fine maggio scorso.

    "Da domani, sabato 23 maggio torna a Viterbo il mercato del sabato al quartiere Carmine-Salamaro. Lo svolgimento – come si legge nell’ordinanza del sindaco – avverrà nel rispetto di alcune prescrizioni tra cui, sia all’interno dell’area mercatale sia per i clienti in attesa, il distanziamento interpersonale di almeno 1 metro e del divieto di assembramenti, scaglionando l’accesso con modalità contingentate; l’obbligo di uso della mascherina e dei guanti sia per gli operatori che per i clienti; la messa a disposizione dei clienti, a cura degli operatori del mercato, di idonee soluzioni idroalcoliche per le mani e di guanti usa e getta da utilizzarsi obbligatoriamente; la presenza di non più di due operatori per posteggio. Nell’area di mercato potranno essere contemporaneamente presenti un numero massimo di 300 utenti.Gli operatori dovranno consentire l’avvicendamento al banco a un numero contingentato di clienti.“La ripresa del mercato settimanale di Viterbo dopo oltre due mesi – dichiara Giulio Terri, presidente dell’Anva Confesercenti di Viterbo – per gli operatori significa rimettere in moto un’attività che ha avuto pesanti perdite per le loro famiglie. Seguiremo con grande attenzione le misure previste dall’ordinanza a tutela degli stessi addetti e della clientela. Nel contempo, però – prosegue Terri – chiediamo che venga presa in considerazione la possibilità di riportare nel centro storico il mercato. Questo significherebbe ridare vitalità al cuore centrale della città.Nei numerosi confronti con gli amministratori comunali è stato discusso il ritorno del mercato nella zona centrale di Viterbo, se non proprio al Sacrario, almeno in uno spazio adiacente. Si è parlato anche di Valle Faul. Noi preferiremmo il ritorno in un’area ancora più vicina al centro storico. Questo favorirebbe anche i commercianti che hanno esercizi nella zona centrale e molta gente che vive nelle zone circostanti. Ci auguriamo – conclude – che questo argomento sia oggetto di discussione con gli amministratori al più presto”.

    Anva Confesercenti – Viterbo https://www.lamiacittanews.it/mercato-settimanale-gli-ambulanti-chiedono-di-riportarlo-al-sacrario/

  • Di Doriana Goracci (---.---.---.141) 12 giugno 07:09
    Doriana Goracci

    Buongiorno Gilda, cerco come te di vedere ilpositivo che gira come la Terra intorno a noi e il sole di questa mattina, dopo una giornata di pioggia e freddo, come fosse stato autunno si apre e mette in luce purtroppo altre notizie dall’ Africa, purtroppo tragiche. Intanto titolo dovrei cambiarlo perchè "la Marina tunisina ha recuperato 50 corpi tra cui molti bambini e donne di cui una incinta, elo rende noto il direttore regionale della protezione civile, Mourad Mechri, precisando che continuano le ricerche con il ritrovamento di nuovi cadaveri di ora in ora." Si.mettiamocela tutta ad andare avanti con coraggio e sorridendo, perchè il desiderio di vivere muove il mondo.Grazie ti abbraccio

  • Di Doriana Goracci (---.---.---.185) 10 giugno 16:24
    Doriana Goracci

    GRAZIE per averne scritto Marco Barone. Aggiungo quanto ho postato stamattina su FB:

    come è possibile leggere all’8 di giugno ( e non sono numeri al lotto...) Armi all’Egitto, da Roma arriva il via libera alla vendita di 2 fregate Fremm al regime di al-Sisi? "L’affare parte di una commessa da 9 miliardi L’Egitto resta il principale acquirente di armi italiane, con un volume di affari da 871 milioni di euro solo nel 2019, nonostante nel Paese continuino le violazioni dei diritti umani e non ci sia collaborazione nella ricerca della verità sulla morte di Giulio Regeni..."
    Paola e Claudio Regeni hanno finito, dopo le lacrime, le parole. I social listano a lutto l’insegna gialla che ancora, sbiadita, garrisce dal balcone di qualche municipio, chiedendo verità. Il presidente della Commissione d’inchiesta sull’assassinio del ricercatore friulano, Erasmo Palazzotto, la mette giù dura e convoca il premier Conte sulla maxicommessa della discordia: «La scelta di questo governo tradisce le promesse fatte alla famiglia». A quattro anni e mezzo dalla scoperta che il Cairo poteva riservare a un cittadino italiano la sorte destinata a migliaia di oppositori locali, la notizia che l’Italia si accinge a vendere all’Egitto due fregate multiruolo, 4 navi, 20 pattugliatori, 24 caccia e 24 aerei addestratori, il maggiore contratto militare dal dopoguerra che farebbe del Cairo il primo acquirente di sistemi militari nostrani, agita l’esecutivo giallo-rosso come mai i precedenti...
    oggi due articoli sulla Stampa uno di Domenico Quirico ma purtroppo non sono abbonata e chi può metta per favore qui di seguito il testo. e l’altro leggibile di Francesca Paci, sempre sulla Stampa

    e ancora
    Caro presidente Giuseppe Conte. Voglio unire la mia voce al dispiacere e alla rabbia di Paola e Claudio Regeni dal momento che persino le forze di opposizione al suo governo che pure non perdono occasione per dissentire, di fronte all’operazione egiziana, tacciono o esprimono soddisfazione. Non sono soltanto profondamente deluso ma anche addolorato per questa ennesima ingiuria, non alla memoria di Giulio e alla sua vicenda umana, ma alla democrazia del nostro Paese. E mi perdoni se aggiungo che non bastano affatto due parole in un comunicato che si riferiscono alla cooperazione giudiziaria se questa è soffocata da quella commerciale e della difesa. Con disapprovazione e disgusto devo ammettere che c’ero cascato anch’io. Avevo creduto nella buona fede sua e del suo governo rispetto alla legittima richiesta di giustizia per una vita calpestata e per quella di Patrick Zaki ancora in bilico. E invece dobbiamo amaramente constatare che ancora una volta le ragioni economiche prevalgono sui diritti umani, sul rispetto della democrazia e, ancora peggio, sul dolore di una madre e di un padre. Due fregate Fremm costano tanto, mi dicono non meno di 400 milioni l’una. Ma sicuramente meno, molto meno, di una vita umana. Se questo è l’orientamento della politica italiana, vuol dire che non vi è alcuna credibilità nemmeno sulle altre decisioni rispetto all’istruzione, alla sanità, al welfare. D’ora in poi sarà ancora più legittimo chiedersi: "Chi ci guadagna? Cosa c’è sotto? Sarà vero?". Caro presidente, penso che siano tanti gli italiani disposti anche a stringere la cinghia rinunciando ai "benefici" di questa turpe operazione pur di non vedere il dolore, la memoria e la vita oggetto di un così vergognoso baratto.

    https://www.mosaicodipace.it/mosaico/a/47772.html