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paolo

L'età avanza e perciò la lascio perdere ,coniugato con figlio ,milite assolto ,laurea in fisica + corsi post ,vita lavorativa intensa e a tipologia variabile dall'insegnante(breve) all'autonomo con passaggi in mutinazionali .
Interessi personali in elettronica ed informatica .

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  • Primo articolo martedì 08 Agosto 2010
  • Moderatore da martedì 11 Novembre 2010
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Ultimi commenti

  • Di paolo (---.---.---.28) 24 maggio 2012 17:40

    Ti sei dimenticato di dire che sparirebbero i commercialisti ,gli avvocati tributaristi con centinaia di migliaia (forse milioni) di contenziosi col Fisco , le aziende che producono software fiscale ,le pubblicazioni che riguardano tutto il ginepraio di normative ,le vidimazioni dei libri contabili e via dicendo .... Ma soprattutto si salverebbero le coronarie di tutti i disgraziati alle prese con la macchina fiscale e con normative che "vanno interpretate" con la probabilità che se la prima commissione tributaria le interpreta in maniera diversa sono c.... amari .

    Come dire una rivoluzione dei massimi sistemi .

    Non ci credo proprio perché ,anche ammesso e non concesso siano veri i presupposti tecnici ( manco io sono un esperto in materia) ,ci sarebbe un tale eccesso di semplificazione da mandare tutto a catafascio dal momento che il potere della burocrazia si basa sulla complessità e relativa interpretazione e non sulla semplicità .
    Sono giusto speculazioni filosofiche .

  • Di paolo (---.---.---.208) 23 maggio 2012 15:24

    La previsione dei terremoti è una cretinata alla Red Ronny .Le variabili in gioco sono tali e tante che non ha senso neppure parlarne . L’indice di probabilità quindi è l’unico dato possibile ,con il limite che la memoria scientifica dell’uomo su scala geologica è un niente .Lo dimostra l’Emilia ,classificata zona 4 (bassa sismicità) e poi si è visto cosa è successo ,con l’evidenza di accelerazioni al suolo che hanno fatto uscire le travi dagli incastri dei plinti in capannoni seminuovi .(Comunque una inchiesta sarà d’obbligo , soprattutto dopo il crollo anche di carpenterie in ferro di costruzione recente) .

    Sarebbe ora che i nostri legislatori si decidessero a proclamare tutta la penisola zona ad alta sismicità (cat 1) con relativa imposizione delle norme più restrittive sulle costruzioni .

  • Di paolo (---.---.---.208) 23 maggio 2012 15:04

    I terremoti non si possono prevedere perché sono eventi le cui variabili in gioco sono pressoché infinite . L’italia è suddivisa in quattro zone che indicano diverse probabilità di eventi sismici a decrescere dalla 1° (alta probabilità) alla 4° (bassa o nulla probabilità) . L’Emilia Romagna rientra nella 4° .Uno dei fattori preponderanti che determinano la classificazione sismica di una zona è la sua storicità ,ossia ciò che è successo nel passato a memoria d’uomo . E qui casca l’asino perché l’esistenza umana (soprattutto scientifica) è un battito d’ali su scala geologica ,ergo vale poco o nulla .

    L’architetto sa benissimo che le normative tecniche sulle costruzioni in materia sismica(ovviamente non riferibili ai centri storici) sono cogenti e puntuali sia per la scelta dei materiali che per i controlli esecutivi dell’opera .Ovviamente nel caso specifico dell’Emilia i capannoni di recente costruzione crollati magari rispettavano la classificazione sismica ,ossia la norma ,purtroppo però il bug era proprio nella classificazione che si è dimostrata inadeguata .Le travi in c.a. uscite dalle forcelle dei plinti sono un esempio di progettazione non adeguata alle accelerazioni al suolo che si sono manifestate .

    Perché tutto questo ? Perché in Italia vige la cultura del maggior risparmio piuttosto che quella della maggior sicurezza .Sarebbe stato sufficiente dichiarare tutto il territorio zona sismica cat 1 e imporre le condizioni più restrittive(con relativo controllo) .Ovviamente questo comporta aggravi nei costi delle opere.

     

  • Di paolo (---.---.---.95) 22 maggio 2012 20:40

    Mazzanti , il prezzo della bolletta non può calare se per produrre 100 spendo 200 .Non entro nel merito di conteggi sui quali mi sono già speso anche troppo su questo sito e rischierei di ripetermi . La morale è che attualmente il FV rappresenta una diversificazione energetica che rimane marginale a fronte di costi rilevanti .Se tolgono gli incentivi si blocca tutto .
    E tieni presente che lo Stato ha un contratto ventennale di rimborsi ma non è detto che mantenga la promessa e non sarebbe certamente la prima volta (chiedilo agli esodati) .

    Per quanto attiene le fonti rinnovabili (idroelettrico a parte che pone problemi di orografia) esse sono tutt’altro che gratuite ,perché se è vero che il sole non costa nulla come carburante ,costa e parecchio intercettare e raccogliere l’energia che ci regala in termini di impegno del territorio e come costi di impiantistica .E non è neppure vero che non ci siano costi di manutenzione e di dismissione , la distruzione ed il riciclo dei pannelli poi ha costi rilevantissimi .

    Comunque l’impegno sull’ FV deve continuare perché ha una valenza sia come Know-how tecnologico che abbatterà i costi ,sia come diversificazione strategica per non dipendere dagli arabi ,sia in termini di nuove opportunità di mercato e sia perché sottrae Tep e quindi combustione dei fossili . Bisogna però che avvenga in un quadro normativo di incentivazioni più equilibrato e non drogato come è tutt’ora.
    ciao

  • Di paolo (---.---.---.107) 22 maggio 2012 11:51

    A Red Ronnie manca l’allineamento del cervello con la lingua ,gli altri che citi sono poveracci che farebbero l’impossibile per rendersi visibili ,il risultato è penoso.Bocciati .

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