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paolo

L'età avanza e perciò la lascio perdere ,coniugato con figlio ,milite assolto ,laurea in fisica + corsi post ,vita lavorativa intensa e a tipologia variabile dall'insegnante(breve) all'autonomo con passaggi in mutinazionali .
Interessi personali in elettronica ed informatica .

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  • Primo articolo martedì 08 Agosto 2010
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Ultimi commenti

  • Di paolo (---.---.---.49) 19 gennaio 08:45

    Che dire, speriamo bene, l’articolo invita indubbiamente ad un certo ottimismo. Certo se l’ambientalismo è quello di Greta poi si arriva al delirio di iniziative estemporanee tipo il blocco della circolazione dei diesel Euro6d o il divieto di fumare all’aperto. Immagina il nonnetto che si fuma un toscano e gli appioppano una multa. Intendiamoci fumare fa male alla salute sempre e ovunque, ma qui stiamo debordando nel ridicolo.

    Se è sacrosanto l’obiettivo del carbonfree, mi chiedo il senso di iniziative come quelle sopra. Poi le Arpa fanno le analisi dei dati delle centraline e scoprono che il livello di micro inquinananti è invariato. Ma pensa che scoperta. A prescindere dal fatto che è tutto da dimostrare che un diesel recente inquini più di un benzina perché il PM10 è un indicatore grossolano, è evidente che c’è una correlazione tra queste iniziative e la spinta commerciale verso l’brido o l’elettrico. L’auto è in crisi perché la gente con questi chiari di luna non spende, i diesel coprono il 70% del mercato e allora si crea la psicosi del diesel. Poi seguirà la dannazione del benzina, del gpl ecc... perchè comunque la combustione dei fossili è indubbiamente un problema serio.

    Però quando si banalizza un problema complesso come quello della salvaguardia dell’ambiente( e torno su Greta) senza tuttavia voler rinunciare a tutte le comodità che sconfinano nell’uso smodato, si scade nella ipocrisia pura e semplice.

    Dici proprio bene tu alla fine dell’articolo. Prima o poi un freno dovrà esserci, ma speriamo con raziocinio e non con un approccio isterico o sulla spinta di esigenze puramente commerciali.

    ciao


  • Di paolo (---.---.---.49) 12 gennaio 20:29

    Certo errori, ma chi non li fa? Ma la perdita massiccia dei voti non è figlia di questi errori o presunti tali. La causa è il martellamento giornaliero a unisono su questi disgraziati che hanno il solo torto di voler dare una svolta a questo sistema corrotto e clientelare, nelle mani di finanzieri e potentati che con la politica hanno le mani in pasta. Un solo esempio. Ricordate quel Tolinelli un pò imbecillotto, ovviamente ignorante ed incompetente, che andava ripetendo che i soldi del TAV era meglio spenderli per manutenere ponti, viadotti e gallerie a rischio di crolli? Quello che dopo il crollo del ponte Morandi voleva togliere subito le concessioni ai Benetton. Naturalmente i " competenti ", molto in odore di mazzette (pardon) contributi alle fondazioni, ne hanno fatto scempio e sberleffi fino alla sua dipartita. Un solo esempio, l’espresso ( Gruppo la republica) "Danilo Tolinelli dietro gli occhiali il nulla, cosi è diventato il simbolo dell’incompetenza". Questo di gran lunga il più soft.

    Bene oggi assistiamo ai crolli giornalieri e Tolinelli è stato sostituito da Paola De Micheli (PD), nota esperta di tortellini in brodo, ma che è considerata una "supercompetente" dal momento che si oppone a togliere le concessioni ai Benetton. I morti riposino in pace.

    saluto

  • Di paolo (---.---.---.49) 2 gennaio 07:41

    news ultima ora: il cavallo di Troia di Salvini, ossia Gianluigi Paragone, è stato espulso dal M5S.

  • Di paolo (---.---.---.49) 1 gennaio 09:48

    Al governo con il M5S ci guadagnano tutti, Lega compresa. E il motivo principale è che il M5S punta sugli obiettivi, non importa chi ci sta, mentre PD e Lega, per non parlare di IV, puntano al potere. E la spiegazione è semplice, i sopracitati collaboratori occasionali hanno una vasta clientela fatta di affarismo e mani in pasto da tutelare. Per non parlare degli aspetti peggiori.

    Durante il governo gialloverde, i grillini si dannavano l’anima per dare riforme a questo paese, ovviamente sotto il fuoco incrociato di tutti gli opinion maker per lo più al di sotto di ogni sospetto, Salvini invece si occupava di propaganda e occupazione dei media. Il risultato è che sulla televisione pubblica, oltre che sulle private per non citare La7 che ormai è una sorta di telelega, i leghisti imperversano a tutte le ore.

    Il suo sfogo sulle sardine mi conferma quanto questo evento mediatico, messo in piedi in poche ore, sia una spina nel fianco di una destra che riteneva di avere ormai monopolizzato le piazze. Rompono il meraviglioso storytelling messo in piedi dal cazzaro verde. Fatevene una ragione, ci sono cittadini (spero la maggioranza) che vedono in Salvini e nella Meloni il reset per questo paese e quindi non ci stanno.

  • Di paolo (---.---.---.49) 31 dicembre 2019 10:01

    Tanto di cappello a Gratteri, uomini come lui sono merce assai rara in questo paese. Però io sarei meno ottimista nel dire che i tempi sono cambiati da quelli di Falcone e Borsellino. Il procuratore generale di Catanzaro Lupacchini non mi sembra che sia un grande estimatore di Gratteri. Ha definito, tra altre critiche, le inchieste di Gratteri "evanescenti", che non mi sembra proprio un complimento.

    Il marciume politico mafioso in questo paese è talmente in profondità nelle istituzioni che se non riescono a farlo fuori, stia pur certo che sanno come isolarlo e depotenziarne l’operato.

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