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Truman Burbank

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  • Primo articolo venerdì 11 Novembre 2012
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Ultimi commenti

  • Di Truman Burbank (---.---.---.242) 10 maggio 2017 14:46
    Truman Burbank

    Giannuli è bravo, è abituato ad approfondire e, almeno per quanto ne so, non ragiona per schieramenti precostituiti. Il che mi farebbe dire che è prezioso, più che bravo.

    Eppure in questo caso non mi convince. Del resto a me non interessa difendere qualcuno, ma capire i fatti.

    Intanto Maduro non ha sciolto il Parlamento, cosa che non è sua prerogativa, ma piuttosto è stata la Corte suprema a esautorare il Parlamento (presumibilmente su sollecitazione di Maduro, certo). Ma ciò succedeva a fine marzo e la delibera è stata ritirata dopo pochi giorni. Andrebbe pure detto che sulla composizione del Parlamento c’è un forte contenzioso, dovuto a un buon numero di eletti (contrari a Maduro) la cui elezione appare fortemente irregolare. Senza questi eletti irregolari la maggioranza del Parlamento sarebbe a favore di Maduro.

    E qui non ne so abbastanza, quanto sono irregolari questi eletti? Insomma è un pretesto oppure il colpo di Stato l’hanno commesso gli eletti abusivi nel Parlamento? (Capovolgendo la maggioranza parlamentare con voti falsi).

    Poi Giannuli sostiene che "Maduro ... fa sparare sui manifestanti". Ormai ho visto troppe rivoluzioni colorate per non sospettare di questi spari sui manifestanti. Non ho difficoltà a ricordare che a Kiev erano gli oppositori a sparare sulla folla, per poi dare la colpa a Yanucovich. In precedenza operazioni del genere erano state fatte nei Paesi baltici. E ancora più di recente abbiamo visto tutti i giornali che davano addosso a Bashar al-Assad perché aveva gassato i suoi cittadini, ma le prove non sono mai state fornite, anzi ci sono fondati motivi di credere che i gas li usassero i ribelli.

    Insomma, nelle rivoluzioni colorate c’è un modus operandi ben riconoscibile, del resto sono tutte basate sullo stesso Field Operating Manual (no, non ce l’ho il manuale, ma so riconoscerne la presenza) e in Venezuela ci sono troppe analogie con situazioni già viste.

    Le domande di Giannuli in questo caso mi sembrano domande sbagliate, e non esistono risposte corrette a domande sbagliate. Solo i totalitarismi, gli stati di polizia, pretendono sempre la risposta (quella "giusta") alle loro domande. Chi ha potere fa le domande che vuole e il suddito deve rispondere. Al di fuori di questi casi le domande di chi pretende di sapere le risposte sono solo artifici retorici.

     E qui Giannuli mi fa notare che comunque "Maduro è un criminale". Qui mi volgo al passato, la Russia devastata da Yeltsin, folle ubriacone corrotto e venduto, la Russia che conobbi con tristezza all’inizio degli anni ’90. Poi arrivò Putin, quel criminale di Putin, credo direbbe Giannuli. E la Russia si riprese. Ce ne vorrebbero di più di criminali così.

  • Di Truman Burbank (---.---.---.242) 10 maggio 2017 12:26
    Truman Burbank

    Non so perchè, ma mi torna in mente il pittore Daniele da Volterra, detto "il Braghettone".

  • Di Truman Burbank (---.---.---.242) 10 maggio 2017 12:18
    Truman Burbank

    Come spesso succede, qui sopra si sostiene la vendita di cure mediche con il pretesto della scienza. Basta leggere con attenzione il testo per vedere che esso dichiara: "una persona ... in sovrappeso" non trae vantaggi dal digiuno, mentre per l’obesità grave il digiuno può essere adeguato.

    Poi si porta a giustificazione lo studio del Jama, secondo il quale "il tanto popolare fasting non è in realtà più efficace". Leggo lo studio e trovo qualcosa di diverso: in sostanza lo studio afferma che il digiuno non produce una diminuzione di peso maggiore di una dieta. Leggendo i dati, esso dice che i digiunatori sono diminuiti di peso del 6%, mentre quelli che seguono una dieta sono dimagriti del 5.3%. Quindi Jama nella sintesi ("meaning") dice qualcosa che non ha un perfetto riscontro nei dati, perché effettivamente i digiunatori dimagriscono di più, però afferma Jama "la differenza non è statisticamente significativa". Ora, per chi sa fare quattro calcoli, la differenza tra 5.3 e 6 è quasi il 12%. Quando io studiavo statistica mi insegnavano che le differenze sotto il 5% non sono solitamente significative, sopra il 5% di solito c’è un’informazione apprezzabile. Mi sembra che qui siamo nel secondo caso.

    (Evidenzio comunque che effettivamente lo studio riporta un numero maggiore di abbandoni tra i "digiunatori").

    As usual, un miscuglio di dati e approssimazioni, fatto per confondere il lettore e fargli credere quello che dicono "gli esperti", "la scienza".

    Come ragionamento alternativo (visto che sia l’articolo che lo studio del Jama mi sembrano percorrere un percorso tautologico nel quale bisogna sempre dimostrare il potere della "scienza") ricordo che tutte le religioni tradizionali, da tempo immemorabile, propongono varie forme di digiuno periodico (es. la "quaresima" cattolica, il "ramadan" dei mussulmani, ...) ed è difficile pensare che queste forme di digiuno, collaudate nei millenni, facciano realmente male.

    Io agli obesi suggerisco di scegliere una religione collaudata e seguire fedelmente le sue prescrizioni alimentari.

  • Di Truman Burbank (---.---.---.207) 7 maggio 2017 23:45
    Truman Burbank

    Quando leggo articoli di questo tipo faccio sempre fatica, non riesco proprio a capire come si possa essere così ciechi di fronte al mondo. Eppure lo studio del passato dovrebbe avere proprio lo scopo di farci capire ciò che succede intorno a noi. Gaza è stata trasformata in un lager a cielo aperto, un campo di sterminio, da un’organizzazione criminale, e noi stiamo a parlare dei crimini di 80 anni fa, senza riconoscere quando il male si ripresenta. Forse perchè il male di oggi è bravo a mostrarci il diavolo, Satana, con la faccia degli altri. E noi, come facciamo da millenni, abbiamo paura di Satana e non vediamo che è quello che proietta il film.
    E così una filosofa meno che mediocre viene esaltata, perchè è utile agli assetti di potere di oggi.
    Nel merito, Gino Germani, grande studioso, aveva studiato i parallelismi tra i "fascismi" di vario genere, studiandoli come fenomeni sistemici, in cui una classe che sta perdendo potere trova il modo di circuire il popolo per mantenere tale potere che evapora. (Mi scuso con lui per la sintesi brutale). Il suo confronto tra i vari tipi di fascismo era molto critico sulla società di oggi. Ma qui si preferisce invece ripetere all’infinito rituali apotropaici, tentando di scacciare il male con tali rituali. Era meglio la musica andina, quella di cui Lucio Dalla diceva "noia immortale ... sono anni e anni che si ripete sempre uguale".

  • Di Truman Burbank (---.---.---.44) 5 maggio 2017 23:49
    Truman Burbank

    Ho difficoltà ad individuare questo supposto significato originario del sacrificio, dalla notte dei tempi il sacro si contrappone al profano (anche quando il profano non è citato, il sacro è sinonimo di separazione) e presuppone una vittima sacrificale, quella che per Renè Girard è il "capro espiatorio".

    Per la "verità" preferisco l’approccio di Alfred Tarski, il quale nel saggio "verità e dimostrazione" spiega con logica serrata come le entità vere siano più di quelle dimostrabili.

    Ma la verità di Tarski non interessa quasi a nessuno. Di solito quando sento parlare di verità, si tratta di qualcuno che sostiene "la sua" verità.

    Personalmente mi limiterei a dire che la conoscenza, quanto più è profonda, tanto più costa fatica, evitando di scomodare il termine "sacrificio". Comunque apprezzo "la tenace costanza della volontà umana".

    Al commento di pv21, qui sopra, che pure personalmente apprezzo, aggiungerei che l’esercizio della memoria, anche aiutato da mezzi tecnici, aiuta molto ad esercitare lo spirito critico, specialmente in questi tempi smemorati. Ma la smemoria è il segno del denaro, idolo immemore di oggi.

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