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Truman Burbank

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  • Primo articolo venerdì 11 Novembre 2012
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Ultimi commenti

  • Di Truman Burbank (---.---.---.242) 1 giugno 2017 19:42
    Truman Burbank

    La medicina ufficiale ha dimostrato chiaramente di essere contro la scienza, gli ultimi proclami sulle vaccinazioni obbligatore, la Santa Inquisizione usata contro i medici che dimostravano la loro posizione, mostrano che la medicina ufficiale è uscita fuori dalla scienza. Ripeto: quando la verità è imposta per legge certamente essa non è scienza.

    L’omeopatia ha dimostrato più volte di essere efficace, ma in un ambiente da caccia alle streghe si possono solo bruciare streghe.

    Guardando con un po’ di distacco, il bambino è morto per un errore medico, non a causa dell’omeopatia. Ogni giorno muoiono persone a causa della medicina ufficiale, basta andare nell’obitorio dietro l’ospedale più vicino e avrete storie da ascoltare. Ma se avete voglia di dar fuoco alle streghe non ci posso far niente.

  • Di Truman Burbank (---.---.---.242) 30 maggio 2017 14:20
    Truman Burbank

    Il vaccino contro HPV mi risulta essere uno dei casi in cui ci sono solo svantaggi e quasi nessun vantaggio per chi viene vaccinato. Chiaramente ci sono vantaggi per le aziende che producono il vaccino e tutti coloro che sono foraggiati da esse. Però questo potrebbe essere discutibile.

    Meno discutibile il fatto che non esiste alcun obbligo di fare 12 vaccinazioni. Per imporre le vaccinazioni serve una legge o almeno un decreto. Sulla Gazzetta ufficiale non c’è niente. Quindi i 12 vaccini fanno parte del delirio piddino che sosteneva anni fa di aver fatto la legge elettorale, di aver abolito le province, di aver abolito il senato, ...

  • Di Truman Burbank (---.---.---.28) 28 maggio 2017 23:35
    Truman Burbank

    Cercando di scavare a fondo nella conoscenza ho trovato tracce di antichissime conoscenze, le quali credo persistano ancora oggi. Tendo a sintetizzare (sintesi mia, certamente un po’ grottesca) queste forme di conoscenza dicendo che in esse ciò che davvero conta è il percorso, non i contenuti, per quanto essi possano essere rilevanti. E questa conoscenza iniziatica, riservata a pochi, catastrofica (alla Renè Thom, nel senso che l’illuminazione è normalmente improvvisa) da tempo immemorabile si contrappone a quella visione universalistica (la conoscenza per tutti) che venne spinta dalle chiese cristiane e successivamente dalla scienza. (In una visione di ampio respiro lo scontro tra scienza e religione mi appare una scaramuccia per futili motivi). Ma non esistono mai due percorsi uguali (direbbe Eraclito) e quindi ognuno potrebbe trovare il suo percorso. Purchè abbia voglia di vedere e forza per insistere. Certamente la conoscenza spesso si perde. Questo gli antichi lo sapevano bene. E credo pensassero che ciò a volte può essere un bene.

    Non volevo essere criptico. Per il mito i miei due riferimenti principali sono "Il mulino di Amleto" e "Il capro espiatorio" di Girard, ma utili spunti sono anche in "Massa e potere" di Canetti e in scritti di Furio Jesi. Per un approccio alternativo alla conoscenza mi accontento del "Tao Te Ching".

  • Di Truman Burbank (---.---.---.28) 28 maggio 2017 21:27
    Truman Burbank

    Ottime parole. Io tendo a considerare il mito come il primo mass medium, capace di trasportare conoscenza nel tempo e nello spazio, senza necessità di un supporto materiale, e con la capacità (che Mc Luhan individuava nei media del XX secolo) di memorizzare conoscenza per poi capirla dopo.
    Mi viene in mente mentre scrivo che questa è una tipica modalità gnostica. Ma chi conosce più la gnosi? Oggi l’ignoranza vince quasi sempre e corre pure veloce, anzi accelera.

  • Di Truman Burbank (---.---.---.138) 27 maggio 2017 16:09
    Truman Burbank

    Andando avanti con metodo, trovo che "Resta più facile il voler credere ad una bugia ben confezionata (framing) che impegnarsi ad accertare la esatta verità."
    Devo però chiarire Occam: "la soluzione più semplice a parità di condizioni" ha scarsa utilità e scarso senso, la frase "entia non sunt moltiplicanda praeter necessitatem" viene di solito intesa come "Fra tutte le spiegazioni di un fenomeno va scelta quella più semplice". Non è detto che sia esatta, ma è quella da scegliere. E’ una questione di metodo.

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