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Truman Burbank

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  • Primo articolo venerdì 11 Novembre 2012
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Ultimi commenti

  • Di Truman Burbank (---.---.---.207) 7 maggio 2017 23:45
    Truman Burbank

    Quando leggo articoli di questo tipo faccio sempre fatica, non riesco proprio a capire come si possa essere così ciechi di fronte al mondo. Eppure lo studio del passato dovrebbe avere proprio lo scopo di farci capire ciò che succede intorno a noi. Gaza è stata trasformata in un lager a cielo aperto, un campo di sterminio, da un’organizzazione criminale, e noi stiamo a parlare dei crimini di 80 anni fa, senza riconoscere quando il male si ripresenta. Forse perchè il male di oggi è bravo a mostrarci il diavolo, Satana, con la faccia degli altri. E noi, come facciamo da millenni, abbiamo paura di Satana e non vediamo che è quello che proietta il film.
    E così una filosofa meno che mediocre viene esaltata, perchè è utile agli assetti di potere di oggi.
    Nel merito, Gino Germani, grande studioso, aveva studiato i parallelismi tra i "fascismi" di vario genere, studiandoli come fenomeni sistemici, in cui una classe che sta perdendo potere trova il modo di circuire il popolo per mantenere tale potere che evapora. (Mi scuso con lui per la sintesi brutale). Il suo confronto tra i vari tipi di fascismo era molto critico sulla società di oggi. Ma qui si preferisce invece ripetere all’infinito rituali apotropaici, tentando di scacciare il male con tali rituali. Era meglio la musica andina, quella di cui Lucio Dalla diceva "noia immortale ... sono anni e anni che si ripete sempre uguale".

  • Di Truman Burbank (---.---.---.44) 5 maggio 2017 23:49
    Truman Burbank

    Ho difficoltà ad individuare questo supposto significato originario del sacrificio, dalla notte dei tempi il sacro si contrappone al profano (anche quando il profano non è citato, il sacro è sinonimo di separazione) e presuppone una vittima sacrificale, quella che per Renè Girard è il "capro espiatorio".

    Per la "verità" preferisco l’approccio di Alfred Tarski, il quale nel saggio "verità e dimostrazione" spiega con logica serrata come le entità vere siano più di quelle dimostrabili.

    Ma la verità di Tarski non interessa quasi a nessuno. Di solito quando sento parlare di verità, si tratta di qualcuno che sostiene "la sua" verità.

    Personalmente mi limiterei a dire che la conoscenza, quanto più è profonda, tanto più costa fatica, evitando di scomodare il termine "sacrificio". Comunque apprezzo "la tenace costanza della volontà umana".

    Al commento di pv21, qui sopra, che pure personalmente apprezzo, aggiungerei che l’esercizio della memoria, anche aiutato da mezzi tecnici, aiuta molto ad esercitare lo spirito critico, specialmente in questi tempi smemorati. Ma la smemoria è il segno del denaro, idolo immemore di oggi.

  • Di Truman Burbank (---.---.---.242) 5 maggio 2017 17:17
    Truman Burbank

    L’unica indicazione che danno i sondaggi è che tutto l’establishment sta con Macron, il quale visibilmente fa parte della stessa cricca dei direttori di giornali e sondaggisti. Quindi valori più o meno alti per Macron indicano semplicemente il servilismo del sondaggista o giornalista.

    Ancora ricordo i sondaggi del Brexit, che davano un forte vantaggio per il "remain", vantaggio mantenuto negli exit poll. Solo la mattina dopo si scoprì che i voti dicevano esattamente il contrario dei sondaggi.

    E da qualche parte ho una mappa degli USA fatta dall’Espresso, il quale prevedeva una valanga di voti a favore della Clinton nei vari stati.

    E il 4 dicembre 2016 i sondaggisti venduti davano alla pari il SI ed il NO al referendum costituzionale italiano. I NO presero il doppio dei voti, nonostante migliaia di voti manipolati nella circoscrizione estero.

    E quindi chi vuole sapere come andrà a finire è meglio che si prepari a passare una lunga notte, perchè il risultato non è scontato. Ciò si deduce dal livello di manipolazione percepibile in tutte le tramissioni e sondaggi. I sondaggisti ed i giornalisti hanno il terrore che se vince la Le Pen, dopo Trump, dopo il Brexit, dovranno tornare al mestiere dei loro nonni.

  • Di Truman Burbank (---.---.---.242) 5 maggio 2017 17:00
    Truman Burbank

    In realtà il testo inglese sul BMJ dice qualcosa di leggermente diverso dall’articolo. Dice che non è il caso di incoraggiare il consumo di cibi privi di glutine nelle persone che non soffrano di celiachia.

    La privazione di glutine potrebbe (condizionale) ridurre il consumo di cerali integrali, il che potrebbe (ancora al condizionale) influenzare il rischio cardiovascolare.

    In pratica ho visto che, pur non essendo celiaco, se per qualche tempo evito di assumere glutine, sto meglio. Non pretendo di ridurre rischi coronarici o cardiovascolari in genere, ma sto meglio. E siccome sono abituato ad ascoltare il mio corpo, resto convinto che ogni tanto privarmi del glutine mi faccia bene.

  • Di Truman Burbank (---.---.---.242) 3 maggio 2017 13:18
    Truman Burbank

    L’articolo qui sopra sembra ignorare totalmente che esiste una legge per regolamentare l’immigrazione in Italia, la quale classifica le operazioni svolte dalle ong come reato di "favoreggiamento dell’immigrazione clandestina".

    Le pene per questo reato possono arrivare a 15 anni di carcere, con possibile superamento se si aggiungono altri reati (es. reato associativo).

    Il fatto che ci sia una legge sembra del tutto trascurabile alle ong, le quali evidentemente si considerano al di sopra della legge.

    Il che non appare del tutto assurdo, se si osserva che i cosiddetti "scafisti" i quali in sostanza facevano lo stesso lavoro che fanno oggi le ong, venivano regolarmente condannati nei nostri tribunali.

    Io tendo a pensare che, se la Bossi-Fini fa schifo, ciò andrebbe fatto presente a un Parlamento sempre impegnato a fare leggi elettorali, e nel frattempo andrebbe rispettata.

    Desta poi una certa curiosità il finanziamento di queste cosiddette "operazioni di soccorso", visto che ci sono costi non banali dietro le operazioni con cui "le navi delle Ong hanno soccorso 46.796 persone".

    Dal testo dell’articolo sembra emergere l’idea che i cosiddetti "soccorsi" sono in aumento. Ecco, se il "soccorso in mare" in sostanza fa aumentare il numero di quelli che attraversano il mare, è fondato chiedersi se il "lavoro" delle ong in definitiva non faccia aumentare il numero di quelli che muoiono nel tentativo di attraversamento.

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