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Truman Burbank

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  • Primo articolo venerdì 11 Novembre 2012
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Ultimi commenti

  • Di Truman Burbank (---.---.---.251) 20 febbraio 2014 13:23
    Truman Burbank

    Assoluta follia istituzionale è che i parlamentari abbiano saputo che Letta si era dimesso dai giornali.
    Assoluta follia istituzionale è che il presidente della repubblica prima decida il premier e poi faccia le consultazioni.
    Assoluta follia istituzionale è che per la terza volta potremmo avere un premier che nessun elettore ha scelto.
    Assoluta follia istituzionale è che per otto anni abbiamo votato con una legge incostituzionale e appena la Corte costituzionale ripristina la legalità, Renzi parta di corsa a ripristinare gli elementi incostituzionali nella legge elettorale, con l’appoggio di Napolitano e i maggiori partiti.

  • Di Truman Burbank (---.---.---.251) 20 febbraio 2014 13:11
    Truman Burbank

    Sono stato impreciso.
    Mi devo scusare con i fiorentini che hanno votato Renzi come sindaco. Non solo vuole fare il Presidente del Consiglio senza che alcun cittadino gliene abbia dato mandato, ma sta anche mancando agli impegni presi con gli elettori di Firenze.

  • Di Truman Burbank (---.---.---.251) 19 febbraio 2014 19:32
    Truman Burbank

    Ottimo commento, ma penso valga sempre la pena di ricostruire la propria storia. L’asservimento della nazione italiana ad interessi stranieri è stato da sempre costruito sulla manipolazione della storia. 1984 di Orwell parlava del passato, non del futuro.
    Solo chi conosce il proprio passato, le proprie origini, sa chi è (conosce la propria identità) ed è in grado di decidere il proprio destino.

    Ricostruire la verità storica non è mai un lavoro ozioso.
    Chi non conosce il proprio passato è condannato a ripeterlo, diceva George Santayana.

  • Di Truman Burbank (---.---.---.251) 19 febbraio 2014 19:14
    Truman Burbank

    Non mi sembra che Grillo abbia mancato di rispetto a chi lo ha votato. Comunque non è un parere esprimibile da parte di chi non lo ha votato.
    Più preoccupante il fatto che Renzi non può mancare di rispetto a chi lo ha votato, visto che nessuno lo ha votato come presidente del consiglio, nè in particolare Renzi ha fornito la possibilità di votare un programma.
    E le primarie non sono elezioni, visto che i voti sono a pagamento e non sono controllati dallo Stato.
    In quanto a Renzi ha avuto innumerevoli occasioni di parlare su tutti i media e non ha mai fornito un contenuto. Al massimo ha detto che qualcuno era da rottamare (e lo ha messo nel governo) oppure ha giurato di non pugnalare alle spalle Letta (e lo ha pugnalato). Ai primi di gennaio ha promesso di fare la legge elettorale in una settimana, con approvazione entro gennaio, e la legge non si sa a che punto sta.

    Insomma non ha mai mantenuto una promessa, questo è l’uomo che a breve potrebbe giurare di governare nell’interesse della nazione italiana.

    Del resto lo spergiuro Letta si era impegnato formalmente con la seguenti parole:
    « Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della Nazione. »

    Ma quando Renzi gli ha detto "Fatti più in là" è corso da Napolitano a presentare le dimissioni. La Costituzione, le leggi, il Parlamento, la Nazione, non lo interessavano.

    Renzi sta insultando il popolo italiano e le sue leggi. Ha pugnalato il Presidente del Consiglio, ha ignorato il Parlamento. Non merita alcun rispetto.

    E bene ha fatto Grillo a dirgli il fatto suo.
    Incidentalmente, ha fatto perdere un po’ di tempo a chi ha fretta di saccheggiare l’Italia per conto dei suoi amici e padroni banchieri. E anche questa è una buona cosa.

  • Di Truman Burbank (---.---.---.251) 19 febbraio 2014 18:45
    Truman Burbank

    La sceneggiata teatrale delle dimissioni di Letta, seguite dall’incarico a Renzi, è come al solito una replica, è il remake della bruciatura di Prodi (1998), che venne sostituito da D’Alema. Il metodo era allargare la maggioranza (c’era l’aiuto di Cossiga) e inserire un premier più giovane e deciso, l’obiettivo era fare guerra alla Jugoslavia. Berlusconi stava fuori, ma aveva collaborato con D’Alema alla bicamerale.

    Quindi nella replica si pensava di coinvolgere ancora una volta Berlusconi, che per ora è un po’ in disparte, ma è rientrato in gioco.

    Corollario: se la replica viene rispettata, a Letta dovrebbe toccare un incarico alla Commissione europea, tipico luogo di parcheggio per politici trombati.

    Ma la cosa importante è che probabilmente c’è una guerra in arrivo. Non so se sarà una guerra tra nazioni, sicuramente sarà una guerra delle elite contro i popoli.

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