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Truman Burbank

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  • Primo articolo venerdì 11 Novembre 2012
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  • Di Truman Burbank (---.---.---.242) 11 gennaio 2018 15:01
    Truman Burbank

    Le vulnerabilità sono almeno tre, due varianti di Spectre e una di Meltdown.

    Il bug influenza tutti i processori attualmente in commercio e le patches possono solo mitigare il problema. (AMD dichiara di essere coinvolta solo in modo minimo). L’unica soluzione seria è intervenire sul microcodice dei processori per cambiare il set di istruzioni.

    Va detto che, come al solito, si continua a spingere metodi fallimentari di progettazione che ribaltano i problemi sugli utenti, consentendo alle aziende di fare business. Conviene dirlo in modo ancora più chiaro: "le falle di sicurezza sono un ottimo business e consentiranno a parecchie aziende di guadagnare": i provider di servizi internet continueranno a guadagnare sul traffico di inutili Patches, i produttori di HW a breve faranno ottimi affari nel vendere nuovo HW con nuovi bugs, gli hacker faranno affari con i dati rubati, le aziende di sicurezza forniranno costosissime consulenze, e così via. Gli utenti finali pagheranno i disservizi per gli aggiornamenti, il consumo di banda, gli aggiornamenti HW, le consulenze,...

    I giornali avranno l’occasione per continuare a raccontare favolose balle.

    Chi ancora ha un processore degli anni ’90 se lo tenesse stretto se può, l’HW monoprocessore dovrebbe essere immune al bug.

    A parte ciò, mi resta la sensazione che una forte mitigazione negli ambienti a macchine virtuali potrebbe essere fornita da macchine virtuali configurate come monoprocessore, le quali potrebbero così impedire la "speculative execution" (l’esecuzione anticipata di porzioni di codice che potrebbero essere logicamente eseguite o meno) che ha creato molti dei problemi.

  • Di Truman Burbank (---.---.---.242) 11 gennaio 2018 09:56
    Truman Burbank

    Vale la pena di chiarire anche la truffa della liberalizzazione delle tariffe: contrariamente a quanto dichiarato nell’articolo e dal Sole24ore, gli utenti che passano al mercato libero pagano di solito una bolletta più cara. A titolo di esempio, casa di residenza, 3 kW di potenza, consumi di 1800 kWh all’anno, il mercato libero (ENI nel caso in questione) spacciando un presunto risparmio sul costo del kw, cercò di convincermi a cambiare. Quando ricevetti il contratto su carta, c’era scritto nero su bianco che sarei andato a pagare il 30% in più sulla bolletta. Chiaramente il contratto non andò avanti.

    Vale la pena di avvertire tutti gli incauti che provassero a passare al mercato libero che il fornitore deve fornire una valutazione scritta dei costi della bolletta, dalla quale non è difficile vedere l’aumento. Chiaramente chi ha consumi molto alti potrebbe anche avere qualche vantaggio, del resto la liberalizzazione è pensata per aiutare lo spreco, come si può intuire anche dall’articolo qui sopra.

    In generale la memoria del passato aiuta a capire il presente.

    E’ forse il caso di ricordare che in passato abbiamo avuto (molti anni fa) la liberalizzazione dei carburanti e delle assicurazioni auto. Il risultato finale, contrariamente a quello che spacciavano tutti i media, fu un aumento dei costi per gli utenti e un aumento dei profitti per compagnie petrolifere e assicurazioni. A parte l’aggravio dei costi, si è anche creata una totale confusione dei costi, che rende molto difficile orientarsi in mezzo a prezzi instabili e molto variabili, un caos che aiuta solo i truffatori. Ricordo di recente il caso delle assicurazioni fantasma sul web.

    Sulla composizione delle tariffe elettriche, che ho studiato in dettaglio, invito a non lasciarsi convincere dalle offerte fasulle che offrono un basso costo del kWh. Il costo della bolletta è stato studiato per essere incomprimibile, ricordo che con consumo zero si pagano comunque 50€ (per utenze non residenti). A questo punto il risparmio sui consumi solitamente viene più che superato da altri costi fissi che aggiunge il fornitore. Va detto che il presunto risparmio si porta dietro di solito l’obbligo di mantenere il contratto per un certo periodo, con penali in caso di disdetta anticipata. 

  • Di Truman Burbank (---.---.---.242) 10 gennaio 2018 19:36
    Truman Burbank

    La matassa non è intricata, si tratta semplicemente di furto, le aziende elettriche derubano i cittadini. A titolo di esempio, per una seconda casa con 3Kw di potenza installata, pago regolarmente 48 € ogni due mesi con consumo zero.

    Ho studiato con cura la bolletta, facendomi mandare anche i dati supplementari (adesso nella bolletta i dati di calcolo non ci sono più, mentre c’è pieno di pubblicità) ed è tutto in regola, l’ENEL mi deruba con regolare autorizzazione della AEEG.

    In sostanza l’unica cosa complicata sono le elaborate scuse con le quali si cerca di sostenere questo furto.

    Rileggo il tutto e mi accorgo che ho scritto male: il furto era di 48€ ogni due mesi l’anno scorso, adesso sale a 50 euro.

  • Di Truman Burbank (---.---.---.242) 20 ottobre 2017 10:51
    Truman Burbank

    Giannuli è uno storico rigoroso e grande conoscitore di politica, ma sulle dinamiche del web potrebbe avere le idee meno chiare.

    I suoi suggerimenti mi ricordano molto alcune pratiche frequenti in Cina, dove internet è molto controllata. Non mi attira molto l’idea di un "grande fratello" alla cinese per risolvere il problema delle risse sul web. La soluzione potrebbe essere ben peggiore del male. Del resto la Cina non viene solitamente portata come esempio di democrazia.

    Ma analizzando il problema, il livello del dibattito sul web è davvero così basso? Giannuli riporta il linguaggio del nostro premier dicendo "Renzi con i suoi “gufi”, “rematori contro”, “sfigati” “rosiconi” " e considera la superficialità dell’ex premier come un effetto delle ciance sul web. Se avesse letto "L’alba dei network organizzati" di Lovink e Rossiter, avrebbe forse il sospetto che il linguaggio dell’informazione transiti con molta più facilità dagli "old media" verso i "new media" che viceversa. (Lovink e Rossiter considerano "old media" la TV, radio, giornali e mettono nei "new media" il web). Comunque basta guardare il livello delle discussioni alla Camera o al Senato per vedere modelli di dibattito che non sembrano da prendere ad esempio. Non parliamo dei talk show televisivi.

    Personalmente sono convinto che lo scontro dialettico tra le persone sia sostanzialmente rappresentazione del polimorfismo del reale, quello che Franco Cassano chiamava "l’irrefrenabile politeismo del reale". Certo si può riuscire a normalizzare tutti gli individui in modo che pensino tutti allo stesso modo, in modo che la conversazione diventi solo un ripetere in modo diverso gli stessi concetti. In questo modo la conversazione diventerebbe più ordinata.

    In realtà l’esperimento è già stato fatto, con discreto successo, il pensiero delle masse è omologato. Eppure la violenza del dibattito continua. Sono dinamiche ben raccontate da James Ballard nel suo romanzo "Regno a venire". (Forse non è un romanzo, ma un saggio di sociologia scritto in modo originale).

    Insomma si possono omologare le persone ma le differenze riemergono sempre. A meno di seguire il modello cinese.

  • Di Truman Burbank (---.---.---.242) 19 ottobre 2017 14:52
    Truman Burbank

    La religione si distingue dalla scienza per la sua presenza di dogmi inconfutabili. Per esempio la religione medica non mette in discussione il dogma che aumentando la quantità delle vaccinazioni il numero di casi di una malattia diminuisce.

    A questa religione qualcuno prova a rispondere con la scienza, per esempio un blogger prende i dati ufficiali (sono qui: http://www.epicentro.iss.it/problemi/morbillo/epidItalia.asp) e prova a verificare la correlazione tra copertura vaccinale e numero di casi (qui: http://ilpedante.org/post/le-vaccinazioni-e-il-resto ). Dai dati disponibili non solo non è confermato che aumentando le vaccinazioni diminuiscono i casi, ma compare una tendenza leggermente opposta.

    Evidentemente, se la realtà non si conforma al dogma bisognerà negare la realtà, come fanno ministri e giornalisti. AMDG

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