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GeriSteve

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Depistaggio politico

Depistaggio politico

16 Giu. 2016 | GeriSteve  




Ultimi commenti

  • Di GeriSteve (---.---.---.86) 23 dicembre 2018 22:30

    tutto vero ma tutto falso.

    Nel senso che è verissimo che così fa il governo attuale, ma è falso il non ricordare che così hanno fatto tutti i governi precedenti.

    Nell’articolo si citano gli "effetti collaterali", ma non si dice che quell’espressione entrò in voga durante il governo D’Alema per non dire "uccisi in Serbia dai bombardamenti NATO con decollo dall’Italia".

    E non ce li ricordiamo più i berlusconiani che si autodefinivano "buongoverno" per cui chi (come me) era contro di loro era "contro il buon governo"? Lo ha copiato Renzi con quella porcata di riforma che è "la buona scuola" per cui chi (come me) è contrario a quella riforma è "contro la buona scuola".

    Ne cito soltanto un’altra: sempre Renzi ha indetto un referendum per stracciare punti qualificanti della nostra costituzione, salvata invee dagli elettori malgrado le catastrofi minacciate da confindustrie, Ue, Usa, quasi tutta la stampa e le TV. Qualcuno si ricorda che cosa ci ha scritto il governo Renzi sulla scheda di voto?

    «Approvate il testo della legge costituzionale concernente "disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del Titolo V della parte II della Costituzione" ?

    A leggere l’articolo sembra che tutti gli imbrogli dei governi precedenti siano stati "etici".

    Domanda: quest’articolo sarebbe etico?

    Buon Natale, buona meditazione e, nel caso, buona risposta

    GeriSteve

  • Di GeriSteve (---.---.---.71) 17 settembre 2018 22:21

    L’INGANNO DELLA CONTRAPPOSIZIONE: DEMOCRAZIE CONTRO POPULISTI

     

    Proprio oggi ho letto su "Le monde diplomatique" (edito da "Il manifesto") un esteso e documentatissimo articolo, che ne riassume tanti altri, su questa contrapposizione.

    Diversi autori affermano che "sostenere che siamo minacciati dalle dittature consente di far credere che stia regnando o che fino a poco fa abbia regnato la democrazia".

    I rappresentanti tradizionali dei poteri sostengono che oggi si contrapporrebbero due visioni opposte del futuro dell’umanità: una democratica, liberale e globalizzata contro una autoritaria, chiusa e sovranista.

    Ma questa contrapposizione serve ad occultare che in realtà queste due visioni hanno molto in comune, e cioè quel modello di produzione e di proprietà che consente che chi è ai vertici politici ed economici abbia una influenza spropositata e sostanzialmente illimitata: il quadro sociale ed economico può essere corretto ma non deve mai subire mutamenti sostanziali; gli uomini e i poteri forti non consentono che il tavolo venga rovesciato ma soltanto che si cambino i giocatori, però sempre all’interno delle stesse classi dirigenti, che quindi appoggiano sempre quei poteri forti.

    L’idea che il progresso economico faccia star meglio tutti è clamorosamente smentita dai fatti, ma ancora sostenuta dalle elites politiche. Il caso Cina dimostra che la modernizzazione e il progresso economico non ha portato democrazia ma un più rigido e capillare controllo della popolazione. Nei paesi capitalisti avanzati la globalizzazione ha causato perdita di posti di lavoro e impoverimento delle classi medie e basse, i sacri bilanci statali sono stati saccheggiati per salvare le banche (dilapidando il 27% del PIL di Europa e USA) e quindi per arricchire finanzieri sconosciuti. Le differenze di reddito sono diventate abissali, gli impieghi e i relativi redditi del mondo industriale sono crollati (negli USA i redditi da lavoro in dieci anni sono scesi dal 64% al 58% del PIL), ma i dirigenti politici "democratici", di destra come di sinistra, si sono fatti beffe dei disagi e delle volontà dei loro elettori. Hanno sfruttato la disaffezione elettorale per comandare soltanto loro, hanno utilizzato il potere mediatico per convincere gli elettori del "voto utile" e che i partiti di centro avrebbero protetto tutte le classi sociali e che ogni cambiamento radicale comporterebbe disordine e disgrazie per tutti.

    Siccome il benessere per tutti non arriva, adesso si incolpano i populisti, nascondendo così che i popoli sono stati traditi dagli eletti con sistemi formalmente democratici e che la sinistra politica è diventata il partito della borghesia intellettuale che appoggia il sistema.

     

    Nel paragrafo "il popolo sceglie ma il capitale decide" c’è un lungo elenco di promesse elettorali tradite, da Obama cha aveva promesso un sistema sanitario pubblico e che poi ha imposto assicurazioni mediche private, a Sarkozy che ha posticipato l’età pensionabile, a Clegg che nel Regno unito ha triplicato le tasse universitarie che invece si era impegnato ad abolire. I danesi, francesi, olandesi e greci hanno votato contro le pretese della UE, ma hanno dovuto subirle ugualmente. Diversi leader europei hanno dichiarato che "le elezioni non devono poter modificare la politica economica" e che l’Euroguppo non deve render conto a nessun governo e a nessun parlamento delle decisioni che prende".

    Questo autoritarismo finanziario e tecnocratico che disprezza ogni sovranità popolare ha portato a reazioni "populiste" che sostengono invece un autoritarismo non più globale ma nazionale, contrabbandato come riconquista popolare, che però continua a negare ogni vera sovranità a quel popolo.

     

    La mì mamma, che aveva una venatura toscana, diceva: "se non è zuppa, l’è pan bagnato".

     

    GeriSteve

  • Di GeriSteve (---.---.---.128) 22 agosto 2018 21:28

    Q’A’ NISCIUNO E’ FESSO.

    Caro Vittorio, lo schema del buon funzionamento è chiaro:

     lo stato decide di concedere la gestione di un suo bene; nel caso: le autostrade
     lo stato fissa le regole della concessione
     lo stato bandisce una gara fra chi ambisce a quella concessione
     lo stato valuta le offerte e l’attendibilità dei concorrenti e in base a queste e ad uno schema prestabilito aggiudica la concessione
     lo stato (attraverso suoi organi) controlla scrupolosamente l’operato del concessionario, il rispetto delle regole, dei principi di sicurezza, di trasparenza dei conti....

    Credo che sia inutile continuare: niente di tutto ciò è avvenuto; lo stato non controlla proprio niente.

    Quanto incassa autostrade? Nessuno lo sa: le cifre ufficiali degli incassi sono quelle dichiarate dai concessionari, ma nessuno controlla che quelle siano reali. I caselli rilasciano forse scontrini fiscali tracciabili? E se nessuno controlla, perchè credere che quelle cifre siano vere?

    Tu sostieni che lo stato italiano è colpevole, perchè non ha esercitato il suo ruolo di controllore.

    E’ certamente vero, ma che senso ha questo teatrino fra lo stato e il concessionario?

    Se lo stato italiano non ha eradicato la mafia è perchè la mafia è ben insediata nello stato. Se lo stato italiano non controlla i suoi concessionari è perchè i concessionari controllano le istituzioni statali.

    I titolari di concessioni balneari fanno abusi e straguadagnano sulla concessione di un bene pubblico; certo, spiagge, acque minerali ed autostrade sono cose diverse, ma il meccanismo è sempre lo stesso: per motivi inconfessabili ma comprensibilissimi si dà in gestione un bene pubblico ad un amico privato e lo si esenta da ogni controllo.

    Certo, lo stato è colpevole per inadempienza, ma chi non è fesso lo sa bene che quelle inadempienze sono il frutto della corruzione per cui politici e governanti non hanno agito e non agiscono nell’interesse dello stato ma dei concessionari, che perciò sono fuori da ogni controllo, anzi: protetti da chi li dovrebbe controllare.

    La corruzione implica che il corrotto sia colpevole, ma non assolve il corruttore, anzi: quando il corruttore è grande e potente lo capiscono anche i fessi da dove è partita la corruzione. Ma forse nessuno è così fesso da dubitarne davvero.

    GeriSteve

  • Di GeriSteve (---.---.---.128) 22 agosto 2018 21:13

    Q’A’ NISCIUNO E’ FESSO.

     

    Caro Vittorio, lo schema del buon funzionamento è chiaro:

     

    - lo stato decide di concedere la gestione di un suo bene; nel caso: le autostrade

    - lo stato fissa le regole della concessione

    - lo stato bandisce una gara fra chi ambisce a quella concessione

    - lo stato valuta le offerte e l’attendibilità dei concorrenti e in base a queste e ad uno schema prestabilito  aggiudica la concessione

    - lo stato (attraverso suoi organi) controlla scrupolosamente l’operato del concessionario, il rispetto delle regole, dei principi di sicurezza, di trasparenza dei conti....

     

    Credo che sia inutile continuare: niente di tutto ciò è avvenuto; lo stato non controlla proprio niente.  

     

    Quanto incassa autostrade? Nessuno lo sa: le cifre ufficiali degli incassi sono quelle dichiarate dai concessionari, ma nessuno controlla che quelle siano reali.

    I caselli rilasciano forse scontrini fiscali tracciabili? E se nessuno controlla, perchè credere che quelle cifre siano vere?

     

    Tu sostieni che lo stato italiano è colpevole, perchè non ha esercitato il suo ruolo di controllore.

     

    E’ certamente vero, ma che senso ha questo teatrino fra lo stato e il concessionario?

     

    Se lo stato italiano non ha eradicato la mafia è perchè la mafia è ben insediata nello stato.

    Se lo stato italiano non controlla i suoi concessionari è perchè i concessionari controllano le istituzioni statali.

     

    I titolari di concessioni balneari fanno abusi e straguadagnano sulla concessione di un bene pubblico; certo, spiagge, acque minerali ed autostrade sono cose diverse, ma il meccanismo è sempre lo stesso: per motivi inconfessabili ma comprensibilissimi si dà in gestione un bene pubblico ad un amico privato e lo si esenta da ogni controllo.

     

    Certo, lo stato è colpevole per inadempienza, ma chi non è fesso lo sa bene che quelle inadempienze sono il frutto della corruzione per cui politici e governanti non hanno agito e non agiscono nell’interesse dello stato ma dei concessionari, che perciò sono fuori da ogni controllo, anzi: protetti da chi li dovrebbe controllare.

     

    La corruzione implica che il corrotto sia colpevole, ma non assolve il corruttore, anzi: quando il corruttore è grande e potente lo capiscono anche i fessi da dove è partita la corruzione. Ma forse nessuno è così fesso da dubitarne davvero.

     

    GeriSteve

     

     

  • Di GeriSteve (---.---.---.128) 22 agosto 2018 12:26

    Grazie per quest’ottimo e documentato articolo: non si comprendono i guai di oggi se non si capiscono gli antichi accordi di potere che si sono "mangiati" la città e annientato chi si opponeva.

    GeriSteve

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