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GeriSteve

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Depistaggio politico

Depistaggio politico

16 Giu. 2016 | GeriSteve  




Ultimi commenti

  • Di GeriSteve (---.---.---.71) 17 settembre 22:21

    L’INGANNO DELLA CONTRAPPOSIZIONE: DEMOCRAZIE CONTRO POPULISTI

     

    Proprio oggi ho letto su "Le monde diplomatique" (edito da "Il manifesto") un esteso e documentatissimo articolo, che ne riassume tanti altri, su questa contrapposizione.

    Diversi autori affermano che "sostenere che siamo minacciati dalle dittature consente di far credere che stia regnando o che fino a poco fa abbia regnato la democrazia".

    I rappresentanti tradizionali dei poteri sostengono che oggi si contrapporrebbero due visioni opposte del futuro dell’umanità: una democratica, liberale e globalizzata contro una autoritaria, chiusa e sovranista.

    Ma questa contrapposizione serve ad occultare che in realtà queste due visioni hanno molto in comune, e cioè quel modello di produzione e di proprietà che consente che chi è ai vertici politici ed economici abbia una influenza spropositata e sostanzialmente illimitata: il quadro sociale ed economico può essere corretto ma non deve mai subire mutamenti sostanziali; gli uomini e i poteri forti non consentono che il tavolo venga rovesciato ma soltanto che si cambino i giocatori, però sempre all’interno delle stesse classi dirigenti, che quindi appoggiano sempre quei poteri forti.

    L’idea che il progresso economico faccia star meglio tutti è clamorosamente smentita dai fatti, ma ancora sostenuta dalle elites politiche. Il caso Cina dimostra che la modernizzazione e il progresso economico non ha portato democrazia ma un più rigido e capillare controllo della popolazione. Nei paesi capitalisti avanzati la globalizzazione ha causato perdita di posti di lavoro e impoverimento delle classi medie e basse, i sacri bilanci statali sono stati saccheggiati per salvare le banche (dilapidando il 27% del PIL di Europa e USA) e quindi per arricchire finanzieri sconosciuti. Le differenze di reddito sono diventate abissali, gli impieghi e i relativi redditi del mondo industriale sono crollati (negli USA i redditi da lavoro in dieci anni sono scesi dal 64% al 58% del PIL), ma i dirigenti politici "democratici", di destra come di sinistra, si sono fatti beffe dei disagi e delle volontà dei loro elettori. Hanno sfruttato la disaffezione elettorale per comandare soltanto loro, hanno utilizzato il potere mediatico per convincere gli elettori del "voto utile" e che i partiti di centro avrebbero protetto tutte le classi sociali e che ogni cambiamento radicale comporterebbe disordine e disgrazie per tutti.

    Siccome il benessere per tutti non arriva, adesso si incolpano i populisti, nascondendo così che i popoli sono stati traditi dagli eletti con sistemi formalmente democratici e che la sinistra politica è diventata il partito della borghesia intellettuale che appoggia il sistema.

     

    Nel paragrafo "il popolo sceglie ma il capitale decide" c’è un lungo elenco di promesse elettorali tradite, da Obama cha aveva promesso un sistema sanitario pubblico e che poi ha imposto assicurazioni mediche private, a Sarkozy che ha posticipato l’età pensionabile, a Clegg che nel Regno unito ha triplicato le tasse universitarie che invece si era impegnato ad abolire. I danesi, francesi, olandesi e greci hanno votato contro le pretese della UE, ma hanno dovuto subirle ugualmente. Diversi leader europei hanno dichiarato che "le elezioni non devono poter modificare la politica economica" e che l’Euroguppo non deve render conto a nessun governo e a nessun parlamento delle decisioni che prende".

    Questo autoritarismo finanziario e tecnocratico che disprezza ogni sovranità popolare ha portato a reazioni "populiste" che sostengono invece un autoritarismo non più globale ma nazionale, contrabbandato come riconquista popolare, che però continua a negare ogni vera sovranità a quel popolo.

     

    La mì mamma, che aveva una venatura toscana, diceva: "se non è zuppa, l’è pan bagnato".

     

    GeriSteve

  • Di GeriSteve (---.---.---.128) 22 agosto 21:28

    Q’A’ NISCIUNO E’ FESSO.

    Caro Vittorio, lo schema del buon funzionamento è chiaro:

     lo stato decide di concedere la gestione di un suo bene; nel caso: le autostrade
     lo stato fissa le regole della concessione
     lo stato bandisce una gara fra chi ambisce a quella concessione
     lo stato valuta le offerte e l’attendibilità dei concorrenti e in base a queste e ad uno schema prestabilito aggiudica la concessione
     lo stato (attraverso suoi organi) controlla scrupolosamente l’operato del concessionario, il rispetto delle regole, dei principi di sicurezza, di trasparenza dei conti....

    Credo che sia inutile continuare: niente di tutto ciò è avvenuto; lo stato non controlla proprio niente.

    Quanto incassa autostrade? Nessuno lo sa: le cifre ufficiali degli incassi sono quelle dichiarate dai concessionari, ma nessuno controlla che quelle siano reali. I caselli rilasciano forse scontrini fiscali tracciabili? E se nessuno controlla, perchè credere che quelle cifre siano vere?

    Tu sostieni che lo stato italiano è colpevole, perchè non ha esercitato il suo ruolo di controllore.

    E’ certamente vero, ma che senso ha questo teatrino fra lo stato e il concessionario?

    Se lo stato italiano non ha eradicato la mafia è perchè la mafia è ben insediata nello stato. Se lo stato italiano non controlla i suoi concessionari è perchè i concessionari controllano le istituzioni statali.

    I titolari di concessioni balneari fanno abusi e straguadagnano sulla concessione di un bene pubblico; certo, spiagge, acque minerali ed autostrade sono cose diverse, ma il meccanismo è sempre lo stesso: per motivi inconfessabili ma comprensibilissimi si dà in gestione un bene pubblico ad un amico privato e lo si esenta da ogni controllo.

    Certo, lo stato è colpevole per inadempienza, ma chi non è fesso lo sa bene che quelle inadempienze sono il frutto della corruzione per cui politici e governanti non hanno agito e non agiscono nell’interesse dello stato ma dei concessionari, che perciò sono fuori da ogni controllo, anzi: protetti da chi li dovrebbe controllare.

    La corruzione implica che il corrotto sia colpevole, ma non assolve il corruttore, anzi: quando il corruttore è grande e potente lo capiscono anche i fessi da dove è partita la corruzione. Ma forse nessuno è così fesso da dubitarne davvero.

    GeriSteve

  • Di GeriSteve (---.---.---.128) 22 agosto 21:13

    Q’A’ NISCIUNO E’ FESSO.

     

    Caro Vittorio, lo schema del buon funzionamento è chiaro:

     

    - lo stato decide di concedere la gestione di un suo bene; nel caso: le autostrade

    - lo stato fissa le regole della concessione

    - lo stato bandisce una gara fra chi ambisce a quella concessione

    - lo stato valuta le offerte e l’attendibilità dei concorrenti e in base a queste e ad uno schema prestabilito  aggiudica la concessione

    - lo stato (attraverso suoi organi) controlla scrupolosamente l’operato del concessionario, il rispetto delle regole, dei principi di sicurezza, di trasparenza dei conti....

     

    Credo che sia inutile continuare: niente di tutto ciò è avvenuto; lo stato non controlla proprio niente.  

     

    Quanto incassa autostrade? Nessuno lo sa: le cifre ufficiali degli incassi sono quelle dichiarate dai concessionari, ma nessuno controlla che quelle siano reali.

    I caselli rilasciano forse scontrini fiscali tracciabili? E se nessuno controlla, perchè credere che quelle cifre siano vere?

     

    Tu sostieni che lo stato italiano è colpevole, perchè non ha esercitato il suo ruolo di controllore.

     

    E’ certamente vero, ma che senso ha questo teatrino fra lo stato e il concessionario?

     

    Se lo stato italiano non ha eradicato la mafia è perchè la mafia è ben insediata nello stato.

    Se lo stato italiano non controlla i suoi concessionari è perchè i concessionari controllano le istituzioni statali.

     

    I titolari di concessioni balneari fanno abusi e straguadagnano sulla concessione di un bene pubblico; certo, spiagge, acque minerali ed autostrade sono cose diverse, ma il meccanismo è sempre lo stesso: per motivi inconfessabili ma comprensibilissimi si dà in gestione un bene pubblico ad un amico privato e lo si esenta da ogni controllo.

     

    Certo, lo stato è colpevole per inadempienza, ma chi non è fesso lo sa bene che quelle inadempienze sono il frutto della corruzione per cui politici e governanti non hanno agito e non agiscono nell’interesse dello stato ma dei concessionari, che perciò sono fuori da ogni controllo, anzi: protetti da chi li dovrebbe controllare.

     

    La corruzione implica che il corrotto sia colpevole, ma non assolve il corruttore, anzi: quando il corruttore è grande e potente lo capiscono anche i fessi da dove è partita la corruzione. Ma forse nessuno è così fesso da dubitarne davvero.

     

    GeriSteve

     

     

  • Di GeriSteve (---.---.---.128) 22 agosto 12:26

    Grazie per quest’ottimo e documentato articolo: non si comprendono i guai di oggi se non si capiscono gli antichi accordi di potere che si sono "mangiati" la città e annientato chi si opponeva.

    GeriSteve

  • Di GeriSteve (---.---.---.128) 21 agosto 21:34

    EPPURE, QUALCOSA CAMBIERA’.

     

    Caro Paolo,

    fai benissimo a denunciare l’arroganza dell’ad di autostrade, fai benissimo, insieme a Persio Flacco a denunciare la cronica impunità dei potenti, eppure...

    eppure io credo che stavolta a non aver capito sia l’ad Castellucci.

     

    Non ha capito che il vento sta cambiando e pericolosamente (per lui). Lo hanno capito meglio gli investitori (molti stranieri) che hanno precipitosamente disinvestito sulla sua azienda.

     

    E’ del tutto evidente che in Italia, e non solo, tanta gente non è più disposta a farsi turlupinare e che chi esagera, addirittura dopo aver causato morti, dovrà essere abbandonato dal sistema, che cercherà di salvare se stesso abbandonando gli stupidi arroganti.

     

    Il governo attuale cresce nei consensi, non perchè abbia brillato, ma perchè nel paese cresce l’esigenza di farla finita con malgoverno, corruzione, complicità con la delinquenza. Chi governa lo sa e cercherà di non smentirsi su quest’esigenza.

     

    Non credo che per questo si sia irreversibilmente intrapresa la via del risanamento e del buon governo: al di sopra dei Castellucci ci sono logge di potenti con menti raffinate che queste cose le capiscono bene. Decideranno come contrattaccare e lo faranno con i loro potenti mezzi: hanno a loro disposizione strateghi, pianificatori, psicologi, spin doctors, opinion makers, mass media nonchè tutto l’apparato burocratico dell’UE. Cercheranno di fermare le azioni di risanamento attizzando contrasti e secessioni, utilizzeranno la strategia della tensione sui titoli di stato e la macchina del fango contro gli innovatori più intraprendenti. Nel far deragliare la "primavera italiana" si coalizzeranno poteri globalizzati che temono altre primavere in altri paesi.

     

    Difficile prevedere cosa succederà e dove si andrà a finire, ma è facile prevedere che non sarà un percorso facile, che si avranno colpi e contraccolpi.

     

    Noi, piccoli  liberi pensatori indipendenti su Agoravox e altri blog potremmo avere un ruolo rilevante nel chiarire il come e il perchè di quei colpi e contraccolpi. E’ vero che contiamo molto poco, ma è anche vero che i grandi e a suo tempo ascoltatissimi opinions makers di sempre ormai stanno contando sempre meno; basta ricordarsi il referendum costituzionale, le elezioni, le tirature dei giornali tradizionali, i sondaggi: la gente vuole pensare (bene e male) con la sua testa e non più con la loro.

     

    Saluti,

    Geri

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