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GeriSteve

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Depistaggio politico

Depistaggio politico

16 Giu. 2016 | GeriSteve  




Ultimi commenti

  • Di GeriSteve (---.---.---.243) 22 ottobre 12:19

    Commento che mi stupisce e mi dispiace.

    Hai argomenti o addirittura prove per sostenere questa tua tesi?

    Geri

  • Di GeriSteve (---.---.---.7) 8 ottobre 11:50

    Mille luci, mille spiegazioni, il nulla che nulla spiega.


    Non sono nè psichiatra nè psicologo, ma il nulla in sè e la voglia di annullare mi sembrano più dei sintomi che delle spiegazioni.

    Cercare le spiegazioni sarebbe importante, ma non lo possiamo fare noi che non abbiamo info di prima mano sulla persona, sul suo passato lontano e recente, sulle sue frequentazioni, le sue scommesse, i suoi amori, le sue delusioni...

    Possiamo filosofeggiare sostenendo che il contesto è una società malata che non fornisce motivi solidi per vivere e per avere soddisfazioni... Probabilmente è tutto vero, ma non è facile individuare vie operative per risolvere problemi così di fondo.


    E allora diciamoci che gli scemi e i pazzi sono sempre esistiti e che in una società disumanizzante è probabile che aumentino; diciamocelo che non è possibile identificare tutti i pazzi prima che esploda la loro pazzia e che quindi bisogna limitare i danni di quelle esplosioni.


    Le armi automatiche da guerra non sono la causa delle pazzie violente, ma il problema sarebbe molto più controllabile se i pazzi violenti usassero soltanto le loro mani o le mazze o i coltelli.

    Quando i pazzi usano armi automatiche e dispongono di migliaia di proiettili le disquisizioni sulle cause delle loro pazzie e voglie di annullamento mi sembrano depistaggi.


    I grandi profitti dei produttori e dei commercianti di armi, che in gran parte sono delinquenti di stato, sono la causa profonda per cui non si riesce a disarmare il mondo.

    Questo mi sembra l’unico problema che può essere davvero risolto, anche se con difficoltà.


    Le disquisizioni sul nulla non portano a nulla e intanto qualcuno ci guadagna, qualcun altro ammazza e tanti ci muoiono.


    GeriSteve

  • Di GeriSteve (---.---.---.16) 30 settembre 11:34

    Grazie per l’interessante e nutrito elenco.

    Noto però la mancanza di una rassegna che io seguo dalla sua nascita, quasi trent’anni fa: La Rassegna del cinema archeologico che si tiene ogni anno a Rovereto e che è stata la prima ed è tutt’ora la più completa e più famosa nel mondo.

    Comincia martedì prossimo e questo è il link:

    http://www.rassegnainternazionaleci...

  • Di GeriSteve (---.---.---.16) 30 settembre 11:23

    Leggo una frase che condivido appieno:
    "L’uso del web ci ha fatto diventare tutti più veloci e ricettivi a discapito della lentezza, ma anche della riflessione, elementi entrambi decisivi per affrontare contenuti complessi."
    Da qui l’autore va a discutere vantaggi e svantaggi di una scrittura veloce e meno riflessiva.

    Consiglio un ottimo libretto che tratta a fondo l’argomento "comunicazione veloce e i suoi effetti; è: "Elogio della ribellione", scritto da Lamberto Maffei, che denuncia i gravissimi pericoli di questa comunicazione, e li denuncia dal punto di vista di un neurologo, preoccupato sopratutto per lo sviluppo cerebrale dei giovani.

    Tentando una sintesi:

    la comunicazione veloce impone di "capire tutto" velocemente, cosa che si può fare soltanto con l’emisfero destro, capace di collegare tanti stimoli diversi e interpretarli, mentre il sinistro è più adatto alla analisi sequenziale di ogni elemento e alla riflessione.

    Utilizzare tanto l’emisfero destro disabitua tutti ad usare il sinistro e in particolare nei giovani ne inibisce lo sviluppo, lasciandolo atrofizzato.

    Il risultato è la diminuzione o perdita totale della capacità di riflettere bene su un certo argomento.

    Oltre ad un danno individuale c’è anche un preoccupante danno sociale: la trasformazione dei cittadini in un popolo capace di recepire i tanti stimoli esterni, specialmente quelli che devono essere acquisiti in tempi stretti (TV, radio, filmati...) ma sempre meno capace di elaborarli e rifletterci creando così una opinione personale sui singoli argomenti.

    Se gli stimoli esterni provengono da una fonte centralizzata (Big brother Orwelliano, o una qualsiasi dittatura reale) o da fonti apparentemente diversificate ma sostanzialmente tutte controllate, accade che quasi tutti ricevono gli stessi stimoli, quasi tutti ne comprendono il significato, e quasi tutti sono incapaci (o non hanno il tempo o l’interesse o l’abitudine) di elaborare le loro diverse opinioni personali sugli argomenti trattati.

    Il risultato è una popolazione di individui che la pensano tutti nello stesso modo, una popolazione facilmente controllabile da chi controlla l’informazione veloce, che in genere è la stessa oligarchia che controlla il potere politico e quello economico.

    In analogia con Stephan Hessel, che ci ha lasciato il suo breve ma forte messaggio in: "Indignatevi", qui Maffei ci ricorda l’urgenza di ribellarsi all’indottrinamento dell’informazione veloce.

    La scrittura lenta e, ancor più, la lettura lenta sono gli strumenti necessari per riflettere, quanto serve, su ciò che si scrive e si legge.

    GeriSteve

  • Di GeriSteve (---.---.---.177) 25 settembre 19:10

    I morti affogati ci sono per diverse cause, ma quella di gran lunga principale è la mafia delle migrazioni, che prima lucra sui viaggi dei migranti e poi lucra su quella che viene chiamata accoglienza. Dopo si lucrerà sul lavoro nero e sull’arruolamento nelle mafie.

    Le ONG non sono tutte uguali, ma tutte hanno la pesante responsabilità di non aver denunciato quei turpi traffici.

    Sempre le ONG, ma sopratutto articoli come questo, portano anche la responsabilità di mistificare sistematicamente operazioni di migrazione clandestina come operazioni di salvataggio.

    Giorni fa ho imparato che circola una barzelletta, secondo cui i libici non fanno più il bagno in mare perchè hanno paura che, come entrano in acqua, arrivi una ONG che li porta in Italia.

    GeriSteve

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