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Facebook: infangata la memoria di Massimo Troisi, gli utenti insorgono

Immagini hard, lesbo, o peggio, che appaiono e scompaiono sulla pagina Facebook dedicata al grande Massimo Troisi. L'ultima (quella in foto) è apparsa sabato 1 giugno 2013. Poi, è stata eliminata.

NAPOLI - Massimo Troisi: un grande attore. Uno dei più grandi nel panorama artistico non solo partenopeo, ma dell'intera penisola e oltre, stroncato da un infarto il 4 giugno del 2004. Ma non è la sua storia che raccontiamo, oggi. Nonostante la sua memoria sia universalmente viva nell'animo e nei ricordi di tanti, per le sue doti artistiche, oltre che per quelle umane, c'è un soggetto, non ancora identificato, che si nasconde dietro le quinte di una pagina Facebook, e che sta infangando l'immagine del grande artista partenopeo, nel peggiore dei modi.

Un gruppo Facebook, come si dice in gergo, con tanto di foto di Troisi, in primo piano, e con post che il pù delle volte, a dire la verità, ritraggono i momenti più salienti della sua vita cinematografica. Fino a qui, nulla di grave. Se non fosse, però, che tra una pillola di memoria e l'altra, l'amministratore della pagina in questione, non inserisca anche qualche link che nulla ha a che vedere con il grande artista: link che sfociano nel disgusto più abbietto, con foto erotiche che ritraggono individui in atteggiamenti disinibiti e, qualche volta, che rasentano il lesbo più sfrenato o, addirittura, la pedopornografia. Tutto questo, con il silenzio assordante dei vertici di Facebook che non sembrano accorgersi di quanto accade nel ventre della propria creatura. 

Il gruppo, infatti, nato nel 2008, raccoglie qualcosa come un milione e passa di iscritti, che sistematicamente si indignano, con commenti di disapprovazione, quando appaiono certi contenuti. Post di dubbio gusto che vengono, peraltro, cancellati dall'eminenza grigia che si trova a gestire la pagina, quando il disgusto degli utenti diventa incontenibile, e quando qualcuno comincia a minacciare una denuncia alla Polizia Postale. Ma il gruppo è ancora lì. Per questo, chi scrive, ha ritenuto opportuno fotografare i post incriminati, prima che venissero cancellati.

La memoria di un grande artista, violentata, deturpata ed infangata da qualche strimpellatore di tastiere che nulla ha a che fare con Massimo Troisi. Mimmo Giorgiano, sindaco di San Giorgio a Cremano, città natale del grande Troisi - in una dichiarazione rilasciata a "Il Mattino" -, ha già annunciato iniziative legali. «Per difendere l'onorabilità e la storia di uno dei nostri concittadini più illustri, dice Giorgiano, stiamo verificando la possibilità di fare causa per cancellare questa pagina Fb o quantomeno eliminare le pubblicità e le foto hard abbinate a Troisi».

E se alcune immagini hard sono state già eliminate dalla pagina Facebook, dedicata al compianto artista, altre continuano ad apparire e scomparire, come per magia. Un'altra è apparsa sabato 1 giugno 2013. Poi, è stata eliminata (e un'altra ancora ieri, 2 giugno). In rete, infine, è nata una pagina Facebook che da tempo cerca di contrastare l'inarrestabile ascesa di questo contenitore virtuale che infanga la memoria di Troisi, con tanto di petizione on-line

L'auspicio, e il senso di questo articolo, dunque,è che, chi di dovere, metta finalmente la parola fine a questo scempio, miserabile e vile.

Questo articolo è stato pubblicato qui

Commenti all'articolo

  • Di (---.---.---.18) 3 giugno 2013 13:16

    Lo fanno spesso, io, da utente Facebook ed amante del grande trosi, mi sono cancellato dal gruppo per questo motivo.

  • Di (---.---.---.140) 3 giugno 2013 15:36

    il... silenzio assordante XD

  • Di (---.---.---.244) 3 giugno 2013 21:21

    Premetto che non sono in Fb - non mi piace, anzi lo ritengo un posto da evitare - e quindi non ho visto la pagina di cui si parla nell’articolo. Però mi lascia molto perplessa l’accostamente tra lesbismo (che è una scelta sessuale tra le altre, non condannabile in quanto tale) e la pedopornografia, che è altra cosa.
    Anch’io ho amato tanto i film di Massimo Troisi, ma non credo che sia il lesbismo ad "infangarne" la memoria ... Stiamo attenti a non riprodurre, in suo nome, stereotipi pericolosi com quello che associa pratiche sessuali omosessuali e pedofilia ...
    Ciao
    Marginalia

    • Di Eduardo Parente (---.---.---.2) 3 giugno 2013 21:35
      Eduardo Parente

      [email protected]


      Nessun malinteso, nessun accostamento e, soprattutto, nessuna divagazione di tipo ideologico, o relativa ad un determinato orientamento sessuale. Le immagini inserite, arbitrariamente, nella pagina facebook dedicata a Massimo Troisi, sono di contenuto sessualmente esplicito, volgari ed incredibilmente abbiette. L’articolo si ferma alla denuncia. 
    • Di (---.---.---.151) 4 giugno 2013 03:14
      Cito testualmente:

      "Link che sfociano nel disgusto più abbietto
      , con foto erotiche che ritraggono individui in atteggiamenti disinibiti e, qualche volta, che rasentano il lesbo più sfrenato o, addirittura, la pedopornografia."

      In questa frase, scritta dall’autore dell’articolo, vengono collegati il concetto di "disgusto più abietto" con "rasentano il lesbo più sfrenato" (e verrebbe da dire che per fortuna che lo rasentano, altrimenti chissà che giudizio morale si potrebbe trarre, altro che abiezione) o addirittura la "pedopornografia"-

      abietto--->lesbismo----->pedopornografia


      Ci prendiamo in giro? Con tutto il rispetto per Troisi, attore che ho sempre adorato, ti sei chiesto se ti avrebbe appoggiato in questa associazione di idee?
    • Di Eduardo Parente (---.---.---.23) 4 giugno 2013 09:15
      Eduardo Parente

      Certo che mi avrebbe appoggiato. Qualunque cosa che sfoci nell’esibizionismo più sfrenato, con tanto di foto equivoche che girano liberamente in rete, soprattutto in una pagina dedicata alla memoria di un’artista come Troisi, certo: è deprecabile e volgare. Accostamenti? Mi spiace, ma il mio è solo un elenco delle nefandezze riprodotte. 


       
    • Di (---.---.---.46) 4 giugno 2013 12:03

      Peccato che il lesbismo non sia né un comportamento di per sé abietto, né un reato penale come le pedopornografia.


      Una delle cose più abiette che si può fare ad una persona è parlare in suo nome, in genere funziona molto bene coi morti perché non possono dissociarsi.

      Inserire certi link è stato sicuramente di pessimo gusto, ma usare la memoria di Troisi per infangare un’intera categoria di persone che fino a prova contraria non fanno niente di male (lesbismo più sfrenato, sarà un reato?) non è da meno.
    • Di Eduardo Parente (---.---.---.107) 4 giugno 2013 15:09
      Eduardo Parente
      Ultimo commento:

      credo che lei non abbia letto con attenzione l’articolo pubblicato. Come spesso accade in Italia, troppo spesso, il senso delle cose viene completamente distorto, a proprio piacimento. Lei continua, nei suoi commenti, a sostenere una polemica che, in realtà, non esiste. Sta spostando l’attenzione su temi che, con questo pezzo, non c’entrano assolutamente nulla. Spero che se ne renda conto. Il lesbismo sfrenato non è un reato, chiaramente. Lo diventa quando certi soggetti fanno dell’esibizionismo una ragione di vita, mettendo le loro performance amorose in piazza,alla luce del giorno. 

      Certo, questo è un reato, regolamentato dal codice penale. Così come commette reato, una coppia etero che fa lo stesso. Se lo vuol sapere, caro commentatore, sono proprio certe esibizione a rendere tutto così volgare e abbietto. Amare una persona è lecito. Esibirsi in pubblico, è da schifosi. 

      Questo è il senso della mia critica. Massimo Troisi è un grande artista, e la sua memoria è stata infangata da una persona che, solo per lucro, pubblica foto hard sul profilo facebook a lui dedicato. Mi spiace, lei ha sbagliato il contesto. Le sue battaglie, legittime, vada a farle dove ce ne è bisogno. E con questo, il discorso è chiuso. 
    • Di vincenza perilli (---.---.---.122) 4 giugno 2013 21:30

      Intervengo ancora, visto che con il mio primo commento ho scatenato questo "scambio" che mi sembra stia prendendo la forma di un "dialogo da sordi".
      A mio giudizio, ma questa è una mia personale opinione - che può esere condivisibile o meno-, nell’articolo è stata commessa un’imperdonabile leggerezza- Ovvero tutta la faccenda è stata mal formulata, stabilendo una associazione tra lesbismo e pedopornografia non solo arbitraria ma pericolosa, poiché riattiva purtroppo tutta una serie di stereotipi e pregiudizi contro pratiche diverse dalla norma eterosessuale.
      Quindi se è legittimo protestare se il sito di Massimo Troisi - grandissimo artista - viene fatto bersaglio di contenuti volgari e addirittura passibili di azione legale (pedopornografia) non è legittimo stabilire connessioni tra due pratiche che nulla hanno in comune.
      Probabilmente questo non era nelle sue intenzioni, ma talvolta si può sbagliare anche senza averne la volontà, per leggerezza o perché non avevamo mai avuto occasione di riflettere su di una certa questione da un diverso punto di vista.
      Ritengo anche per questo, che sarebbe più saggio da parte sua accettare il confronto con altri/e e non liquidare le critiche come mera volontà di sterile polemica
      Questo, le assicuro, non era il mio caso
      Marginalia

    • Di Eduardo Parente (---.---.---.146) 4 giugno 2013 23:07
      Eduardo Parente

      La sua interpretazione dell’articolo è legittima, ci mancherebbe, ma incredibilmente lontana. 


      Mi scusi, ma il suo tentativo di spostare il reale senso dell’articolo su altri temi, che nulla hanno a che fare con l’argomento proposto, mi sembra oltremodo pretestuoso. Le ultime 2 righe del suo commento, poi, sono una vera e propria provocazione, che mi fanno dedurre, ancora una volta, che del pezzo da me proposto, non ne ha compreso nemmeno una riga. 

      Pazienza...





       
    • Di (---.---.---.44) 5 giugno 2013 02:13

      Guardi che il problema del suo articolo è che lei confonde le intenzioni di chi ha postato quelle immagini, intenzioni sicuramente discutibili e condannabili, con i contenuti postati, ciò che è immortalato in quegli scatti.


      Lei parla di vivere la propria sessualità in modo esibizionistico e di reati, quando immagino che le lesbiche immortalate in quelle foto (ammesso che fossero lesbiche e non attrici porno) abbiano accettato di farsi fotografare per contesti ben precisi che non hanno a che fare con la vita pubblica, né con Troisi.

      Lei sta dicendo che le donne di quelle foto si sono messe in posa osé sapendo che gli scatti sarebbero stati postati per offendere la memoria di Troisi? Che la pagina facebook è stata invasa da un’orda di tribadi che non vedono l’ora di mostrarsi nelle performance più hot del proprio repertorio?

      Il problema non è il lesbismo e l’esibizionismo, ma la mancanza di rispetto di chi ha deciso di inserire immagini fuori luogo in una pagina facebook dedicata ad un grande attore defunto. Poi c’è un secondo problema ed è la confusione tra responsabilità che lei per primo porta avanti. in questo articolo.

      Qui non è questione di voler condurre una battaglia (a meno che non sia la sua intenzione), ma di senso della misura.

      Riguardo l’insofferenza di Troisi, uomo notoriamente timido, è notoria anche quella per la repressione sessuale. Robertino, dice niente?
    • Di Eduardo Parente (---.---.---.156) 5 giugno 2013 07:38
      Eduardo Parente

      "Premetto che non sono in Fb - non mi piace, anzi lo ritengo un posto da evitare - e quindi non ho visto la pagina di cui si parla nell’articolo". 


      Così, lei ha esordito nel suo primo commento. Ergo, non sa assolutamente di cosa stiamo parlando. Non ha visto le foto incriminate ma, nonostante tutto, scrive commenti di disapprovazione come se le avesse viste e riviste mille volte. Lei "immagina che...", mette le mani avanti, divaga. Ma quando uno immagina, dovrebbe avere l’umiltà di riflettere.

      Inoltre, la sua ostinazione nel voler avere l’ultima parola, è notevole e le fa onore, mentre la sua incredibile e strabiliante interpretazione dell’articolo, un pò meno. E’ arrivato il momento di mettere la parola fine a questo scambio. Discutere con chi non sa di cosa si parla è sfiancante e deleterio. Uno sforzo, davvero inutile. Può continuare a commentare, da questo momento lei avrà l’ultima parola. 



    • Di Eduardo Parente (---.---.---.156) 5 giugno 2013 07:52
      Eduardo Parente

      Lo stesso dicasi per l’ultimo commento (---.---.---.44) 5 giugno 02:13) 


      "Il senso della misura"? Prima, comprenda il senso dell’articolo, poi potrà parlare di senso della misura. 

      Riguardo, infine, alle ultime due righe del suo commento, lei, il senso della misura, lo ha superato abbondantemente. 
    • Di (---.---.---.87) 5 giugno 2013 10:47

      "Premetto che non sono in Fb - non mi piace, anzi lo ritengo un posto da evitare - e quindi non ho visto la pagina di cui si parla nell’articolo". 


      Così, lei ha esordito nel suo primo commento. Ergo, non sa assolutamente di cosa stiamo parlando. Non ha visto le foto incriminate ma, nonostante tutto, scrive commenti di disapprovazione come se le avesse viste e riviste mille volte. Lei "immagina che...", mette le mani avanti, divaga. Ma quando uno immagina, dovrebbe avere l’umiltà di riflettere."

      Ha perfettamente ragione. Quando uno immagina dovrebbe avere l’umiltà di riflettere.
      E infatti lei immagina che due post siano stati scritti dallo stesso commentatore, cosa che non corrisponde al vero.

      Io non sono Marginalia, pur condividendone le tesi, le sue supposizioni sono completamente sballate. Ha quindi unito due commenti che niente avevano in comune se non una critica ai suo articolo, critica i cui toni lei sta esacerbando.

      Ho visto le foto incriminate, ho visto la pagina facebook (lei immagina male) e ci terrei a dire che non è proprio necessario collegarsi a detto sito, dato che la notizia è vecchia e reperibile un po’ ovunque: si può aver capito cosa è successo anche senza connettersi a facebook, ma surfando i vari notiziari del web. Cosa che del resto è il loro scopo primario: informare, proprio chi non sa.

      Il senso di questo articolo è abbastanza evidente, dato che confonde intenzioni distruttive di un troll con le condotte sessuali immortalate nelle foto, lanciando giudizi morali fuori luogo e, casomai non fosse stato chiaro, lei ha rincarato la dose con il suo successivo commento sul presunto esibizionismo lesbico. Cosa c’entrerà con Troisi e col fatto che un troll posti foto hard o link a siti porno in una pagina facebook lo sa solo lei.

      "Immagino che" era una forma retorica intesa ad esprimere non il divagare, ma ad attenuare il carico espressivo della mia tesi: chiamasi eufemismo. E non è inteso a mettere le mani avanti, ma semplicemente a raffreddare i toni, come da netiquette.
    • Di (---.---.---.129) 5 giugno 2013 23:50
      ---.---.---.87) 5 giugno 10:47

      Lei non ha visto proprio nulla, considerato che il sedicente admin della pagina facebook dedicata a Troisi, le rimuove 10 minuti dopo averle inserite. Quelle da me allegate all’articolo in questione, sono solo un paio. Ho la copy screen di almeno 30 immagini, il cui contenuto è 100 volte più forte, volgare e al limite del codice penale, rispetto a quello che ha visto lei. Ecco perchè può solo immaginare, cose che non ha visto.

      Se i commenti vengono confusi, è colpa di quelli come lei che non hanno il coraggio di firmare i propri spropositi. Lei, caro anonimo, scrive troppo, ma conclude poco. E lo sa perchè? Ben 24 righe sprecate nel suo commento per sostenere una certezza fondata sull’immaginazione. Singolare, ma legittima. ADDIO
      --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
      Per l’ultimo commento: mi spiace di aver commesso un errore sulla data della scomparsa di Massimo Troisi. Mi sono accorto solo dopo dell’errore.

    • Di (---.---.---.79) 6 giugno 2013 00:33

      Ma non lasciava l’ultima parola? E perché spreca ben 24 righe a rispondere (le ha contate sul serio?!)?


      Ok, le foto sulla pagina facebook di Troisi le ha viste solo lei, contento?

      Di tutto il web le ha viste solo lei, non ve ne è traccia alcuna ed è l’unico che ne può parlare, tra una digressione sull’esibizionismo lesbico e le condanne morali che la impegnano tanto da farle sbagliare la data di morte dello stesso Troisi. Di appena dieci anni, deve aver sentito molto la sua mancanza.

      Ps. quando sarà necessario il codice fiscale per inserire un commento su agoravox mi adeguerò. Fino a quel momento, si faccia una ragione dell’ipotesi che chi gestisce questo sito accetta commenti da utenti non registrati.

      E consideri l’ipotesi che se un commento non è collegato ad un avatar, allora può essere di chiunque e ciò non l’autorizza a sue congetture, o meglio immaginazioni varie che dovrebbero, parole sue, spingerla all’umiltà e riflessione.

      Quanto ego in così poche righe. Bastava scrivere: mi sono espresso male.
    • Di Eduardo Parente (---.---.---.129) 6 giugno 2013 01:06
      Eduardo Parente

      Filosofia spicciola, la sua, inutile, non richiesta e fuori argomento. L’ultimo mio commento è stato solo una provocazione, e lei, rispondendo, mi ha confermato un sospetto che avevo......

    • Di (---.---.---.153) 6 giugno 2013 16:35

      Scie chimiche nella pagina facebook dedicata a Troisi?


      Ecco su, sospetti pure, immagini a suo piacere. Mi raccomando però, con umiltà e riflessione, come da sue direttive.


      Nel frattempo chi legge questo triste scambio si sarà reso conto del grande servigio che lei ha reso alla memoria di un grande attore, in nome del quale si sente in diritto di infangare intere categorie di persone (colpevoli solo di avere un ruolo involontario nei suoi processi mentali) e aggredire chiunque le faccia notare quanto fossero fuori luogo i suoi assunti, con provocazioni che poi attribuisce agli altri.

      Troisi sarebbe fiero di lei, così si fa.

      Ha mai pensato di inviare il suo curriculum al Giornale?
    • Di (---.---.---.19) 11 giugno 2013 12:00

      Io non ho infangato alcuna categoria. E’ proprio lei, invece, con le sue strabilianti digressioni che hanno sovvertito pietosamente il contenuto del pezzo, che ha cercato di tendere una trappola (pretestuosa) a chi cerca di tenere viva la memoria di un grande artista, come Troisi, ma senza alcun compromesso. 


      Tutt’ora, l’admin della pagina facebook a lui dedicata, continua ad inserire foto e immagini che nulla hanno a che fare con la sua memoria. Tutto si fa per soldi. Anche al costo di infangare l’onore e la memoria di un uomo per bene, oltre che di un grande artista. E’ chiaro che una pagina che ha più di un milione di utenti, diventa un business per chi l’ha creata. E, si sa, il business non guarda in faccia a nessuno. 

      Il sesso, è NOTORIAMENTE quello che produce più click e, dunque, più soldi. I suoi commenti e le sue illazioni, o congetture, non fanno altro che perorare la causa di coloro che, per soldi, avallano il concetto della mercificazione del corpo femminile, in qualunque forma lo si rappresenti. Il fatto che siano ritratti atteggiamenti omosessuali tra due donne, non cambia la sostanza della denuncia da me lanciata: NON CRITICO L’ORIENTAMENTO SESSUALE, (E’ L’ULTIMA VOLTA CHE LO DICO, POI PARTE LA QUERELA), MA CHE UNA CERTA FORMA DI ESIBIZIONISMO, DI QUALUNQUE NATURA E ORIENTAMENTO SESSUALE, VENGA CONTINUAMENTE PERPETRATA SI DI UNA PAGINA DEDICATA AD UN’ARTISTA COME TROISI, SOLO PER SOLDI. 

      Spero di aver chiarito ogni dubbio. 


  • Di (---.---.---.3) 5 giugno 2013 09:12

    Vorrei fare un piccolo appunto. Troisi è morto nel 1994 NON nel 2004. Magari fosse vissuto 10 anni di più. Fate più attenzione la prossima volta. Grazie.

  • Di (---.---.---.247) 29 aprile 2014 16:52

    Ma lo fanno in ogni post. Ogni post è segnato da quella subdola ironia sul sesso, tutto stupido e fuori luogo e che non porta di certo in rilievo la memoria di Troisi. Io non so ancora con quale criterio tengano aperto quel gruppo. Mah... Non sto neanche su facebook, ma essendo tra i risultati un salto l’ho fatto e fa letteralmente schifo. Spero che tutti i residenti di facebook a cui "piace" quella pagina, rimuovano quell’inutile mi piace. Comunque, doveroso fare anche un appunto a chi ha scritto l’articolo; Troisi è morto nel 1994, purtroppo.. Magari fosse arrivato al 2004, almeno, come accenna questo articolo... Pace & Amore

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