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Commento di

su Facebook: infangata la memoria di Massimo Troisi, gli utenti insorgono


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11 giugno 2013 12:00

Io non ho infangato alcuna categoria. E’ proprio lei, invece, con le sue strabilianti digressioni che hanno sovvertito pietosamente il contenuto del pezzo, che ha cercato di tendere una trappola (pretestuosa) a chi cerca di tenere viva la memoria di un grande artista, come Troisi, ma senza alcun compromesso. 


Tutt’ora, l’admin della pagina facebook a lui dedicata, continua ad inserire foto e immagini che nulla hanno a che fare con la sua memoria. Tutto si fa per soldi. Anche al costo di infangare l’onore e la memoria di un uomo per bene, oltre che di un grande artista. E’ chiaro che una pagina che ha più di un milione di utenti, diventa un business per chi l’ha creata. E, si sa, il business non guarda in faccia a nessuno. 

Il sesso, è NOTORIAMENTE quello che produce più click e, dunque, più soldi. I suoi commenti e le sue illazioni, o congetture, non fanno altro che perorare la causa di coloro che, per soldi, avallano il concetto della mercificazione del corpo femminile, in qualunque forma lo si rappresenti. Il fatto che siano ritratti atteggiamenti omosessuali tra due donne, non cambia la sostanza della denuncia da me lanciata: NON CRITICO L’ORIENTAMENTO SESSUALE, (E’ L’ULTIMA VOLTA CHE LO DICO, POI PARTE LA QUERELA), MA CHE UNA CERTA FORMA DI ESIBIZIONISMO, DI QUALUNQUE NATURA E ORIENTAMENTO SESSUALE, VENGA CONTINUAMENTE PERPETRATA SI DI UNA PAGINA DEDICATA AD UN’ARTISTA COME TROISI, SOLO PER SOLDI. 

Spero di aver chiarito ogni dubbio. 



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