• AgoraVox su Twitter
  • RSS
  • Agoravox Mobile

paolo

L'età avanza e perciò la lascio perdere ,coniugato con figlio ,milite assolto ,laurea in fisica + corsi post ,vita lavorativa intensa e a tipologia variabile dall'insegnante(breve) all'autonomo con passaggi in mutinazionali .
Interessi personali in elettronica ed informatica .

Statistiche

  • Primo articolo martedì 08 Agosto 2010
  • Moderatore da martedì 11 Novembre 2010
Articoli Da Articoli pubblicati Commenti pubblicati Commenti ricevuti
La registrazione 273 2815 1510
1 mese 1 7 0
5 giorni 0 0 0
Moderazione Da Articoli moderati Positivamente Negativamente
La registrazione 377 352 25
1 mese 0 0 0
5 giorni 0 0 0












Ultimi commenti

  • Di paolo (---.---.---.49) 11 maggio 08:57

    Un fatto del genere non merita commenti. La violenza sulle donne è uno degli atti più abonivevoli che si possano concepire. L’unica spiegazione razionale è di tipo patologico. Un uomo che compie atti di questo genere agisce contro natura e quindi significa che non sta bene.

    Tuttavia, in altro post su questo stesso blog, si sostiene, sulla base dei dati raccolti dai centri antiviolenza, che in occasione del lockdown nazionale ci sia stato un dimezzamento delle richieste di aiuto da parte di donne.

    La spiegazione, o una tra le più plausibili secondo l’articolista, è che la compresenza costante in ambito famigliare, permetta all’uomo di avere un maggiore controllo sulla donna. Che già come spiegazione è tutto dire.

    Siccome le forme di violenza che un uomo può esercitare su una donna sono di vario genere, fisica, sessuale, psicologica , economica .. la compresenza costante, in una situazione di elevato stress indotto dall’emergenza sanitaria, dovrebbe invece produrre un effetto opposto, ovvero un aumento delle richieste di aiuto.

    Come te lo spieghi? Sono attendibili questi dati nazionali? C’è qualcosa che non torna.

    ciao

  • Di paolo (---.---.---.49) 8 maggio 20:31

    refuso a parte "conoscenza"

  • Di paolo (---.---.---.49) 8 maggio 16:38

    Quindi? Lei sta dicendo che a fronte di una pandemia esplosa in modo repentino, con l’aggravante della scarsa o nulla conoscienza del nemico da combattere, il governo avrebbe dovuto procedere per decretazione ordinaria, seppur d’urgenza, che necessariamente richiede passaggi parlamentari. Questo per non incappare nei presupposti di incostituzionalità dei provvedimenti coercitivi. E’ questo che sta affermando?

    Le domando. Il diritto costituzionale di difesa della salute (art.32), che nel caso specifico assume il carattere più estensivo di tutela della vita, non è prevalente sugli altri diritti costituzionali, vedi per es. quelli della libera circolazione, di culto, di riunione ecc..?.

    Se si, può l’autorità sanitaria (vedi I.S.S.) arrogarsi il ruolo di indirizzo o d’influenza prevalente sui provvedimenti del governo? O viceversa, può il potere esecutivo ignorare le prescrizioni dell’autorità sanitaria in una situazione di emergenza nazionale che mette a rischio la vita dei cittadini? Quali sono i rischi penali di un governante che disattende le prescrizioni medico sanitarie?

    Le faccio notare che il "convulso " ricorso ai DPCM era ed è conseguente alla "convulsa" situazione sanitaria, con la fase 1 nella quale le terapie intensive ( T.I.) erano sull’orlo del collasso ( e spero che lei sappia cosa significa una terapia intensiva ). Un recente studio dell’I.S.S., come ipotesi estrema ma pur sempre possibile, prospettava 150.000 pazienti che avrebbero potuto dover ricorrerre alle T.I. a causa del coronavirus, qualora non si fossero posti in atto strumenti di protezione. In questo paese le T.I. ammontavano a circa 5.000 e a metà del mese scorso eravamo già alla saturazione ( oggi sono salite ad oltre 9.000). La fase 2 invece è tuttora in corso di monitoraggio clinico statistico e ancora nessuno è in grado di dire, con ragionevole certezza, quanto potrà protarsi e se esiste il rischio di esplosione di nuovi focolai, allentando le misure prese.

    Non crede che in una situazione di questo genere un governo abbia il diritto, anzi il dovere, di porsi come problema secondario quello dell’eventualità dei ricorsi per mancata applicazione canonica del dettato costituzionale? 

    Attendo di sapere cosa ne pensa. Grazie.

    saluto

  • Di paolo (---.---.---.49) 7 maggio 23:27

    Caro Salvà, gli otto punti che tu hai elencato erano già in atto ben prima del decreto sicurezza, con l’aggravante che il business non lo faceva solo la criminalità ma anche rispettabili cittadini, che ammassavano 20 persone in un appartamento e percepivano 36 euro a capoccia al giorno, per dar loro cibo per cani. Semmai lo scopo del decreto era proprio quello che altri immigrati non finissero in quelle situazioni. Poi i limiti applicativi si sono visti, soprattutto nella versione 2, ma va anche detto chi era il ministro degli interni, ovvero Salvini, un nome una garanzia.

    La Bellanova non si dimetterà. Una ex sindacalista barricadera che si mette con colui che ha distrutto i diritti dei lavoratori (art. 18) e ha praticato la peggior politica antisindacale di sempre, significa che possiede una doppiezza che le consente di fare tutto ed il contrario di tutto. E’ del tutto sintonica con il suo capo, che una la dice e l’altra la pensa senza peralto metterle mai insieme.

    Sul disperato bisogno di legalità metti la mano nella piaga n. 1 di questo paese. Tutti gli altri guai derivano proprio dalla diffusa illegalità, a tutti i livelli, che sta devastando da decenni questo paese.

    Adesso poi è arrivato anche il virus a complicare tutto.

    ciao

  • Di paolo (---.---.---.49) 6 maggio 09:06

    Certo le scarcerazioni dei mafiosi sono un segnale che preoccupa non solo Di Matteo ma tutti (tranne ovviamente coloro che col fenomeno convivono, ottengono consenso e ci fanno affari). Ma il punto è che il ministro Bonafede non ha alcuna responsabilità diretta nelle scarcerazioni, che sono materia costituzionale della sola magistratura. Il solo ipotizzare che su Bonafede ci possano essere state pressioni politiche o da ambienti mafiosi per fargli cambiare idea sulla nomina al DAP, ha fornito un assit a Giletti e a La7 per montare il caso.

    Fermo restando che su una nomina importante come quella è del tutto fisiologico che ci possano essere state pressioni politiche. Altra cosa paventare che Bonafede abbia concordato la nomina con i boss mafiosi. Oltre al fatto che Di Matteo spara la cartuccia a distanza di due anni e con modalità del tutto inusuali, per rimanere sul soft. Credo che il CSM dovrà valutare la condotta del magistrato perché qualcosa non quadra. Mentre Bonafede dovrà legittimamente riferire i fatti in Parlamento. Il paese in momenti come questo non può permettersi di non fare chiarezza.

    Per il resto la capisco, io ci ho convissuto per decenni senza un partito di riferimento, pur essendo culturalmente di sinistra. Il mio appoggio (critico) al M5S è una conseguenza. E dico la verità, spero che, al netto dei tanti errori e delle inevitabili incazzature, il M5S rimanga una forza politica non solo significativa ma decisiva per gli equilibri istituzionali.

    saluto

TEMATICHE DELL'AUTORE

Tribuna Libera

Pubblicità



Pubblicità



Palmares

Pubblicità