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Persio Flacco

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Ultimi commenti

  • Di Persio Flacco (---.---.---.68) 6 ottobre 19:12

    Definire "vaccino" una soluzione iniettabile contenente materiale genetico (mRNA/DNA) che stimola le cellule del paziente a sintetizzare la proteina Spike del Sars-coV-2 è improprio e fuorviante.
    Si tratta di un genere di preparati radicalmente diversi e del tutto nuovi rispetto sia a quelli con i quali si inocula il virus inattivato (metodica scoperta da Jenner circa 240 anni fa), sia da quelli con i quali si inoculano proteine virali (vaccino contro Epatite B).

    Tutti i vaccini propriamente detti usati finora appartengono a queste ultime due categorie; contro il Covid in occidente è stato di fatto imposto il "vaccino" genico descritto all’inizio. In Cina invece è stato scelto il vaccino propriamente detto.

    Le criticità maggiori connesse all’uso di massa dei "vaccini" genici riguardano il fatto che il sistema immunitario viene attivata solo contro una delle componenti proteiche del virus: la Spike, appunto, prodotta nell’organismo del paziente inoculato. E la Spike è la componente più variabile del virus (a differenza della Envelope, ad esempio, che è più stabile) il quale muta in continuazione. Questo implica che gli anticorpi attivati contro una certa variante della Spike non riconoscono una variante diversa e non attaccano il virus con la Spike mutata. In conseguenza di questo, un trattamento massivo con questi vaccini genici parziali agevola il diffondersi di varianti del virus.

    La seconda criticità è che la quantità di proteina Spike prodotta dalle cellule del paziente non è determinabile preventivamente (a differenza di quanto avviene con un vaccino classico), essendo dipendente dalle caratteristiche individuali dell’organismo. E oltre una certa soglia di concentrazione sierica in certi organi la proteina, anche senza il virus, è patogena. Danneggia l’endotelio provocando microtrombosi ed episodi di reazioni autoimmuni.

    Sarei curioso di sapere quanti di quelli che si sottopongono al trattamento con questi preparati genici firmano il consenso informato consapevoli di quanto sopra.

  • Di Persio Flacco (---.---.---.148) 6 febbraio 00:05

    La mia ipotesi è invece che Draghi fosse compreso nel pacchetto del Recovery Fund contrattato da Conte a Bruxelles.
    Conte ha presentato le sue dimissioni volontarie (non era sfiduciato, anzi) pochi giorni dopo la sua richiesta di conferma della fiducia. Conferma ottenuta a maggioranza relativa al Senato e assoluta alla Camera.

    Peraltro Conte è un giurista, la Costituzione la conosce, e sapeva che il suo Governo non era affatto in pericolo. I problemi di maggioranza avrebbe potuto lasciarli sbrigare in Parlamento dai partiti.

    Con la sua breve conferenza stampa fuori da Palazzo Chigi ha confermato questa ipotesi.

    A me sembra probabile che fosse tutto concordato, probabilmente per assicurarsi che i progetti del Recovery Plan fossero approntati in sicurezza evitando l’assalto alla diligenza di partiti e lobby varie ai 209 mld da allocare presto e bene in sinergia con la Commissione e con la BCE. La situazione della UE non è rosea: mettere in sicurezza l’Italia significa mettere in sicurezza l’Euro e la stessa UE, e il prestigio di Draghi lo mette al riparo dai ricatti e dai tranelli che da noi sempre accompagnano i grandi investimenti pubblici. E’ probabilmente per questo che Grillo è passato in poche ore dal no secco al Governo Draghi al si condizionato.

    Se la missione di Draghi si riduce a questo non avrà problemi a concedere spazio politico al M5S. IMHO

  • Di Persio Flacco (---.---.---.136) 28 settembre 2020 00:26

    Articolo interessante, ma il deficit di democrazia derivante dallo svuotamento del potere legislativo del Parlamento da parte del Governo ha cause più semplici e immediate.

    Mi riferisco in primo luogo alla distorta applicazione dell’art.94 cost. a causa della quale la permanenza in carica del Governo viene fatta dipendere direttamente dalla permanenza della maggioranza parlamentare che gli ha assegnato la fiducia.

    Non è questo che stabilisce l’articolo citato, per il quale il Parlamento assegna la fiducia o la revoca, non la tiene appesa ad una maggioranza.

    Una volta ricevuta la fiducia il Governo resta in carica del tutto legittimamente a prescindere dalla sorte della maggioranza che l’ha votata. Questo è evidente già dalla corretta interpretazione dell’articolo, lo diventa ancora di più se si tiene conto del principio della separazione dei poteri, in base al quale Legislativo ed Esecutivo sono poteri indipendenti l’uno dall’altro.
    La distorta applicazione dell’art.94 non solo implica una incostituzionale avocazione della funzione legislativa da parte del Governo che svuota il Parlamento della sua funzione e dal suo prestigio, implica anche una grave instabilità istituzionale, dal momento che l’uso di far dipendere la tenuta del Governo dalla tenuta della maggioranza parlamentare comporta una enorme capacità di ricatto da parte anche del più piccolo componente di tale maggioranza.

    E’ a causa di questa distorsione che la durata media dei governi in Italia in 72 anni di Repubblica è stata di 14 mesi (!), di certo non per colpa dei Costituenti, che invece hanno disegnato una architettura molto stabile.

  • Di Persio Flacco (---.---.---.200) 4 luglio 2020 10:15

    Comunque Gentiloni la voglia girare, il MES eroga PRESTITI, non trasferimenti a fondo perduto, ed a ogni prestito acceso si accende un DEBITO, che va registrato in bilancio e che incrementa la quota totale del debito pubblico dello Stato, che in Italia si avvia al 170%.

    Anche se condizionalità non sono previste col MES "sanitario", scatteranno senza alcun dubbio dopo, quando passata l’emergenza si tornerà ai parametri previsti dai trattati che COSTITUISCONO la UE e l’Euro, sospesi temporaneamente a causa del COVID-19.
    In quel momento il Paese si troverà in condizioni assai peggiori di quelle, di sicuro non buone, nelle quali era prima della pandemia. Qualcuno ricorda le estenuanti trattative con la Commissione UE per ottenere il permesso di sforare di qualche zerovirgola il rapporto deficit/PIL? Beh, quel momento è rose e fiori rispetto a ciò che ci attende in futuro.
    Da quando il partito di Gentiloni ha imposto all’Italia di entrare nell’Euro, il Paese ha perduto gli strumenti che gli avevano consentito di ricostruirsi dopo la guerra e di diventare una potenza economica di primo piano grazie ad una crescita economica a ritmi "cinesi": moneta sovrana, banca centrale nazionale, sistema industriale misto pubblico/privato.

    Tutto questo è finito "grazie" all’ingresso nella Moneta unica. da li è iniziata la stagione dello smantellamento di quel sistema vincente, è stato adottato il modello economico "liberista" insito negli stessi Trattati, è stata avviata la stagione delle "riforme" la cui direzione è sintetizzabile con: "Stato minimo, minimo welfare (compresa la sanità), minimi diritti per il lavoro, riduzione massima del costo del lavoro".
    Per Gentiloni e per il suo partito questa continua ad essere la strada giusta, e continuano a perseguirla prescindendo dalle verificabili conseguenze che ha avuto finora sulla economia e sulla vita dei cittadini, con una tenacia e una costanza che ricordano lo zelo di certi talebani. Per questo esercitano ogni genere di pressione e di lusinga affinché il Governo faccia ricorso alle scarse risorse del MES e si sottometta alle dure condizioni che ne seguiranno.

  • Di Persio Flacco (---.---.---.200) 4 luglio 2020 09:22

    La lobby sionista è assai influente in Germania: basti ricordare i 5 sommergibili classe Dolphin regalati a Israele. Il governo tedesco tentò di rifiutare il dono, poi entrò in campo qualche associazione ebraica di scampati alla Shoah e i sottomarini (con capacità di ospitare armi atomiche) salparono per Israele. Alla Germania ne rimase uno solo.
    Ma non solo in Germania la lobby sionista, per sua natura internazionale, ha enormi capacità di influenzare la politica interna e internazionali dei Paesi.

    Nel Regno Unito, ad esempio, riuscì a far modificare la civilissima legge chiamata della Giurisdizione Universale, proprio perché aveva impedito a Tzipi Livni di mettere piede sul suolo britannico.

    In base a quella legge, qualunque giudice britannico poteva ordinare l’arresto di chiunque fosse stato condannato per crimini contro l’umanità e avesse messo piede nel Paese. Alla Livni, arrivata in Inghilterra, fu consigliato di non scendere dall’aereo e di tornare indietro.
    Dopo le vivaci proteste della lobby sionista, in breve tempo la legge fu cambiata, attribuendo alla discrezionalità del ministro di giustizia, non più al singolo giudice, la possibilità di ordinare l’arresto del criminale.

    Del resto, se sul teatro geopolitico un piccolo Stato come Israele ha un peso politico esorbitante rispetto alle sue reali dimensioni geografiche, economiche, demografiche, ci sarà un motivo.

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