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Persio Flacco

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  • Primo articolo lunedì 08 Agosto 2013
  • Moderatore da giovedì 02 Febbraio 2014
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Ultimi commenti

  • Di Persio Flacco (---.---.---.235) 23 luglio 10:29

    Bell’articolo, di grande qualità e spessore.

  • Di Persio Flacco (---.---.---.99) 11 luglio 16:32

    Condivido. Anche se nell’articolo si tratta solo delle piccole fonti di informazione e non delle grandi, che non sono nemmeno loro esenti da fake news.

    Anche queste devono acchiappare lettori, e talvolta lo fanno con titoli fuorvianti, dando rilievo a fatti di secondaria importanza e poca visibilità ad altri di importanza notevole.

    Anche le grandi e blasonate fonti di informazione hanno la loro linea editoriale alla quale i giornalisti devono sottostare, e generalmente la linea editoriale è definita dagli interessi dell’editore che paga gli stipendi.

    Gli editori puri, che pure ancora esistono, dovrebbero essere animati da una fortissima tensione etica per mantenersi obiettivi e non cedere alle lusinghe dei molti interessi particolari che desiderano disporre del potere dei media per orientare l’opinione pubblica, e dunque degli elettori, in favore politico e dunque in potere.

    Oggi credo sia molto difficile per un giornalista essere libero da condizionamenti, nonostante il suo lavoro sia di importanza cruciale per la democrazia.

  • Di Persio Flacco (---.---.---.99) 6 luglio 15:51

    Dubito che le categorie Sinistra/Destra siano da considerarsi spacciate. Ridotte alla loro più intima essenza queste rappresentano la coesistenza dialettica di Individuo e Collettività, tipica degli animali sociali quale è l’Homo sapiens. Si tratta quindi di due pulsioni istintuali infisse nel patrimonio genetico dell’essere umano, incancellabili, di volta in volta declinate in modo differente a seconda dell’equilibrio necessario all’adattamento della specie nei diversi contesti.

    Naturalmente l’essere umano è anche essere culturale, così che le costruzioni sociali storiche tendono a fissare i canoni dettati dalla necessità attribuendo a tali pulsioni significati differenti: dal diritto del più forte o del più adatto ad assumere la leadership del gruppo umano, alla attribuzione di un carattere divino di tale diritto: per nascita o per virtù personali o famigliari che si suppongono gradite a Dio.

    A volte, al variare di certe condizioni generali, l’inerzia conduce un certo modello di rapporto tra individuo e collettività ad entrare in crisi, come è accaduto in certe fasi "rivoluzionarie". La testa del Re rotola quando il popolo non crede più alla sua funzione; il Padrone viene rovesciato quando le sue maestranze si rendono conto che la sua autorità e la loro condizione subalterna, non derivano da un mandato imperscrutabile ma dai rapporti di forza e, soprattutto, dal conformismo e dall’ignoranza dei molti.

    Oggi siamo in una fase pre-rivoluzionaria, io credo, nella quale le élite ancora godono dell’inerzia del precedente modello e cercano di sfruttarla a loro vantaggio con una raffinata e pervasiva opera di de-umanizzazione dei molti, prima che questi si rendano conto che i "diritti" della élite non sono affatto intangibili ma che sono i molti ad attribuirglieli.

    Difficile prevedere l’esito di questo scontro che vede sotto attacco in particolare l’identità delle persone, sia individuale che collettiva. Il fatto che la élite diventi sempre più ristretta e sempre più tenti di nascondersi alla vista, di rendersi anonima, farebbe pensare che il suo tentativo sia destinato a fallire.

  • Di Persio Flacco (---.---.---.94) 13 maggio 23:59

    Stavolta sono perfettamente d’accordo con lei. Brava.

  • Di Persio Flacco (---.---.---.189) 25 marzo 16:21

    Beh, dare del paranoico (peraltro infettivo) a qualcuno, e paragonarlo con Hitler ed altri dittatori, come lei ha fatto nell’articolo precedente, dalle mie parti è un hate speech, un insulto.

    Un insulto basato sulla estremizzazione di certe analogie tra personaggi vissuti in epoche e in contesti differenti che lei ha rilevato, o ha creduto di rilevare, del tutto soggettivamente.

    Dico questo non per proteggere il ministro Salvini, che si protegge benissimo da sé, ma per amore di verità e di coerenza. 

    E lo dico anche per rilevare come l’establishment francese (ma non chi lo contesta) ha manifestato aperta ostilità verso il governo italiano per i motivi più vari, seguito a ruota dai soliti opinionisti fintamente obiettivi. Come lei.

    P.S. In questo messaggio non ci sono insulti rivolti all’autrice dell’articolo. Dunque, se verrà da essa cancellato, i lettori potranno farsi un’idea di chi è l’intollerante aggressivo.

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