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Persio Flacco

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Ultimi commenti

  • Di Persio Flacco (---.---.---.189) 22 marzo 22:10

    Beh, qui però la malafede c’è. 

    L’autista del bus ha dichiarato che intendeva fare una strage per "Fermare le morti nel Mediterraneo" e "continuava a dire che le persone in Africa muoiono e la colpa è di Di Maio e di Salvini", secondo le dichiarazioni rese dai testimoni.

    E chi sono quelli che continuano ossessivamente a rivolgere esattamente accuse a Salvini e al Governo se non i francescani col saio degli altri che si definiscono di "sinistra-sinistra"? 

    Chi, se non le Maria Antonietta pittate di rosso, ha sistematicamente ignorato il disagio popolare di fronte al degrado sociale e umano indotto da frotte di immigrati abbandonati a loro stessi, rispondendo sostanzialmente "sono a disagio? Cambiassero quartiere" o, peggio: "sono rigurgiti razzisti"? Per forza che poi il popolo si incazza e vota chi lo ascolta.

    Avete fornito voi, caro Pignata, gli anabolizzanti a Salvini, e la cosa mi ricorda quando l’ultrasinistra, oggettivamente alleata con servizi deviati, Stay Behind, USA e fascisti stragisti, hanno sbarrato il passo al PCI verso il Governo in nome del "rosso che più rosso non si può".

    Oggi siete alleati del Capitale globalizzato, che usa la massa di sottoproletari africani per abbattere il costo del lavoro e dissolvere quel poco che resta della coscienza di classe conquistata con sangue e sudore in decenni di storia del Movimento Operaio.

    Siete il peggio del peggio, caro Pignata.

    La lascio con un brano che definireste fascista, nazionalista, sovranista, populista!

    https://www.youtube.com/watch?v=knzDT7-7HEg

  • Di Persio Flacco (---.---.---.189) 21 marzo 23:18

    Seguo da tempo gli interventi di Camillo Pignata e di una cosa sono sicuro: è persona intellettualmente onesta e sinceramente di sinistra. Dico di più: fino a un paio di anni fa avrei scritto le stesse cose che ha scritto in questo articolo. Purtroppo di questi tempi è assai difficile sfuggire alla potente campagna mediatica che orienta le opinioni in una certa direzione: la bussola che fino a qualche decennio fa le persone di sinistra usavano per orientarsi è sottoposta ad anomalie magnetiche che la deviano e la rendono inaffidabile. I riferimenti ideali, anche quelli che erano più solidi, sono stati corrotti e fuorviati. Non è facile recuperare la via giusta, quella conforme ai propri ideali.

    Per farlo è necessario ricorrere in solitudine agli strumenti antichi senza più fidarsi di chi si sarebbe delegato a farlo per noi.

    Uno di questi è porsi di fronte alla Storia (e alla realtà) come uno scienziato si pone davanti al suo esperimento.

    Per essere compresa correttamente la realtà va analizzata con spirito laico, senza preconcetti, senza deleghe, con gli strumenti concettuali del socialismo scientifico.

    E’ faticoso, non tutti sono disposti a farlo, ma è necessario se si vuole sfuggire ai potenti condizionamenti ai quali il nostro tempo ci sottopone.

    La mia invettiva aveva questo scopo: evidenziare i dati di realtà, non quello di aggredire Pignata o, tanto meno, etichettarlo come nemico.

  • Di Persio Flacco (---.---.---.189) 21 marzo 12:09

    No, questo non è un Paese normale. Ma non per i motivi addotti da Pignata bensì per le colorite e sarcastiche, ma realistiche, osservazioni di Cotica.

    Ciò che più mi disturba dei sostenitori dell’immigrazione senza limiti come Pignata è l’ipocrisia di marca curiale che sostiene le loro tesi. Una ipocrisia che dietro la forma compassionevole nasconde l’ambizione del potere o del servizio al potere, consapevole o meno che sia.

    Chi parte dall’Africa subsahariana può permettersi di partire: il viaggio costa e i veri disperati non possono permetterselo.

    Partono per cercare condizioni di vita migliori: legittimo. Ma agli ipocriti umanitari non interessa affatto vedere i motivi che rendono disagiata la vita nei loro Paesi, per cui quando si indica nello sfruttamento coloniale la causa principale del loro disagio, e si indica la Francia come maggiore responsabile, strillano che non si può dire perché altrimenti l’Italia si isola!

    Di questo non si deve parlare perché altrimenti verrebbe ridimensionato il primo dei diritti che giustificano e sostengono il sistema criminale che supporta le migrazioni.

    Dunque i migranti partono pagando i trafficanti per essere condotti in Libia, e qui gli ipocriti umanitari li descrivono come deportati nei lager, come se fossero stati rapiti e vi fossero internati a forza.

    Lager dove ovviamente subiscono ogni genere di violenza, così almeno ci raccontano gli ipocriti umanitari per costituire il secondo dei diritti funzionali: quello di fuggire dalla Libia, e il terzo: il diritto a rifiutare di esserci ricondotti.

    Dunque i migranti si fanno imbarcare, pagando, su navigli , solitamente gommoni, che non potrebbero mai affrontare la traversata, sia per le loro caratteristiche strutturali sia perché carichi all’inverosimile. Il naufragio o l’avaria del battello sono quindi certi già alla partenza. Ma anche questo non va detto perché occorre attivare il quarto e più rilevante dei diritti funzionali: quello di cui godono i naufraghi: il diritto ad essere salvati (e su questo non si discute) e ad essere condotti velocemente verso il porto sicuro più vicino che, guarda caso, invariabilmente si trova in Europa, quasi sempre in Italia.

    E guai a tardare nel trasferimento dei "naufraghi": si violano le leggi internazionali, i diritti umani, la Costituzione e, financo, si meritano gli appellativi di razzisti e fascisti che gli ipocriti umanitari sono prontissimi a distribuire a chiunque frapponga qualche ostacolo a che persone senza documenti possano approdare.

    Un sistema perfetto, con modalità che si ripetono sempre uguali da anni, per centinaia di volte, con l’indispensabile supporto degli ipocriti umanitari che fanno opinione, come il sig. Pignata, o che lavorano nelle ONG o nelle COOP, dietro corrispettivo ovviamente. Si perché molti ci campano, e pure bene con l’ipocrisia umanitaria. Vale la pena richiamare il nome di Salvatore Buzzi, come emblematico in questo senso. Molti altri invece, solitamente autodefinentisi come "di sinistra", si prestano per motivi "ideali". Avendo sostituito Gramsci con san Francesco, costoro cercano di guadagnarsi un Paradiso al quale solitamente nemmeno credono. Per loro la definizione di "ipocriti umanitari" non è adeguata perché questi, almeno, qualcosa ci guadagnano a lavorare per favorire l’immigrazione di massa, loro no.

  • Di Persio Flacco (---.---.---.189) 13 marzo 18:31

    Il fatto è che si conoscono i crimini del Nazismo ma non si conosce il Nazismo. E’ un po’ come dice il proverbio: "Si dice il peccato ma non il peccatore", così che le vittime appaiono essere state colpite dal "Male", come può essere la follia o la selvaggia brutalità che si nasconde al fondo dell’animo umano. In tal caso, alla fine ci si rassegna: doverosamente si commemorano le vittime, ma non si sa perché o cosa le abbia colpite.

    E questo è ovvio se si pensa che per 70 anni il manifesto del Nazismo: il Mein Kampf, è stato interdetto alla lettura e che, ancora oggi, è un testo semiclandestino, o proibito, o la cui diffusione è fortemente osteggiata.

    Eppure è lì che si trova la ragione dei campi di sterminio.

    Già, la "ragione". Parola che riporta alla mente la frase del Goya: "Il sonno della ragione genera mostri", spesso usata a proposito di ciò che il Nazismo ha fatto, nonostante il suo senso originario fosse diverso, riferito ai mostri che la fantasia genera quando non è accompagnata della ragione.

    Il Nazismo, al contrario, fu una ideologia in massima parte "razionale", benché basata su valori che oggi, giustamente, sarebbero definiti "inumani".

    Ricordare le vittime è quindi doveroso, ma non gli si rende davvero giustizia se non si conosce il Nazismo. Cosa che alcuni ritengono inopportuna, forse perché i "valori" di quella ideologia ancora sono operanti.

  • Di Persio Flacco (---.---.---.189) 4 marzo 20:48

    Non si esce dalla contrapposizione *ideologica* se non si prova a ragionare laicamente su certe problematiche.

    Consideriamo un fatto reale: una parte della cittadinanza esprime disagio, apprensione, e anche paura, per le condizioni che si trova a vivere in certi contesti. Si tratta di espressioni di disagio e di paura che precedono il successo di certe forze politiche, che anzi lo determinano.

    A fronte di questo:

    1. una parte politico ideologica tende ad orientare il disagio rappresentandolo come conseguenza delle caratteristiche "razziali" di certi "ospiti" non integrati;
    2. una parte tende a rappresentare il disagio come espressione di pregiudizi razziali o, nel caso migliore, come rozzezza di pensiero, e dunque a negarlo alla radice. 

    Se vogliamo entrambe le posizioni puzzano di pregiudizio e di razzismo, compresa la seconda. E continuando di questo passo entrambe le parti preparano il terreno per la maturazione di un vero razzismo ideologico.

    I fenomeni di disagio manifestati da certe parti della popolazione circa gli effetti di una immigrazione non governata con saggezza sono diffusi in tutta Europa, non solo in Italia, lo sono anche presso tradizioni culturali notoriamente aperte e tolleranti. Non tenere conto di questo rivela un pregiudizio ideologico del secondo tipo.

    Se ne è reso conto il governo Gentiloni che, con Minniti, aveva iniziato a prendere qualche provvedimento per rassicurare l’opinione pubblica e dimostrare ascolto verso certe sue istanze, ostacolato in questo da ministri dello stesso governo. Ricorderà che Minniti minacciò di dimettersi se altri ministri (in particolare il cattolico Delrio) non avessero smesso di agire in senso contrario a quello deciso collegialmente.

    In sintesi: continuare a rimpallarsi accuse a base di sovranismo, razzismo, pupulismo, elitismo radical chic, integralismo papalino, non fa che ignorare la sostanza del problema e polarizzare lo scontro attorno a valori assoluti che un laico dovrebbe rifiutare per principio.

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