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 Home page > Tribuna Libera > La casta dei pensionati

La casta dei pensionati

Che il nostro sia un paese per vecchi lo dicono i numeri, ma lo è a discapito dei giovani, cioè del futuro.

Parlare di pensioni nel nostro paese significa addentrarsi in un ginepraio spinosissimo. Questo perché da un lato si tratta di una materia complicata, una moltitudine infinita di casi, dal sistema retributivo al contributivo, al misto, pensioni di vecchiaia, di anzianità, di invalidità, private, degli enti locali, prepensionamenti e chi più ne ha più ne metta.

Ma soprattutto perché la pensione è, nell’immaginario collettivo, sinonimo di un diritto inalienabile che segna una svolta forte ed irreversibile nella vita dei lavoratori. L’agognata pensione si è storicamente riassunta, per la maggior parte delle persone oggi a riposo, con la regola del calcolo retributivo dopo 35 anni di versamenti, indipendentemente dall’età anagrafica.

Solo ultimamente, e non senza un mare di polemiche, i parametri sono stati variati con l’innalzamento graduale a 40 anni di contribuzione e con la definitiva archiviazione del sistema retributivo. Se ne deduce che con la suddetta “vecchia regola”, quella dei 35 anni, l’età anagrafica della pensione era, gioco forza, attorno ai 60 anni se non prima.

Ora basta un semplice calcolo matematico per capire che proprio questi pensionati non hanno versato abbastanza per aver diritto all’assegno che percepiscono, o per dirla in altre parole costoro vivranno per un certo numero di anni a carico della collettività. Secondo i parametri di calcolo più comuni infatti, se si considera un’aliquota dei contributi pari al 33% del lordo della retribuzione, una pensione percepita pari al 90% dell’ultima retribuzione netta e un’inflazione costante, pari ad esempio al 2,5%, ci si accorgerà che per “consumare” l’ammontare equivalente a 35 anni di contributi, ne bastano 17.

In altre parole dopo 17 anni di erogazione della pensione il “gruzzoletto” accantonato durante l’attività lavorativa sarà completamente esaurito, interessi compresi naturalmente.

Dal momento che secondo l’Istat, in Italia l’aspettativa di vita è oggi di 79 anni per gli uomini e 84 per le donne, chi è andato in pensione a 60 anni vivrà allegramente a carico della collettività per almeno quattro o cinque anni, in media fra uomini e donne.

E si badi bene che questo calcolo è basato sul metodo contributivo, cioè quello introdotto solo negli ultimi anni mentre, come si diceva, la maggior parte delle pensioni è stata calcolata col metodo retributivo, o con quello misto, metodi che sono assai più vantaggiosi per il lavoratore. La situazione è quindi ancora peggio di quanto il calcolo esprime, e di molto anche. E poi ci sono le pensioni sociali di chi non ha versato proprio nulla, quelle di invalidità, i baby pensionati.

Insomma, per farla breve, una larghissima parte di pensionati in Italia percepisce una pensione che non si è guadagnato, vive cioè appeso all’enorme albero della cuccagna dello stato sociale pagato, in definitiva, dai lavoratori, quelli veri. Queste considerazioni trovano ulteriore conforto nel fatto che un sistema pensionistico del genere non esiste in nessun paese del mondo dove, da sempre, l’età della pensione è invece di 65 anni e si percepisce in base a quanto versato, punto e basta.

E se volete fare confronti con altri sistemi eccovi serviti. Dice l’Istat che in Italia il tasso di occupazione dei lavoratori di età compresa fra i 55 e i 65 anni è del 36% contro il 56% della Germania, il 70% della Svezia e il 47% della media Europea. E la differenza non è certo dovuta ai disoccupati che in Italia sono soprattutto giovani, molto più che altrove. Sappiate inoltre che il nostro sistema eroga in media oltre l'80% dell'ultimo salario, percentuale che scende in Francia al 61% e in Germania al 58%. Altro che Babbo Natale.

Questi sono i numeri, puro calcolo insomma ma utile a capire la realtà, e come tutti gli scolaretti sanno, la matematica non è né di destra né di sinistra, non segue cioè l’opinione della Lega o della Camusso e neppure della Marcegalia, è matematica e basta. Per questo si sono susseguite negli anni numerose riforme sul tema, per mettere in sicurezza un impianto allo sfascio.

Si dice che ora però l’equilibrio è raggiunto e che in definitiva questo è il miglior sistema d’Europa. Sarà anche vero ma la ragione per cui negli altri paesi europei si accetta un sistema meno generoso, o forse più equo, è per poter dirottare le risorse sulla crescita, sulla ricerca, sui giovani, sul lavoro, sull’ambiente, giusto per fare qualche esempio. Noi abbiamo investito sulle pensioni, sul diritto alla pensione o forse sul privilegio alla pensione, in altre parole puntiamo al futuro cercandolo nello specchietto retrovisore.

Resta l’amarezza per come tale privilegio lo si scarichi sui giovani, per come a pagare siano i lavoratori, precari compresi naturalmente, mentre chi ne usufruisce a piene mani non sborsi una lira. Ma non si era parlato di equità, di sacrifici da parte di tutti, ed allora perché non penalizzare chi da anni percepisce, come si dice “a scrocco”? Ed invece niente, anzi sono tutti sulle barricate, vocianti, dai qualunquisti ai sindacati, tranne chi è penalizzato, ovviamente.

Commenti all'articolo

  • Di (---.---.---.187) 20 gennaio 2012 12:08

    non credo di avere mai visto un tale insieme di imprecisioni e falsità, ma con quale metodo ha fatto il calcolo che con 17 anni si consuma quanto versato? forse per chi è andato in pensione con 20 anni di contributi, o quelle categorie (tipo forze dell’ordine) che ogni 4 anni contano 5, o chi il giorno prima di andare in pensione aumenta di grado, non certo chi ha fatto 40 anni e più di lavoro effettivo, ma chi ha scritto l’articolo quanti anni di lavoro ha fatto e quanti ne prevede di fare? molto probabilmente ha cominciato a lavorare tra i 25/30 anni, pertanto alla fine andrà in pensione con meno anni di contruibuti di chi "deride".

  • Di Geri Steve (---.---.---.142) 20 gennaio 2012 12:21

    Prima che lo votassi io, quest’articolo era stato giudicato "non interessante" dal 100% dei tre votanti.

    Invece e’ un ottimo articolo, parola di matematico e pensionato.

    E’ stata un’assoluta follia che in Italia si andasse in pensione percependo una pensione indipendente dall’aspettativa di vita. Si dice che non si capiva quanto fosse scorretto, ma non e’ vero: chi ha potuto usufruire di questi meccanismi folli si e’ precipitato a farlo, a riprova del fatto che tutti capivano che si riceveva un vero e proprio regalo. Oggi non si puo’ togliere queste pensioni immeritate, ma almeno i babypensionati dovrebbero essere esclusi da ogni rivalutazione.

    Ci sono altri due punti importanti non trattati dall’articolo:

    1) la reversibilita’ delle pensioni, talvolta del tutto ingiusta, che aggrava fortemente i costi e rende difficilI i calcoli, perche’ non basta considerare l’aspettativa di vita del pensionato: si deve considerare anche quella del coniuge e il rischio che sposi la (o il ) badante.

    2) L’esistenza di un alto "debito previdenziale" di cui non mi risultano stime attendibili e aggiornate. Questo debito ridicolizza tutte le affermazioni per cui l’INPS o altri enti sarebbero o no in pareggio. Il debito previdenziale avrebbe dovuto essere bilanciato dal possesso di beni immobili degli enti, ma poi questi sono stati venduti e il debito invece e’ cresciuto. In sostanza, si tratta di un debito pubblico ignorato, forse superiore a quello di cui tanto si parla.

  • Di Sandro kensan (---.---.---.181) 20 gennaio 2012 12:32
    Sandro kensan

    Ho dato anch’io il mio voto positivo, la realtà è dura da scofiggere...

    http://www.agoravox.it/In-difesa-di...

    ho scritto su AgoràVox un articolo del tutto simile al link qui sopra. I pensionati si devono rendere conto che non devono rubare dalle tasche dei più giovani.

  • Di (---.---.---.160) 20 gennaio 2012 13:00

    nel 2011, a valle degli ultimi interventi sulle pensioni, l’INPS era in attivo e tele sarebbe rimasta negli anni a venire, ---parole di Mastrapasqua, presidente INPS---,
    chi ha scritto l’articolo, dovrebbe fare un bagno di umiltà o esporre nel dettaglio i calcoli e inoltre dovrebbe pensare a tutti quelli che si ritirano dal lavoro dopo pochi anni di contribuzione, a quelli che purtroppo non ci arrivano, a quelli che percepiscono oltre 10.000 € netti al mese!

    • Di Geri Steve (---.---.---.142) 20 gennaio 2012 14:57

      Lei deve riflettere su cosa e’ il debito previdenziale dell’INPS e si accorgera’ che non ha senso dire: "l’INPS e’ in attivo".

      Immagini che da domani non si debbano piu’ versare contributi pensionistici.
      L’INPS dovra’ continuare per molti anni a pagare le pensioni a chi le ha maturate e a chi le maturera’ (oppure restituire a loro i contributi, debitamente rivalutati). Queste somme che l’INPS deve pagare ogni anno, senza avere piu’ nessun introito, sono l’attuale debito previdenziale (pensionistico) dell’INPS.

      Il sistema retributivo e’ stato la legalizzazione della catena di san Antonio: si e’ accettato il principio che si possano pagare le pensioni non con i contributi versati, ma con quelli che versano le generazioni seguenti.

      Lo si puo’ chiamare: furto generazionale.

    • Di Sandro kensan (---.---.---.43) 20 gennaio 2012 15:10
      Sandro kensan

      esatto, un furto. la catena di santantonio funziona perchè la popolazione aumenta e quindi pochi vecchi vengono mantenuti con i contributi di tanti giovani precari. nel 1960 eravamo in 30 milioni e nel 2010 siamo in 60 milioni di cittadini. se le donne smettono di fare figli il sistema ponzi crolla e i giovani precari da vecchi non hanno più i loro figli che gli pagheranno la pensione. scusate la mancanza di maiuscole ma sto mangiando...

  • Di (---.---.---.108) 20 gennaio 2012 15:26

    L’autore dell’articolo è quanto meno male informato, disonesto intellettualmente e in evidente confusione.In Italia ci sono 5000 mila e passa caste ma i pensionati, soprattutto quelli da 400 euro / mese, forse il prezzo di una cena per i colleghi dell’autore dell’articolo, come casta proprio non ce li vedo.

    Il signore che ha redatto l’articolo, che vuole restare anonimo, probabilmente non avrà mai la saggezza per arrivare all’età di coloro che con astio non indifferente addita all’opinione pubblica. Sono proprio personaggi come lei, caro anonimo, gli autori della macelleria sociale che Monti e compari hanno compiuto sul popolo italiano. Si vergogni e vada a zappare la terra , che ce n’è bisogno, piuttosto che scrivere sciocchezze sul web.

    Maurizio, Roma.

  • Di (---.---.---.7) 20 gennaio 2012 17:00

    quelli che lavorano molto e che guadagnano qualche milioncino all’anno(vedi Marchionne e simili) no è!!!!!! Qualcuno diceva. Ma mi faccia il piacere!!!!!!!!

  • Di (---.---.---.163) 20 gennaio 2012 17:05

    Per chi ha scritto questo articolo, persona incompetente o in malafede, ci vogliono i FORCONI SICILIANI !!!!!

  • Di Sandro kensan (---.---.---.45) 20 gennaio 2012 17:59
    Sandro kensan

    Cari pensionati che vivete alle spalle dei giovani: andate a lavorare o rubate meno ai giovani.

  • Di Sandro kensan (---.---.---.45) 20 gennaio 2012 18:03
    Sandro kensan

    La ministra del lavoro sta facendo una riforma delle pensioni coraggiosa che ha come obiettivo il riequilibrio tra le generazioni. I giovani precari che lavorano a tratti e che avranno una pensione insufficiente non è giusto forniscano una pensione immeritata ai loro genitori.

    Elsa Fornero sta facendo una riforma delle pensioni che per la prima volta da tanti anni fa gli interessi dei giovani. Il potere nella nostra società è in mano agli anziani che dispongono dei mezzi di informazione, dei sindacati, dei poteri forti e dispongono del potere politico. Questo governo Monti non è stato eletto né dal popolo né dai politici e quindi ha potuto mettere in un dicastero importante una ministra come Elsa Fornero che su indicazione dell’Europa sta facendo una riforma delle pensioni che mira all’equità intergenerazionale.

    Il nocciolo del problema è che in Italia la spesa pensionistica è di circa 190 miliardi all’anno di cui una piccola percentuale è di beneficenza pubblica (pensioni di invalidità, ecc) e la gran parte è di previdenza (pensioni di anzianità, di vecchiaia o baby pensioni, reversibilità). Il quantitativo di soldi è ingente, tanto per farmi capire i soldi spesi per le pensioni in 10 anni è pari all’intero debito pubblico che è di 1900 miliardi.

    Comunque i pensionati hanno versato i contributi all’INPS o altra cassa per una vita e adesso hanno diritto a godersi la pensione. Giustissimo. Il problema sta qui ovvero quanti soldi i pensionati hanno versato e quanti soldi i pensionati stanno godendo. C’è un buco nel bilancio tra le entrate e le uscite per ogni pensione dei nostri padri: i soldi versati non corrispondono ai soldi goduti.

    L’odiato (da parte di molti) ex Ministro Brunetta ha affermato nella trasmissione "Servizio Pubblico" che per ogni due anni di lavoro si paga la pensione per meno di un anno. Secondo questo documento di un esperto pensionistico il lavoratore dipendente versa alle casse dell’INPS circa il 33% della propria retribuzione e i nostri vecchietti sono andati in pensione con il 72% della retribuzione (anno di pensionamento 2010, 65 anni di età e 35 di contributi). I lavoratori autonomi hanno versato il 20% del reddito alle loro casse di previdenza e sono andati in pensione con il 73% de loro ultimo reddito netto.

    Non ci vuole molto per capire che i dipendenti si sono pagati la pensione per meno della metà dei loro 35 anni di contribuzione e per quanto riguarda gli autonomi per molto, molto meno. Però entrambi si godranno la pensione non per 15 anni ma per molti più anni, visto che sono andati in pensione ben prima dei 60 anni e che l’età media è oltre gli 80.

    Non voglio tediare con i conteggi, quindi arrivo al punto: chi sta pagando la pensione che gli anziani non si sono pagati? Evidentemente i giovani. Loro lavorano per pagare sia i loro contributi che la pensione dei loro padri (la parte che non si sono pagati). Loro si trovano pure a reggere la competitività di questo nostro disgraziato paese, attraverso la precarizzazione del lavoro: lavori un anno e tre mese sei a piedi (se sei bravo).

  • Di (---.---.---.180) 20 gennaio 2012 18:19

    Capisco che la questione pensioni sia delicata e tocchi tutti i cittadini, devo però ribadire che la matematica non è un’opinione. Chi non è d’accordo con quanto scritto nell’articolo dovrebbe innanzitutto dimostrarlo coi numeri prima che con le opinioni. Per quanto riguarda poi le altre considerazioni credo solamente che non sia un diritto di nessuno pretendere più di quanto si è dato perché questo grava sugli altri danneggiandoli. Dal punto di vista sociale è chiaro che i meno abbienti debbano essere aiutati, ma ciò rimane sempre sulle spalle degli altri, comunque. E’ forse una verità scomoda. Cordialmente Claudio Donini per www.alfadixit.com

  • Di paolodegregorio (---.---.---.56) 20 gennaio 2012 19:09

    attenzione, lo scontro generazionale è l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno. 


    Definire "casta dei pensionati" coloro che hanno lavorato e versato contributi per almeno 35 anni mi sembra assurdo, soprattutto se penso a chi ha sopportato per tali periodi la catena di montaggio e altri lavori faticosi.


  • Di (---.---.---.170) 21 gennaio 2012 07:07

    sono un cittadino di 57 anni con 37 di lavoro e sono disgustatto da tutto quello che sto subendo
    o lavorato onestamente e sempre pagato quello che c’era da pagare ora sento dire che noi della nostra eta’ che stiamo andando in pensione con 40 anni di lavoro siamo quelli che rubano il futuro ai giovani !
    io non credo propio sia cosi’ !
    decidono che si andra’ in pensione con 42 anni e 1 mese e tutti con il contributivo
    ma noi non abbiamo fatto la pensione integrativa ci eravamo fidati della riforma ( dini, amato) del 94 !
    questo si che e’ rubare la vita a tutta una generazione di lavoratori
    sono molto arrabbiato per tutto questo e ho perso tutta la mia serenita’ .
    questi politici che giocono con le nostre vite non li sopporto piu’ anche perche’ sono tutto tranne che sinceri .
    anche ieri sera ascoltando il dibattito parlamentare dei nostri politici sono stato colpito
    dall’assenza di ogni tipo di considerazione per i problemi che questa manovra crea sulle spalle
    della nostra generazione , come fossimo qualche cosa di innesistente da gettare..!

    per la bonino (non dimentichiamoci che il suo partito e’ quello che ha messo al governo qulache anno fa la cicciolina e che ora a 60 anni per 3 anni di legislatura guadagna 3000 euro di pensione !)siamo meno importanti di chi e in galera per avere commesso reati.
    particolarmente pesanti i partiti storicamente popolari che si sono dimostrati insensibili .
    mi sono reso conto che il partito democratico ci ha usato come merce di scambio svendendoci a poco! non sono riusciti nemmeno ad ottenre una misera patrimoniale
    e poi c’e la questione casa ...quanti scarifici per averla e sempre senza nessun aiuto dallo stato
    e ora quando finalmente uno potrebbe avere un po’ di tranquilita’ questi ci mettono sopra una bella tassa .

    e i sindcati proclamano con difficolta in maniara disunita chi 2 ore , chi 4 ore di sciopero!!!!! di fornte a un attacco cosi pesante perche’ cosi’ poco?

    voglio fare una domada a tutti i cittadini italiani , pensate veramente che con questa classe politica fra qualche anno se non prima non saremmo punto a capo e ancora piu’ poveri ?

    con che arroganza dicono di avere a cuore la nostra situazione loro che guadagnano 14.000 euro mese per il solo ruolo parlamentare.

    cosa volete che sappiano cosa significa vivere con 1500-2000 euro mese se va bene .

    cosa volete che sappiano cosa significhi lavorare 8-10 ore al giorno per 40 -50 ore settimanali dovendo RENDERE.

    cosa volete che sappiano cosa significa dovere rinunciare a una visita medica o a delle cure

    perche il servizio sanitario non le passa e per noi sono troppo costose

    cosa volete che sappiano dei sacrifici fatti per avere una casa per vivere

    cosa volete che sappiano di tutti i sacrifici che tutti noi cittadini facciamo tutti i giorni per vivere , loro che io credo non sanno cosa e’ la rinuncia.

    a tutto oggi io non credo loro abbiano ancora rinunciato a nulla:

    auto blu’ , accumolo di stipendi ,compensi, pensioni per miglia di euro, privilegi di ogni tipo

    come il ristorante 5 stelle a monticitorio pagato con i soldi dei cittadini , sprechi di ogni tipo

    per milioni di euro su lavori incompiuti ( vi ricordate qui da noi l’idrovia)

    c’e’ altro di che indignarsi .

  • Di (---.---.---.170) 21 gennaio 2012 07:10

    si il pd e quasi tutta la sinistra si e’ venduta hanno usato i pensionandi e pensionati come merce di scambio

    e per cosa ...per la patrimonianle ?

    e dove e’?

    a pagare sono sempre i soliti e nel modo peggiore

    e questo con l’aiuto di una sinistra che ha saputo fare peggio della destra .

    berluisconi se la ride e noi paghiamo !

    i politici sostengono che essendo il governo tecnico .......!!!!

    (che pero’ fa azioni di una entita’ e con una arroganza politica mai viste negli ultimi anni )

    di non avere colpe!

    ma ne siete propio convinti?

    ma pensate veramente che questa volta i cittadini italiani non abbiano capito che dietro ci siete voi e che alle prossime elezioni non vi mandino tutti a casa?

    per niente cari politici concludo dicendovi che voi prima di toccare i cittadini che da una vita sostengono l’italia con il loro onesto e spesso duro lavoro , pensionati ,pensionandi ecc..

    dovevate agire sulgli sprechi della politica :

    vitalizzi , pensioni d’oro ,super stipendi, super liquidazioni, privilegi quali auto blu’, ristorantte 5 stelle,paurcchiere ecc ..ecc

    pensioni con un tetto massimo per tutti di 5000 euro che per un comune lavoratore sarebbereo una manna se gia’ fosse anche solo una meta’ mentre voi che pretendete di fare a noi la morale

    ne guadagnate ....10.000 - 20.000- 35.000 e non certo con 40 anni di lavoro.

    contributi per i politici per avere la pensione come per il resto degli italiani

    siete in troppi (onorevoli, deputati, segretari , sottosegretari,commessi , ecc..)occorre come succede nelle aziende private in crisi una vera ristrutturazione

    l’azione sulle pensioni dei comuni cittadini su cui continuate ad accanirvi dal 94 non e’ mai stata cosi vigliacca come nell’ultima manovra monti.

    perche’ autoritaria facendo del male ad intere generazioni 50-51-52-53-54-55-56 senza preoccuparvi che queste sono prima di tutto persone e hanno una vita loro che voi avete in questo modo irrimediabilmente pregiudicato.

    perche’ per i vostri errori devono essere sempre i cittadini a pagare ?

    perche’ si continua a sperperare denaro pubblico per opere che non servono e non vengono concluse e sopratutto nessuno di voi ne mai responsabile? ( un esempio per tutti l’idrovia venezia -milano, scavi , porte , espropi , ecc.. che ora sta marcendo inutilizzata .)

    chi paga ?

    non venitemi ora a raccontare che queste cose non sono strutturali ! perche’ per me’ tutto quello che’ e’ onesta’ e’ strutturale e forma l’ossatura di una societa’ sana.

    la rabbia e’ tanta ma concludo e auguro a tutti i cittadini italiani un buon natale sereno per quanto possibile di questi tempi.

     

     

  • Di (---.---.---.218) 21 gennaio 2012 08:58

    ai vari Soloni che, con saccenza di scarso livello, sostengono la Fornero e la sua improvvisata e iniqua riforma, che amano conteggiare sul sudore di Vita di milioni di esseri umani, ricordo che con una patrimoniale strutturale ( fatta per sempre e ogni anno) come hanno tutti i paesi europei, i conti dell’Inps e dello stato come per magia immediatamente si riequilibrano e se dovesse mancare qualcosa basterebbe tagliare sugli sprechi tipo sugli aerei militari ( l’intoccabile spesa militare) o sull’evasione del Vaticano.
    La riforma della Fornero è opera di bassa e odiosissima macelleria sociale a danno dei molti per salvare i pochi (la casta). La Fornero e i suoi vili sostenitori dovrebbero lavorare alla catena di montaggio per 35 anni di fila per capire il senso della Vita, invece di riempirsi la bocca di allungamento dell’età. Come se non contasse la qualità della Vita.
    Per loro siamo numeri e come tale quella improvvisata della lacrimevole ha agito.

    • Di Sandro kensan (---.---.---.32) 22 gennaio 2012 17:57
      Sandro kensan

      «ai vari Soloni che, con saccenza di scarso livello, sostengono la Fornero e la sua improvvisata e iniqua riforma, che amano conteggiare sul sudore di Vita di milioni di esseri umani, ricordo che con una patrimoniale strutturale ( fatta per sempre e ogni anno) come hanno tutti i paesi europei, i conti dell’Inps e dello stato come per magia immediatamente si riequilibrano e se dovesse mancare qualcosa basterebbe tagliare sugli sprechi tipo sugli aerei militari ( l’intoccabile spesa militare) o sull’evasione del Vaticano.»

      Giustissimo ma perché voi Anziani dovete godere di una pensione che non vi siete pagati mentre noi giovani dobbiamo avere esattamente la pensione che ci si stiamo pagando e forse nemmeno quella?

      Perché la patrimoniale dovrebbe servire a voi che non vi siete pagati la pensione (vi siete pagati meno del 75% della pensione e sperate in un regalo del 25% e passa, questo in media) e non ai giovani che lavorano sei mesi e poi si devono cercare un altro lavoro?

      La Fornero ha detto chiaramente che i soldi vanno ai giovani e non ai vecchi. La patrimoniale o qualsiasi altra tassa è giusto vada ai precari che vanno aiutati in quanto sostengono la produttività dell’Italia, non hanno il mutuo e pagano le vostre pensioni.

      In tutta Europa c’è una spesa per le pensioni (vostre) molto più bassa e una spesa per il sostegno al lavoro (precario) consistente mentre in Italia è inesistente. I soldi vanno ai giovani.

  • Di (---.---.---.70) 21 gennaio 2012 09:46

    PENSIONATI MORTI PREMATURI e LEGGE FAMIGERATA "MOSCA" - SI PARLA, SI SCRIVE "BLA, BLA, BLA" ma mai che nessuno indichi l’incidenza dei "morti prematuri" che sono morti subito o quasi subito dopo essere andati in pensione lasciando tutto il versato all’Inps. Mio Padre è uno di quelli. Dopo 50 anni di navigazione marittima e di versamenti, è morto subito dopo essere andato in pensione "lasciando 50 anni di versamenti all’Inps" anche perchè mia Madre purtroppo era morta 2 anni prima. Inoltre NESSUNO PARLA MAI DELLA FAMIGERATA LEGGE MOSCA che garantirebbe TRE PENSIONI (NON UNA) a tutti i sindacalisti in pensione. W l’Italia. W l’Inps. W i legislatori che ci meritiamo. AM giornalista-pubblicista - am@boxint.com

  • Di (---.---.---.225) 21 gennaio 2012 11:17

    L’imbecillità di questo scritto è lapalissiana......mi domando se chi ha scritto l’articolo ha mai lavorato......si vergogni signore e scuota con ben altro articolo la massa di generazioni vagabonde che si sono succedute dagli anni settanta in poi......si vergogni.

  • Di paolo (---.---.---.45) 21 gennaio 2012 18:53

    C’è un equivoco di fondo che secondo me ha prodotto una discussione distorta .

    Il cittadino contribuente che paga le tasse (non quindi ovviamente l’evasore) versa allo stato ,tra imposte di vario tipo di cui è inutile fare un elenco completo,oltre il 50% della proprio reddito , con punte fino al 60% considerando le imposte indirette .Se è un dipendente la ritenuta iRPEF +addizionali + contributi pensionistici (INPS ,INPDAP... ),se è autonomo autodichiara il reddito e nei vari riquadri(secondo l’attività di impresa o professionale) paga IRPEF ,IRAP ,IRES ,INPS ,IVA (o cassa professionale) ,addizionali ecc... . Se poi hai un patrimonio immobiliare ICI ecc.....

    Quindi la contribuzione ai fini pensionistici (INPS) è una componente della tassazione globale e viena calcolata sul reddito e se di " impresa " o professionale inteso come differenza tra entrate e spese generali di esercizio .Attualmente la media è attorno al 25% del reddito .

    Pertanto ,e a questo volevo arrivare , il solo contributo pensionistico pagato non deve essere equivalente a quanto verrà percepito in tutto il periodo di trattamento pensionistico ,ma è soltanto una quota parte di una fiscalizzazione generale .

    Quindi Geri qui’ la matematica non serve . Purtroppo il sistema è stato distorsivo perché,per fini meramente politici o elettorali ,si è consentito andare in pensione con 15 anni,sei mesi ed un giorno agli insegnanti e altre menate di questo genere . Poi vengono erogate le pensioni assistenziali (invalidità , minima sociale ,cassa integrazione,disoccupazione ecc ) che nulla hanno a che fare con la contribuzione pensionistica . Quindi l’INPS è in equilibrio "attivo" (attenzione equilibrio), malgrado il gravame indebito che ho citato . Ed è vero.

    Faccio un esempio pratico e poi chiudo . Lasciando perdere le rivalutazioni . La pensione media è circa il 65% del reddito percepito ,quinde se lordo prendo 1.700 euro ,la mia pensione sarà approssimativamente di 1.200 euro . Dopo 40 anni di lavoro vado in pensione e se campo ,diciamo altri 35 anni ,dovrei aver versato ,secondo l’equivalenza che avete citato ,circa 550.000 euro che ,seguendo il vostro ragionamento,sarebbe il 63% di quello che ho percepito in tutta la vita lavorativa !! E allora di cosa ho vissuto ,di aria? .
    Chiaro che i conti non sono questi.

    ciao

  • Di Sandro kensan (---.---.---.32) 22 gennaio 2012 18:23
    Sandro kensan

    La questione del pareggio delle casse dell’INPS.

    Avete presente lo schema Ponzi?

    http://it.wikipedia.org/wiki/Schema...

    In pratica l’INPS applica lo schema Ponzi. Vediamo cos’è lo schema Ponzi: «Lo schema di Ponzi permette a chi comincia la catena e ai primi coinvolti di ottenere alti ritorni economici a breve termine, ma richiede continuamente nuove vittime disposte a pagare le quote. I guadagni derivano infatti esclusivamente dalle quote pagate dai nuovi investitori e non da attività produttive o finanziarie[1].»

    Vediamo adesso il "pareggio dell’INPS":

    Effettivamente la cassa di previdenza statale è in pareggio, magari anche in attivo. Insieme a questo vi è la questione demografica ovvero che da molti decenni la popolazione cresce, quando i nostri padri andavano a lavorare, il loro numero era basso perché la popolazione italiana era molto piccola.

    Per esempio nel 1950 la popolazione era di circa 47 milioni, adesso siamo in 60 milioni.

    Una parte dei 60 milioni attuali lavora e versa contributi che servono a pagare le pensioni alla parte dei 47 milioni che oggi è ancora viva ed è in pensione. Per pagare le pensioni ai giovani, occorre ad esempio che tra trent’anni la popolazione aumenti da 60 milioni a 75 milioni oppure non ci saranno i soldi. Si suppone che questo incremento di italiani non ci sarà per cui le pensioni dei giovani saranno molto limitate.

    Quindi l’INPS è in equilibrio perché applica lo schema Ponzi, ha pochi pensionati e incassa i contributi pensionistici di molti lavoratori o anche perché i pensionati vengono dal passato quando la popolazione era di 45 milioni e incassano i soldi dei giovani che appartengono a una cittadinanza italiana attuale di 60 milioni di individui.

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