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Il poker per il governo che verrà

Giuseppe Conte sperava di raggruppare un po' di gente preoccupata dal ritorno alle urne per trovare dei sostenitori, i responsabili o costruttori che dir si voglia.

Non a caso ha sbandierato a lungo la minaccia del voto per far capire bene che cosa rischiavano i tanti parlamentari in procinto di perdere il posto. Ne doveva trovare in numero sufficiente per isolare Renzi, determinare una nuova maggioranza e ripartire con un suo terzo governo potendo fare a meno di lui. E quindi liberandosi della sua capacità di ricatto che viene da lontano.

Matteo Renzi non a caso fu il più solerte e convinto sostenitore (insieme a Beppe Grillo) della nascita del governo giallorosso (il 5 settembre 2019), ma fu anche – tredici giorni dopo (sic), il 18 settembre 2019 – il fondatore di Italia Viva, nata strappando parlamentari al PD, a Forza Italia, al Gruppo Misto e perfino, una, al M5S. Dire che avesse pianificato di crearsi una sua nicchia capace di un peso politico molto superiore alla sua presenza reale nel paese, è una ovvietà.

Purtroppo per Conte la minaccia delle urne funziona solo se è davvero credibile altrimenti gli altri giocatori vengono a vedere il tuo bluff e resti con la tua coppia di sei in mano a guardare nel vuoto.

In altre parole i “responsabili”, seduti al tuo stesso tavolo, non accorrono a salvarti come sarebbero accorsi se il rischio del voto fosse stato reale.

Ma non lo era, se non altro perché i Cinquestelle non ci pensano proprio di sottoporre al giudizio degli elettori i propri due anni e mezzo di governo un po’ con l’uno e un po’ con l’altro, dopo che hanno spergiurato per anni che non si sarebbero mai e poi mai alleati né con l’uno né con l’altro. Vedersi dimezzati dopo il voto è il minimo che i sondaggi prevedono per loro. Se poi si aggiunge il taglio dei parlamentari che essi stessi hanno voluto, anche un bambino capisce quanti grillini resteranno in parlamento dopo le prossime elezioni.

In sintesi l'azzardo di Renzi sembra vincente (con quali benefici per la nazione non è dato sapere). E specularmente il presidente Conte sembra aver perso il primo round anche se la sua testa non sembra essere ancora nel cesto.

Non abbastanza “costruttori” si sono fatti avanti, chi per non avvicinarsi a chi sta cominciando a emanare lo sgradevole odore del perdente e chi per tenersi al calduccio nella sua casetta politica non volendo alzarsi una mattina, da reietto, nella parte sbagliata del parlamento.

L'unico che potrebbe sgambettare il disegno dei tagliatori di teste è il Partito Democratico che potrebbe decidere per uno strappo improvviso e ordinare il rompete le righe. Imponendo a tutti di andare al voto davvero, contando sul fatto che un secondo accordo tra M5S e Lega sembra assai poco probabile e che quindi senza non c'è altro governo possibile se il PD non vuole. Qualche accenno c'è stato, ma troppo poco per essere credibile.

Se invece lo diventasse qualcuno, preso da improvviso panico, potrebbe accorrere sul serio.

Da Italia Viva, dal Gruppo misto e magari anche altri... tutti quelli che potrebbero cominciare a sentir traballare il seggiolone, smetterebbero di ridacchiare alle spalle del povero Giuseppi e comincerebbero a riflettere su cosa vogliono fare da grandi.

Conciliaboli notturni, intreccio spasmodico di telefonate, incontri nelle segrete stanze e poi forse perfino Berlusconi potrebbe cominciare a pensare che, dopotutto, a Forza Italia potrebbe convenire essere l'ago della bilancia in un Conte Ter – con tutto quello che ne consegue anche in termini di gestione dell'immane tesoro in arrivo da Mamma Europa – piuttosto che il ruotino di scorta del governo grigioverde prossimo venturo, impossibilitato perfino a ricattarlo, quel governo di destra, per mancanza di una controparte a cui potersi appoggiare vista la disgregazione sempre più evidente nel campo di centrosinistra.

C'è da chiedersi se Zingaretti lo farebbe, visto che c'è da prendersi la responsabilità - se le cose poi non vanno nel verso giusto e si va al voto - di consegnare il paese proprio al governo grigioverde, ma anche con l’intima soddisfazione di mettere nell'angolo proprio il Rottamatore per eccellenza. 

Se la mossa riuscisse salverebbe Conte e il governo giallorosso mentre Renzi finirebbe nell'irrilevanza. In caso contrario lo vedrebbe probabilmente sparire (almeno per un bel po’ visti i sondaggi) dalle sacre aule.

Io ci penserei, dopotutto potrebbe perfino sembrare una mossa dignitosa finalmente. Potrebbe perfino sembrare una mossa, una. Un segno di vita.

L'alternativa? Un Renzi sempre più centrale nel ruolo di decisore ultimo delle politiche italiane. Non è esattamente quello che gli italiani volevano visti i risultati del referendum 2016 e delle successive amministrative dove i candidati renziani hanno fatto fatica a farsi eleggere. Né quello che gli italiani vorrebbero visti i sondaggi attuali.

Parafrasando qualcuno, "'il più impopolare vuole la testa del più popolare". E figuriamoci se può essere popolare uno che va a dire a un principe saudita che gli "invidia il costo del lavoro" (sic).

Foto: Governo.it

Commenti all'articolo

  • Di Enzo Salvà (---.---.---.107) 1 febbraio 17:01
    Enzo Salvà

    Solo per amor di discussione, premesso che il Presidente Mattarella sarà prudente in queste condizioni e che i sondaggi dicono che non meno del 70% degli italiani è contrario alle elezioni, Zingaretti non ha bisogno d’altro che confermare Conte e chiedere un patto di fine legislatura, tutto il resto è conseguente, ma

    se Il PD dichiara la fine dei giochi si abbassa al livello dei "grigioverdi", non solo: il Governo non cade ma sarà il PD ad aver partorito il Partito di Conte in sostituzione di Renzi che non gode grande fiducia elettorale.

    Penso che anche un governo Istituzionale, o la sua minaccia, provocherebbe l’immediato arruolamento di truppe: penso al 2018, Cottarelli con trolley al seguito ed in un baleno i due timidi che dovevano fidanzarsi si sono sposati.

    Se così fosse, nasce il partito di Conte ma almeno non dovuto alle mosse del PD,

    Il governo del Presidente penso sia da preferire: sarebbe difficile continuare con questo scontro partitico, poi si entrerebbe nel semestre bianco, forse si riuscirebbe ad ottenere qualche risultato per il paese.

    In ogni caso il PD sarebbe al Governo, non credo ci siano dubbi, rimanendo pur sempre il partito che ha la fiducia dell’Unione e le migliori entrature. 

    Il rompete le righe esalterebbe le truppe ed i sostenitori del PD ma sarebbe un palloncino destinato a sgonfiarsi presto.

    Credo che la cosa più semplice sia lasciare che Renzi si ammanti della vittoria, il piatto freddo della vendetta, se proprio deve essere, sarà servito più avanti.

    Zingaretti guida l’unico partito correttamente strutturato, radicato nel territorio, con dirigenti che vengono quasi tutti dalla gavetta politica: non può permettersi di lasciarli sulla scena sconfitti per loro stessa ammissione ed equiparati a Lega e FdI. Meglio essere accusati di poltronismo che di sfascio. 

    Nel 2018 il PD era dato per morto, oggi, nonostante Renzi, rappresenta ancora una certezza politica di massa, l’unica vera. 

    Questo a me sembra chiaro pur non essendo sostenitore del PD e considerando l’azione del Governo del 2020 insufficiente nell’organizzazione della seconda fase pandemica. Da qui a farlo cadere ce ne passa.

    Anche i media, televisioni e giornali, che poi sono quelli che fanno veramente opinione pubblica, spiace dirlo, stanno facendo un pessimo servizio.

    Un Saluto

    Es

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.107) 1 febbraio 20:05
    Fabio Della Pergola

    Per amor di discussione... "anche un governo Istituzionale, o la sua minaccia, provocherebbe l’immediato arruolamento di truppe: penso al 2018, Cottarelli con trolley al seguito ed in un baleno i due timidi che dovevano fidanzarsi si sono sposati".... va benissimo, se i due fidanzati dopo si sposano... ma chi sono i fidanzati? Qui c’è in ballo lui, lei, ma anche l’altro... chi, a questo giro, perderà la faccia? E chi la sedia? Ci saranno conseguenze complesse, voglio dire, in questa mano che Renzi ha deciso di giocare in maniera molto azzardata. Conseguenze che si rifletteranno sull’elezione del Presidente della Repubblica e sulla gestione dei soldi in arrivo questo lo sappiamo tutti – ma anche sulle elezioni prossime venture. E credo che non trovare la forza di contenere l’ego galoppante del Rottamatore metterà in grande difficoltà l’intero arco democratico dei prossimi anni, sfilacciandone la compattezza già scarsa che ha e contribuendo a una frammentazione che sempre più somiglia alla dissociazione psicopatologica. A tutto vantaggio del duo (o trio) in grigioverde.

  • Di Enzo Salvà (---.---.---.64) 3 febbraio 09:25
    Enzo Salvà

    Per adesso mi limito, in attesa di commentare il Suo prossimo articolo, 

    Mattarella ieri era veramente scuro. Credo che azzerare tutto sia stato giusto e spero utile. Le politiche di Draghi spero che non saranno neo-liberiste perché rischia di sfasciare irrimediabilmente quella parte di Stato Sociale che non ha bisogno di essere eliminata ma rivisitata. In questo però c’è il soccorso ed i limiti imposti dall’Unione tramite il Next Generation EU

    Per il resto un risultato mi sembra acquisito: i partiti conteranno vittoria o si impegneranno nei distinguo ma dubito fortemente che per quest’anno alzeranno la cresta, grigioverdi inclusi. 

    E se poi il denaro del Recovery Fund dovesse essere utilizzato con criterio, i giochi saranno totalmente riaperti: probabilmente un brutto populismo sopravviverà, il sovranismo torna nel cassetto o si affiderà nuovamente ai migranti. Se solo noi, il popolo, usassimo un po’ di testa e occhi, tutto sommato ci sarebbe da essere ottimisti. 

    Chi va a nozze sono i media, c’è solo da sperare che la smettano di essere sempre e comunque schierati anziché dare ai lettori ampia e corretta informazione.

    Un Saluto

    Es.

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