Buon pomeriggio Signora Doriana, intanto mi scuso, il suo articolo vale molto, perché vale molto, per me, la memoria storica, breve o lunga che sia.
Sugli editori: la mia affermazione è certamente sopra le righe, la mera propaganda, ahimè, credo proprio di no. Francamente le 39 slide di presentazione per essere la riesumazione di progetti precedenti, sono....povere! (su Minambiente non ci sono nemmeno)
Lei scrive di TAV: professionalmente è il mio campo, in breve Lei ha centrato la questione, non per ragioni ambientali che di certo hanno un peso importante, ma proprio per ragioni di opportunità economica e logistica.
Perché non scrivo più spesso: perché lavoro e per come piacerebbe a me, vorrei esprimere le mie opinioni supportate da notizie certe, facilmente reperibili, possibilmente da fonti ufficiali: ci vogliono testa e tempo anche sapendo bene cosa mi piacerebbe dire. Però leggo.
Che l’Italia sia un Paese bistrattato da politici,
investitori e gran parte del suo stesso popolo è cosa scontata, che il piano
ProteggItalia sia una novità, purtroppo, non è vero.
Mi sembrano molte anche le
forzature nella presentazione del piano, peraltro generico e senza dettagli
normativi o d’altro tipo.
Purtroppo o per fortuna, questo piano riprende, in generale,
quello denominato ItaliaSicura di Renzi prima e Gentiloni poi, apparentemente
implementato con risorse che prima erano affidate alla Protezione Civile.
Non credo poi che questi “stanziamenti” provengano da “contrattazioni”
in sede UE essendo risorse già programmate allo stesso fine (scadenza al 2020), parte delle quali sono
opere finanziabili dall’UE stessa con il contributo da parte dello Stato richiedente
del 25%.
Nei miei rari articoli qui su Agoravox, ho fatto riferimento
a opere di salvaguardia e manutenzione ma:
considerati i nuovi dati inquinamento
ILVA,
in agricoltura, l’incremento di sversamenti di fanghi industriali con aumento di inquinanti a fini fertilizzanti
e il condono edilizio del Decreto
Genova,
scuserei, per questa volta, gli editori che non hanno fatto da megafono
a quella che potrebbe benissimo essere mera propaganda.
A chi ha a cuore le questioni ambientali, consiglierei di
frequentare il sito del Ministero dell’Ambiente la cui Area stampa è piuttosto
aggiornata e poi i tanti siti "seri" che parlano di ambiente (non sono siti dove rullano i tamburi di guerra che galvanizzano la truppa; forse per questo non hanno grande visibilità).
Io ho passione, anche partitica, per la questione ambientale,
la ritengo una battaglia utile a tutto, anche alla
nostra economia e, e me lo auguro, sarei felice di sbagliare, di essere ritenuto uno
sfiduciato pessimista ma……...!
Di Enzo Salvà(---.---.---.64)14 febbraio 2019 17:51
Lungi da me essere contrario a misure contro la povertà,
sono contrario a misure semplicistiche e coercitive e peggio denominate. Il Reddito
di Cittadinanza (o Reddito di Base) esiste e vuole dire altro rispetto alla
norma che si attua in Italia. Abbiate pazienza: se ti faccio credere che ti assisto ed invece
ti “obbligo” a fare qualsiasi cosa pur di non perdere l’assistenza, non è più
assistenza.
Il Reddito Minimo Garantito è una norma, declinata in forme
diverse nei Paesi Europei, che è “integrazione al reddito, prevede sostegno
sociale in varie forme, reinserimento sociale lavorativo tirocinio ecc. Manca,
in Europa, solo ad Italia e Grecia,
Ma soprattutto manca in Italia un “Compenso (Salario o
Stipendio) Minimo”, cioè la base di calcolo che non è necessariamente la “soglia
di povertà”.
Non è previsto nella Legge Italiana è lasciato alla
contrattazione delle parti sociali (impresa-lavoratori) tramite i contratti
Collettivi Nazionali che, qualora violati, danno accesso ai Tribunali civili o
del lavoro, non a misure automatiche di ristoro ed ammende per violazioni di
legge. Peraltro in Italia abbiamo talmente tante deroghe, contratti di lavoro
precari e lavoro in nero che credo sia ben difficile districarsi.
Il compenso minimo (questo Governo ne ha anche parlato poi
non so che fine abbia fatto), è la base di calcolo sulla quale edificare una
qualsiasi forma di assistenza integrativa e quindi di contrasto alla povertà.
Dell’RdC all’italiana: quello che ritengo intellettualmente
disonesto è legare la Norma all’obbligo di accettare “qualunque e qualsiasi “lavoro
venga proposto, anche di poche ore o giorni che per gradi, in caso di non
accettazione, ha come conseguenza la riduzione dell’assistenza fino a
cancellarla.
Non è Reddito di cittadinanza, non è una norma Assistenziale,
è Imposizione: io ti impongo di accettare altrimenti perdi il contributo. Nel
dettaglio il diavolo e la sua coda………!
Penso soprattutto ai giovani, riporto da BIN:
Per non fare la
figura degli esterofili, va detto che queste forme di protezione sociale hanno
ciascuna alcune contraddizioni. Il fatto che molti di questi modelli di welfare
si siano trasformati in workfare, in cui esiste l’obbligo per i beneficiari ad
accettare qualsiasi lavoro pena la sospensione del benefit, porta con se alcune
conseguenze come quella di nutrire una grossa fascia di lavori a bassa
qualificazione. In questo senso, ad esempio in Belgio, si sono definite delle
forme di congruità, in cui un beneficiario del reddito minimo può rifiutare il
lavoro offerto se non è congruo al suo inquadramento professionale precedente o
alla sua formazione; una sorta di riconoscimento delle competenze acquisite che
frena il ribasso professionale e salariale.
Sia chiaro: è una decisione presa dal Governo Italiano,
piaccia o non piaccia si applica, ma non chiamiamola con un nome che sia
evocativo di tutt’altro. Sulla sua effettiva realizzazione e costo io ho seri
dubbi, altrettanto sulla sua efficacia in assenza di investimenti produttivi.
Di Enzo Salvà(---.---.---.64)13 febbraio 2019 17:23
E’ nei dettagli che il diavolo nasconde la sua coda, si dice.
Reddito di cittadinanza non lo è certamente, quanto meno perché vige l’obbligo dell’integrazione lavorativa che, da come si delinea, è ricattatorio e peggiore anche dell’Hartz IV tedesco (tempo al tempo, vedrà) che in Germania si cerca di smantellare a passo di lumaca.
Fortuna vuole che i Centri per l’impiego siano impreparati e non in rete tra loro e che i Navigator siano ancora in balia delle onde quindi, forse, magari, chissà ......sarà una pura misura assistenziale molto costosa, breve, che verrà sicuramente rinfacciata alla povera gente, in primis e la colpa del fallimento data a istituzioni extra e sovranazionali, all’opposizione e chissà a chi altro.
Un normale Reddito minimo garantito e/o un Reddito di inclusione no eh?