La California, con poco più di 50 casi, ha decretato lo stato d’emergenza. (non so quali siano le conseguenze concrete)........!
Salvini, e i Governatori Fontana e Zaia chiedevano a gran voce il blocco delle frontiere già un mese fa. Ovviamente Lei non vede le TV locali e non ha sentito la propaganda che ne è scaturita......
fino a quando non è stato chiaro che così facendo, oltre a stare con il fiato elettorale sul collo di governanti francamente disorientati, stavano mandando tutto a puttane; conseguenza: rapida conversione e pacatezza.
Adesso ogni cosa viene fatta per il bene comune, concordata e sottoscritta assieme al Min. Speranza in accordo con ISS, Protezione Civile ed addirittura con il Min. della Difesa.
La cosa migliore da fare adesso è lasciar perdere la politica partitica, di questo si riparlerà indubbiamente.
Se prende ad esempio roba del 1969, 50 anni fa, mi fa venire in mente l’On.Taverna che invitava a mettere i bambini nella stessa stanza così il morbillo lo prendevano tutti e il problema era bello che risolto. O il Ministro Grillo che imponeva "l’obbligo vaccinale flessibile".
Di Enzo Salvà(---.---.---.64)4 febbraio 2020 10:37
Non Le vanno proprio giù queste povere Sardine! Quanta ansia! Le sardine, per inciso, sono “buoniste”. Mai sentito affermare, da loro, di essere contro “i poteri forti”, (sempre che per poteri forti non intenda Salvini-Meloni & Co.).
Credo si confonda con 5S.
A parte essere un movimento spontaneo o semispontaneo come “gli amici di Beppe Grillo” di antica memoria, sono solo contro una brutta destra con Salvini leader.
Ne consegue che l’unica sponda di massa possibile sia il PD. E’ la democrazia bellezza.
Si riuniscono in 6000 in 4 giorni: ho sentito parlare di rave party di notevoli dimensioni organizzati in 24 ore, tanto più facile se si tratta di una città universitaria come Bologna.
Erano in visita a “Fabrica” un centro culturale - scuola di formazione fondato da Luciano Benetton e Oliviero Toscani a Treviso. Famiglia Benetton così importante per Treviso e Provincia anche in campo sportivo, Benetton Rugby e Benetton Basket, non i soli: qui in Veneto famiglie come Marzotto, Zoppas, Riello, solo per citarne alcune, sono importanti anche a livello culturale non solo economico; vivono ed operano in una regione leghista ma hanno, tutti, atteggiamenti PRO UE e PRO EURO e sempre dialoganti.
Da ricordare che Benetton ed Olivieri hanno condotto, tramite la pubblicità, battaglie antirazziste a volte superando il bigottismo di allora che oggi ritorna. Ma i Benetton sono anche quelli di Atlantia, e ciò che emerge non è esattamente edificante, al contrario.
Sardine avrebbero dovuto “pesarlo”? Probabilmente sì.
Mi chiedo perché i destrorsi nazionali si “emozionino” tanto se le Sardine condividono i loro stessi amici, sponsor, clienti politici. Temono la concorrenza?
I leghisti hanno un problema: nati e cresciuti da liberisti economici pronti a soddisfare ogni speculazione, oggi, per essere populisti e sovranisti, devono evitare di farsi vedere troppo con “i capitalisti”.
Voglio proprio vedere come e quante saranno le visite di Salvini in Veneto per la campagna elettorale e quanto volte parlerà di “Autonomia”, cosa che in Emilia non ha fatto.
Comunque era al Governo e 18 mesi sono andati in malora con buona pace della ex Ministra Stefani, veneta, che ha dovuto reggere il palco.
Alle Sardine sarebbe bene ricordare: attenzione non siete nate per fare il verso agli atteggiamenti grillini, tra di voi ci saranno certamente elementi che si confondono o che hanno ambizioni e cercano di emergere anche in maniera “competitiva”, è la vita.
Se alcuni siederanno sulle poltrone rosse: perchè no? sono cittadini anche loro ed hanno partecipato. Per ora il compito, è tentare di fare contropropaganda con richieste semplici ad una propaganda “bestiale”.
La lettera a Conte personalmente non l’avrei scritta, questa mi sembra una ingenuità ed una banalità. Se ci saranno conseguenze - positive o negative importa poco - si vedrà se e quando diventeranno da grandi, sono giovani.
Di Enzo Salvà(---.---.---.64)29 gennaio 2020 11:48
Sarebbe tanto bello, Lei si riferisce alla “democrazia
partecipativa” dal basso, magari limitata a alcuni argomenti di interesse
generale. Sarebbe bello ma rischia di essere un concetto vuoto se non è
accompagnato dall’impegno politico e culturale della popolazione.
Non so come funzioni nelle città, dove è senz’altro più
difficile ma esistono le Circoscrizioni, Consigli di Quartiere o di zona, ma in
Comuni piccoli e Cittadine attorno ai 15mila abitanti, Le assicuro che è
possibile e praticato: si indicono assemblee prima delle delibere su argomenti
importanti, il Sindaco comunica ed invita con semplice volantino sui social e
nella buca delle lettere,
Questo sarà certo meno roboante rispetto ad un Documento
avente forza giuridica ma è comunque dotato di valenza democratica. Mettere
legacci ai rappresentanti eletti che finiscono in balia della pancia del popolo
a sua volta spesso in balia di personaggi carismatici non esattamente
edificanti, non è una grandissima idea.
La partecipazione civile attiva, invece, sarebbe
importantissima ma è assolutamente insufficiente: sui siti dei Comuni, alla
voce Amministrazione Trasparente, ci sono le Delibere di Giunta che poi devono
essere approvate in Consiglio Comunale, che è una riunione pubblica, ebbene, i cittadini
partecipanti sono pochissimi nonostante l’evento sia ampiamente pubblicizzato.
(nel mio Comune, 15.000 ab., c’è, per il sesto anno consecutivo, un Consiglio
Comunale al mese).
Purtroppo da tanto tempo anche la lotta partitica nazionale
si è trasferita all’interno dei Comuni: è estremamente divisiva per pura
ricerca dello scontro ed i cittadini stessi si dividono ideologicamente anziché
ragionare sul Bene Comune locale.
Propaganda che spesso è giocata sul potere di intervento
dell’Amministrazione confidando, a ragione, sul fatto che i Cittadini non
sappiano quali sono le Autorità Superiori, -un piccolo esempio sono le strade,
quelle Comunali, Provinciali e Nazionali- e la suddivisione dei poteri, delle competenze
e responsabilità.
Non è così dappertutto ovviamente, ma se la partecipazione
attiva si riduce a “votazioni online”, e rischia di essere così, non si fa
altro che scatenare polemiche e strumentalizzazioni.
Nei piccoli Comuni comunque, il volontariato fa la sua parte
alla grande. Per sua natura il volontariato di concentra su temi specifici:
nella sua collaborazione con l’Amministrazione porta avanti automaticamente una
forma di democrazia partecipativa.
Di certo, in tutta Italia, il volontariato, il terzo settore,
ha ormai assunto un compito di sostituzione e supplenza dello Stato: non va
bene, per niente. Vale in condizioni di emergenza, di miglioramento qualitativo
di servizi, ma ormai ha finito per “tappare troppi buchi”.