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Il duginismo italiano di des-sinistra

Abbiamo visto, ne ho parlato in Da Heidegger a Dugin: dal nazismo al neonazismo, la diffusione internazionale, davvero impressionante, del movimento ideologico-politico dell'estrema destra reazionaria, nazionalista, tradizionalista, omofoba, antimodernista, antiliberista, preilluminista e heideggerianamente antisemita che fa capo al filosofo russo Alexandr Dugin.

In Italia oltre la Lega di Matteo Salvini, che ne costituisce forse la punta di diamante, molte altre sigle, movimenti, blog, personaggi politici fanno riferimento al duginismo partendo da classiche posizioni di estrema destra dichiarata o dalle ambigue posizioni né-né (né di destra né di sinistra) che vanno molto di moda di questi tempi.

Ma poi basta grattare un po' la superficie e, cercando il virus duginista, la nebbia si dirada e si riescono a vedere certe inaspettate convergenze.

Se Roberto Fiore, leader della più nostalgica formazione di destra, Forza Nuova, parla di “rivoluzione nazionale” e presenzia orgogliosamente alla inquietante megamanifestazione xenofoba di Varsavia, un dirigente dello stesso movimento ne esplicitava l'impegno programmatico in puro stile duginista: «lavorare alla costruzione di un’Eurasia su basi cristiane che vada dal Portogallo agli Urali».

Nel mentre i giovanotti di Casapound, discutibilmente saliti alla ribalta in tempi recenti grazie al gentile sdoganamento di qualche giornalista, intervistano il filosofo russo («dobbiamo far esplodere il sistema liberale») sul loro quotidiano “sovranista” Il Primato Nazionale.

Richiamati da questo fiorire di nuova visibilità si sono subito messi in moto gli idioti dallo spray facile a seguire quelli ancora più idioti del coro da stadio; un vecchio vizietto fascista anima le curve degli ultrà, che da "tifosi" sono poi diventati anche bande di tagliagole: li abbiamo visti all'opera un po' in tutto l'est a partire dalla Belgrado degli anni '90. Ricordate le tigri di Arkan?

Come se le destre “esplicite” non bastassero ecco apparire le liaison del duginismo con le tante sigle dei siti “ambigui”, a partire da quelli più filosofico-esoterici come Ereticamente che "coltiva romanamente la Pietas verso gli Dei, il culto della Patria e della Famiglia" e che rilancia gli scritti eurasiatici di Roberto Pecchioli, duginiano e cattolico preconciliare ripreso anche sul blog di un altro tradizionalista cattolico di estrema destra, Maurizio Blondet.

Molti di questi siti non sono altro che produttori di fake news a raffica, o di notiziole senza importanza, ma con titoli "sparati" e politicamente orientati, comeVoxnews che ha un meme (una rana verde) molto simile a quella della Alt-Right americana.

Sono siti che mescolano accuratamente temi sociali a un complottismo esasperato e a tendenze neofasciste, sovraniste o “eurasiatiste”. Motori di cyber propaganda su cui è necessario aprire gli occhi, secondo una recente ricerca.

Altri ancora, già a partire dal nome, sembrano ammiccare a sinistra. Siamo nell'ambito più decisamente rossobruno (o “rosso-nero”, o “comunitarista”, o “nazional-bolscevico”, o “socialista nazionale”; ne fece una disanima accurata Valerio Evangelisti sul blog Carmilla nel 2010 basandosi sul corposo saggio Comunitaristi e nazimaoisti di Claudia Cernigoi del 2003): da Oltre la linea a Aurorasito (si noti l'allusione all'incrociatore Aurora), da Controinformazione a Informare per ResistereSocialismo patriottico e poi ancora No Censura, Disinformazione, Cogito Ergo Sum, Trasversal-mente, Il Discrimine, Altrainformazione, Ingannati, Comedonchisciotte («chi lo seguì dalla nascita - scriveva Evangelisti - ricorda che in principio offriva da scaricare I protocolli dei Savi di Sion»). Adesso pare un sito di sinistra, che però, tanto per cambiare, pubblica articolo di Dugin (o Douguine alla francese) ripresi dal belga Dedefensa.org.

Dobbiamo ricordare Rinascita - Quotidiano di Sinistra Nazionale - il più datato dei fogli nazimaoisti (il cui nome è spesso confuso con quello del vecchio mensile del PCI) - e i Circoli Proudhon de L’intellettuale dissidente che hanno partecipato insieme alla già citata associazione leghista Lombardia-Russia nell’organizzazione di conferenze filoputiniane a Milano.

In quell'occasione il direttore dell’Intellettuale dissidente Sebastiano Caputo, già redattore di Rinascita, collaboratore della Voce del Ribelle di Massimo Fini, candidato nel 2013 ai Parioli per il Pdl (leggi) ed editorialista del «Giornale» (da dove rilancia le tesi del fondatore della Nouvelle Droite francese, Alain de Benoist, altro sodale storico di Alexandr Dugin) intervistò il filosofo russo, in esclusiva per Libero.

La destra radicale dei nuovi rossobruni mobilitati dall'ideologia reazionaria di Dugin trova così elementi di connessione con la destra di governo (ipotetico, ma molto probabile) in felpa leghista o in giacca e cravatta forzitaliota.

Ma, ci avverte una interessante ricerca di Contropiano, L'intellettuale dissidente ha anche un caporedattore, Lorenzo Vitelli («L’avere aderito al fascismo non rende totalmente ed inevitabilmente fascisti (...) e ancora ci sarebbe da domandarsi se esiste un fascismo assoluto») che è tuttavia un così abile trasformista da essere stato pubblicato per «qualche settimana sulle colonne del Manifesto».

Un discorso a parte riguarda Giulietto Chiesa, ultimo dei comunisti trinariciuti che si è recentemente accordato con Ingroia e Vauro per presentare una nuova lista euroscettica "contro i partiti", La mossa del cavallo: «i trattati europei sono incompatibili con la Costituzione italiana», per cui o cambiano i trattati europei o via l'Italia dall'Europa. Già tempo fa era stato rimbrottato dalla Rete dei Comunisti: «Caro Giulietto Chiesa, fascisti e Lega non sono nostri compagni di strada», forse per non essersi accorto di chi distrattamente frequentava. Inutile dire che Chiesa è anche una delle punte dell’agenzia di stampa russa Sputnik accusata di essere una fucina di notizie quantomeno discutibili al servizio del Cremlino.

Nel frattempo, su Pandora TV, che rilancia le news giornaliere di Russia Today, oltre alle dietrologie complottiste per le quali è noto, Chiesa sposava le tesi di Dugin sul fallito putsch turco, e ne censurava poi l’arresto e l'espulsione (dalla Grecia) in uno sdegnato intervento al convegno “Le 3 crisi europee” tenutosi nel maggio 2016 alla Camera dei Deputati, con il patrocinio del senatore Pepe del M5S. Non è un po' strano che un supercomunista duro e puro si scandalizzi così tanto per il fermo (temporaneo) di un tizio che propugna un "fascismo immenso"?

A proposito di M5S forse è ben ricordare le tante esternazioni filorusse di Manlio Di Stefano, o le tendenze apertamente putiniane del quotidiano on line L'Antidiplomatico notoriamente vicino al movimento di Grillo.

E così via. Tutti siti che a loro volta rimandano ad altri "siti amici" che possono essere indifferentemente di sinistra o di destra, il più delle volte semplicemente complottisti che presentano il classico minestrone di temi "unificanti" l'estrema destra e l'estrema sinistra: di volta in volta antiamericanismo, antisionismo, antiglobalismo, banche, finanza, anticapitalismo, Soros, immigrazione, lobby giudaico-massonica, 11 settembre, no-vax, scie chimiche, piano Kalergi e quant'altro (minestrone che certo non manca nel composito mondo del M5S).

Sull'essenza di questo complesso e articolato movimento anti-sistema si è espresso chiaramente l'onnipresente giovane filosofo "né di destra né di sinistra" (ma lui preferisce definirsi "inclassificabile") Diego Fusaro che tranquillamente afferma di avere "idee di sinistra" (in campo economico) e valori di destra "Dio, Patria e Famiglia" senza che nessuno gli abbia mai ricordato che è una minestra stracotta già dagli anni '20 e fatta poi ingurgitare agli avversari politici insieme ad ampie cucchiaiate di olio di ricino.

Questo è, banalmente, il punto.

O si è anti-sistema perché si hanno valori (oltre che idee) di sinistra e li si sanno sviluppare meglio di quanto la sinistra abbia mai saputo fare fino ad oggi - a partire dalle sue carenze teoriche di metà Ottocento per arrivare all'irrilevanza contemporanea (senza dimenticare i gulag) e quindi affrontandole di petto per elaborarne un superamento creativo - oppure si è anti-sistema perché si hanno valori di destra e allora - se si sposa l'ideologia di Alexandr Dugin - si propone papale papale un ritorno all'antimodernismo heideggeriano e alle sue ricadute politiche nel neonazismo di massa che abbiamo visto sfilare a Varsavia.

Il Partito Democratico, come si sa, rincorre da anni una renziana "Terza via" che sembra essere arrivata oggi al redde rationem. Vedremo prossimamente che strada deciderà di prendere.

Ma è chiaro che se la sinistra si fa infettare - e proprio la ricerca, non sempre facile, del virus duginista può farci individuare questa infezione - chiudendo gli occhi sui "valori di destra" (proprio come successe con il pensiero di Heidegger alla metà del secolo scorso) pensando di affrontare la realtà solo con i classici temi economicisti, il problema che dovremo affrontare nei prossimi anni potrebbe diventare davvero spinoso.

 

Immagine: Cartooning for Peace

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