Sono una blogger in copy left da molti anni e mi piace impegnare parte del mio tempo nel giornalismo partecipativo, usando il cestino-come mezzo- per raccogliere quelle piccole e preziose cronache di vita, spesso sotto traccia.
Questa finta informazione sinistra, scorda che non volevano neanche loro, quelli di destra la Gelmini e dal 2000. La
Gelmini Tagliata: Nel mese di marzo dell’anno 2000 una signora,
presidente del consiglio comunale del Comune di Desenzano sul Garda per
Forza Italia, fu espulsa dal consiglio, su mozione del suo partito, con
la seguente motivazione [Delibera del consiglio comunale n. 33 del
31/03/2000]:
*”manifesta incapacità ed improduttività politica ed organizzativa“. * Questo consigliere comunale si chiamava Maria Stella Gelmini - attuale Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca scientifica. Rimando pure a nomi cari...della sinistra che non mi hanno mai risposto... http://www.agoravox.it/attualita/societa/Era-17-ottobre-2009-a-Roma-e
Ricevo e vi chiedo la più ampia diffusione. Doriana Goracci «La libertà è come
l’aria. Ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare.
Ricordatevi, ogni giorno, che sulla libertà bisogna vigilare, vigilare
dando il proprio contributo alla vita politica» Piero Calamandrei,
discorso agli studenti, Gennaio 1955
Ricevo e vi chiedo la più ampia diffusione. Doriana Goracci
Dall’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia
Appello dell’Anpi per ripristinare Piazza 25 aprile a Pecorara. Per aderire all’appello dell’Anpi inviare una e-mail a [email protected]. Le prime adesioni di... associazioni e di singoli cittadini.
«La libertà è come l’aria. Ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare. Ricordatevi, ogni giorno, che sulla libertà bisogna vigilare, vigilare dando il proprio contributo alla vita politica» Piero Calamandrei, discorso agli studenti, Gennaio 1955
E a me sembra che se lo permettano in molti dandosi il caso che dalla Storia periferica dell’impero non passa la notizia , vedi week end resistente, che a Pecorara, comune in provincia di Piacenza, piazza 25 aprile è stata cancellata. Ho inviato alla redazione la notizia ma ci sono evidentemente problemi temporali nella pubblicazione. Se crdi-credete cercatela come l’ho messa" Ma vuoi mettere Hammamet con Pecorara? " Non ho pseudonimi da sempre. Ci provano e gli riesce pure: i Media eh?
IL TELEFONO VIOLA con le Madri di uccisi dalle carceri di stato
Il “TELEFONO VIOLA” (contro gli abusi e le violenze psichiatriche) ,
ricordando le innumerevoli vittime dei manicomi e della tuttora
imperante psichiatria dei trattamenti sanitari obbligatori, negli
ospedali e nelle carceri italiane, dichiara il suo sostegno alla
Manifestazione Nazionale delle Madri delle vittime dello Stato, e
denuncia la condizione di costrizione e di umiliazione che in molti
casi fa desiderare la liberazione attraverso il suicidio. Che tornino
tutti questi nostri cari, più vivi di prima e più forti contro ogni
sopruso, soprattutto se istituzionale. Alessio Coppola, fondatore del
Telefono Viola e Presidente Telefono Viola Roma
collettivo antipsichiatrico a.artaud-pisa
nè in cella nè in reparto..BASTA MORTI DI STATO!!
27 ottobre 2005: muore a Trieste Riccardo Rasman di anni 33 nella sua
abitazione durante l´ esecuzione di un provvedimento di ricovero coatto. Venne ammanettato con le mani dietro la schiena e gli
furono legate le caviglie con un filo di ferro.
Gli agenti effettuarono su Rasman una prolungata pressione sul dorso e
lo lasciarono nella predetta posizione prona per diversi minuti
soffocandolo.
21 giugno
2006: muore a Cagliari in seguito a una tromboembolia venosa Giuseppe
Casu, venditore ambulante ricoverato con un Trattamento Sanitario
Obbligatorio( TSO) nel reparto psichiatrico di Cagliari, dopo essere
rimasto legato mani e piedi al letto per 7 giorni e sedato
farmacologicamente.
28 agosto
2006: muore a Palermo A.S., donna di 63 anni entrata in reparto
psichiatrico il 17 agosto e qui trattenuta per accertamenti; dopo
alcuni giorni di stato comatoso (dal 25 al 27) la donna si sarebbe
risvegliata per morire nella notte tra il 28 e il 29.
26 maggio
2007: muore a Bologna Edmond Idehen, nigeriano di 38 anni; l’uomo si
era sottoposto volontariamente alle cure, ma alla richiesta di poter
andare a casa i medici hanno deciso per il TSO e chiamato la polizia in
seguito alle sue insistenze; le indagini sulla sua morte sono ancora in
corso, la versione ufficiale parla di una crisi cardiaca avvenuta
mentre infermieri e poliziotti
tentavano di portare l’uomo sul letto di contenzione. .
12 giugno
2007: muore a Empoli Roberto Melino, 24 anni, per arresto
cardiocircolatorio; il giovane era entrato il 4 giugno in reparto in
Trattamento Sanitario Volontario (TSV), tramutato dai medici in TSO
alla richiesta di andare a casa; resta da chiarire se la morte sia
avvenuta per cause naturali o in seguito alla somministrazione di
qualche farmaco.
4 agosto 2009: muore Francesco Mastrogiovanni, anni 58, maestro di
scuola elementare ricoverato 4 giorni prima in TSO a Vallo della
Lucania.
Durante tutto il suo ricovero fu alimentato solo con soluzioni
fisiologiche, legato al letto per 80 ore in una posizione in cui è
compromessa la normale funzione respiratoria, sedato con farmaci
antipsicotici, senza essere monitorato dal personale. Ai polsi e alle
caviglie recava escoriazioni larghe 4 centimetri.
Queste morti sono soltanto alcune di una lunga lista avvenute all´interno di reparti psichiatrici.
Decessi in certi casi accaduti in circostanze sospette, le cui cause
rimangono oscure, gravissimi episodi che però non suscitano alcun
interesse nell’opinione pubblica e nei mass-media. Non può che rimanere
il dubbio su queste vicende, vere e proprie morti di Stato sulle quali
è necessario fare chiarezza.
I reparti psichiatrici come le carceri, gli Ospedali Psichiatrici
Giudiziari, i Centri di Identificazione e di Espulsione sono
istituzioni totali in cui i diritti umani sono costantemente violati,
zone d´ ombra impenetrabili e lontane dagli sguardi della collettività
in cui è possibile commettere ogni sorta di abuso avvalendosi di sicura
impunità.
La psichiatria, pseudoscienza priva di comprovate basi scientifiche
e ben inserita nelle dinamiche economiche del profitto, agisce
somministrando farmaci ed evitando di informare il paziente riguardo la
natura, la posologia e le possibili contro-azioni dei composti chimici
somministrati, effetti collaterali che vengono ignorati o tralasciati
dai medici stessi; questi contro-effetti vanno dai disturbi dell´
attenzione e della memoria alla confusione mentale, da problemi nel
funzionamento di organi a disturbi neurologici, fino al blocco
cardio-circolatorio e cardio-respiratorio causando quindi la morte.
Costante è il ricatto della psichiatria e spesso impossibile per la
persona il sottrarsi al suo pressante controllo.
Assistiamo giornalmente a TSO totalmente arbitrari, spesso
effettuati con l’uso della violenza, ricoveri volontari che diventano
obbligatori nel momento in cui il paziente chiede di poter tornare a
casa.
Sono ancora in uso l´elettroshock e la contenzione fisica, che
possono giungere ad esiti tragici come nel caso di Giuseppe Casu e
Francesco Mastrogiovanni.
La violenza psichiatrica non è limitata all´arco temporale del
ricovero ospedaliero ma vede una sua continuazione anche all´esterno
del reparto, nella vita quotidiana del paziente che sarà stigmatizzato
per sempre come “malato mentale”, “pazzo”, persona da normalizzare o da
emarginare.
L’invito è a rompere il silenzio, a denunciare gli abusi psichiatrici
perpetrati ai danni di individui troppo spesso impotenti perché
intrappolati nella solitudine psichiatrica, a distruggere quei miti di
cui la psichiatria si è circondata e a spezzare il muro di silenzio che
da sempre la circonda e la difende da attacchi esterni.