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Doriana Goracci

Doriana Goracci

Sono una blogger in copy left da molti anni e mi piace impegnare parte del mio tempo nel giornalismo partecipativo, usando il cestino-come mezzo- per raccogliere quelle piccole e preziose cronache di vita, spesso sotto traccia.

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  • Primo articolo giovedì 08 Agosto 2009
  • Moderatore da giovedì 09 Settembre 2009
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Ultimi commenti

  • Di Doriana Goracci (---.---.---.101) 3 febbraio 2010 11:53
    Doriana Goracci

    Questa finta informazione sinistra, scorda che non volevano neanche loro, quelli di destra la Gelmini e dal 2000.
    La Gelmini Tagliata: Nel mese di marzo dell’anno 2000 una signora, presidente del consiglio comunale del Comune di Desenzano sul Garda per Forza Italia, fu espulsa dal consiglio, su mozione del suo partito, con la seguente motivazione [Delibera del consiglio comunale n. 33 del 31/03/2000]:

    *”manifesta incapacità ed improduttività politica ed organizzativa“. * Questo consigliere comunale si chiamava

    Maria Stella Gelmini
    - attuale Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca scientifica.
    Rimando pure a nomi cari...della sinistra che non mi hanno mai risposto...
    http://www.agoravox.it/attualita/societa/Era-17-ottobre-2009-a-Roma-e

  • Di Doriana Goracci (---.---.---.186) 20 gennaio 2010 10:01
    Doriana Goracci

    Ricevo e vi chiedo la più ampia diffusione.
    Doriana Goracci
    «La libertà è come l’aria. Ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare. Ricordatevi, ogni giorno, che sulla libertà bisogna vigilare, vigilare dando il proprio contributo alla vita politica» Piero Calamandrei, discorso agli studenti, Gennaio 1955

    Dall’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

    Appello dell’Anpi per ripristinare Piazza 25 aprile a Pecorara. Per aderire all’appello dell’Anpi inviare una e-mail a ufficiostampa@anpi.it. Le prime adesioni di associazioni e di singoli cittadini.

    http://www.anpi.it/index.htm
    http://www.anpi.it/documenti/pecorara_anpi.pdf
    http://www.anpi.it/documenti/pecorara_associazioni.pdf
    http://www.anpi.it/documenti/pecorara_cittadini.pdf

  • Di Doriana Goracci (---.---.---.254) 19 gennaio 2010 18:58
    Doriana Goracci
    Ricevo e vi chiedo la più ampia diffusione. Doriana Goracci

    Dall’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

    Appello dell’Anpi
    per ripristinare Piazza 25 aprile a Pecorara. Per aderire all’appello dell’Anpi inviare una e-mail a
    ufficiostampa@anpi.it.
    Le prime adesioni di... associazioni
    e di singoli
    cittadini.

    http://www.anpi.it/index.htm

    http://www.anpi.it/documenti/pecorara_anpi.pdf

    http://www.anpi.it/documenti/pecorara_associazioni.pdf

    http://www.anpi.it/documenti/pecorara_cittadini.pdf

    «La libertà è come
    l’aria. Ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare.
    Ricordatevi, ogni giorno, che sulla libertà bisogna vigilare, vigilare
    dando il proprio contributo alla vita politica» Piero Calamandrei,
    discorso agli studenti, Gennaio 1955

  • Di Doriana Goracci (---.---.---.83) 19 gennaio 2010 11:09
    Doriana Goracci

    E a me sembra che se lo permettano in molti dandosi il caso che dalla Storia periferica dell’impero non passa la notizia , vedi week end resistente, che a Pecorara, comune in provincia di Piacenza, piazza 25 aprile è stata cancellata. Ho inviato alla redazione la notizia ma ci sono evidentemente problemi temporali nella pubblicazione. Se crdi-credete cercatela come l’ho messa" Ma vuoi mettere Hammamet con Pecorara? " Non ho pseudonimi da sempre.
    Ci provano e gli riesce pure: i Media eh?

  • Di Doriana Goracci (---.---.---.211) 16 gennaio 2010 08:57
    Doriana Goracci

    IL TELEFONO VIOLA con le Madri di uccisi dalle carceri di stato

    Il “TELEFONO VIOLA” (contro gli abusi e le violenze psichiatriche) ,
    ricordando le innumerevoli vittime dei manicomi e della tuttora imperante psichiatria dei trattamenti sanitari obbligatori, negli ospedali e nelle carceri italiane, dichiara il suo sostegno alla Manifestazione Nazionale delle Madri delle vittime dello Stato, e denuncia la condizione di costrizione e di umiliazione che in molti casi fa desiderare la liberazione attraverso il suicidio. Che tornino tutti questi nostri cari, più vivi di prima e più forti contro ogni sopruso, soprattutto se istituzionale. Alessio Coppola, fondatore del Telefono Viola e Presidente Telefono Viola Roma
    collettivo antipsichiatrico a.artaud-pisa

    nè in cella nè in reparto..BASTA MORTI DI STATO!!

    27 ottobre 2005: muore a Trieste Riccardo Rasman di anni 33 nella sua
    abitazione durante l´ esecuzione di un provvedimento di ricovero coatto. Venne ammanettato con le mani dietro la schiena e gli
    furono legate le caviglie con un filo di ferro.
    Gli agenti effettuarono su Rasman una prolungata pressione sul dorso e lo lasciarono nella predetta posizione prona per diversi minuti soffocandolo.

    21 giugno
    2006: muore a Cagliari in seguito a una tromboembolia venosa Giuseppe
    Casu, venditore ambulante ricoverato con un Trattamento Sanitario
    Obbligatorio( TSO) nel reparto psichiatrico di Cagliari, dopo essere
    rimasto legato mani e piedi al letto per 7 giorni e sedato
    farmacologicamente.

    28 agosto
    2006: muore a Palermo A.S., donna di 63 anni entrata in reparto
    psichiatrico il 17 agosto e qui trattenuta per accertamenti; dopo alcuni giorni di stato comatoso (dal 25 al 27) la donna si sarebbe risvegliata per morire nella notte tra il 28 e il 29.

    26 maggio
    2007: muore a Bologna Edmond Idehen, nigeriano di 38 anni; l’uomo si era sottoposto volontariamente alle cure, ma alla richiesta di poter andare a casa i medici hanno deciso per il TSO e chiamato la polizia in seguito alle sue insistenze; le indagini sulla sua morte sono ancora in corso, la versione ufficiale parla di una crisi cardiaca avvenuta mentre infermieri e poliziotti
    tentavano di portare l’uomo sul letto di contenzione. .

    12 giugno
    2007: muore a Empoli Roberto Melino, 24 anni, per arresto
    cardiocircolatorio; il giovane era entrato il 4 giugno in reparto in
    Trattamento Sanitario Volontario (TSV), tramutato dai medici in TSO alla richiesta di andare a casa; resta da chiarire se la morte sia avvenuta per cause naturali o in seguito alla somministrazione di qualche farmaco.

    4 agosto 2009: muore Francesco Mastrogiovanni, anni 58, maestro di scuola elementare ricoverato 4 giorni prima in TSO a Vallo della Lucania.
    Durante tutto il suo ricovero fu alimentato solo con soluzioni
    fisiologiche, legato al letto per 80 ore in una posizione in cui è
    compromessa la normale funzione respiratoria, sedato con farmaci
    antipsicotici, senza essere monitorato dal personale. Ai polsi e alle
    caviglie recava escoriazioni larghe 4 centimetri.

    Queste morti sono soltanto alcune di una lunga lista avvenute all´interno di reparti psichiatrici.
    Decessi in certi casi accaduti in circostanze sospette, le cui cause
    rimangono oscure, gravissimi episodi che però non suscitano alcun
    interesse nell’opinione pubblica e nei mass-media. Non può che rimanere il dubbio su queste vicende, vere e proprie morti di Stato sulle quali è necessario fare chiarezza.

    I reparti psichiatrici come le carceri, gli Ospedali Psichiatrici
    Giudiziari, i Centri di Identificazione e di Espulsione sono istituzioni totali in cui i diritti umani sono costantemente violati, zone d´ ombra impenetrabili e lontane dagli sguardi della collettività in cui è possibile commettere ogni sorta di abuso avvalendosi di sicura impunità.

    La psichiatria, pseudoscienza priva di comprovate basi scientifiche e ben inserita nelle dinamiche economiche del profitto, agisce somministrando farmaci ed evitando di informare il paziente riguardo la natura, la posologia e le possibili contro-azioni dei composti chimici somministrati, effetti collaterali che vengono ignorati o tralasciati dai medici stessi; questi contro-effetti vanno dai disturbi dell´ attenzione e della memoria alla confusione mentale, da problemi nel funzionamento di organi a disturbi neurologici, fino al blocco cardio-circolatorio e cardio-respiratorio causando quindi la morte.

    Costante è il ricatto della psichiatria e spesso impossibile per la
    persona il sottrarsi al suo pressante controllo.

    Assistiamo giornalmente a TSO totalmente arbitrari, spesso effettuati con l’uso della violenza, ricoveri volontari che diventano obbligatori nel momento in cui il paziente chiede di poter tornare a casa.

    Sono ancora in uso l´elettroshock e la contenzione fisica, che possono giungere ad esiti tragici come nel caso di Giuseppe Casu e Francesco Mastrogiovanni.

    La violenza psichiatrica non è limitata all´arco temporale del ricovero ospedaliero ma vede una sua continuazione anche all´esterno del reparto, nella vita quotidiana del paziente che sarà stigmatizzato per sempre come “malato mentale”, “pazzo”, persona da normalizzare o da emarginare.

    L’invito è a rompere il silenzio, a denunciare gli abusi psichiatrici
    perpetrati ai danni di individui troppo spesso impotenti perché
    intrappolati nella solitudine psichiatrica, a distruggere quei miti di cui la psichiatria si è circondata e a spezzare il muro di silenzio che da sempre la circonda e la difende da attacchi esterni.

    collettivo antipsichiatrico a.artaud-pisa



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