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Appello Dell’Utri - Undicesima puntata

Intercettazioni inedite, interrogatori e indagini. Dell’Utri continua a far parlare di se. Due mesi di processi in breve.

Oggi puntata di aggiornamenti. Purtroppo, da marzo, questa rubrica, per motivi estranei alla redazione, è stata sospesa (salvo uno speciale per le europee). Dalla prossima settimana la cronaca del processo riprenderà, come consueto, ogni martedì. Intanto vediamo cosa è successo in questi mesi.

7 aprile 2009
Marcello Dell’Utri è stato citato fra i testimoni dell’accusa al processo Hiram, relativo ad una presunta associazione a delinquere di cui farebbero parte politici, mafiosi, massoni, avvocati e pubblici ufficiali, finalizzata a sistemare i processi in Cassazione di mafiosi trapanesi e agrigentini, o a rinviarli fino alla prescrizione.
Marcello Dell’Utri dovrà riferire in merito ai suoi rapporti con gli imputati, in particolare con Rodolfo Grancini, <<coprotagonista - scrivono i pm - di tutti gli episodi delittuosi, vero e proprio trait d’union tra la Cassazione, gli ambienti massonici siciliani e alcuni esponenti di vertice dell’associazione Cosa Nostra>>, che al telefono racconta: <<mi sono venuti a parlare dentro la Chiesa, due, un colonnello di Asti, uno di Prato, un altro del ministero di Giustizia, per parlare con lui, con Marcello>>.

14 aprile 2009

Sentenza di prescrizione nel nuovo Appello del processo milanese che ha visto Dell’Utri imputato (e condannato in primo grado e nel primo Appello) per tentata estorsione di stampo mafioso con la complicità del boss trapanese Vincenzo Virga. L’imputazione di Dell’Utri, che ha minacciato Vincenzo Garfaffa, ex presidente della Pallacanestro Trapani, prima a parole (<<Le consiglio di ripensarci, abbiamo uomini e mezzi che la possono convincere a cambiare opinione>>), poi con la visita del capomafia Vincenzo Virga, è stata derubricata in <<minaccia grave>>, quindi prescritta.

8 maggio 2009
La seconda sezione della Corte d’appello di Palermo ha ritenuto non rilevante ai fini processuali l’intercettazione in cui <<Dell’Utri accetta di incontrarsi con Vito Roberto Palazzolo [condannato in primo grado per associazione mafiosa a 9 anni in quanto ”uomo d’onore della famiglia di Partinico”, nda] per il tramite della sorella>> Maria Rosaria. I due furono anche protagonisti di un’altra intercettazione in cui il Vito, riferendosi al senatore Dell’Utri, dice alla sorella: <<Non devi convertirlo, è già convertito>>. La Corte ha in questo modo sbloccato il processo che ha rischiato di impantanarsi quando la Giunta per le Autorizzazioni del Senato improvvisò, su due piedi, un cavillo inventato, per impedire l’utilizzazione della telefonata nel processo (vedi la decima puntata).

3 maggio 2009

Nell’altro processo Dell’Utri in corso presso la Corte d’Appello di Palermo, quello per calunnia nei confronti di alcuni pentiti nell’ambito della cosiddetta “vicenda Cirfeta” (vedi la quarta e la quinta puntata), il pg Antonio Gatto, lo stesso del più noto processo per concorso esterno in associazione mafiosa, ha prodotto i verbali delle deposizioni relative alle stesse vicende, già rilasciate dai testi nel processo per concorso esterno. I verbali prodotti riguardano le deposizioni del collaborante Michele Oreste (vedi la seconda puntata), di Alessandra De Filippis, avvocatessa di Cosimo Cirfeta, che fu coimputato di Dell’Utri in questo processo fino alla sua morte (vedi la nona puntata), Nicola Formichella, già segretario particolare di Dell’Utri, poi parlamentare (vedi la decima puntata), Carlo Falcicchio, assistente della De Filippis, e Renato Farina (vedi la sesta puntata).

16 maggio 2009

Il pg Gatto nell’ambito del processo per concorso esterno in associazione mafiosa a carico di Marcello Dell’Utri, non essendo riuscito a portare agli atti le telefonate di Vito Roberto Palazzolo con la sorella (la Corte ha rigettato la sua richiesta di utilizzazione l’8 maggio), chiede di sentire Vito Roberto e Maria Rosaria Palazzolo <<per sapere cosa il primo volesse dire con quell’espressione [“Non devi convertirlo, è già convertito”, nda] e cosa, di conseguenza, avesse inteso la sorella>>. Il pg ha anche chiesto di produrre uno stralcio del verbale d’udienza che riporta alcune dichiarazioni spontanee dell’On. Dell’Utri nel processo di primo grado.

12 giugno 2009

Nel corso dell’ultima udienza il pg Gatto ha avanzato ulteriori richieste di utilizzazione di due conversazioni. La prima è un’intercettazione telefonica intercorsa nel 2003 fra due affiliati del clan Santapaola: Alfio Mirabile e Francesco La Rocca, boss di Caltagirone. L’intercettazione è stata disposta nell’ambito di un inchiesta relativa alle infiltrazioni mafiose nella costruzione del Parco Tematico di Regalbuto (in provincia di Enna). Il progetto sta per partire e i due parlano degli appalti che può assicurare. Quindi salta fuori il nome di Dell’Utri. <<Dell’Utri era quello che diceva: “il lavoro lo deve fare Tizio”>>.<<La chiave, io l’ho detto, è Dell’Utri. Ora ce la vediamo noi a Roma>>.
La seconda è un’intercettazione ambientale disposta nell’ambito dell’operazione “Eos” della Procura di Palermo (in cui risultano indagati due esponenti locali dell’Udc, Antonello Antinoro, assessore regionale ai Beni Culturali indagato per voto di scambio, e Nino Dina, deputato regionale indagato per concorso esterno in associazione mafiosa). Si tratta di una conversazione intercorsa il 4 novembre 2007 fra Antonio Caruso e Letterio Ruvolo, entrambi appartenenti alla famiglia mafiosa palermitana dell’Arenella. <<Io quello che ti voglio dire pure a te – spiega Ruvolo – il nome di là non lo dobbiamo nominare>>. <<Ma qual è questo nome?>> chiede Caruso. <<Dell’Utri, capisti?>> risponde Ruvolo. <<Completamente non deve esistere, non deve esistere>>.

Al termine dell’udienza la Corte accoglie solo la richiesta di trascrizione delle dichiarazioni spontanee relative al processo di primo grado. Rigetta quella di interrogare i Palazzolo (sia Vito Roberto, latitante in Africa sotto falso nome, sia sua sorella) e quella di acquisire queste nuove intercettazioni: il pg, dice la Corte (in accordo con la difesa) non ha depositato i verbali e le bobine, ma ha offerto in visione solamente due informative, che non sono sufficienti a sostenere la richiesta di acquisizione di questi documenti. Il pg, allora, si è riservato di depositare verbali e nastri entro la data della prossima udienza, fissata per il 19 giugno.

All’orizzonte
Se a marzo sembrava verosimile che la discussione del processo (l’ultima fase prima della sentenza) si concludesse prima dell’estate, ora la Corte spera che l’accusa possa almeno iniziarla prima della pausa estiva. La difesa non si oppone, scongiurando un ritardo ulteriore della sentenza. Il pg, invece, chiede una proroga poiché ritiene che, a fronte di un processo così complesso, costituito da una mole enorme di prove, una requisitoria anticipata rischierebbe di essere incompleta e inefficace.

Arrivederci alla prossima puntata.

Commenti all'articolo

  • Di Rita (---.---.---.12) 16 giugno 2009 18:34

     E si continua a parlare di veline... come se non fossero sufficienti gli elementi che emergono dai vari processi in atto, processi collegati a lui direttamente o ai suoi accoliti!!!..
    E si continua a parlare di veline...mentre passa quasi nel silenzio generale la sua esortazione agli imprenditori - dal palco confindustriale di S. Margherita - a negare contratti di pubblicità a quanti si schierano contro di lui "sinistra e media che cantano la canzone del pessimismo", alterando così le regole del libero mercato. E’ grave, direi gravissimo poi,che a sostenere questa tesi sia il Capo di Governo che, oltre ad essre il proprietario di Mediaset, è azionista, attraverso il ministero del Tesoro, delle principali aziende pubbliche o semi-pubbliche del paese. Come si regoleranno i dirigenti di Publitalia nel distribuire le campagne pubblicitarie? E i dirigenti di Eni, Finmeccanica, Enel? E torna a galla il connflitto di interessi.. ma a chi può interessare? Non certamente alla destra ed evidentemente neanche alla sinistra!! Forse è il caso di svegliarci e di far sentire le nostre voci, oppure poi non lamentiamoci se, quel che da noi ha appena incrinato un consenso quasi collettivo, altrove avrebbe costretto ogni statista decente a dimettersi.

  • Di Girolamo (---.---.---.4) 17 giugno 2009 14:40

     S C A N D A L O S O: Ragazzi dell’utri è membro dell’assemblea permanente del Consiglio d’Europa!!!

    Inviato il seguente messaggio all’indirizzo Webmaster.assembly@coe.int

    “Do you know in the P.A.C.E sit people found guilty and sentemced to 9 years for conspiracy with the Mafia? (Italian: concorso in associazione mafiosa)
    Don’t you think that every day more spent with this kind of people in the PARLIAMENTARY ASSEMBLY AT THE COUNCIL OF EUROPE it’s more and more a bigger SHAME?
    I look forward to receive an answer from you
    Hopefully you will be able to stop this shame before we start a huge bloggers and web camapaign to stop this shame.
    Thanks for an answer
    Best Regards
    Nome e Cognome”

  • Di andreapeg (---.---.---.56) 19 agosto 2009 04:27

    Il legame economico della mafia a Milano tramite Dell’Utri è ormai accertato… e, qualunque cosa si voglia dire, Dell’Utri è assieme a Berlusconi uno dei principali fondatori di Forza Italia – PDL.

    Si aggiunga che Berlusconi si era dovuto prendere in casa il boss palermitano Mangano negli anni Settanta e che si ritrovava enormi fortune di origine ancor oggi poco nota, con le quali ha investito in edilizia ed editoria, diventando miliardario.

    Penso non serva aggiungere altro.

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