Nello spazio di un mese una duplice manovra da 110 miliardi e tale da “affondare le mani” nelle tasche degli italiani. Il cuore di Berlusconi “gronda sangue” per una manovra bis dettata da “una crisi planetaria” che, si giustifica Tremonti, “non era prevedibile”.
Nessun “dubbio” per un tasso di crescità che è, da mesi, la metà della media europea. Nessun “rammarico” per un Debito pubblico cresciuto in soli 3 anni di oltre 290 miliardi di euro superando quota 1900. E’ dal 1994 che Berlusconi promette di abbassare le tasse. Mai un “accenno” ai circa 650 miliardi di Debito accumulati nei 9 anni di suoi governi. Ha battuto anche Craxi che in 4 anni (84-87) di governo fece salire il Debito di “appena” 240 miliardi.
Intanto la crisi, ex ripresa passata a semi crescita e poi a ricaduta, continua a gravare sul paese come Se fosse Stagnazione…
Era il 9 giugno quando Berlusconi dichiarava che “l’attività del governo ha del miracoloso” tanto da meritare “un monumento”. Prima dell’estate, aggiungeva, avrebbe fatto una “manutenzione” del bilancio da appena 3 miliardi. Per arrivare al pareggio entro il 2014, concludeva, bastava “un intervento inferiore a 1 punto del Pil”.
Poi, il 15 luglio, il Parlamento approvava “di gran corsa” una manovra da circa 70 miliardi. Ora, incalzato da Trichet, Merkel e Sarkozy, il Premier deve trovare altri 45 miliardi per pareggiare il bilancio nel 2013.
Da luglio le Borse Europee sono sotto attacco della speculazione internazionale. Francoforte e Londra hanno subito cali del 15-18%. Piazza Affari è regredita del doppio (30%) in linea con il tasso di crescita che è la metà della media europea. Nel 2013 il paese sarà “più forte e più libero” (parola del Premier) con una pressione fiscale del 45%?
Berlusconi ha spesso ripetuto di essere stato “costretto” all’intervento in Libia da Obama, da Napolitano e dal Parlamento. Ora che i ribelli hanno preso Tripoli “il governo italiano è al loro fianco”. Gli impegni con la UE hanno “costretto” il Premier a varare una manovra da 70 mld per pareggiare il bilancio nel 2014. Ora è stato “costretto” dalla Bce, dalla Francia e dalla Germania a trovare altri miliardi per anticipare il pareggio al 2013.
Con la manovra bis da 50 mld Berlusconi ha fatto “ciò che doveva”. Sarà “costretto” dalla Lega a non toccare le pensioni ed a ritoccare l’IVA? Sarà “costretto” a chiedere la 50ma fiducia? Da tempo il Premier dice di essere “costretto” a restare a Palazzo Chigi con “gran sacrificio”. Si sacrifica perché nel 2013 il paese sia “più forte e più libero” con una pressione fiscale del 45%?
Nello spazio di un mese una duplice manovra da 110 miliardi e tale da “affondare le mani” nelle tasche degli italiani. Il cuore di Berlusconi “gronda sangue” per una manovra bis dettata da “una crisi planetaria” che, si giustifica Tremonti, “non era prevedibile”.
Nessun “dubbio” per un tasso di crescità che è, da mesi, la metà della media europea. Nessun “rammarico” per un Debito pubblico cresciuto in soli 3 anni di oltre 290 miliardi di euro superando quota 1900. E’ dal 1994 che Berlusconi promette di abbassare le tasse. Mai un “accenno” ai circa 650 miliardi di Debito accumulati nei 9 anni di suoi governi. Ha battuto perfino Craxi che in 4 anni (84-87) di governo fece salire il Debito di "appena" 240 miliardi.
Intanto la crisi, ex ripresa passata a semi crescita, continua a gravare sul paese come Se fosse Stagnazione…
Berlusconi ha più volte affermato di essere stato “costretto” all’intervento in Libia da Obama, da Napolitano e dal Parlamento. Ora che Gheddafi ha perso Tripoli i ribelli “aspirano ad una Libia democratica e unita”e quindi, ora, “il governo italiano è al loro fianco”. Gli impegni con la UE avevano “costretto” il Premier a varare una manovra da 70 mld per pareggiare il bilancio nel 2014. Ora è stato “costretto” dalla Bce, dalla Francia e dalla Germania a trovare altri miliardi per anticipare il pareggio al 2013. Con una manovra bis da 50 miliardi Berlusconi ha fatto “ciò che doveva” e quindi “ora tocca al Parlamento”. Sarà forse “costretto” a chiedere la 50ma fiducia?
Da tempo il Premier ripete di essere “costretto” a restare a Palazzo Chigi con “gran sacrificio”. Lo fa affinché nel 2013 il paese sia “più forte e più libero” con una pressione fiscale del 45%?