Per quasi 2 anni Sacconi ha “inseguito” la mitica Fabbrica Italia piegando le conquiste sindacali. Opinionisti “esperti” (tipo Giannino) hanno applaudito alla “ricetta marchionnese” come sicura motrice della competitività globale.
Sono gli stessi che, stupiti, ora ascoltano Elkann chiedere se “l’Italia ha voglia di fare auto”. Gli stessi che, sbigottiti, ora dubitano dell’esistenza di quei 20 miliardi promessi per il raddoppio della produzione italiana.
Solo ora, finite le “chiacchiere”, scoprono che anche Marchionne misura la sua “convenienza” a suon di agevolazioni, incentivi e contributi trovati. Gli affari non sono tema da teatrino di Pantomima e Rimpiattino…
Bossi ha tuonato contro l’intervento in Libia avvertendo che “ci porteranno via petrolio e gas e verranno qua milioni di immigrati”. Il 28 aprile La Padania titolava con il credo Leghista “bombe uguale più clandestini”.
In 4 mesi a Lampedusa sono approdati circa 18000 migranti. Molti, ma appena 1/3 di quei 50mila “profughi libici” che, secondo Maroni, avrebbero “invaso” il paese. Sono questi tutti gli “imbarcati” da Gheddafi per rendere Lampedusa “un inferno”? Una “manciata” rispetto agli oltre 1 milione di esuli già fuggiti dal Rais e meno dei migranti “usciti” dalla Tunisia in cerca di fortuna. Forse Gheddafi è stato più “occupato” a non farsi cacciare.
Allora Maroni riscopre che “costa bombardare” e che i profughi costano. Solo Bossi è riuscito a calcolare che l’intervento in Libia “ci è già costato 1 miliardo” e che sono “finiti i soldi”. Quindi ora “devono finire le missioni”. Intanto Frattini ripete che i nostri impianti di gas e petrolio sono pronti a ripartire, se garantiamo le condizioni di sicurezza.
Tutto diventa “clamore” quando si perde senso e valore di Parola e Merito…
Fonti politiche danno per quasi certo l’aumento dell’IVA dal 20 al 21%. Forse è il caso di appurare se l’1% verrà devoluto interamente alla Chiesa. Riservato ai soggetti affetti da PESCITUDINEsempre sensibili alla fascinazione mediatica ...
L’economia occidentale non tiene un passo deciso. Se Francoforte e Londra subiscono cali del 15-18%, Piazza Affari regredisce ai minimi del 2009 (anno nero).
Noi “arranchiamo” sotto il peso di 1900 miliardi di Debito. A fine 2011 il nostro PIL sarà ancora al 95% di quello ante crisi del 2007. Senza un tasso di crescita sul 2% neppure con una manovra da 110 miliardi eviteremo ulteriori “sacrifici”.
Prioritario è definire le misure e gli interventi necessari a rilanciare sistema produttivo e consumi interni. Trovare risorse sufficienti è il primo obiettivo da perseguire ad ogni costo. Allo stesso tempo bisogna liberarsi di gran parte di quella enorme “zavorra” costituita da evasione e da corruzione, dai costi, dai privilegi e dagli sprechi della macchina pubblica.
Fissati questi obiettivi e rispettata l’equità sociale, chiedere “sacrifici” ai cittadini avrà un senso. Solo così la duplice manovra avrà uno scopo credibile e duraturo. E’ tempo di ritrovare le Voci dentro l’Eclissidi uomini esempio di coerenza, rigore e impegno civile …
Per quasi 2 anni Sacconi ha “inseguito” la mitica Fabbrica Italia piegando le conquiste sindacali. Opinionisti “esperti” (tipo Giannino) hanno applaudito alla “ricetta marchionnese” come sicura motrice della competitività globale.
Sono gli stessi che, stupiti, ora ascoltano Elkann chiedere se “l’Italia ha voglia di fare auto”. Gli stessi che, sbigottiti, ora dubitano dell’esistenza di quei 20 miliardi promessi per il raddoppio della produzione italiana. Solo ora, finite le “chiacchiere”, scoprono che Marchionne misura la sua “convenienza” a suon di agevolazioni, incentivi e contributi.