L’economia occidentale non tiene un passo deciso. Noi arranchiamo sotto il peso di 1900 miliardi di Debito. A fine anno il nostro PIL sarà ancora al 95% di quello ante crisi del 2007. Senza un tasso di crescita sul 2% neppure con una manovra da 110 miliardi eviteremo altri “sacrifici”.
Prioritario è definire le misure e gli interventi necessari a rilanciare sistema produttivo e consumi interni. Trovare le risorse sufficienti è il primo obiettivo da perseguire ad ogni costo. Bisogna poi liberarsi di gran parte di quella enorme “zavorra” costituita da evasione e da corruzione, dai costi, dai privilegi e dagli sprechi della macchina pubblica.
Fissati questi obiettivi, rispettata l’equità sociale, chiedere “sacrifici” ai cittadini avrà un senso. Solo così la manovra da 110 miliardi (o forse meno) avrà uno scopo credibile e duraturo.
Il tempo è galantuomo. Non cancella le Voci dentro l’Eclissidi uomini esempio di coerenza, rigore e impegno civile …
Grazie al Debito > Nello spazio di un mese una duplice manovra da 110 miliardi e tale da “affondare le mani” nelle tasche degli italiani. Il cuore di Berlusconi “gronda sangue” per una manovra bis dettata da “una crisi planetaria” che, si giustifica Tremonti, “non era prevedibile”.
Nessun “DUBBIO” per un tasso di crescità che è, da mesi, la metà della media europea. Nessun “RAMMARICO” per un Debito pubblico cresciuto in soli 3 anni di oltre 290 miliardi di euro superando quota 1900. E’ dal 1994 che Berlusconi promette di abbassare le tasse. Mai un “CENNO” ai circa 650 miliardi di Debito accumulati nei nove anni di suoi governi. Ha perfino battuto Craxi che in 4 anni di governo fece salire il Debito di "soli" 240 miliardi. L’importante è l’avallo di una casta di Primi Super Civesattenta a privilegi ed interessi ...
Da una sponda all’altra dell’Atlantico l’economia non tiene l’atteso ritmo di crescita. A fine anno il nostro PIL sarà ancora al 95% di quello ante crisi del 2007. Senza un tasso di crescita superiore all’1% non basterà neppure una manovra da 110 miliardi a scongiurare altri “sacrifici”.
PRIORITARIO è definire le misure e gli interventi necessari a rilanciare attività imprenditoriale e consumi interni. E’ il primo obiettivo da perseguire “ad ogni costo”. E’ poi necessario liberarsi di gran parte di quella enorme “zavorra” costituita da evasione e corruzione, dai costi, dai privilegi e dagli sprechi della macchina pubblica.
Fissati questi obiettivi, rispettata l’equità sociale, chiedere “sacrifici” ai cittadini avrà allora un senso. Una manovra da 110 miliardi (o forse meno) avrà trovato il suo scopo.
Il tempo è galantuomo. Non cancella le Voci dentro l’Eclissi di uomini esempio di coerenza, rigore e impegno civile …
Berlusconi, baluardo delle “grandi ricchezze”, con il suo cuore che gronda sangue sarebbe felice di scambiare il “contributo di solidarietà” dei più abbienti con un aumento dell’IVA anche sui generi di necessità. Tremonti, faro della finanza creativa, è pronto a convertire il Tfr, risparmio dei lavoratori, in reddito corrente da spendere subito. Bossi, alfiere dell’identità padana, si sta già armando per rinnegare l’abolizione di province e comuni. Sacconi, araldo della competitività, è pronto a sacrificare le conquiste contrattuali per “inseguire” i 20 mld della Fabbrica Italia di Marchionne.
Quella pubblicata sulla Gazzetta è solo una manovra “abbozzata”? Perfino la Borsa continua a “arrossire”. Non si esce dalla crisi con le “manovre” di una casta di Primi Super Civesattenta a privilegi e interessi …
Nello spazio di un mese una duplice manovra da 110 miliardi e tale da “affondare le mani” nelle tasche degli italiani. Il cuore di Berlusconi “gronda sangue” per una manovra bis dettata da “una crisi planetaria” che, si giustifica Tremonti, “non era prevedibile”.
Nessun “dubbio” per un tasso di crescità che è, da mesi, la metà della media europea. Nessun “rammarico” per un Debito pubblico cresciuto in 3 anni di oltre 290 miliardi superando quota 1900. E’ dal 1994 che il Premier promette di abbassare le tasse. In 17 anni mai un “cenno” alle centinaia di miliardi di Debito accumulati dai suoi vari governi e che rappresentano 1/3 degli attuali 1900 miliardi.
Intanto la crisi, ex ripresa passata a semi crescita, continua a gravare sul paese come Se fosse Stagnazione…