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 Home page > Tribuna Libera > Termovalorizzatori: la bufala (voluta)

Termovalorizzatori: la bufala (voluta)

Mi sono occupato di inceneritori in quanto coinvolto da un comitato di miei concittadini su una specifica questione che riguardava le emissioni di inquinanti da un forno crematorio appena costruito nella mia città. Con ciò diventandone, mio malgrado, di fatto consulente tecnico scientifico negli incontri che si sono succeduti nel corso di quasi tre anni con le varie istituzioni locali e regionali.

 Ciò mi ha indotto ad affrontare il problema dello smaltimento dei rifiuti mediante la termodistruzione, anche se nel caso specifico definire " rifiuto " un cadavere può sollevare riserve di carattere etico o religioso. Tuttavia la legge ( D.L. n.152 del 2006 - parte V et succ. ) non fornisce altra definizione in un quadro di sola distinzione tra rifiuti pericolosi e non pericolosi.

Lo stesso decreto, anche meglio conosciuto come "Testo unico ambientale", fornisce il quadro normativo di riferimento per il trattamento dei rifiuti mediante incenerimento e fissa i limiti nelle emissioni dei vari macro e micro inquinanti che vengono inevitabilmente prodotti dalla combustione. Limiti che devono essere rispettati, facendo ricorso alle migliori tecnologie disponibili (BAT) e quindi adottando idonei dispositivi di abbattimento degli effluenti gassosi in uscita dal camino di processo. Come ormai in tutti gli ambiti che si occupano di attività antropiche aventi un potenziale impatto ambientale, la normativa italiana, sia essa regionale o nazionale, deve uniformarsi con quella europea.

Bene, in tutta la letteratura specifica sia essa di carattere regionale , nazionale od europea non viene mai citato il termine " termovalorizzatore" ma unicamente il termine "inceneritore", nel caso specifico RSU (ovvero di rifiuti solidi urbani), o al più "coinceneritori" che hanno altra specificità per usi prettamente industriali. Non solo, la UE ha ripetutamente diffidato l'Italia ad usare il termine " termovalorizzatore" in luogo di "inceneritore", essendo un termine che induce a falsare la realtà.

Il perché è facilmente comprensibile dal momento che il processo di termodistruzione è quello tipico di un inceneritore, ovvero tramite la combustione, e soprattutto perché non viene termovalorizzato un tubo. Fatto salvo il calore che viene recuperato dagli scambiatori e quindi utilizzato come energia di recupero, processo analogo a quanto avviene in un comune caminetto o stufa a pellet dotati di scambiatore, il rifiuto trattato richiede per la termodistruzione un apporto di energia superiore a quella che viene recuperata. Per semplificare, se termodistruggo una bottiglia di plastica l'energia richiesta per riprodurla è superiore a quella che recupero sotto forma di calore e a quella impegnata per il processo di termodistruzione della medesima bottiglia. In sostanza quindi è la solita furbata all'italiana per far digerire al popolo bue l'impopolarità che deriva dall'avere un inceneritore sotto casa e per appioppare i corposissimi contributi, sotto forma di tasse, distribuiti a pioggia ai gestori di inceneritori. Miliardi di euro e ovviamente relativi scandali come da tradizione consolidata in questo paese.

Altro punto cruciale è il mantra, che passa di bocca in bocca sui media, secondo il quale i "termovalorizzatori" siano ad impatto zero, ovvero ad emissioni tossiche del tutto trascurabili. Ho ascoltato politici e giornalisti, totalmente ignoranti in materia ma pieni di certezze, sperticarsi in lodi sulle nuove tecnologie, racchiuse in quel termine escatologico che si sintetizza in "moderni e di ultima generazione". Qualche buon tempone, travestito da esperto, è arrivato persino a dire che l'aria che esce dal camino è migliore di quella che entra. Forse era un invito a fare delle inalazioni salubri per chi soffre di patologie respiratorie, allacciando un respiratore all'uscita del camino di processo. L'inceneritore danese, posto nel centro città e dotato di piste da sci integrate, viene visto come la apologia degli inceneritori bio compatibili con il tessuto urbano. Faccio in premessa notare che anche gli inceneritori di trenta o venti anni fa erano allora considerati " moderni o di ultima generazione", poi si scopri' che inquinavano forse più e peggio dei precedenti, dal momento che l'aumento della temperatura di esercizio ( oltre 1200° C) produce micro inquinanti altamente tossici per l'organismo umano, riducendone il diametro aerodinamico fino quasi alla dimensione molecolare che risulta difficile poi trattenere pur con cicli di filtraggio sofisticati, ma che hanno nel contempo effetti devastanti per la salute. Il punto è che pur migliorando le tecniche di termodistruzione, anche le strumentazioni di monitoraggio e analisi delle sostanze tossiche prospettano situazioni sempre più preoccupanti nella definizione dei limiti di tollerabilità per l'uomo. Soltanto fino a pocchi anni fa, parlando di particolato, ovvero polveri sottili che vengono introdotte nell'organismo dall'apparato respiratorio, si faceva riferimento unicamente al PM10, ovvero frazioni nell'ordine dei 10 micron, facilmente trattenute anche da un normale sistema di filtraggio a maniche di tessuto; oggi la normativa prevede il monitoraggio di PM2,5 e a breve ormai del PM1. Frazioni sempre più piccole e di poco superiori o uguali ad un micron ( 1 millesimo di millimetro) che contengono tuttavia il 90% delle sostanze più tossiche per l'uomo e per l'ambiente. Sostanze come le diossine e i metalli pesanti che entrano direttamente nel circolo sanguineo, provocano devastazioni in tutti gli organi vitali dell'uomo; sostanze che hanno proprietà ubiquitarie e sono estremamente resistenti alla biodegradazione o al degrado chimico, ovvero che si accumulano nell'ambiente e si ripropongono attraverso la biomagnificazione come impatto finale sull'uomo. E il saldo di questo ciclo sono malattie cardiovascolari, neoplasie, alterazioni genetiche ecc.., che producono non meno di 500.000 morti premature all'anno nel solo ambito UE.

Quindi dire che i " moderni termovalorizzatori", ancorché con termine improprio, siano ad impatto zero, fermo restando che nessuna attività antropica lo può essere per definizione, è una emerita falsità che nasconde evidenti fini politici di contrapposizione con chi invece come il M5S ne ha fatto una battaglia costitutiva del movimento, inserendola in una delle cinque stelle del simbolo. La verità è che l'approccio al tema deve essere certamente pragmatico, perché il problema dello smaltimento dei rifiuti è enorme specialmente nelle grandi città, ma con tutte le cautele del caso e agendo principalmente sulle cause che ne determinano la produzione. Se poi il riciclo dei rifiuti, tramite la raccolta differenziata, è una risorsa alternativa che spero nessuno metta in dubbio, bisogna puntare risolutamente su quella altro che buttare soldi in nuovi inceneritori. Ma qui scattano i meccanismi affaristico politico criminali, che in questo sfortunato paese fanno capolino ad ogni pié sospinto, e il risultato, specialmente in alcune aree del paese notoriamente afflitte da mali endemici, si traduce in montagne di immondizia a cielo aperto che qualche manina santa poi provvede ad incendiare. Che è come dire un disastro assoluto per i poveracci che si trovano in quelle circostanze.

Perché bruciando, in tutte le forme, è sicuro che non forniamo un bel servizio alla salute del pianeta e a tutti noi che ci viviamo.

Commenti all'articolo

  • Di Enzo Salvà (---.---.---.64) 22 novembre 2018 10:37
    Enzo Salvà

    Parole sante, 

    propongo, in questi casi, di evitare la propaganda ad uno specifico partito o, eventualmente, di citarli tutti. E’ almeno dagli anni 80 che gli ambientalisti, quelli veri, si sono organizzati "tentando" di introdurre un approccio culturale diverso, spesso pragmatico, a questi temi. In Italia, chissà perché, è difficile.

    Speriamo bene

    Un Saluto

    Es.

  • Di paolo (---.---.---.49) 22 novembre 2018 14:20

    Condivido, ma non era assolutamente mia intenzione fare propaganda a favore del M5S. Anzi nel caso specifico ( amministrazione di Carrara MS Toscana), che ho esposto nell’introduzione dell’articolo, ho visto la giunta M5S comportarsi in maniera del tutto difforme e molto discutibile rispetto ai principi fondanti del movimento in materia ambientale. Come dire paese che vai............. . ma il punto è che gli oppositori del M5S si comportano peggio, strumentalizzando il problema solo per farne un attacco politico. Un paio di sere fa in tv ho sentito il senatore Casini (ieri in quota Berlusca oggi in quota PD) che cazzeggiava sulla assoluta " inocuità " dei "termovalorizzatori", tanto per citarne uno che vive solo di politica e che evidentemente straparla. Poi subito bissato in altra occasione da un altro signore che risponde al nome di Di Pietro, seppure in italiano più incerto. Ma cito anche il caso di tale Matteo Renzi che ha proposito dell’inceneritore di Firenze catechizzò, dall’alto della sua assoluta ignoranza in materia (come spesso gli capita), un signore che si occupa di nanopatologie da incenrimento (dott. Montanari). Ho ancora presente lo sconforto del dott. Montanari che evidentemente non era abituato a scontri di tal fatta, essendo difficile( anche se non impossibile) in ambito scientifico trovare rape di tale portata. Insomma al peggio non c’è mai fine.

    saluto

  • Di Antonello Laiso (---.---.---.2) 23 novembre 2018 08:48

    I termovalorizatori,sono realta’ in tutta Europa, anche in quelle citta’ ambientaliste, non credo che la nostra tecnologia ed intelligenza possa superare (ed avere dei preconcetti) quella di moltissime Nazioni da cui importiamo beni di consumo considerati affidabilissimi. Abbiamo visto in passato in particolar modo quelli del nord Italia quale funzione importantissima hanno avuto ad accogliere quelle montagne di munnezza che stavano affogando molte citta’ del sud ovvero dove sono quasi inesistenti o in numero insufficiente. La differenziata?non puo’ essere quella "condicio sine qua non",credere alla favola dei rifiuti zero e’ come credere a babbo natale.Quando si tira fuori qualcosa di riciclabile dai rifiuti non puo’ essere quel qualcosa come la soluzione geniale a risolvere tutto.Le discariche sono bombe a cielo aperto,e per le falde freatiche:Storicamente i termovalorizzatori hanno servito i paesi europei, molti dei quali sono diventati a zero discarica. Dire che l’energia recuperata sotto forma di vapore non equivale a quella spesa non ha valore scientifico in nessun modo, non possiamo paragonare quell’ energia occorrente dopo aver usufruito di una funzione importantissima (incenerire i rifiuti)ovvero a temperatura di circa 1000 gradi della stessa energia post,nessuna legge della fisica lo contempla.In Danimarca,spesso l’energia riciclata serve a riscaldare centinaia di abitazioni,in Germania ad alimentare macchine industriali a vapore,parimodo in quello di Brescia in Italia. L’energia si trasforma ma non completamente , nel 2006 Brescia ha ricevuto il riconoscimento per il miglior impianto al mondo per il recupero energetico dei rifiuti,la pressione politica a fare il rifiuto zero e’ una chimera, ci obbliga a quelle discariche, e ci dimentichiamo l’inquinamento delle falde acquifere,? e del pergolato che vogliamo dire? e del trasporto a discarica spesso accaparrato da organizzazioni criminali ? e poi del costo per mandare al nord europa o nord Italia quei rifiuti? ma allora poi sono indispensabili a qualunque costo a tonnellata per non affogare nella munnezza i termovalorizzatori???? Per quanto riguarda le nanoparticelle,i moderni impianti hanno quasi azzerato l’emissione di queste,e di sicuro non sono piu’ pericolose di qualche decina di automobili inquinanti che girano indisturbate nelle citta’ da sempre.Anche le caldaie casalinghe a metano inquinano se vogliamo essere pignoli,il gpl,i camini producono inquinamento,le fabbriche producono inquinamento,un depuratore anche funzionante non depurarera’ mai tutto, produce inquinamento,vogliamo continuare? Ancora ,vogliamo mettere in discussione la qualita’ della vita, della salute, li dove sono i termovalorizzatori? allora uno a caso,Brescia,aspettativa di vita (fonti scientifiche) 83,5 anni rispetto a citta’ senza termovalorizzatori,82,7 anni. Meditiamo , gente,meditiamo.

  • Di paolo (---.---.---.49) 23 novembre 2018 11:35

    Che gli inceneritori siano in tutta Europa è un dato di fatto incontrovertibile, anche i motori a combustione sono diffusi in tutto il mondo ma questo non significa che non ci sia alcun impatto sull’ambiente e sulla salute.

    Vede Laiso, al netto di alcune sue affermazioni che mi permetto (senza offesa ) denotano un certo limite nella preparazione scientifica e segnatamente di fisica, io non ho affatto sostenuto che gli inceneritori siano peggio dei rifiuti abbandonati per strada o delle discariche, tanto più se abusive. E’ evidente che il problema (enorme) dello smaltimento deve avere un approccio pragmatico, cosi come non mi sognerei di dire che tutti i mezzi a combustione circolanti nel mondo devono essere fermati, che significherebbe il blocco totale delle attività umane. Sarebbe demenziale, ma certo bisogna cominciare ad avere un approccio culturale diverso, tenendo presente che la combustione riduce i volumi ma il bilancio di massa rimane invariato e ciò che non si raccoglie viene disperso nell’ambiente, con tutti gli effetti che ne conseguono. Lasci poi perdere per cortesia le nanoparticelle, che non mi sembra siano pane per i suoi denti; in questa sede non posso dilungarmi né tanto meno approfondire e quindi perdonerà se non mi confronto sul tema. Purtroppo rilevo che anche lei, che certamente è dotato di ottima cultura, cade fatalmente nei luoghi comuni che involontariamente o più ancora in maniera del tutto mirata vengono spiatellati ad ogni pié sospinto. Le suggerisco di studiare i risultati delle indagini epidemiologiche (I.S.S., Arpa, Medici per l’ambiente ecc.. ) condotte sulle popolazioni che vivono in aree di inceneritori RSU o perfino di forni crematori ( variante ancora più pericolosa data la tipologia di processo). Il non detto è molto più e peggio di quanto si dice, Brescia compresa, e il perché è intuibile dal momento che nessuno ha interesse ad allarmare la popolazione. Nel mentre una città pulita, senza rifiuti per strada, porta consenso e quindi voti. Le aspettative di vita poi dipendono su quali parametri vengono stabilite.

    Chiudo, scusandomi per la lungaggine, con il paragone con le caldaie a metano che purtroppo è ricorrente e che anche lei cita. Stechiometricamente la combustione del metano produce solo anidride carbonica e vapor d’acqua; ma siccome l’aria contiene anche altro, principalmente azoto, si generano per ossidazione anche altri composti. Tuttavia è ben altro e assolutamente non paragonabile quando si brucia massa organica o plastica (o altro) con contenuti in cloro, metalli pesanti ecc.. . Sono ambiti totalmente imparagonabili, cosi’ come sono imparagonabili le auto, fatto salvo per alcuni macroinquinanti tipici della combustione. Eppure c’è chi ci gioca sopra senza alcuno scrupolo e non certamente in buona fede. Mi fermo qui ma meriterebbe ben altro.

    Lo scopo del mio articolo, che non vuole essere un trattato di chimica fisica, è solo quello di smontare la balla, funzionale a determinati interessi, sui " termovalorizzatori ". Chiamateli correttamente "inceneritori" a parziale recupero energetico. Anche nei crematori si recupera parte del calore di combustione per i servizi, ma il saldo energetico è comunque molto negativo e viene addebitato sotto forma di bolletta. Ma si entra in un’altra storia.

    grazie per l’intervento e per il contributo.

  • Di claudio gherardini (---.---.---.169) 24 novembre 2018 09:19

    Evidentemente l’autore di questo testo è più intelligente dei cittadini e delle amministrazioni pubbliche di 450 località europee, dove ridono di noi.


    L’autore è più intelligente dei cittadini di Amsterdam, Copenhagen, Losanna, Vienna, Londra, Montecarlo, Brussels, Parma, Brescia, Belluno, Barcellona e di tante altre grandi città dove gli INCENERITORI CON RECUPERO DI ENERGIA (esatta denominazione) stanno spesso anche in centro città.

    Quelli intelligenti come l’autore di questo testo fanno come a Napoli che invia i rifiuti con grandi navi a Amsterdam inquinando alla grande terre e mari e pagando salata la consegna degli stessi rifiuti alla città olandese che con quelli scalda decine di migliaia di abitazioni che così tengono spente altre caldaie.


    Da Firenze partono 200 camion alla settimana per portare rifiuti a discariche e inceneritori altrove.

    Quando inquineranno i camion e le caldaie domestiche, ancora spesso a gasolio, che potrebbero essere spente con un inceneritore con recupero di energia?

    Se si ragionasse sul bilancio delle emissioni, ogni ragionamento anti inceneritori sarebbe stroncato automaticamente.

  • Di paolo (---.---.---.49) 24 novembre 2018 11:32

    Non posso ovviamente valutare la mia intelligenza ed il mio livello di preparazione specifica nei confronti di tutti quelli che lei ironicamente propone. Con lei, caro Gherardini, invece potrei ma preferisco citarle una situazione che spero la induca a riflettere.

    Qualche decennio orsono, sulla scia di Chernobyl poi bissato in anni recenti, gli italiani con due referendum decisero l’uscita definitiva dal nucleare. Lo fecero con scontri accesi nei vari talk show televisivi, che in teoria avrebbero dovuto informarli adeguatamente. Si confrontarono giornalisti, politici, filosofi, storici.... persino preti, ma nessuno di coloro che erano conoscitori del tema, fatto salve un paio di eccezioni puntualmente soverchiate dal giornalista o politico di turno. Ricordo un Di Pietro (pensa te se ne ha fatte) che proponeva pannelli solari, tracciandone i relativi bilanci energetici(sic!). Alla fine i cittadini, nella loro genericità e totale disinformazione, votarono contro. Per inciso, seguendo il suo ragionamento, in Francia ci sono 58 centrali termonucleari, peraltro presenti in tutti i paesi europei compresi quelli che lei ha citato a mo di esempio. Ha sentito di stragi e morie di francesi? Tutti scemi tranne noi ? Siamo i più intelligenti del mondo ?. Oggi ne paghiamo lo scotto in termini economici (anche per la perdita di Know how e conseguenti danni in un settore dove eravamo primi nel mondo) e in compenso non abbiamo risolto nessun problema di salvaguardia ambientale, anzi l’opposto visto che la combustione dei fossili (carbone in primis, petrolio ecc..) è la causa primaria dei disastri che stiamo vivendo e , udite udite, non ci esautora neppure dalla emissione di radionuclidi ( si informi). Pensi anche alle navi che ogni tanto si sfondano e riversano in mare milioni di tonnellate di idrocarburi. Altro che i camion della spazzatura.

    Ma aspetti a tirare conclusioni affrettate. Il sottoscritto, che anche su questo blog dopo Fukushima, per quello che scrivevo, fu accusato di essere uomo in quota nuclearista, ovviamente per interessi personali pagato da ENI o da chissa chi, a quel referendum votò contro (ovvero si). Lo feci, a differenza di chi prospettava mucche con due teste, rane giganti, bambini a quattro gambe e altre demenzialità del genere che passavano ogni sera in tv, non perché ritenevo il nucleare pericoloso ( non ha precindere), ma perché ritenevo pericolosa la classe politica che avrebbe poi dovuto gestirlo ed amministrarlo. E non sto a dirle il perché.

    Tragga lei la morale.

  • Di Enzo Salvà (---.---.---.64) 24 novembre 2018 12:20
    Enzo Salvà

    Il Sig. Gherardini, come molti altri, sembrano credere che la questione rifiuti si risolva o in discarica o incenerendo, modalità vecchie e che verranno con il tempo marginalizzate (non eliminate, questo è ad oggi impossibile). Peraltro il Sig. Laiso fa un ulteriore errore ...... a seguito di incenerimento ..."sono diventati a zero discarica". Ehh no, i moderni inceneritori previa estrazione di vetro, ceramiche, metalli ferrosi e non, producono materiali, ceneri, per il 30% in peso ed il 15% in volume, spesso altamente inquinanti che finiscono in discarica oltre a fanghi ed acqua raffreddamento ceneri e pulizia impianti inclusi i camini, sempre altamente inquinanti (Università degli studi di Padova).

    Non so nulla della stupidità dei cittadini delle città che ospitano inceneritori, so che in Veneto due impianti, Verona e Fusina (VE) sono stati chiusi, 2014, a seguito riduzione conferimento materiali causa raccolta differenziata e riciclaggio rifiuti. Il Veneto, fra le altre cose ha già superato il 70% di differenziata ed ha un’alta produzione di fertilizzanti da compostaggio che produce anche biogas......... cosa ne pensa, sono stupidi i Veneti?

    Il fatto è che siamo rimasti indietro, siamo stati pigri per anni, oggi la differenziata e successivo riciclaggio hanno una valenza economica importantissima. tanto più in un Paese come l’Italia privo di materie prime ma che potrebbe sfruttare abbondantemente i rifiuti trasformati in Materia Prima Seconda. 

    In futuro, non tutto sarà possibile riciclare, ma certamente gli oltre 40 inceneritori italiani risulteranno sufficienti, sempre che la politica si attivi ed i cittadini imparino l’educazione.

    Sig. Paolo, sul nucleare spezzo una lancia a favore della Germania: stanno chiudendo tutte e 8 le loro centrali nucleari, mi vien da pensare che ritengano di essere in grado di sostituirle......e senza centrali ad idrocarburi. La Germania, negli anni 70, ha sofferto la parziale distruzione della Foresta Nera a causa delle piogge acide prodotte dall’utilizzo del carbone, ha lavorato ai più alti livelli tecnologici, ha investito, oggi produce energia in modo diverso, nel risparmio energetico in edilizia sono all’avanguardia e man mano che gli inceneritori arrivano a fine vita, fanno la fine delle centrali nucleari.

    Peraltro l’Unione Europea a eliminato i bandi per contributi a questi impianti dal 2017 mentre i contributi destinati all’economia circolare sono elevati ed in continuo aumento ....... della serie, come fare economia spendendo in proprio il 25% del totale. Noi litighiamo ed i fondi Europei da spendere entro il 2020 li lasciamo lì.

    Scusate il tono polemico ma le alternative operative ed economiche ci sono e sono efficienti e profittevoli, non si può guardare solo al peggio che hanno fatto altri che già hanno cominciato a cambiare strada.

    Un Saluto

    Es.

  • Di paolo (---.---.---.49) 24 novembre 2018 14:01

    Nessun tono polemico Salvà, anzi lei meglio di me ha meglio chiarito ciò che volevo dire sull’incenerimento dei rifiuti e per questo la ringrazio. Il problema sul nucleare è più complesso. E’ vero la Germania ha preannunciato la progressiva dismissione, si parla del 2040-2050, ma per intanto continua a produrre, cosi’ come tutti gli altri paese nuclearizzati, Giappone compreso. Il punto è che per allora si presume siano pronte tecnologie alternative (fusione in luogo della fissione, centrali al torio anziché uranio, nuove tecnologie per bruciare le scorie ecc.. ) .

    Speriamo che anche la Toscana segua la linea tenuta dal Veneto. Le premesse ci sono tutte, ma anche gli appetiti dei soliti maneggioni sono sempre vivi e vegeti.

    grazie e saluto

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