Un Sudtirolese di dubbie origini etniche concentrato nel rovesciare i paradigmi dominanti e mainstream. Studente e studioso, discepolo dell'approccio critico e filosofico all'esistere.
Sostenitore del percorso Transculturale e Transdisciplinare.
"Non ho mai visto una frontiera, ma ho sentito dire che esistono nella mente di certe persone."
Europe is what we believe Europe is. Our thoughts and believes shapes it everyday. What you do out of your life isn’t meaningless. Neither meaningless is the way you interact with it.
La cosa eccezionale è che
chiunque poteva candidarsi, ad eccezione di coloro che avevano
precedenti penali, quindi anche uno studente, un disoccupato, un
avvocato, un artigiano potevano rappresentare gli interessi del popolo
islandese (e non solo una piccola fetta di plutocrati, tecnocrati e
politici). Un grande gesto di democrazia radicale. Ricordiamoci però che
loro sono 300mila, noi più di 50 milioni solo in Italia. Non
dimentichiamo nemmeno che "tanti niente uccisero un asino" e che quindi
possiamo trarre dei preziosi insegnamenti da questa esperienza per
implementare un modello democratico più vicino agli interessi delle
persone a poco a poco,città per città, provincia per provincia. Tutto
questo forse ci permetterà di riprenderci le redini di quello che ormai è
L’Impero Europeo.
Lawrence Lessig è veramente uno dei maggiori critici (kritein=distinguere) del sistema del copyright. La sua grandezza si esprime anche nel suo essere propositivo e fornire un’alternativa praticabile. Questa alternativa consiste nel sensibilizzare le nuove generazioni ad un uso consapevole della creatività. In breve: ci sono cose per cui tutti devono pagare perchè è giusto dato che fornisce l’incentivo alla creazione, dall’altra bisogna abbattere la gran parte di legislazione sul copyright perchè non ci rende liberi di ri-produrre la nostra cultura (canzoni, poesie etc..). Per spiegare questo concetto e far capire che questo tipo di economia funziona vorrei far notare come funziona il sistema open-source: il pool delle creazioni (software e soluzioni software) viene pagato dal’1% che ne fa un uso commerciale mentre il resto è libero di essere preso, manipolato, re-distribuito. Insomma pagheremo alcuni autori (tutti noi li pagheremo per avere accesso alle loro opere) ma tutto il resto sarà libero dal controllo e quindi sarà liberamente consultabile, usufruibile, manipolabile e condivisibile.
Concludo con una breve considerazione su questi "Signori" del copyright che hanno dimenticato che (parafrasando Lessig) il loro compito è quello di non produrre danno ("do not harm") e non quello di difendere degli interessi costituiti. Anzitutto perchè questi interessi costituiti non sono il bene comune ("the greater good") ma meri aggregati affaristici e in secondo luogo perchè, in un regime di libero mercato (come ci ostiniamo a chiamarlo, e guardate bene che si tratta di un eufemismo), bisogna non garantire la rendita di monopoli, duopoli o oligopoli ma la libera concorrenza per il benessere della collettività e il progresso materiale e civile della società.
Lunga vita ai resistenti, coloro che dicono NO perchè vogliono creare qualcosa di migliore.
Penso che non ci sia molto da aggiungere....
Solo che anche Vendola sta facendo la stessa "marcia mediatica" ed è per
questo non così amato dai "compagni" della FdS e viene tacciato di
"leaderismo".
Bisognerebbe chiedersi come fare a sinistra per rinnovare non solo il
pensiero (entro certi limiti) ma sopratutto la comunicazione... The
medium is the message... Certo, ma poi ci vogliono anche i contenuti
altrimenti sarebbero uguali agli altri, insomma cambia il colore ma non
il sapore. Io ho una idea di sinistra che si sposa con molte tematiche
care alla destra ma credo sia così perchè oggi la destra è egemone (in
Italia e nell’Europa che conta) e l’egemonia si determina soprattutto
attraverso la creazione (o anche l’imposizione) del discorso, dettando
l’agenda. Il problema grave è che la sinistra sembra in certi cambi
diventata una forza reazionaria (quelli di sinistra mi perdoninomi
questa forzatura) perchè ha esaurito, a livello di percezione di molte
persone, quel potenziale emancipatorio creatore di
discorso/comunicazione che creava quel legame cosi forte e coerente tra
persone di estrazioni sociali e orizzonti differenti (i conflitti non
devono mai mancare, devono solo essere regolamentati).
Insomma la sinistra deve rinnovarsi, deve mostrarsi più accessibile,
deve dare la possibilità anche a coloro che non hanno letto "Il
Capitale" di avere una percezione globale delle cose e delle dinamiche
economiche e poi dar loro anche la possibilità di agire sul territorio.
Bisogna ricostruire un senso comune del dove stiamo e del dove vogliamo
andare. Ringrazio tutti quelli che lo stanno facendo e, soprattutto,
quelli che lottano ogni giorno per risemantizzare parole ormai stuprate
come: Democrazia, Popolo, Sovranità, Costituzione, Legalità etc...
Ringrazio tutti coloro che fanno qualcosa per non celebrare l’oblio dell’uomo.