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Greta Thunberg: gli effetti delle sue campagne non sono a sostegno del clima

Greta Thunberg sta provocando una serie di effetti a catena, quasi simili a quelli sul clima di cui parla nelle sale convegni di mezzo mondo, e pur essendo reazioni di entità minore rispetto alle catastrofi climatiche, e ambientali paventate sono comunque effetti a catena che è meglio arrestare subito perché si sa: se si attende troppo prima di risolvere un problema, questo s’incancrenisce e diviene irrisolvibile.

Uno di essi è sotto gli occhi di noi poveri italiani, costretti ormai non solo a vivere in un sistema paradossale – beata te, Greta, che sei nata e vivi in Svezia! – ma anche a dover sopportare gli effetti di tutto ciò che arriva nelle nostre città, divenute ormai contenitori non solo di mala amministrazione locale – vedi Roma o altri comuni – manifestazioni di dissenso comprese.

E' facoltà, e diritto, del popolo di manifestare dissenso. Un vero regime democratico lo pretende. Ci sarebbero però da fare considerazioni e riflessioni approfondite su questo criterio, dal momento che in un paese come il nostro, le manifestazioni civili sono spesso penalizzate al fine di non permettere troppa libertà di dissenso popolare, ma solo se si tratta di metalmeccanici, impiegati pubblici e privati, contribuenti ridotti alla canna del gas, insegnanti perennemente senza un ruolo certo e così via.

Se, invece, la manifestazione di piazza scaturisce da un movimento creatosi naturalmente dal personaggio che, ormai a livello mondiale, tiene tutti col fiato sospeso per le parole ricche di indignazione sulla situazione climatica e ambientale, allora no: il dissenso non solo è permesso, quanto sostenuto da chi attualmente governa la nazione.

Lo scorso Venerdì 27 Settembre, sono ricominciati i Friday For Future, le grande manifestazioni lanciate da Greta Thunberg per chiedere interventi urgenti per salvaguardare il pianeta terra e bloccare l’emissione di CO2, allo scopo di non rischiare aumenti incontrollati della temperatura globale.

A Roma sembra che a parteciparvi siano stati in circa 200.000. Ognuno partecipa alla manifestazione di dissenso che preferisce e su questo non ci piove.

Ma una cosa va detta: nel caso dell’Italia, paese in cui ormai si vive più che altro in una Repubblica a regime anarchico anziché democratico, dove ogni cosa assurda è possibile, in special modo se atta ad abbattere diritti civili, economia delle famiglie, diritto alla sanità, alla cultura e all’istruzione, tutto serve tranne che un novello Ministro dell’istruzione –il grillino Lorenzo Fioramonti, sì quello della tassa sulle merendine – che a sostegno delle manifestazioni pro-clima, permetta agli studenti di gabbare la scuola. «Sono contento di fare il ministro in un’epoca in cui di tanto in tanto gli studenti il venerdì non vanno a scuola per scioperare per il clima» ha giubilato il ministro, a cui evidentemente non è ancora chiaro il suo ruolo, che è quello di mandarceli a scuola, i ragazzi, e non di sostenerne la fuoriuscita periodica. Stando peraltro ai dati relativi all’abbandono scolastico in Italia, così facendo Fieramonti darà sicuramente una bella spinta in tal senso. Forse, a causa delle casse sempre vuote – dicono dal ministero – avrà pensato che meno studenti nelle aule, meno spese ci saranno da affrontare…Chissà.

Siamo stati tutti studenti. Tutti, più o meno, abbiamo bigiato la scuola. Ma ricordo ancora la reazione di mia madre il giorno in cui scoprì che, invece di essere in aula, mi trovavo a passeggiare con due compagne, mentre mangiavo serafica un gelato. Se lo ricordo ancora, un motivo ci sarà. Smisi di bigiare la scuola. Punto. Se all’epoca, e non parlo di un secolo fa, fosse sortita dal cappello a cilindro una Greta, nessuno avrebbe lontanamente messo in dubbio che noi studenti avremmo continuato, ogni santo giorno, a recarci a scuola. Nessuno.

“Ma è una bella manifestazione di unità su un tema importante”! bene: che lo facciano gli adulti allora. Magari mamme casalinghe e padri in cassaintegrazione, portando avanti la missione di “salvare il futuro dei figli, dei nipoti e pronipoti, evitando al contempo di fare la figura di coloro che “Hanno distrutto l’infanzia e i sogni di Greta” e della loro stessa genia.

Oltretutto, la folla di giovani che ha invaso le strade dei comuni italiani, ha lasciato in eredità tonnellate di rifiuti in strada e, ciliegina finale, molti sono stati recuperati dai genitori, alla guida delle loro auto inquinanti, per tornare felici, tutti insieme, nelle loro case non ecologiche, a emettere tonnellate di Co2 attraverso i loro sofisticati impianti di condizionamento dell’aria, per scaricare su costosi PC prodotti producendo altra Co2, le foto da postare sui social, diffondendo nell’aere altre tonnellate di Co2 a causa dei milioni di server necessari a consentire a tutti noi l’uso dei servizi offerti dal web.

Ecco il vero prodotto di tutto questo: i diritti per i cittadini restano alienati (non è consentito poi troppo manifestare dissenso sui diritti civili) il clima e l’ambiente risentono comunque degli effetti delle manifestazioni di dissenso giovanile, i genitori di questi giovani fanno la figura di coloro che non hanno alzato mai il culo per salvaguardare il futuro dei loro figli, i protagonisti più fortunati di tutta questa storia: possono bigiare la scuola col beneplacito dei genitori e persino del ministro dell’istruzione, possono produrre rifiuti e Co2 ma vestendo i panni dei salvatori del pianeta, possono pure tornare a casa comodamente seduti sui SUV dei genitori, o comunque su autovetture inquinanti, per poi spararsi pipponi sui social, postando foto scattate durante la manifestazione.

Grazie Greta, da parte degli studenti…

Foto: World Economic Forum/Flickr

Questo articolo è stato pubblicato qui

Commenti all'articolo

  • Di Enzo Salvà (---.---.---.64) 30 settembre 17:49
    Enzo Salvà

    Greta Thunberg si limita alla protesta, accusa di non aver fatto nulla sulla questione “gas climateranti” che nonostante l’evoluzione tecnologica sono in continuo aumento.

    Chiede di ascoltare gli scienziati; in particolare cita IPCC che, ricordo, prevedevano una situazione degenerata già negli anni 60/70/80, (ad esclusione di circa 500 scienziati che si riuniranno a breve).

    Greta non è, ad oggi, un’ambientalista, politicamente parlando, non propone, avrà visto come di infuria quando dice “voi chiedete ai bambini una soluzione! come osate?” 

    L’articolo non va: che “c’azzecca” il ministro dell’istruzione italiano, i SUV (chissà forse c’erano anche genitori in bicicletta) e ragazzini che sporcano, con FFF?

    Cosa ha a che vedere questa protesta con “la, in generale, politica italiana”, l’ineducazione, l’ambientalismo di facciata “purché non mi rompa i cabasisi visto che pago la TARI”?

    Signora, Lei ha posto sullo stesso piano, piani diversi di edifici diversi.

    Qualche tempo fa ho scritto questo post con gli occhi di un adulto, cercando di essere pratico, disilluso.

    Da chi si è battuta contro TTIP e CETA, tra gli altri, mi aspettavo altro, qualche cosa di più.

    A questo proposito, poco importa se leggerà il mio articolo, sulla questione ambientale collegata all’agro-alimentare ed ai trasporti Le segnalo questo articolo .

    Se invece il Suo articolo aveva intenti provocatori, per sollevare qualche sana riflessione sul fatto che è dal nostro piccolo che dovremmo e potremmo …….. , il titolo ed il sommario non mi sembrano azzeccati. 

    Un Saluto

    Es.

    • Di Emilia Urso Anfuso (---.---.---.241) 30 settembre 18:38

      Salve

      la invito a rileggere meglio il titolo del mio editoriale, che eppure è molto chiaro "

      ..."gli effetti delle sue campagne non sono a sostegno del clima"

      Si concentri su GLI EFFETTI DELLE SUE CAMPAGNE. Come ho scritto bene nel pezzo, non è contro ciò che fa o dice, bensì contro ciò che sta producendo.


      Inoltre confermo: si, se rilegge il mio articolo, si accorgerà che ho puntato il dito contro la contraddizione tipica di chi partecipa a tali manifestazioni, ma nei fatti...


      Un saluto

  • Di pv21 (---.---.---.243) 30 settembre 19:48

    Nota > Non si dà spazio alle osservazioni del Prof Alberto Prestininzi e alla lettera di 500 studiosi di tutto il mondo contro l’allarmismo climatico.

    Anche se è risaputo che gli attuali modelli di divulgazione/studio sono inadeguati.

    Meglio evitare di essere Travolti dalle Informazioni che ...

  • Di Enzo Salvà (---.---.---.153) 30 settembre 22:53
    Enzo Salvà

    Mah, diciamo che ho problemi cognitivi ....

    Sui 500, che io ho citato, credo sia il caso di vedere dati e metodi di calcolo a confronto, quando e se li presenteranno. altro che guru...... 

    Un saluto

    Es.

  • Di Emilia Urso Anfuso (---.---.---.241) 30 settembre 23:25

    Conosce bene come funziona l’Icpp? Verifica gli studi condotti a livello internazionale. Ma sa come vengono scelti gli studi? Non è detto che vi sia reale indipendenza

    Oltre ciò: un conto è il livello di inquinamento, un conto è l’azione metereologica che il sole sta avendo sul clima e l’aumento della temperatura.

    Sono due cose da approfondire separatamente e poi da studiare in sinergia, non senza prove sperimentali, matematiche etc Non di può affrontare questo tema

  • Di Emilia Urso Anfuso (---.---.---.241) 30 settembre 23:26

    ...In qualche articolo o qualche commento.

    • Di Enzo Salvà (---.---.---.64) 1 ottobre 09:42
      Enzo Salvà

      vero, ma si può tentare, ad esempio, dei 500 fanno parte 145 italiani, nell’appello c’è anche questo:

      "Posta la cruciale importanza che hanno i combustibili fossili per l’approvvigionamento energetico dell’umanità, suggeriamo che non si aderisca a politiche di riduzione acritica della immissione di anidride carbonica in atmosfera con l’illusoria pretesa di governare il clima".

      Dove il vocabolo, acritica, assume grande importanza: fa pensare che sia una novità arrivata con Greta, non un problema affrontato “ufficialmente” – non dagli ambientalisti in sede ONU dal 1992;

      allo stesso modo, immissione di anidride carbonica, ASSOCIANDO I COMBUSTIBILI FOSSILI alla semplice emissione di Co2. Chissà, forse i 145 scienziati italiani, parte dei 500, andranno a spiegare bene questo passaggio a Taranto o alle varie Associazioni di Medici Pneumologi, tanto per rimanere sul superficiale.

      Lei commenta e mi risponde: “Non è detto che vi sia reale indipendenza”. Le rispondo: i 500 evidenziano la “cruciale importanza dei combustibili fossili”, posso restituirLe la risposta?

      Ma è possibile basare un confronto su queste basi? È possibile discutere partendo da sospetto e dietrologia? E’ possibile partire dal seme di "corrotto" per ottenere una sana conoscenza?

      Sul titolo: mi sembra che gli effetti siano, in generale, positivi. Il fatto che se ne parli diffusamente, in particolare nei consessi mondiali o in UE dove si spera che il pacchetto Green New Deal sia corposo nel prossimo bilancio dell’Unione. Tutta la parte dell’agro-alimentare e trasporti collegati sta tornando a galla, magari più faticosamente, ma si muove. 

      Grande parte di questo si deve al fenomeno mediatico Greta Thunberg che, faccia qualche conto a mente libera, serve proprio a "sollevare e spingere le coscienze". Diventa fenomeno mediatico in quanto il problema c’è ma serve una spinta per cominciare a risolverlo: sindrome NIMTO.

      Casualmente Greta ha il grande merito di aver deciso, un bel giorno, di scioperare da sola.

      Io lo associo ai tagli di Lucio Fontana: sembra facile, che ci vuole!

      Lei scrive “se si attende troppo prima di risolvere un problema...", e prosegue, “Uno di essi è sotto gli occhi di noi poveri italiani, costretti ormai non solo a vivere in un…” e via andare su altri temi, da qui il mio commento.

      Mi scuso, purtroppo il mio deficit di comprensione permane.

      Un Saluto

      Es.

       

  • Di Emilia Urso Anfuso (---.---.---.241) 1 ottobre 10:03

    Da anni sono impegnata ad allertare su ciò che sarebbe accaduto, pubblicando articoli e approfondimenti. Poi è sortita Greta. Senza l’evento Greta si vede che la gente non comprendeva un fico secco. Quando addirittura facevo notare le palesi modifiche ambientali - rose a Gennaio, caldo in inverno etc - mi sono sempre sentita rispondere: "ma noooo... è sempre stato così"... Inutile. Tutto inutile. La gente arriva alle cose sempre troppo in ritardo. Lei sa, per esempio, che la UE consente di emettere maggiori volumi di CO2 alle industrie, semplicemente...pagando? La situazione non é risolvibile con Greta o la richiesta collettiva di cambiare sistema. Oltre ciò: si ricordi il trattato di Kioto. Era entro il 2015 che i governi avrebbero dovuto fare quanto consigliato Non è stato fatto quasi nulla.

    • Di Enzo Salvà (---.---.---.64) 1 ottobre 11:05
      Enzo Salvà

      Ora ragiono molto più volentieri: sì c’è di tutto, dai permessi trasferibili di inquinamento, al Governo italiano che sul riutilizzo dei rifiuti torna indietro di 20 anni.

      I governi non risolvono nulla perché, anche se lo volessero, non hanno la forza di opporsi a questo sistema di sviluppo, pur sapendo ed ammettendo da anni che così non va e passano di trattato in trattato, "ma si comincia dopo": Sindrome NIMTO appunto, poi sorge Greta alla quale viene concessa grande visibilità ed una funzione di "lievito" della presa di coscienza su questioni che gli ambientalisti seri argomentano da anni senza avere presa mediatica.

      Ora i governi cominciano ad avere una nuova forza, questa volta dell’opinione pubblica, per muoversi un po’. Vedremo, in Italia avremmo tanto da fare senza tralasciare il fatto che è un problema globale.

      E’ positivo, certo non piacevole, ma questo passa il convento ed accontentarsi, fino a poco tempo fa era peggio.

      In pochi mesi siamo diventati tutti ambientalisti, o contrari o gombloddisti, ma siamo solo all’inizio; sarà una lunga marcia, pensi, i verdi sono nati in Italia nei primi anni 80: se pensa che non siano passati fior di scienziati tra le loro fila, si sbaglia, però siamo al 2% a volte anche scarso, nemmeno in grado di presentarsi autonomamente alle elezioni politiche.....!

      Ci voleva Greta! poi ancora tanta pazienza, competenza, costanza.

      Un Saluto

      Es.

    • Di Emilia Urso Anfuso (---.---.---.241) 1 ottobre 11:18

      Concordo
      Conosco bene i Verdi italiani e conobbi anche Pecoraro Scanio negli anni ’90
      Il vero problema risiede nel fatto che i cittadini di ogni nazione non conoscono come vanno davvero le cose. Le decisioni nazionali, prese internamente, non esistono se non per programmi di piccola entità.

      Esistono, semmai, decisioni prese attraverso accordi e trattati internazionali
      Ma non si può pensare che il cittadino comune arrivi a tanto...
      Un saluto

      EAU

  • Di Enzo Salvà (---.---.---.64) 1 ottobre 11:49
    Enzo Salvà

    Sono d’accordo. Le dirò: io sono sudtirolese, ho conosciuto Alex Langer negli anni 70 (conosciuto solo superficialmente e questo mi dispiace), ero a Trento nel 1982. Non dirò che le masse vanno educate, ma abbiamo abbandonato la strada maestra della cultura umanistica e siamo tutti consumisti, di conseguenza, al primo posto vengono i soldi, attraverso i quali possiamo consumare, poi il consumo è diventato parossistico e possedere soldi è diventato un fine, non il mezzo e così ogni cosa può essere giustificata.......... beh inutile continuare. 

    Un Saluto

    Es.

    • Di Emilia Urso Anfuso (---.---.---.241) 1 ottobre 12:03

      Sul suo commento, concordo su tutta la linea e lo scrivo e dico da anni: le masse vanno educate, ma non certo come sta accadendo. Ormai vengono educate a ciò che non si dovrebbe fare e nemmeno desiderare. Ma qui, ora, non parlo di clima

  • Di Emilia Urso Anfuso (---.---.---.241) 1 ottobre 12:02

    Bene, io sono di casa in Südtirol

    Vengo da 30 anni, amo quel territorio e medito di trasferirmi

    La Val Venosta è casa per me. Prima andavo in un micro paese a pochi chilometri da Rechenpass, da due anni ho scelto Tirolo.

    Peraltro, Merano ha per me un valore enorme: mi hanno rimessa in piedi dopo un gravissimo ncidente, prima al Böhler - ora scuola alberghiera - poi al Tappeiner: come immagina, il mio cuore è li.

    Parlo un buon tedesco, sto meditando di trasferirmi, da tempo

    Se ha qualche buon consiglio sarà bene accetto

  • Di paolo (---.---.---.49) 1 ottobre 14:45

    Intanto evviva il Sud Tirol. Dunque, che i giovani si appassionino al tema del rispetto e della salvaguardia dell’ambiente è certamente un fatto positivo. Negativo è invece il modello che ci propone Greta Thunberg. Un modello che istiga alla psicosi di massa per una presunta catastrofe planetaria imminente o irreversibile.

    Nel 2004 il presidente Bush commisionò uno studio al Pentagono top secret. Il risultato fu che prevedevano a partire dal 2020 un disastro climatico di tali proporzioni che avrebbe dato la stura a guerre nucleari per la difesa delle risorse naturali. Non mi sembra che ciò stia accadendo, ma nessuno può a priori escludere che un domani un tizio alla Kim Jong-il lanci un ordigno nucleare su New York e scateni un conflitto nucleare globale. Ma non sarebbe colpa del clima che cambia.

     D’altra parte Nostradamus nelle sue quartine proponeva una serie di profezie che avevano il pregio di essere interpretabili a posteriori perché genericamente probabili. Salvo quando indicò in maniera precisa il 1732 per l’estinzione del genere umano e il 1999 per la fine del mondo. E ricordo ancora, alle soglie della fine del millennio passato, che c’era gente terrorizzata che aspettava la fine del mondo e media che non facevano altro che montare questa psicosi irrazionale.Una sorta di gioco demenziale per menti suggestionabili.

    Il consumismo ed il benessere richiedono un enorme impiego di energia. L’energia prodotta dalla combustione dei fossili, nelle quantità richieste da utenze fortemente energivore, può essere sostituita solo bruciando uranio. Le fonti rinnovabili sono un complemento, importante ma non sostitutivo. E’ chiaro che i processi devono essere ottimizzati al minimo impatto ambientale ed è doveroso puntare su efficientamento e risparmio energetico. Questo è il solo modo per condurre una vera campagna ambientalista e non prefigurando catastrofi che non stanno né in cielo né in terra, per bocca di una ragazzina irosa e aggressiva per fatti suoi.

    saluto

  • Di paolo (---.---.---.49) 1 ottobre 18:28

    Voglio dire una cosa a Enzo, con il quale mi capita spesso di confrontarmi. I verdi in Italia sono al 2% perché invece di fare battaglie ambientaliste hanno fatto politica in senso lato, anche con scelte a volte molto discutibili. Insomma Alfonso Pecoraro Scagno, che per anni ha rappresentato i verdi in Italia ed in Europa, è stato ministro per le politiche agricole e forestali nel governo Amato e ministro dell’ambiente e tutela del territorio con il governo Prodi, non mi sembra che abbia lasciato un grande segno. Cosi’ come i vari Bonelli, Boato (verdi,verdi sole che ride, verdi arcobaleno ecc..) . E’ finita che la battaglia ambientalista, ognuno nel merito la pensi come vuole, è finita nelle mani del M5S. I verdi in Europa sono altra cosa, hanno una loro identità rappresentativa ben precisa. Poi da noi indubbiamente pesa la scarsa educazione di base in ambito scolastico, oltre al tradizionale menefreghismo italico; ma anche non avere inserito l’ambientalismo in una visione di sviluppo tecnologico. In Italia sono stati percepiti come un partito ( ino) dei divieti tout court. Esattamente la stessa cosa che Salvini imputa al M5S, perché da noi prevale l’istinto al "fare ", magari con tutte le conseguenze che sappiamo sia sul piano ambientale che del codice penale. Greta, con il suo messaggio semplicistico e banalizzante di un fenomeno molto complesso, non aggiunge nulla, anzi toglie.

    ciao

  • Di Enzo Salvà (---.---.---.64) 2 ottobre 09:54
    Enzo Salvà

    Io sono della Val d’Isarco nato e vissuto a Bressanone e Vipiteno, vivo da un paio di decenni nel veronese. 

    paolo: sull’energia non siamo d’accordo ma il problema è il modello di sviluppo. Per farla breve noi consumiamo per produrre oggetti con morte programmata (a breve), oppure nell’agro-alimentare sprechiamo il 50%  se basta  del prodotto, non parliamo poi delle eccessive monocolture, in mezzo mettici quello che vuoi ma alla fine l’economia circolare è diventato uno dei business del futuro. Fatti due domande. Non parliamo poi degli enormi spostamenti di prodotti e merci: abbiamo superato ogni limite, fidati, è il mio lavoro.

    paolo: sui verdi italiani ho giù scritto, non sono un illuso e nemmeno un tifoso, Rossella Muroni ex presidente di Legambiente è stata eletta con LEU, Carlo Rienzi del Codacons iscritto M5S  e incaxxato per non essere stato candidato - che fa un esposto alla Commissione Europea contro Greta Thunberg, siamo messi male ma i bei nomi non mancano, uno per tutti Edo Ronchi e la Fondazione per lo sviluppo sostenibile . Perchè i Verdi non sfondano in Italia? Perchè sono divisi e non sempre sono riusciti a collegare  o non l’hanno proprio fatto - la sfida ambientalista, allo sviluppo economico ed all’innovazione tecnologica, caratteristica dei Verdi del Nord Europa. Ambiente non è solo alberi, aria, acqua, animali, è umanità, dignità, opere e produzioni umane, ma il tutto deve essere in equilibrio e rispettoso: il troppo stroppia, si dice.

    M5S si è appropriato di temi ambientalisti a livello d’immagine  ma sono ignoranti ed ipocriti - tanto per dire, hanno fatto passare il "salvataggio" dell’ILVA inclusa la "non imputabilità penale per reati ambientali": chi l’ha scoperto? i Verdi e comunicato da Bonelli. Come è facilmente visibile e documentabile, M5S ha abbandonato, dal Governo, ogni singola cosa, ma proprio tutte, che aveva pubblicizzato con tanto di trombe e grancassa. 

    Greta Thunberg: non mi ripeto, non solo aggiunge, ha già aggiunto: ora tocca a chi ne è capace il compito di proporre ed attuare. E al Minambiente, ahinoi, siamo messi anche peggio: il ministro è in quota 5S, sempre tanto per dire.

    Un Saluto

    Es.

    • Di Emilia Urso Anfuso (---.---.---.241) 2 ottobre 09:59

      Concordo, in special modo per ciò che concerne la realtà dei fatti sul M5S

      A Roma, per dirne una, il programma elettorale che finì per far eleggere la Raggi, fu un copia/incolla totale di un vecchio programma dei Verdi.

      Non solo hanno copiato il programma cosa di per se gravissima  ma gli effetti di questa amministrazione sono aberranti, in special modo per ciò che riguarda l’impatto sull’ambiente ed è cosa nota.

      Però, i romani, possono festeggiare: i lavori per la teleferica, che guarda caso partirà da Battistini per arrivare praticamente a casa della Raggi (Borgata Ottavia) costeranno "solo" 106 milioni, almeno sulla carta, visto che sappiamo che fine fanno certi preventivi

  • Di Enzo Salvà (---.---.---.64) 2 ottobre 10:56
    Enzo Salvà

    Se parliamo di Italia, programmi e campagne elettorali collegate ai fatti, prepariamoci a sopravvivere ai nostri nipoti..... Spesso parliamo di cose delle quali non abbiamo una preparazione sufficiente, ovviamente non è bene che parlino solo i tecnici anzi, è bene partecipare, il problema è lo schierarsi, prendere posizione, sapendo di sapere poco. 

    rileggendo il mio primo commento, Le segnalavo TTIP e CETA: se si guardassero anche con gli occhi sulle conseguenze che provocano al pianeta e assieme, si desse il giusto valore, senza renderli stucchevoli, a termini , come "qualità-cultura-tradizione-specificità", si farebbe già un’operazione "ambientalista". Purtroppo, anche a scriverne, si rischiano effetti indesiderati. 

    un bel giorno tornerà di attualità, ad esempio, il trasferire dalla strada alla rotaia le merci -troppe circolanti, giusto ma nessuno si chiederà: ma i terminal di arrivo/partenza, dove verranno posizionati? ci rendiamo conto dell’enorme massa di camion che si concentreranno in una sola, piccola, località? Che massa di inquinamento provocherà? e le conseguenze "sanitarie" sulla popolazione per chilometri? e sulla viabilità e quindi sulla qualità della vita nelle zone limitrofe?

    Un Saluto, è stato un bell’incontro, cominciato faticosamente ma come al solito basta metterci un po’ di testa e cuore. 

    Es.

    • Di Emilia Urso Anfuso (---.---.---.241) 3 ottobre 22:17

      Da anni descrivo questi scenari. Per ciò che riguarda i trattati, credo di essere tra i rari giornalisti ad aver lavorato queste materie in senso di approfondimento, ovviamente per ciò che persino a noi che ci occupiamo di informazione, è dato sapere. Persino gli europarlamentari  i pochi che hanno accesso allo sviluppo e alle ratifiche  non sanno proprio tutto, e non possono nemmeno prendere appunti, in quella che viene denominata White Room.

      Saluti.

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