Sono una blogger in copy left da molti anni e mi piace impegnare parte del mio tempo nel giornalismo partecipativo, usando il cestino-come mezzo- per raccogliere quelle piccole e preziose cronache di vita, spesso sotto traccia.
Brasile:
in agosto le donne festeggiano le margherite...anche nel 2020? il 14
agosto 2019 le donne indigene e campesinas fecero la loro prima grande
manifestazione, in quel Brasile dove impera ancora l’ignoranza del
potere di Bolsonaro. Erano e sono donne indigene, rappresentanti di
circa 100 popoli, contro lo sterminio dei popoli nativi e la distruzione
della foresta amazzonica ad opera di quello
nominato sopra.Fu la "Marcia delle Margarite" per rivendicare la
sovranità popolare, la democrazia e la libertà dalla violenza e ne
scrissihttps://www.agoravox.it/Brasile-in-agosto-le-donne.html
"Al 31 luglio 2020 il Brasile con oltre 2 600 000 di casi, risulta
essere lo stato del Sud America più colpito e il secondo al mondo dopo
gli Stati Uniti. La gestione della pandemia ha suscitato diverse
polemiche, a causa del negazionismo sul virus,e delle politiche adottate
dal presidente Jair Bolsonaro.La deforestazione della foresta pluviale
amazzonica è accelerata durante la pandemia di COVID-19 in Brasile,
aumentando di oltre il 55% rispetto ai livelli precedenti, secondo le
immagini satellitari. La COVID-19 minaccia le comunità indigene nella
regione amazzonica.Al 17 marzo, i residenti delle favelas di Rio de
Janeiro soffrivano della mancanza dell’acqua. Senza acqua per lavarsi,
questo li ha resi vulnerabili alla proliferazione del coronavirus.
L’acqua non ha raggiunto parti della Baixada Fluminense e della zona
nord di Rio de Janeiro. Tra le aree colpite ci sono le comunità Chatuba
de Mesquita, Camarista, Méier e Complexo do Alemão. La dottoressa e
pediatra Cristiana Meirelles ha affermato che senza acqua e corrente
pulita, la situazione sarebbe diventata catastrofica.Cufa (Central Única
das Favelas, una ONG che opera con Favelas) ha chiesto misure per
contenere il coronavirus nelle favelas. Le azioni del governo non
includevano gli economicamente fragili, un contingente che ammonta a
oltre 70 milioni di persone, ha affermato l’organizzazione.Alcune aree
di Maré erano rimaste senza acqua per due giorni e altre aree erano
state senza acqua per due settimane.https://it.wikipedia.org/wiki/Pandemia_di_COVID-19_del_2020_in_Brasile https://statistichecoronavirus.it/statistiche-coronavirus-brasile/
Alè Ale,è tornata a ballare il flamenco, tra le nuvole, come una nuvola erano i suoi capelli ricci. Ciao Ale Alessandra Capone aveva 48 anni, da 10 ha lottato con tutti i mezzi contro il cancro. Hanno dato l’annuncio i suoi genitori che vivono a Viterbo.Abbraccio tutta la sua grande famiglia
oggi è il 3 agosto 2020 e Michele Guyot Bourg
,autore delle magnifiche foto (in questo post e che riporto oggi sulla mia pagina FB),scrive questa mattina : "Foto del
Santuario di Nostra Signora Incoronata del XII secolo che dall’alto ha
assistito alla costruzione del Morandi, alla sua fine e adesso alla
nascita del nuovo ponte Genova San Giorgio"
Il nuovo viadotto sul
Polcevera "Genova San Giorgio" si inaugura oggi, con il Presidente
della Repubblica Sergio Mattarella,è un’opera che nasce sul teatro della
peggiore tragedia stradale della storia della Repubblica,
il crollo del Ponte Morandi, 14 agosto 2018, 43 vittime. Proprio per
questo non sarà una festa, ma una cerimonia sobria, come richiesto dai
parenti delle vittime (che non ci saranno) e ribadito dal Capo dello
Stato.Da mercoledì mattina il Genova San Giorgio diventerà percorribile.
Parte della autostrada A10, sotto la gestione di Autostrade per
l’Italia.https://www.facebook.com/doriana.goracci
“Sull’Ilva stiamo procedendo proprio in questi giorni per definire il coinvestimento pubblico e dare così attuazione agli accordi già sottoscritti il 4 marzo scorso. Il soggetto individuato a questo fine è Invitalia e la trattativa con ArcelorMittal
per definire i dettagli della nuova governance è entrata nel vivo”.
Questo l’annuncio pubblicato ieri sulla pagina Facebook del premier Giuseppe Conte.
“Ci siamo ripromessi – ha sottolineato il Presidente del Consiglio – di
raggiungere ambiziosi obiettivi, ambientali e occupazionali, e siamo
ben determinati a rispettare questo impegno”.Dopo il via libera di ArcelorMittal Italia all’ingresso nella compagine societaria dell’ex Ilva di Taranto a un investitore istituzionale, la scorsa settimana è già avvenuto un confronto sul coinvestimento statale tra l’amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri, e il consulente del governo sul dossier, Francesco Caio.“Anche per quanto riguarda Taranto, non ci siamo mai dimenticati,
nemmeno per un secondo, dell’ex-Ilva. Pochi giorni fa si è chiusa la
decennale vertenza della ferriera di Servola, con la
sottoscrizione dell’Accordo di Programma. Trieste può diventare un
modello anche per Taranto, dove l’ingresso dello Stato dovrà tutelare
ambiente e occupazione, accompagnando il privato in un percorso che
dovrà trasformare l’Ilva nell’acciaieria più all’avanguardia d’Europa,
in un processo di decarbonizzazione che deve iniziare subito”. Ha
commentato il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli. “E qui sì – ha aggiunto Patuanelli – che dovremo sfruttare ogni singolo centesimo messo a disposizione dall’Europa, come i fondi del Just Transition Fund. Ne ho parlato la scorsa settimana con il commissario per il Green Deal europeo Frans Timmermans, che mi ha confermato il sostegno incondizionato della Commissione europea al progetto”. https://quifinanza.it/finanza/ex-ilva-conte-entrata-nel-vivo-trattativa-con-arcelormittal/396655/
"A Trieste il governo ha chiuso l’area a
caldo e ha investito"
ArcelorMittal, sindaco Taranto: "Mai più altiforni, anche qui"
L’accordo di programma come quello promosso per la riconversione del
sito siderurgico di Trieste può essere la linea da seguire anche per
Taranto? Se lo chiede il sindaco della città pugliese che si augura lo
spegnimento degli altiforni, la messa in sicurezza dei terreni e una
prospettiva di lavoro diversa dall’attuale
Lo storico accordo siglato sabato scorso a
Trieste per lo smantellamento dell’area a caldo dell’acciaieria e la
messa in sicurezza permanente dei terreni, ha riacceso la polemica a
Taranto. L’accordo di Trieste mira a rilanciare il comprensorio
industriale dove sorgeva l’altoforno della Ferriera di Servola, con
l’obiettivo di far nascere al suo posto un polo logistico a servizio del
porto e dell’economia del territorio.
L’affondo del sindaco di Taranto
"Mai più altiforni anche a Taranto, il Governo batta un colpo". Parla il
sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, dopo che "a Trieste il Governo ha
chiuso per sempre l’area a caldo e investito centinaia di milioni di
euro nella riconversione. Cosa pensano di raccontare ai tarantini? E i
parlamentari ionici la smettano di rilasciare dichiarazioni come se non
fossero loro al Governo, agiscano subito, i loro numeri possono bastare a
far tremare la maggioranza parlamentare".
Il sindaco si unisce a chi denuncia, "parti sociali e sistema di imprese
in primis", una "inspiegabile quanto incoerente assenza del tema dello
stabilimento siderurgico dalle proposte utili". Restano gli "interventi
calati dall’alto senza un necessario confronto con la comunità" e gli
"annunci slegati da una discussione seria e definitiva sulla produzione
di acciaio a Taranto": manca "un vero avvio delle bonifiche
straordinarie, una radicale conversione tecnologica". "Vogliamo
costruire un futuro a partire da una soluzione per l’ex Ilva, non
facendo finta che in quello stabilimento e intorno ad esso sia tutto a
posto".
Vianello (M5s): "Chiudere l’area a caldo di Taranto"
"La chiusura dell’area a caldo della ferriera di Servola a Trieste
tramite accordo di programma è un’ottima notizia per l’ambiente, la
salute, l’occupazione e la diversificazione economica. Ora è necessario
che si replichi anche a Taranto". Lo afferma il deputato tarantino del
M5S, Giovanni Vianello. "Da anni sosteniamo che un accordo di programma,
come quello promosso per i siti industriali di Genova e Trieste, possa
essere lo strumento ideale per chiudere l’area a caldo dell’ex Ilva di
Taranto che, rispetto agli impianti collocati nelle due cittá del nord,
presenta un processo produttivo molto più grande e inquinante. E’ ormai
evidente che la strada intrapresa nel 2012 di voler portare avanti a
tutti i costi l’area a caldo di Taranto sia stata fallimentare sotto
tutti i punti di vista".
Camera di commercio Taranto: "Noi ignorati"
"Basta ignorare Taranto, anche per noi è giunto il momento di cambiare
il modello di sviluppo". Il presidente della Camera di Commercio di
Taranto, Luigi Sportelli, invita il Governo a seguire per Taranto la
stessa strada che ha sancito sabato scorso, con un accordo di programma,
la chiusura dell’acciaieria di Servola, a Trieste e l’avvio di una
riconversione economica di quell’area. "Ignorati, penalizzati, blanditi
con promesse irrealizzate. Siamo stanchi di constatare che in altri
territori lo scenario industriale si può modificare radicalmente mentre
Taranto resta indietro". "C’è una disparità di trattamento che non è più
tollerabile. Ci congratuliamo con Trieste per l’eccezionale risultato
ottenuto, ma questo accordo, se messo in parallelo a decenni di mancato
ascolto del nostro territorio, aumenta la nostra frustrazione e non
solo".
Tavolo coinvestimento Stato a lavoro
"Il tavolo del confronto tra ArcelorMittal, Mef e Invitalia sul
coinvestimento dello Stato accanto al privato, sta andando avanti,
prosegue, ed entro fine settimana si conta di avere un quadro di
situazione". Lo dicono fonti vicine al dossier ArcelorMittal dopo la
call di questa mattina tra commissari di Ilva in amministrazione
straordinaria, che hanno la proprietà degli impianti, Mise, Mef e
Invitalia. Il tavolo, iniziato nei giorni scorsi, serve a stabilire le
modalità del coinvestimento pubblico attraverso Invitalia, controllata
Mef, in ArcelorMittal.
Un piano entro novembre
Il coinvestimento pubblico è alla base dell’accordo di marzo scorso tra
ArcelorMittal e amministrazione straordinaria ed è una operazione che va
chiusa entro novembre prossimo, altrimenti ArcelorMittal potrà tirarsi
fuori dall’operazione in Ilva pagando una penale di 500 milioni.
Rispetto a marzo, lo scenario è cambiato per la presentazione, da parte
della società, lo scorso 5 giugno, di un piano industriale che prevede
3200 esuberi. Piano già respinto da Governo e sindacati e che
costituisce un grosso ostacolo al negoziato. A luglio intanto scade la
nuova rata del canone trimestrale di fitto che ArcelorMittal deve pagare
a Ilva in as: 25 milioni. ArcelorMittal non ha pagato la rata
precedente.
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http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/arcelor-mittal-sindaco-taranto-altiforni-9261bdf8-916e-4213-a252-42f1d588d555.html
dopo due anni aggiorno,perchè il Mercato settimanale che avveniva come scrivevo all’inizio dell’articolo al Sacrario, è stato rovinosamente inutilmente e in barba a ogni logica da alcuni mesi spostato al quartiere Carmine Salamaro, dove nessuno passa, nessuno sa bene dove si trova...e quell’appuntamento settimanale, affollato di curiosi e clienti veri, a buon prezzo per ciòche era venduto ,è finito. Aiutato nella fine da un debutto a due passi dal fermo pandemia. Quella che vi allego è una nota di fine maggio scorso.
"Da domani, sabato 23 maggio torna a Viterbo il mercato del sabato al
quartiere Carmine-Salamaro. Lo svolgimento – come si legge
nell’ordinanza del sindaco – avverrà nel rispetto di alcune prescrizioni
tra cui, sia all’interno dell’area mercatale sia per i clienti in
attesa, il distanziamento interpersonale di almeno 1 metro e del divieto
di assembramenti, scaglionando l’accesso con modalità contingentate;
l’obbligo di uso della mascherina e dei guanti sia per gli operatori che
per i clienti; la messa a disposizione dei clienti, a cura degli
operatori del mercato, di idonee soluzioni idroalcoliche per le mani e
di guanti usa e getta da utilizzarsi obbligatoriamente; la presenza di
non più di due operatori per posteggio. Nell’area di mercato potranno
essere contemporaneamente presenti un numero massimo di 300 utenti.Gli operatori dovranno consentire l’avvicendamento al banco a un numero contingentato di clienti.“La ripresa del mercato settimanale di Viterbo dopo oltre due mesi –
dichiara Giulio Terri, presidente dell’Anva Confesercenti di Viterbo –
per gli operatori significa rimettere in moto un’attività che ha avuto
pesanti perdite per le loro famiglie. Seguiremo con grande attenzione le
misure previste dall’ordinanza a tutela degli stessi addetti e della
clientela. Nel contempo, però – prosegue Terri – chiediamo che venga
presa in considerazione la possibilità di riportare nel centro storico
il mercato. Questo significherebbe ridare vitalità al cuore centrale
della città.Nei numerosi confronti con gli amministratori comunali è stato
discusso il ritorno del mercato nella zona centrale di Viterbo, se non
proprio al Sacrario, almeno in uno spazio adiacente. Si è parlato anche
di Valle Faul. Noi preferiremmo il ritorno in un’area ancora più vicina
al centro storico. Questo favorirebbe anche i commercianti che hanno
esercizi nella zona centrale e molta gente che vive nelle zone
circostanti. Ci auguriamo – conclude – che questo argomento sia oggetto
di discussione con gli amministratori al più presto”.