Sono una blogger in copy left da molti anni e mi piace impegnare parte del mio tempo nel giornalismo partecipativo, usando il cestino-come mezzo- per raccogliere quelle piccole e preziose cronache di vita, spesso sotto traccia.
Le donne polacche sono forti, fortissime, e non si stancano, non si piegano. Lo "Sciopero delle donne", che organizza le proteste, ha presentato un elenco di 13 richieste, fra cui compaiono la libertà di abortire, ma anche la rivendicazione di uno stato laico senza troppi legami con la chiesa, e la religione fuori dalle scuole; il rispetto per i diritti delle donne e delle comunità lgbt, e azioni rapide in difesa del clima e degli animali. Viene ribadito inoltre che nodo principale è la richiesta delle dimissioni dell’attuale governo guidato dal partito di Kaczynski.
"...come ogni giorno dal 22 ottobre,lunedì migliaia di manifestanti hanno camminato per le strade di Poznań, Kielce, Wrocław, Katowice e Łódź . A Białystok, giravano intorno alla rotonda di Lussy, bloccandola. Avevano striscioni e ombrelli che simboleggiano la lotta per i diritti delle donne. Gli autisti hanno espresso il loro sostegno ai manifestanti e si sono uditi clacson nel centro della città. A Cracovia , le manifestanti si sono riunite davanti all’arcidiocesi e lì hanno acceso le candele. “Siamo pronti a combattere fino alla fine", ha dichiarato Marta Lempart, cofondatrice del movimento Sciopero delle donne. E dopo l’invito alla nazione di Jaroslaw Kaczynski, leader del partito ultraconservatore al governo, di difendere con ogni mezzo le chiese “prese d’assalto” dalle donne, mossa giudicata dagli analisti internazionale come una chiamata alla guerra civile, perfino i militari sono scesi in campo con una mossa senza precendenti: 200 generali polacchi a riposo hanno espresso preoccupazione per l’escalation della tensione e per il pericolo di un possibile spargimento di sangue e hanno scritto una lettera al governo: “A volte un eccesso di emozioni, uno sviluppo incontrollato di eventi può portare a spargimenti di sangue. Chiediamo di considerare la volontà della maggioranza della società riguardo all’aborto”. L’appello è indirizzato anche agli stessi manifestanti: “I poliziotti e i soldati non sono i vostri nemici”.
La percentuale di polacchi tra le donne e i giovani che chiede le dimissioni dell’attuale governo,schizza oltre l’80%.
Domani 4 novembre, tre attiviste andranno a processo con l’accusa di “offesa ai sentimenti religiosi” per aver affisso dei poster raffiguranti la Vergine Maria con l’aureola dipinta con i colori dell’arcobaleno. Rischiano fino a due anni di carcere. “Devono essere assolte!", scrive su Twitter Amnesty International Italia.
come io Marina, nel mio piccolo quotidiano tento di fare, rispettando, anche se la voglia di prendere a calci nel sedere certe persone è straordinaria...perchè di sparare mi mancherà sempre la voglia. Viva il lupo e la pecora.E la pastora che tenta.Ti abbraccio anche io.
non sapendo come meglio farti conoscere, ho condiviso questo tuo scritto sulla mia pagina Facebook, dove mi pare di ricordare che tu mi abbia detto non ci sei,grazie e ti abbraccio.Mi hai emozionata
Letto il suo articolo Enzo Salvà e quello dell’Espresso,interessante moltoma non mi sento arricchita, ahimè, sono certa che questo Covid ha covato e scovato poche persone ,ma degne di arricchirsi con la paura degli altri ,milioni di euro dollari e vattelaapesca. Io sfido la sorte perchè pur essendo soggetto a rischio per patologie ed età, viaggio ogni giorno con le mie gambe e il treno, l’aereo appena mi fanno scappare dai figli a Marsiglia,cerco l’aria buona e ricca di iodio, il mare, i prodotti della terra non disturbati ...robbetta così da pensionata, affermo di non avere paura ma anche perchè cerco di fare attenzione e rispettare tutto quello che posso intorno e me stessa,non facendomi del male. Grazie in ogni caso è stato interessante aggiungere qualche informazione che in alcuni angoli dentro di me avevo "covato"...
Grazie Enzo dell’informazione.Avevo lasciato anche ioun lungo commento aggiornamento visibile su Facebook, per chi ce l’ha. Te lo ricopio, penso che condividerai anche tu buona parte di quanto ho copiato e condiviso io. Un abbraccio
Il Programma Alimentare
Mondiale è stato premiato con il Nobel per la Pace, per gli sforzi
compiuti nella "lotta alla fame nel mondo, per il suo contributo al
miglioramento delle condizioni per la pace in aree colpite da conflitti e
per il suo agire come forza trainante per evitare l’uso della fame come
arma di guerra e di conflitto" . Ne sono lieta e sono altrettanto
orgogliosa di tutti i giovani che oggi erano in piazza in tante città d’
Italia "Siamo di nuovo in piazza. Nonostante ci troviamo in una
pandemia globale, la crisi climatica non si è fermata. Anzi, continua ad
essere ignorata e trascurata dalle
persone al potere. La crisi sanitaria La crisi sanitaria ci ha mostrato
le contraddizioni dell’attuale sistema economico e sociale, e ci ha
costretti ad affrontare la realtà ascoltando la scienza e trattando una
situazione di emergenza come tale.Nonostante questo, nessun governo -
nemmeno quello italiano - ha iniziato ad ascoltare sul serio gli allarmi
che la comunità scientifica ripete da anni. L’avviso è chiaro:
rischiamo di spingerci troppo in là. Continuando a immettere CO2 in
atmosfera ai livelli attuali supereremo il riscaldamento globale di
1,5°C, il limite sicuro per evitare di innescare reazioni a catena
irreversibili che sconvolgerebbero la vita umana sulla Terra.Gli
incendi, gli uragani, la siccità, la distruzione dei raccolti, le
alluvioni e le migrazioni stanno mietendo vittime oggi e di anno in anno
rendono la vita sempre più difficile a milioni di persone in tutto il
mondo. Perché tutto questo ancora non basta ai nostri politici per
decidersi ad agire? Perché tocca ancora noi - ragazzi, studenti,
lavoratori - scendere in strada e cercare di scuoterli? Questo decennio è
cruciale: le scelte che facciamo, le politiche che adottiamo sono
determinanti per il futuro della nostra e delle prossime generazioni. A
partire dal 2020 la curva delle emissioni deve iniziare a calare, e per
farlo è vitale avviare la transizione ecologica. Ogni paese dovrà fare
la sua parte, rispettando gli Accordi di Parigi in cui ha stabilito di
fare di tutto per evitare il peggio. Questa pandemia è stata - ed è
ancora - una tragedia. Ma molti scienziati ed economisti parlano chiaro:
le misure per la ripartenza ci possono permettere di avviare la
riconversione ecologica, risollevando l’economia - creando nuovi,
diversi lavori - e risolvendo allo stesso tempo molti problemi sociali
del nostro paese".Le proposte per il governo italiano: https://ritornoalfuturo.org/le-proposte/ per il governo italiano. "Rimangono
10 anni per dire basta ad un sistema di sviluppo tossico ed inquinante,
dopodichè il mondo non si potrà più salvare": a dirlo sono Alessandro
Personè dell’Unione degli Studenti e Camilla Guarino di Link
coordinamento universitario. "Siamo in crisi economica, sanitaria ed
ambientale e vogliamo che il piano di rilancio del Paese dia risposte
immediate a tutto questo. All’Italia arriveranno 209 miliardi di euro
del RecoveryFund, ma nessuno si sta confrontando con noi giovani per
decidere come spendere i fondi e costruire un futuro diverso".