Ultimo quarto di legislatura. Berlusconi è stato “costretto” dalla UE a redigere il compendio delle sue ricette per il rilancio del paese. Premessa non scritta è che “non ci sono soldi” e “non c’è nessuna fretta”. Basta infatti sfogliare i titoli delle “azioni” programmate da qui a fine anno.
C’è la “revisione” dei programmi cofinanziati dai fondi comunitari 2007-13 e l’emanazione dei Decreti attuativi della riforma Gelmini del 2010. L’approvazione di interventi per promuovere apprendistato e contratti part-time e la nomina di un’apposita Commissione per l’abbattimento del debito anche tramite dismissione del patrimonio. C’è la definizione delle opere da subito cantierabili e l’approntamento di leve fiscali per finanziare con capitali privati la realizzazione di infrastrutture.
Tutto il resto (concorrenza, liberalizzazioni, flessibilità lavoro, semplificazioni, ecc.) fa parte di impegni programmatici “spalmati” lungo l’intero anno 2012. Tant’è che la Commissione UE chiede ora al Premier di dettagliare “urgentemente” contenuti e calendario delle riforme prospettate. Annunci, promesse e proclami non risolvono una crisi che morde il paese come Se fosse Stagnazione …
Il settore dei giochi on line è un business da diverse centinaia di milioni l’anno.
Lo scorso aprile la Mondadori costituisce la Glaming di cui detiene il 70%. A fine giugno la Mondadori lancia la Glaming come nuova società di giochi on line. La stessa Mondadori per cui, poco dopo, Berlusconi dovrà pagare un risarcimento da 564 milioni. Con la manovra di luglio il governo detta la nuova disciplina per la concessione dell’esercizio e la raccolta da giochi on line. A settembre la Glaming ottiene dai Monopoli di Stato la suddetta concessione. Quei Monopoli che sono organo del Ministero Economia e Finanze che fa capo al governo.
Da mesi Berlusconi non perde occasione per ripetere che resta a Palazzo Chigi con “gran sacrificio”. Non lo fa, asserisce, per il suo bene, ma nell’interesse del paese. Il tempo non cancella le Voci dentro l’eclissi di uomini esempio di rigore, coerenza e impegno civile …
Berlusconi racconta di aver parlato a lungo con la Merkel delle misure anti-crisi italiane e pensa di averla convinta. Finito il Consiglio europeo a Merkel e Sarkozy si chiede la conferma delle “rassicurazioni” fornite da Berlusconi. Sarkozy risponde dichiarandosi fiducioso nel senso di responsabilità “dell’insieme delle istituzioni sociali, politiche ed economiche italiane”. La Merkel ricorda che "il capo del governo" di un grande paese è “il nostro interlocutore” e quindi “ovviamente contiamo su di lui”. A seguire Van Rompuy, Presidente del Consiglio Europeo, informa che sono state chieste all’Italia “rassicurazioni” sull’attuazione “tempestiva” delle misure prese.
Prima di rispondere la Merkel e Sarkozy si sono scambiati una serie di sguardi e sorrisi? Chissà perché solo quelli di Sarkozy sono apparsi così ironici e sarcastici da “ridicolizzare” il nostro paese. La governance UE chiede di formalizzare “calendario e dettagli” delle riforme per la crescita che il Premier ha esposto e “garantito” a Barroso lo scorso 13 settembre? Chissà come per Bossi “quello dell’Europa è un colpo contro Berlusconi”.
Nel paese del Barbiere e il Lupo si dicono e si fanno cose davvero singolari …
Il 13 settembre scorso Berlusconi “salta” l’appuntamento con i Pm di Napoli. Corre da Barroso e Van Rompuy ad illustrare la manovra preparata per il pareggio di bilancio nel 2013. Berlusconi “garantisce” inoltre l’approntamento di misure per lo sviluppo e la crescita economica. Nell’occasione Barroso sottolinea che “è assolutamente essenziale l’applicazione rapida, efficace e rigorosa” delle misure proposte. A riprova il differenziale tra Btp e Bund tedeschi vola verso i 400 punti.
Un mese dopo Ministri Finanziari e Governatori delle Banche del G20 chiedono che il vertice Europeo del 23 ottobre metta a punto un piano completo per affrontate la crisi dei debiti sovrani. Il 23 ottobre la governance UE chiede a Berlusconi di formalizzare, entro 48 ore, “calendario e dettagli” delle misure già proposte e “garantite” ai Presidenti Barroso e Van Rompuy. L’agenda degli impegni internazionali non è “carnet” da teatrino di Pantomima e Rimpiattino …
Nel dl sviluppo è finita anche una norma che consentirà, se approvata, di differenziare le quote di eredità da lasciare ai figli. Una norma che va a pennello a Berlusconi per privilegiare Pier Sivio e Marina contro i 3 figli di Veronica. I "vecchietti" conoscono a menadito gli escamotages da Dossier Arroganza...