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Lascito >
Ultimo quarto della legislatura.
Berlusconi afferma che “nessun governo in Europa ha fatto tanto e con così brillanti risultati”.
Il tasso di crescita del Pil tende allo zero.
Il Debito pubblico, a quota 1900 miliardi, genera interessi per 90 miliardi all’anno.
L’inflazione è salita al 3% ed il reddito “reale” delle famiglie è calato del 7%.
Per riequilibrare il bilancio ci aspettano, da qui al 2013, tagli e tasse per altri 70 miliardi.
Un lascito davvero “invidiabile” per chiunque voglia farsi carico del futuro del paese.
Il tempo non cancella mai le Voci dentro l’eclissi di uomini esempio di rigore e impegno civile …
Sovranità limitata >
Siamo all’ultimo quarto della legislatura.
La maggioranza non approva il Rendiconto del Bilancio 2010? Si pone la fiducia e si va avanti.
Del resto è già stata battuta altre 90 volte e per oltre 50 volte il governo è ricorso alla fiducia.
Da un anno il Parlamento è ingessato da una maggioranza “purchessia” che risponde solo all’appello del “tutto tranne elezioni”. Un meccanismo di “sopravvivenza” che di fatto mortifica il ruolo e penalizza l’operatività di Istituzioni delegate a risolvere i problemi del paese.
Una soluzione “finale” ci sarebbe.
Durante una pausa dei lavori di Camera e Senato, dei gruppi di cittadini, in modo del tutto pacifico, dovrebbero insediarsi nelle due Aule occupandone ogni spazio agibile.
Si comporrebbe una “silente” catena umana tale da rendere impraticabile qualsiasi tentativo di sgombero.
All’esterno il sostegno pacifico, ma convinto, di folte rappresentanze di cittadini.
Il Presidente della Repubblica non potrebbe che far propria tale manifesta volontà popolare di ritornare alle urne.
La sovranità appartiene al popolo e non può restare “ostaggio” di una casta di Primi Super Cives …
Sovranità limitata >
Siamo all’ultimo quarto della legislatura.
La maggioranza non approva il Rendiconto del Bilancio 2010?
Posta la fiducia si va avanti.
La maggioranza è stata già battuta altre 90 volte e per oltre 50 il governo è ricorso alla fiducia.
Da un anno il Parlamento è ingessato da una maggioranza “purchessia” che risponde solo all’appello del “tutto tranne elezioni”. Un meccanismo di “sopravvivenza” che di fatto mortifica il ruolo e penalizza l’operatività di Istituzioni delegate a risolvere i problemi del paese.
Una soluzione “finale” ci sarebbe.
Durante una pausa dei lavori di Camera e Senato, dei gruppi di cittadini, in modo del tutto pacifico, si dovrebbero insediare nelle due Aule occupandone ogni spazio agibile.
Si comporrebbe una catena umana tale da rendere impraticabile qualsiasi tentativo di sgombero.
All’esterno il sostegno pacifico, ma convinto, di folte rappresentanze di cittadini.
Il Presidente della Repubblica non potrebbe che far propria tale manifesta volontà popolare di ritornare alle urne.
La sovranità appartiene al popolo e non può restare “ostaggio” di una casta di Primi Super Cives …
Danni collaterali >
Già a fine 2009 per Berlusconi eravamo usciti dalla crisi “meglio di altri” e dalla primavera del 2010 era ormai avviata la ripresa “lenta, ma sicura”.
Imperativo: essere ottimisti.
Nell’anno successivo è invece arrivato un “salasso” di tasse e tagli per 145 miliardi.
Oggi, con un Debito aumentato di 300 miliardi in soli 3 anni ed una crescita del Pil che tende allo zero, l’aver tenuto i conti in ordine è l’unico “vanto” rimasto in bocca al governo. Domanda.
Cosa sarebbe cambiato se già a fine 2009 fosse stata varata una manovra, anche di soli 15 miliardi, a sostegno e rilancio del sistema produttivo?
Tale esborso non avrebbe “alterato” lo stato dei conti pubblici.
Poteva affiancarsi ad alcuni provvedimenti volti a snellire la macchina burocratica ed a favorire la competitività.
All’epoca un siffatto “contenuto” investimento avrebbe rinvigorito/rinnovato il nostro potenziale economico dando sostanziale impulso allo sviluppo.
Se ora è superfluo recriminare sui benefici e le opportunità mancate per la scelta non fatta, un dato è comunque certo.
In un contesto andatosi man mano deteriorando, il costo di una “sferzata” di pari portata sarebbe oggi più che doppio.
Come guidare l’economia non è performance da teatrino di Pantomima e Rimpiattino …
Sovranità liberata >
Siamo all’ultimo quarto della legislatura.
La maggioranza non ha saputo approvare il Rendiconto di Bilancio del 2010.
Non c’è problema. Basta porre la fiducia e si va avanti.
Del resto la maggioranza è stata già battuta altre 90 volte e per ben 50 volte il governo è ricorso al voto di fiducia. Da un anno il Parlamento è bloccato da una maggioranza “purchessia” fedele solo all’appello del “tutto tranne elezioni”.
E’ una modalità quantomeno “singolare” di superare le incertezze e le divergenze “interne” e che di fatto mortifica il ruolo e penalizza l’operatività di Istituzioni demandate a risolvere i problemi del paese.
Una soluzione “estrema” ci sarebbe.
Durante una pausa dei lavori di Camera e Senato gruppi di cittadini, in modo del tutto pacifico, si dovrebbero insediare nelle rispettive Aule occupando ogni spazio agibile.
Si verrebbe così a comporre una catena umana tale da rendere impraticabile ogni tentativo di sgombero.
Il tutto con il pacifico sostegno esterno di larga parte dell’opinione pubblica.
Il Presidente della Repubblica non potrebbe che far propria la manifesta volontà popolare di ritorno alle urne.
La sovranità che appartiene al popolo non può essere “ostaggio” di una casta di Primi Super Cives …
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