Sarà come dice Lei, continua a sembrarmi parecchio strano che un operaio del Lussemburgo possa percepire, in media, uno stipendio inferiore a quello della Corea del sud, ma se così è così sia. Sono perfettamente d’accordo con Lei sul discorso del costo del lavoro al quale aggiungerei, da piccolo imprenditore quale sono, un altro argomento di discussione: il costo del lavoro per unità di prodotto. Per definire il costo del prodotto non ha importanza quanto percepisce il dipendente ma quanto costa, cioè somma del netto + contributi, ma per definire l’efficienza di un’ora di lavoro non basta nemmeno il costo in assoluto ma il rapporto fra costo e prodotto. Un’ ora di lavoro che costa 1 e produce 2 pezzi ben fatti è meglio di un’ora che costa meno, diciamo 0,7 ma produce solo 1 pezzo difettoso. A parità di stipendio percepito la quantità di lavoro prestato da un operaio italiano credo sia inferiore a quella di un operaio Coreano perchè gli orari di lavoro ed il numero dei giorni lavorativi, in Corea, credo siano molto più elevati. I costi socio-sindacali e di sicurezza del lavoro credo che in Italia siano superiori. Forse la qualità del lavoro stesso e la sua efficienza in Italia sono piuttosto bassi, che ne dice? Confesso che non ho dati certi per far confronti con la Corea del Sud, ma in generale credo che il ragionamento sia corretto e che questo sia il motivo principale della difficoltà ad esportare.
Sono d’accordo anche con te, ma per smetterla con questo gioco al massacro bisogna che TUTTI la smettano di trovare scorciatoie mediatiche o giurisdizionali. Altrimenti chi di ESCORT ferisce, di MONTECARLO perisce. Io ho votato per la maggioranza, e non mi pento, ma non mi sono mica sposato con Silvio, non è il mio tipo, nè sono innamorato del governo attuale. Ma se i migliori argomenti dell’opposizione sono prima le inchieste giudiziarie, poi le puttane e infine addirittura Gianfry beh, allora continuo a votare per il male minore. Speriamo in bene.
Ieri Gianfranco si è deciso a parlare. L’attesa era enorme. Tutti pensavano dovesse dire CHISSACHECOSA. Rotti gli indugi si è presentato agli italiani, bello di fama e di sventure, sebbene solo in immagine registrata. Magari con un certo ritardo, ma sembrava fosse giunta anche per Lui l’ora delle decisioni irrevocabili. Bruto, volendo imitare Cesare, ha detto: ora basta, sparecchio la tavola, GHE PENSI MI ovvero ALEA IACTA EST. Solo che, invece di attraversare il Rubicone e sferrar l’attacco a Roma, ha preferito fare dietrofront e tornarsene a casa buono buono, dopo aver detto nulla, scusandosi per le ingenuità commesse.
IO MI AUGURO: CHE i giornalisti scrivano su tutto quello che credono, ed esprimano anche pareri di parte perchè no, mica sono super partes, basta che rispettino la legge e se non lo fanno si espongono a querele. CHE i magistrati indaghino su tutto, loro invece non possono essere di parte, debbono inagare su tutto, evitare di esprimere mai un parere e giudicare tutti nello stesso modo, secondo legge. CHE i lettori leggano quello che credono, a chi fa schifo FELTRI nessun medico ha ordinato di comprare il Giornale, io lo leggo e spero che nessuno lo censuri, se dice fesserie nessuno lo compra e chiude i battenti . CHE i lettori al momento opportuno siano elettori consapevoli ed informati. Leggano, giudichino e votino. La volontà dell’elettorato una volta espressa sia rispettata dagli eletti e da chi ha perso le elezioni, questi ultimi si diano da fare per vincerle la prossima volta.