• AgoraVox su Twitter
  • RSS
  • Agoravox Mobile

 Home page > Tribuna Libera > Dare la colpa alla speculazione è demagogico

Dare la colpa alla speculazione è demagogico

Ovviamente c'è chi ci ha guadagnato, a cominciare dai paesi produttori per finire con chi deteneva grandi scorte, ma dare la colpa alla speculazione è demagogico.

Non si tratta mica di aggiottaggio.

Quelli del gas e del petrolio sono mercati enormi a livello mondiale ed è assurdo pensare che qualcuno possa controllarli in modo tale da far salire (o scendere) il prezzo con l'obiettivo di un extra profitto.

L'aumento del prezzo degli idrocarburi è conseguenza di un aumento della domanda a livello mondiale, così come avviene per molte materie prime.

In una prima fase l'aumento è stato una conseguenza della progressiva uscita dalla pandemia e con conseguente ripresa delle attività produttive e ricostituzione delle scorte che nel frattempo si erano assottigliate.

Il conflitto in Ucraina si è innestato in modo prorompente in questa tendenza all'aumento dovuta alla ripresa economica, ampliando e moltiplicando gli effetti sull'inflazione in generale e sull'aumento del prezzo degli idrocarburi in particolare.

In sostanza: è una questione di aspetattive. Il timore di una escalation ed una estensione geografica del conflitto est-europeo ha ovviamente innescato una corsa all'acquisto, non diversa da quelle delle massaie che, quando soffiano i venti di guerra o di sconvolgimenti dovuti alle epidemie, tendono ad aumentare le scorte di alimenti e la prima a sparire dai banconi dei supermercati è la farina.

Altrettanto fanno, sia pur forse in modo più razionale, gli operatori economici internazionali che trattano gli idrocarburi, nel timore di una carenza di petrolio o di gas e soprattutto un possibile aumento del prezzo, aumentano le scorte. Altrettanto fanno i distributori ed i titolari delle pompe di benzina. Altrettanto hanno fatto moltissimi automobilisti che, nel timore di un aumento di prezzo, hanno pensato bene di fare il pieno.

In sostanza: la domanda è aumentata per il timore della guerra, ma l'offerta dei produttori di idrocarburi (l'estrazione di petrolio e di gas) non è aumentata. Aumento della domanda e rigidità dell'offerta, la conseguenza è inevitabile, ovvero un aumento del prezzo di equilibrio.

Probabilmente (se non scoppia la terza guerra mondiale, il che per fortuna è quantomeno improbabile) la "bolla" dei prezzi è destinata a sgonfiarsi. Gli "speculatori" ci sono, chi ha previsto l'andamento ha acquistato il petrolio per tempo, ma non ha "provocato" l'aumento, lo ha semplicemente "anticipato" facendo il suo lavoro di commerciante (il cui ruolo, nell'interesse della collettività ed a fronte di un profitto, è quello di rendere disponibile la merce nella quantità domandate) e facendolo bene, in modo da rendere disponibile sul mercato le quantità richieste, altrimenti ci sarebbe stata una terribile carenza di idrocarburi e i prezzi sarebbero davvero schizzati alle stelle.

Dare la colpa alla speculazione è una stupidaggine demagogica.

 

 

Commenti all'articolo

  • Di Enzo Salvà (---.---.---.22) 21 marzo 12:47
    Enzo Salvà

    Non mi ha "mica" convinto: se ci sono indagini in corso evidentemente si sospetta proprio di aggiotaggio, se si vogliono tassare gli extraprofitti, significa che qualcuno ha comprato a 50 rivendendo a 100 quello che prima rivendeva a 80.

    Ma se la ripresa provoca qualche aumento, la guerra, al momento, non ne ha provocato alcuno. Considerato che i big trovano sempre un accordo, la Russia partecipa alla festa assieme alle 7 sorelle che ormai saranno diventate 14 o giù di lì e che hanno sempre fatto accordi criminali. Criminali inteso come contra legem che vieta la pratica degli accordi anticoncorrenziali. Che tutti praticano amichevolmente.

    Quando poi c’é troppa offerta e la domanda non é in linea, ci pensano gli Stati, in particolare quelli occidentali, a ridurla, temo .....

    Quando poi dagli energetici si passa alle farine allora c’é da piangere: sentiamo e vediamo in televisione noti imprenditori che ci parlano degli effetti della guerra sul prezzo della pasta ma, sorpresa, Ucraina e Russia producono grano tenero, non duro.....!! Lungo la filiera chi extra guadagna? il produttore? USA? Canada? CHI?

    Comunque sbagliavo: mancanza di offerta si registra per olio di mais, mais uso zootecnico, fertilizzanti, con effetti importanti: in pianura padana, paradossalmente, aiuterebbe a ridurre l’inquinamento. Amara ironia, ci rimetteranno solo i paesi poveri.

    Lasciamo stare, lo ripeto, in queste vicende il più pulito é affetto da rogna grave.

    Un Saluto

    Es.

    • Di alessandro tantussi (---.---.---.118) 21 marzo 13:54
      alessandro tantussi

      Enzo Salvà: il prezzo del petrolio è aumentato a livello MONDIALE, come si può pensare che un qualsiasi petroliere italiano abbia la "forza" di pompare un prezzo acquistando una quota del petrolio (o del gas) estratto talmente rilevante da provocare un aumento di prezzo? Al massimo potrebbe farlo l’OPEC riducendo i volumi di estrazione, il che non si è verificato. No, mi spiace ma la speculazione, in particolare quella italiana, non c’entra nulla. Il prezzo è aumentato a causa della guerra che ha provocato un aumento della domanda per il timore di restare senza scorte. 

  • Di Enzo Salvà (---.---.---.22) 21 marzo 17:31
    Enzo Salvà

    Non necessariamente i petrolieri, non solo loro, ci pensa il mercato finanziario dei "futures" dove la speculazione impazza. Ho parlato di Italia perché è un imprenditore pastaio italiano famoso quello che è stato intervistato.

    Il prezzo del petrolio e derivati è aumentato in tutto il mondo, certo, non da adesso e non per maggiori esagerati consumi, questa è solo una bella occasione in più.

    L’altra "leva" sono le borse in generale: come si spiega che la borsa, quindi il valore di un’azienda che sta regolarmente lavorando, perda subito tanti punti di valore alla notizia della guerra se non si sa quanto durerà e che effetti avrà in futuro? e come è possibile che dopodomani, alla notizia di un "possibile" negoziato, le borse risalgano, rimbalzino, allegramente come se tutto fosse finito?

    Non è speculazione questa?

    Per i prezzi non è così, seguono il concetto liberista del: lasciate fare al mercato che si autoregola, ...... a suo favore (nella dottrina questa particella manca, è implicita), la gente lo sa e fa scorte, risparmia 10 euro ma sa bene che, quando il mercato torna giù, il prezzo rimarrà su. Ricorda quando il petrolio era 40 dollari a barile i petrolieri si piangevano addosso e chiedevano contributi, prontamente concessi, e la benzina scendeva di un cent. a trimestre?

    E’ così da 50 anni ormai, ogni crisi, per il mercato, é la benvenuta: nell’alta finanza nessuno ci rimette mai, le opportunità future crescono. 

    Questo è un gioco d’azzardo, tragico ma un gioco, dove a rimetterci è sempre la gente comune. E la forbice della disuguaglianza si allarga.....

    Un saluto

    Es.

Lasciare un commento

Per commentare registrati al sito in alto a destra di questa pagina

Se non sei registrato puoi farlo qui


Sostieni la Fondazione AgoraVox


Pubblicità




Pubblicità



Palmares

Pubblicità