Occorre fare una serie di premesse. Tralascio il fatto, che risultarebbe
irritante a chiunque, di sentirsi dire, da un perfetto sconosciuto, di leggere ed informarsi di più, solo perché si esprime un’opinione diversa (e non è forse un suo pregiudizio questo?
Prima domanda che le rivolgo).
Premesso che non ho, come nessuno, la verità in tasca ma la cerco
tenacemente come spero faccia anche lei, mi irrito quando assisto a manipolazioni
strumentali, quando si approfitta di un delicato momento per indirizzare l’opinione
pubblica, magari per accrescere consenso politico. E mi riferisco alla serata in
cui c’era Magdi Allam. Il messaggio che lui ha lanciato in quell’occasione,
senza troppi giri di parole, è che tutti gli islamici sono potenzialmente dei
terroristi. E se permette non è accettabile oltre che terribilmente falso. Nei
successivi dibattiti a cui ha partecipato in TV ha corretto il tiro.
Mi interesso di religioni da
sempre, proprio per amore della verità e della Pace (con la P maiuscola) che,
sono convinta, ogni Sacra Scrittura, ogni religione insegni. Nella mia libreria
conservo una copia del Corano (che è pur sempre una traduzione, quindi mi
affido a chi lo ha letto in originale), della Bibbia, dei Principi della Chiesa
di Unificazione, e del Dalai Lama. Ho frequentato un mini corso al Centro di
Cultura Islamica nel Qatar. Dialogo con persone di ogni nazionalità, dottrina
politica e religione, senza accusarle di non leggere abbastanza se dovessero
esprimere un’opinione diversa dalla mia.
Premesso inoltre che condanno,
come chiunque (musulmani compresi) ogni tipo di violenza, gli attacchi di Daesh o Is
(i terroristi si dichiarano musulmani tanto quanto i mafiosi si dichiarano
credenti!).
Tornando al nocciolo della
questione. Leggo distorsioni ovunque riguardo l’Islam e mi preoccupo che
aumentino a dismisura in un periodo così allarmante e delicato. Mi fa
arrabbiare, non poco, che ci siano persone che usino queste distorsioni a loro
piacimento per indirizzare l’opinione pubblica, per aizzare gli uni contro gli
altri, per seminare paura e odio. Questo non significa che io difenda l’Islam
senza cognizione di causa. Ci sono cose che non capisco e non approvo. Ciò che
a me sta veramente a cuore è contribuire a creare una zona “no fly” in cui
possa scorrere il dialogo interreligioso. Dialogo, aperto e sincero, che si
basi sui valori comuni e sul rispetto reciproco.
La violenza va combattuta e non va associata a nessuna etnia o
religione, non ha colore, non ha longitudine o latitudine. E’ violenza e basta.
Qui non si tratta di dividere,
come lei ha detto in buoni e cattivi. A tal proposito riaffiora un ricordo di
quando andavo al catechismo, dalle suore: avevano creato un tabellone con i
nomi di tutti noi e con delle freccette. In base alle nostre presenze si
avanzava verso lo status di “buono”. Inutile dire quanto la mia stima fosse
scesa dopo questo tipo di misurazioni.
E le dirò di più, mi sono sentita
molto più tranquilla e serena, seppur nella difficoltà di affrontare usi e costumi
diversi, quando ho vissuto in un Paese Islamico. Il periodo è stato breve per
carità, un anno da una parte e due-tre mesi da un’altra, però è sufficiente per
conoscere più di qualche aspetto. Lì nessuno ruba, si potrebbe lasciare la
porta di casa aperta (mi riferisco al Qatar). Quando sono tornata in Italia mi
hanno subito sfilato il portafogli dalla borsa che avevo appoggiato un attimo,
perché non ero più abituata, avevo abbassato la guardia.
Il versetto che lei cita,risulta
un po’ diverso da una rapida ricerca sul web (nella copia che ho, non lo trovo):
35. Non siate dunque deboli e non proponete l’armistizio mentre siete
preponderanti. Allah è con voi e non diminuirà [il valore del]le vostre azioni.
Cosa c’è di così tremendo nel
dire “non siate deboli”?
La fermezza è infatti la
caratteristica che ho riscontrato nei fedeli dell’Islam, cosa assolutamente non
paragonabile a quelli di fede cattolica, che vanno in Chiesa per formalità,
recitano le preghiere senza curarsi del senso delle parole e poi seguono tutta
un’altra strada. Ci sono anche musulmani così, ovvio. E allora tutti pronti a puntare
il dito su di loro. (Perché non farsi prima un esame di coscienza?).
E se nonostante tutto questo non mi darete ascolto, ma
vi comporterete da miei nemici, 28 anch’io diventerò vostro nemico pieno d’ira
e vi castigherò sette volte di più per i vostri peccati. 29 Mangerete la carne
dei vostri figli e mangerete la carne delle vostre figlie. Se uno ha con un
uomo relazioni carnali come si hanno con una donna, ambedue hanno commesso cosa
abominevole; dovranno esser messi a morte; il loro sangue ricadrà su loro.
Inquietante, non trova?
Questi
due passaggi sono tratti da uno dei libri della Bibbia, il Levitico.
Dei
giornalisti hanno fatto un interessante esperimento per la strada, leggendo ai
passanti questi due passi, e tutti davano per scontato si trattasse del Corano.
Nella religione islamica la fede
è parte integrante della vita quotidiana, non è un qualcosa di astratto e
separato. Molti hanno anche strumentalizzato il significato di Islam
(sottomissione, obbedienza) per far passare un messaggio distorto. Si,
significa sottomissione, ma sottomissione a Dio, nel senso che la gratitudine
ed il voler seguire le parole di Dio sono la priorità. Come il mettersi al
servizio degli altri, non implica un significato negativo, di sudditanza o di
inferiorità, ma uno scambio fraterno di aiuto.
Nei paesi arabi ho visto
veramente lo spirito di fratellanza. Non posso dire lo stesso da noi.
Mi parla poi di femminicidio, e
mi sembra di capire che lei dorma sonni tranquilli in quanto è punito dalla
legge. Ah beh, se bastasse questo. Nonostante ciò che lei afferma, quotidianamente
emergono nuovi drammatici casi, sempre di più. Spesso le donne denunciano i
propri stalker e non vengono tutelate e credute abbastanza, muoiono prima che
ciò possa avvenire. Però lei si preoccupa di farmi vedere un film che dovrebbe
farmi aprire gli occhi su una realtà che non conosco (a suo avviso). La rimando
al concetto di cui sopra: la violenza è violenza e basta. Non ne facciamo un
fatto di religione. Il Corano non legittima l’uomo ad usare violenza, semmai è
l’uomo che ne interpreta male il significato.
Nei Paesi musulmani (e poi
bisognerebbe distinguere dove, perché ci sono realtà molto diverse; per esempio
tra Turchia e Qatar o Arabia Saudita, c’è una differenza abissale) sarà anche
meno libera la donna (bisognerebbe anche approfondire il concetto di libertà),
ma viene più rispettata e protetta di quanto si creda; non ho mai sentito di violenze
minimamente paragonabili a quanto avviene nella nostra civilissima Europa.
Auguro una buona serata o una
buona giornata, a seconda del momento, e resto a disposizione per altro scambio
di opinioni.
Gentile Francesco, lascio a caldo un breve commento, ma mi riservo di rispondere con calma dopo aver letto e riletto attentamente il suo commento. Di pregiudizi non ne ho e nella mia vita ho sempre cercato (mi sono sforzata) di non averne. Sono sempre pronta a rimettere in discussione tutto. Ma una cosa è certa: 1) non si finisce mai di imparare e non si legge mai abbastanza (e questo vale anche per lei); 2) le assicuro che leggo molto. Io difendo la parte buona dell’Islam (e questo vale anche per i cattolici/cristiani che non sono dei santi), perché sono a contatto con questo mondo, lo conosco da vicino e ci sono vissuta. Lei lo conosce? O per sentito dire? Comunque ne riparliamo (ovviamente con calma e con educazione). Saluti.
Trovo molto
interessante il suo commento e la ringrazio. "Sul campo" ci sono,
conosco molte persone di religione musulmana che frequento regolarmente e sto
studiando il Corano per interesse personale, per cercare di capire
"l’altro". Non penso di aver mai "fatto branco" in vita
mia. Leggo il Corano come approfondisco la conoscenza della Bibbia, o la Torah,
per cercare punti d’incontro. Le affermazioni sulla religione islamica che ho
sentito, nel corso dell’incontro con Magdi Allam, le ho trovate assolutamente
pericolose e distorte. Associare l’intero mondo islamico ai terroristi, in
quanto veri osservatori del libro sacro, mi sembra un azzardo senza precedenti.
Nel corso della mia lettura del Corano, che è ancora incompleta, ho travato
sicuramente dei punti che non mi sono del tutto chiari, ma non ci vedo
assolutamente l’odio e l’incitamento alla violenza di cui ha parlato Allam.
Solo fermezza. Per quanto riguarda la violenza sulle donne sono d’accordo con
lei che va condannata, ma non va associata alla religione. Lì si tratta, sempre
a mio avviso, di un’interpretazione distorta da parte dell’uomo dei versetti.
Tutte le religioni si basano su principi universali, che riconducono alla pace
e al rispetto della vita. La violenza va combattuta e non ha colore, religione,
genere o appartenenza politica. Di storie di violenza e molestie ne conosco, alcune le ho
subite (fortunatamente non gravi - da italiani). Per quanto riguarda la mia diretta
esperienza, ho osservato più rispetto nei confronti della donna nei Paesi
musulmani che nell’Occidente. Violenze, ingiustizie, ci sono anche lì
ovviamente, ma se dovessimo porre sulla bilancia tutto ciò che accade qui da
noi (assassini, stupri nei confronti delle donne e dei minori, ecc. ecc.) mi
sembra che ne abbiamo su cui ragionare. Le violenze estreme a cui fa
riferimento feriscono e fanno inorridire anche me, però le attribuisco
all’ignoranza e all’aggressività dell’uomo, non alla religione. Se vorrà
continuare il discorso, mi farà piacere. Il mio è un tono assolutamente
pacifico e aperto al dialogo.