Global Sumud Flotilla, attivisti sequestrati e incarcerati. Prevista l’espulsione
L'abbordaggio ed il sequestro, una ad una, delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, è avvenuto in acque internazionali, a circa 50-70 miglia marine dalla Striscia di Gaza (Palestina). Hanno iniziato da quelle in prima linea.
Nelle operazioni della Marina israeliana sono state utilizzate 16 navi da guerra, droni e idranti.
La Global Sumud Flotilla stava tentando di rompere il blocco illegale israeliano e di portare aiuti fondamentali a ciò che resta della popolazione della Striscia, dove il governo di Netanyahu sta portando avanti un genocidio.
L'esercito israeliano ha preso in ostaggio l'equipaggio di ogni imbarcazione, in tutto 473 tra attivisti, politici e giornalisti. Verranno trasferiti e detenuti nella prigione di Saharonim, nel deserto del Negev e vicina a quella di Ketsiot, tranne l'equipaggio della Marinette, intercettato solo oggi (3 ottobre).
Molti di loro si sono rifiutati di firmare il documento con il quale si dichiara di essere entrati illegalmente in territorio israeliano. Niente di più falso! Alcuni attivisti hanno iniziato lo sciopero della fame.
Tra i sequestrati c'erano anche quattro parlamentari italiani, già liberati ed espulsi venerdì mattina. Sono partiti da Tel Aviv con un volo di linea e atterrati a Fiumicino. Si tratta di Annalisa Corrado, eurodeputata Pd, Benedetta Scuderi eurodeputata dei Verdi, Marco Croatti senatore M5S, il deputato PD Arturo Scotto.
Durissime le parole del ministro dell'ultradestra israeliana Itamar Ben Gvir, secondo cui gli attivisti dovrebbero rimanere in una prigione israeliana per diversi mesi, "in modo che si abituino all'odore dell'ala terroristica". Nella notte tra giovedì e venerdì lo stesso Gvir ha fatto visita agli attivisti detenuti della Sumud Flotilla, insultandoli violentemente: li ha definiti terroristi. In un video, nel suo account X, ha inoltre sottolineato: la decisione del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu di permettere ai sostenitori del terrorismo che erano nella flottiglia di tornare nei loro Paesi è fondamentalmente sbagliata, perché questo li spingerà a tornare ancora, ancora e ancora.
Nella spedizione c'era anche l'attivista svedese Greta Thunberg, che si trovava in una delle imbarcazioni ammiraglie, tra le prime ad essere intercettate ed già stata rilasciata.
In tutto 46 gli italiani, tra cui i giornalisti Barbara Schiavulli di Radio Bullets e Saverio Tommasi di Fanpage. Quest'ultimo stava parlando in diretta col direttore di Fanpage proprio quando è avvenuto l'abbordaggio.
A bordo della Karma, la stessa imbarcazione in cui si trovava Saverio Tommasi, c'era anche Yassine Lafram, cittadino italiano, presidente dell'U.CO.I.I. e Imam di Bologna.
L'Unione delle Comunità Islamiche d'Italia (U.CO.I.I.) esprime una forte preoccupazione per la sua incolumità. Yassine Lafram non risulta nelle liste degli italiani detenuti.
“L’intercettamento con l’uso della forza delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla e l’arresto degli equipaggi al largo delle coste della Striscia di Gaza è uno sfacciato attacco ad attiviste e attivisti che stavano svolgendo una missione umanitaria in modo del tutto pacifico, avvenuto dopo settimane di minacce e incitamenti, da parte di varie autorità israeliane, contro la missione e i suoi partecipanti e dopo diversi tentativi di sabotare alcune delle imbarcazioni”. Questa la dichiarazione di Agnès Callamard, segretaria generale di Amnesty International.
Commenti all'articolo
Lasciare un commento
Per commentare registrati al sito in alto a destra di questa pagina
Se non sei registrato puoi farlo qui
Sostieni la Fondazione AgoraVox







