Cambia il vento, e arriva il conto. Vittoria del NO in difesa della Costituzione
Bocciata la riforma. Con la vittoria del "No" al Referendum sulla riforma della Giustizia, 22-23 marzo 2026, Il Paese ha dato una risposta forte e chiara: la Costituzione non si tocca!

Cambia il vento e arriva il conto per chi ha cercato di mettere mano sulla Costituzione, trasformandola in terreno di scontro ideologico e in un regolamento di conti con la magistratura. Quella che la premier ha "venduto" come una riforma per i cittadini, per migliorare la giustizia, si è rivelata una manovra punitiva. Durante tutto il periodo di propaganda, il governo ha costantemente usato l'arma della paura, ha attaccato e delegittimato i magistrati, dipingendoli come un nemico interno, un ostacolo alla volontà popolare da abbattere, piuttosto che un'architrave della democrazia. Hanno usato il nome prestigioso di Giovanni Falcone come un paravento, stravolgendo il senso delle sue riflessioni. La propaganda ha isolato solo una parte di un discorso ben più articolato. Falcone auspicava sì ad una profonda trasformazione dell'ordinamento giudiziario, alla necessità di distinguere i ruoli di chi accusa e chi giudica, ma la sua era una visione volta a rendere il Pubblico Ministero più efficiente e specializzato nell'investigazione, non ad isolarlo. Ciò che è stato deliberatamente omesso è che per Giovanni Falcone questa trasformazione doveva avvenire all'interno della cultura della giurisdizione. Il PM doveva restare ancorato alla stessa cultura del Giudice, continuando cioè a rispondere ad un unico ideale di giustizia e indipendenza. Falcone non ha mai chiesto di spezzare questo legame e tantomeno di creare due CSM distinti. Egli sapeva che un PM separato dai giudici sarebbe diventato un "super-poliziotto" vulnerabile alle pressioni del Governo.
Alla resa dei conti, tra propaganda e realtà, il castello di bugie è crollato. La maggioranza degli italiani, con un netto 53, 74% ha scelto con determinazione di difendere l'assetto democratico del Paese e, soprattutto, la Costituzione. Ad esclusione del Veneto e del Friuli-Venezia-Giulia, dove si sono concentrati maggiormente i "Sì", nel resto d'Italia è stata una bocciatura decisiva, una valanga di "No" dai grandi centri alle province, da Milano, Bologna, Roma, passando soprattutto per Napoli, Palermo e la Sardegna. In questo scenario, il voto dei giovani è stato influente e determinante, considerando anche gli impedimenti per i fuori sede.
La Costituzione è uno scudo vivo che ci ha protetti finora, è la nostra casa comune, fatta di parole scelte con cura, tra sudore e sangue, dai padri costituenti. Il Paese, o perlomeno la maggioranza che ha votato "No", ha voluto lanciare un messaggio chiaro alla politica: la democrazia non è un gioco di potere, è una conquista preziosa che va protetta, non smantellata. Gli italiani hanno scelto di essere i custodi della libertà.
(In foto: Enrico De Nicola firma la Costituzione Italiana- credit: Creative Commons)
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