Dottore in filosofia e dottore in scienze della formazione, ho conseguito diversi master e corsi di specializzazione in comunicazione, formazione, selezione del personale e project management. Affascinata dal mondo del web marketing e dello storytelling management. Da anni impegnata nella gestione di Risorse Umane, in area didattica e nel problem solving aziendale. Mi piace dire qualcosa parlando di altro, mi piace parlare dell'uomo...
Lo spettacolo più umiliante per un cittadino italiano è osservare come ogni questione, ogni problema, ogni riconoscimento finiscano sempre per diventare oggetto di scorrettezza intellettuale: la politicizzazione inesauribile di ogni evento, di ogni accadimento raccontato. Anche questa sul cibo...Siamo immersi in un mare di gomma fusa, ove ogni bracciata diventa strumento ulteriore di sfinimento. Potremmo mai uscirne?
Carissimo, la fine della storia è un’espressione roboante quanto poco indicativa da sempre: la storia finirà quando l’ultimo uomo avrà perduto coscienza, ma per allora nessuno di noi sarà qui a discuterne, credo.
I messia sono morti e muoiono di continuo e forse è proprio rimasta come ultima spiaggia quella più evidente da sempre: le lettere da lei citate tolgono il velo di Maya e dissipano le nebbie che le molteplici ed esuberanti correnti culturali spargono ovunque. L’uomo dimentica se stesso — e la vita — tutto preso com’è a star dietro ai discorsi fatti da altri, seppure spesso nemmeno troppo convincenti.
Tornare dentro di sé e SENTIRSI, percepire gli effetti degli eventi sulla esistenza di sé e degli altri, aprire tutti i sensi alla vita e finalmente ascoltare cosa significa vivere.
Viviamo l’inganno del felice Natale intanto che a distanza i pochi click — ormai spazio e tempo sembrano così quantificabili — la gente muore per inumani interessi politico-economici mascherati da ideologie e conditi da false giustificazioni. Mondi interi vengono distrutti con quelle bombe e con quelle parole, intanto che ignari acquirenti passeggiano per le vie illuminate delle proprie città. Luminarie che, in questo caso, non sono quelle dei missili e delle bombe. Viviamo nella contraddizione continua, è vero, ma solo se cediamo alla logica razionale della morale ufficialmente condivisa— che non è quella applicata nei contesti internazionali. Quindi, la realtà, o confligge con il pensiero comune, oppure è altro rispetto a ciò cui ci hanno abituato a pensare. Nel tempo ho imparato a capire che quando una situazione mi sembra troppo assurda, è vero piuttosto che sono io quella che vede male, quella sprovvista di coordinate esatte e di informazioni corrette. Uscire dallo schema aiuta a uscire dalla nebbia, ma serve l’umiltà e la volontà di lasciare il corrimano e azzardare passi in autonomia.