Dottore in filosofia e dottore in scienze della formazione, ho conseguito diversi master e corsi di specializzazione in comunicazione, formazione, selezione del personale e project management. Affascinata dal mondo del web marketing e dello storytelling management. Da anni impegnata nella gestione di Risorse Umane, in area didattica e nel problem solving aziendale. Mi piace dire qualcosa parlando di altro, mi piace parlare dell'uomo...
Io non credo che davvero sia possibile snaturare a tal punto l’essere umano da deprivarne un talento così intimo. La compassione ci appartiene strutturalmente, ci fa uno tra gli altri, e ci consente di evolvere, anche banalmente e semplicemente, di sopravvivere.
Possiamo affinarla, come per ogni talento, o ignorarla; può accadere che lasciamo che la cultura dominante riesca ad anestetizzarla, delegandola nel sottofondo, ma poi riemerge, e riemergerà sempre.
Siamo humani, fatti di humus, e la terra è vita. Bello questo scorcio, in cui proprio il satanasso rifiuta la concessione al sentimento empatico: i greci lo definivano diavolo, per indicare qualcosa che si mette di traverso e ostacola (diá ballo), esattamente qualcosa che quindi intralcia il nostro essere naturalmente umani.
È sempre un piacere leggerla.
Marina
Ed è davvero difficile questo nostro essere umani! Carissimo, le sue parole giungono come carezze tiepide in questi giorni tristi in cui il caro amico di sempre è venuto a mancare, lasciando in me un vuoto tremendo che di tanto in tanto, con impietosi boati ruggenti, sembra volermi portare con sè.
Il passato, non possiamo cambiarlo: è lì che osserva, in attesa di essere sfuggito o di essere amato. È lì, con il dolore e l’allegria, a segnare il passo di percorsi vissuti ormai definiti. Possiamo soffermarci sulle sfumature, possiamo barare nella sua rilettura, ma la cosa più vera che resta è che gli accadimenti ci rendono, progressivamente, persone. Per il tempo che abbiamo, o che abbiamo avuto con chi, ormai, il tempo lo ha chiuso. Un tempo breve, il nostro, in un mondo in cui cose e viventi ci lasciano indietro. Procedere, dunque, fintanto che anche il mio tempo si chiuda. Continuo a ripetere il mantra ogni giorno da quel giorno, cercando conforto in un passato felice di noi, e sperando in un futuro che è tutto da fare a partire da lì, fintanto che quel caffè, di cui oggi purtroppo non riesco molto a godere, non freddi.
Grazie per le sue parole.
Marina
Soprattutto non è vero che le persone più vecchie siano persone che non hanno più valore. Esse ne hanno conquistato di più durante la loro esistenza e possono, se messi in condizione, elargirlo a propria volta.
Grazie Doriana, che bel regalo! Rodai è stato una persona davvero speciale, un pedagogista e un pensatore controcorrente che ha aperto la strada all’attuale presente. Presente che stenta ancora ad affermarsi, purtroppo. Le nostre scuole sono un po’ come i servizi pubblici romani: obsoleti e malfunzionanti. Peccato, perché al pari degli autobus (fantastici), le scuole servono a condurre le persone da una dimensione ad un’altra.