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 Home page > Tribuna Libera > L’accerchiamento russo: lo scontro tra evoluzione e involuzione

L’accerchiamento russo: lo scontro tra evoluzione e involuzione

Ucraina. Non è difficile distinguere tra aggredito e aggressore. Tra violentatore e violentato. Ma quando si tratta di interpretare i motivi del conflitto sono subito emersi due punti di vista diversi e spesso contrapposti.

Uno vede una realtà esogena, nel concetto di azione-reazione: Putin starebbe reagendo a un’azione offensiva che viene dall’esterno della Russia, dall'Occidente (Nato, Usa, Ue). Egli stesso ha ribadito questa accusa (condivisa anche dalla leadership cinese), nonostante l'allargamento a est della Nato sia ormai fermo dal 2004 (con l'adesione dei paesi baltici, di Romania, Bulgaria e Slovacchia) e nonostante che la richiesta di adesione presentata dall'Ucraina nel 2008 sia rimasta congelata fino ad oggi per l'opposizione di alcuni paesi europei. Dopo che, per quattordici anni, la pratica di adesione alla Nato non ha fatto un passo avanti, è difficile condividere l’idea che questa sia la motivazione reale del conflitto.

Si può criticare questa affermazione sostenendo che l'Ucraina avrebbe dovuto cancellare dalla propria costituzione il progetto di adesione alla Nato, ma anche se lo avesse fatto nessuno avrebbe mai tolto dalla testa di Putin che ciò che sta scritto sulla carta vale finché non viene sostituito da qualcos'altro. In altre parole non c'era niente che l'Ucraina potesse fare realmente per evitare di trovarsi in rotta di collisione con la Russia, se non putinizzarsi come la Bielorussia. Esattamente quello che il nuovo governo, uscito con ampia maggioranza dalle elezioni, non voleva fare dal momento che è stato votato proprio per occidentalizzare il paese.

Più probabile allora la seconda ipotesi, vista anche la strategia di preparazione della Russia al conflitto, che ha privilegiato, fra le altre cose, il progressivo distacco della rete internet nazionale da quella globale. Per difendersi da attacchi informatici, certo, ma anche per difendere il monopolio dell'informazione detenuto dal governo.

La seconda interpretazione privilegia quindi una realtà endogena, tutta interna allo sviluppo involutivo del sistema di potere russo. Che procede alla ricerca di una posizione da superpotenza mondiale ormai perduta, attraverso successive negazioni della storia. Dalla negazione del collasso dell'URSS (simbolicamente rappresentata dallo sventolio di una bandiera rossa con falce e martello su un tank russo in Ucraina), alla negazione dell'esistenza stessa dell'URSS, con l'esibizione di simboli del passato zarista come la bandiera con l'aquila bicipite e la comunanza di vedute tra il Cremlino e il patriarcato moscovita ("la guerra è giusta perché è contro i gay", ha detto ieri il patriarca di Mosca, Kirill).

Come ha scritto Guido Calderon su Il Manifesto, citando Marlène Laruelle, una delle massime esperte occidentali di “cose russe”, «Sotto la guida di Putin l’apparato presidenziale ha contribuito a sviluppare un nuova ideologia, attraverso dei programmi di Stato dedicati all’“educazione patriottica” a scuola e alla creazione di nuove festività e commemorazioni. Allo stesso modo si è costruito un vero culto dell’esercito e sono apparsi negli interventi istituzionali espliciti riferimenti alla religione ortodossa (…) Questo il contesto nel quale è emersa un’area politica e culturale la cui traiettoria è ben illustrata dalla figura di Alexander Dugin, l’intellettuale spesso indicato come il trait d’union tra il Cremlino e l’estrema destra sovranista e postfascista dell’Europa occidentale (…) Dugin si è trasformato nell’ultimo decennio in una delle personalità intellettuali più vicine, a vario titolo, all’establishment putiniano, molto legato alle forze armate come ai vertici del partito Russia Unita e in grado di influenzare spesso il dibattito in rete. L’orizzonte ideologico che l’ex docente di Sociologia all’Università Lomonosov ha contribuito a tracciare può essere riassunto nei termini di una “rivoluzione conservatrice” all’interno e di una nuova proiezione imperiale all’esterno del Paese (…) Al centro delle teorie di Dugin riemergono le tesi “eurasiatiche”, apparse negli ambienti dei russi bianchi fuggiti dopo il 1917, mescolate in qualche modo con il nazional-comunismo che iscrive anche l’Urss di Stalin nel ciclo della grandezza perduta del Paese (…) Dugin ritiene che il Cremlino stia applicando una “filosofia politica eurasiatica” che si fonda sulla “integrazione dello spazio post-sovietico”, passando dalla Bielorussia al Kazakhstan fino a Moldavia e Ucraina».

Ripetendo a distanza di decenni, la prassi di mandare i carri armati nelle strade dei paesi “fratelli” che sgarrano (Budapest, 1956 e Praga, 1968), la Russia di Putin agisce, con "una nuova proiezione imperiale all’esterno del Paese", la coazione a ripetere di un passato non più esistente, proponendo la negazione di un fatto storico acquisito come il fallimento e il collasso dell’Unione Sovietica. Mentre, nello stesso tempo, propone la negazione dell'esistenza stessa dell'URSS, con l'esibizione di simboli del passato zarista.

Una doppia negazione, del fallimento del “socialismo reale”, ma anche della rivoluzione del 1917, che meglio di qualsiasi analisi politica evidenzia la psicopatologia dell’ideologia dominante al Cremlino. Dire che Putin “è pazzo” è certamente una semplificazione da bar sport, ma l'analisi dell'involuzione russa ci porta alla soglia di dimensioni psichiche, declinate in prassi politica, quantomeno preoccupanti.

A definire culturalmente l'involuzione per annullamento della realtà storica e del conseguente ritorno psicotico allo stato precedente, ecco l'ideologia eurasiatista, di cui ho parlato spesso negli ultimi anni (qui un riassunto comprendente i link ad articoli precedenti) il cui primo obiettivo è abbattere il progetto di Unione Europea. Un progetto che, fra carenze e contraddizioni, errori ed anche orrori, si presenta invece come fondamentalmente evolutivo, capace di elaborare il passato tragico dei nazionalismi arcigni e guerrafondai degli ultimi due secoli (e oltre) per proporsi come ambito di dialogo e ricerca di compromessi possibili fra interessi contrapposti.

Involuzione vs. evoluzione quindi.

E qui forse si capisce che l'invasione dell'Ucraina ha più lo scopo di impedirne l'adesione alla UE piuttosto che un'improbabile adesione alla Nato, dal momento che indebolendo l'UE l'ipotesi di una Eurasia ("da Lisbona a Vladivostok", come è stato scritto) si rafforza. Con la UE forte, ovviamente si riduce a un progetto fallimentare.

E qui forse si capisce anche la risposta compatta e forte della UE che, evidentemente, ha capito di essere nel mirino dei cecchini russi.

Questa ostilità russa verso l’Unione Europea – già ampiamente venuta alla luce in anni di appoggio e finanziamento di tutti i movimenti antieuropeisti all’interno di ogni singolo paese europeo, Lega in testa – diventa evidente osservando la cartina allegata: dai confini con la Finlandia alla Bielorussia, dal conflitto in Ucraina, all’appropriazione della Crimea, alle guerre nel Caucaso, all’appoggio risolutivo del regime di Assad in Siria (dove la Russia dispone di un porto sicuro per la sua flotta del Mediterraneo orientale) fino all’espansionismo in Libia in appoggio delle milizie di Bengasi contro il governo di Tripoli, non è difficile vedere un progressivo accerchiamento dell’Europa disegnato nella mente e nella prassi della strategia russa contemporanea. Quali possano essere i passi successivi non è facile dirlo. E sicuramente dipenderanno dagli esiti del conflitto in Ucraina.

Si può solo prendere nota di un atteggiamento americano (e quindi della Nato) molto cauto e attento a non farsi trascinare in una spirale eccessivamente rischiosa. Dando aiuti militari agli ucraini, senza intervenire in prima persona, l'Occidente spera di vedere l'armata russa impantanarsi fino alla paralisi in un paese grande come mezza Europa, abitato da una popolazione che si è ampiamente compattata a fianco del suo governo, che cova un forte sentimento antirusso, con un esercito tutt'altro che sprovveduto. La scommessa potrebbe non essere così campata in aria.

Quello che nel frattempo sembra lampante è la distrazione dei leader europei che, dopo aver sbagliato molto all'epoca del collasso sovietico, si sono poi trastullati a lungo, negando importanza a una politica estera comune, senza minimamente capire i pericoli – ideali, sociali, politici, economici, energetici e militari – che la Russia poneva già da anni, covando le sue ambizioni di rivalsa.

Commenti all'articolo

  • Di paolo (---.---.---.49) 12 marzo 09:16

    Rieccoci. Non voglio iscriverti alla compagnia dei vari Michele Boldrin, Fubini, Rampini, Caprarica, Friedman, piuttosto che Lutwak. Ti ritengo una persona intellettualmente onesta. OK alla distinzione tra aggressore ed aggredito perché evidente nei fatti. Però una analisi meno superficiale sulle cause del conflitto deve essere fatta.

    A giugno, luglio e settembre del 2021 in Ucraina si sono svolte mega manovre militari NATO (capito Nato !! ). Idem in Georgia. Zelenski ha messo in costituzione l’entrata dell’Ucraina nella NATO (fattibile prima o dopo), oltre all’entrata nella UE che Putin però non ha mai osteggiato. Dal 2014 il Donbass è bombardato con strage di civili (anche li ci sono donne e bambini). L’Ucraina, con fondi occidentali (USA e Inghilterra in primis che hanno fornito anche supporto tecnologico) si sta super armando (vedi droni turchi ecc. .). In più compare un documento ( che un nostro generale in passato di stanza in Russia) ha ritenuto come probabilmente valido, nel quale si svelano piani ucraini per annientare il Donbass a maggio 2022. Per non parlare del nazionalismo pseudo nazista che sostiene Zelensky ( Azov e via dicendo).

    La NATO, che come ti ho già detto non dovrebbe avere più alcun senso dopo il crollo del patto di Varsavia, è già arrivata la dove non sarebbe dovuta mai arrivare. Non basta?

    Se il Messico avesse manifestato l’adesione al patto di Varsavia quei guerrafondai USA e aggregati, quanto avrebbero impiegato a bombardarlo, visto che hanno bombardato mezzo mondo per molto meno e anche per nulla?

    Quindi mi sembra piuttosto riduttivo cavarsela con la Russia antioccidentale e animata da spirito di rivalsa. Possiamo dire, al netto del disastro umanitario sotto gli occhi del mondo e con tutte le condanne per Putin, che Zelensky e la sua cerchia sono delle emerite teste di cazzo per non avere valutato le conseguenze delle loro azioni ?.

    E’ possibile avere un pensiero diverso, senza essere considerato un filo Putin. Già è impossibile sui media mainstream. Possiamo esentarci almeno qui?

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.136) 12 marzo 11:14
    Fabio Della Pergola

    Ringrazio per l’ "intellettualmente onesto" che ovviamente contraccambio. Ma devo dire che nel tuo commento leggo cose che rimbalzano un po’ ovunque in questi giorni. Un po’ più di orginalità nella comprensione dei fatti sarebbe auspicabile. Per dire: il governo ucraino ha messo l’adesione alla Nato in Costituzione, è cosa nota, essendo uno stato sovrano nessuno glielo può impedire, ma è un fatto che la sua domanda risale al 2008 e l’Ucraina NON è stata accettata nella Nato a tutt’oggi. Quindi: che argomento è? Al contrario la Francia a suo tempo è entrata (1949) poi uscita (1966) poi rientrata (2009) nella Nato senza che nessuno dicesse, e soprattutto facesse, niente. In Ucraina e in Georgia si sono svolte manovre militari Nato: anche questa è cosa nota, ma vuol dire poco. Una manovra può essere intrepretata come un atto provocatorio, ma nei fatti non costituisce un pericolo, e soprattutto, non giustifica certo un’invasione. Anche la Russia ha svolto manovre militari ai confini di paesi neutrali (Svezia, Finlandia) o Nato: qualcuno ha invaso un paese suo alleato o amico? Il Donbass: quando la Russia ha spianato la Cecenia facendo decine di migliaia di morti fra la popolazione civile, ha giustificato l’aggressione come "questione interna" e non ha ammesso alcuna interferenza esterna. Il Donbass costituisce, fino a prova contraria, un speculare "questione interna" dell’Ucraina, i secessionisti sono formazioni separatiste per motivi politici, non etnici, e l’infiltrazione di militari russi in divise non riconoscibili è stata ampiamente provata. Le vittme ci sono state da una parte e dall’altra. La Russia inoltre si è appropriata della Crimea come se il terriitorio ucraino facesse parte di una sua cosa privata, anzichè di uno stato sovrano di cui lei stessa aveva riconosciuto indipendenza e sovranità, garantendo con gli accordi di Budapest (1994) il rispetto dei suoi confini in cambio dello smantellamento dell’arsenale atomico sovietico dislocato sul suo territorio. Smantellamento avvenuto ma confini non rispettati, come si vede. Ancora: i filonazisti ci sono su entrambi i fronti, quello ucraino filooccdentale e quello filorusso, anche su questa accusa trita e ritrita sarebbe l’ora di smetterla di fare da megafono alle pretese putiniane di voler "denazificare" l’Ucraina. Pensasse a denazificare i suoi sostenitori prima. Ancora: la Nato non aveva più senso dopo il collasso dell’URSS. Altra fregnaccia ripetuta a destra e manca. La Nato, occorre ricordarlo, fu fondata come alleanza difensiva dei paesi occidentali. Al di là degli usi discutibili che se ne sono fatti nel tempo (speculari peraltro agli usi discutibili fatti dal Patto di Varsavia o ci siamo già dimenticati di Budapest 1956 e Praga 1968?) resta un’alleanza difensiva. Dopo il crollo dell’URSS nel territorio russo rimanevano comunque migliaia di testate nucleari gestite da militari sul cui spirito di pace nessuno avrebbe scommesso una lira. Inoltre la rapidissima crescita economica e militare della Cina avrebbe potuto costituire un pericolo in prospettiva. Sciogliere la Nato perché l’Unione sovietica era collassata lo può sostenere solo un ingenuo (o peggio). Diciamo che fa parte di quella propagandistica di estrema sinistra filorussa a prescindere (come se la Russia non fosse quel sistema reazionario che è diventata e fosse ancora il baluardo del socialismo reale). Può darsi che sia riduttivo pensare, come dici, che la Russia sia antioccidentale. Ma qualche argomento meno trito e banale per sostenere il contrario sarebbe interessante leggerlo ogni tanto. Soprattutto dopo che si vede all’opera un esercito invasore che non esita a distruggere e ammazzare. Che sia una fake news anche questa?

  • Di paolo (---.---.---.49) 12 marzo 11:51

    Detto fatto. Tutto trito e ritrito, scontato, fregnacce e via di questo passo. La Russia fa le manovre militari in Russia ed è l’equivalente della Nato che le fa in paesi non Nato e al confine con la Russia. La Nato, ovvero sostanzialmente gli USA + azzerbinati, bombarda mezzo mondo, ammazzando centinaia di migliaia di civili, ma lo fa a scopo difensivo anche senza avere ricevuto alcuna aggressione. A meno di considerare tale qualunque atto che non quadra con l’imperialismo americano. Adesso arriva il turno della Cina che, siccome si avvia ad essere la prima potenza economica del pianeta, bisogna metterla sub iudice come potenziale pericolo. Voglio vedere cosa si inventano dopo i cinesi che mangiano i topi, il Covid sparso per scopi oscuri ecc... . L’iphone (Apple) le busca da Samsung e allora metto le sanzioni perché la cosa non si addice. Poi c’è qualcuno che, evidentemente bendato, continua a dire che USA sono la "più grande democrazia del mondo". 

    Siamo perfettamente in linea con se metti i missili a Cuba ti picchio, mentre io li voglio mettere dove mi pare, magari anche sulla piazza rossa, in virtù di un principio divino. Le mie bombe sono democratiche e anche intelligenti, le tue sono orrende e fanno stragi di donne e bambini. 

    Poi i nostri media diffondono 24 ore/24 ad unisono immagini crudeli, corredate da evidenti fake news, di come si muore in questa schifosa guerra e le altre scatenate dai "democratici" in the world diventano fioretti.

     C’è un professore della Luiss che si occupa di geopolotica, ama gli USA e studia in maniera scientifica gli eventi in Russia, però siccome sterza dal pensiero unico, la sua "Università" lo scarica e in tv basta un Caprarica qualsiasi, corredato da quel tizio italo ucraino in servizio permanente, per farlo passare per mentecato.

    Bene.

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.136) 12 marzo 12:08
    Fabio Della Pergola

    Vabbè. Qui non siamo più a un commento al mio articolo, ma alla pretesa di sostituire la tua visine della cose alla mia. Inutile continuare.

  • Di Enzo Salvà (---.---.---.196) 12 marzo 20:53
    Enzo Salvà

    Io continuo a pensare che noi non sappiamo un bel niente. Tralascio i morti ammazzati, dico senz’altro che Putin è l’aggressore, tralascio anche i suoi voli pindarici, dico anche che ci sono ampi sospetti che “noi”, gli occidentali, gli USA, la NATO, forse abbiamo fatto quanto possibile per provocare una reazione.


    Lei ci racconta della Russia in Siria, ma mi scusi, le primavere arabe chi cavolo le ha provocate? erano dittature dice? con che cosa le abbiamo sostituite? morte, sangue, povertà, distruzione, sfruttamento? ottimi risultati.

    Cosa è successo con il finanziamento dei Taliban? Cosa con le prove false all’Iraq? Cosa nei colpi di Stato, inclusi desaparecidos, in America del Sud? Cosa, allo stesso modo, in Africa? molti di questi stati erano democratici, con cosa li abbiamo sostituiti? vedi sopra.

    Ma porca miseria gli USA, e la NATO suo braccio armato ausiliario assomigliano all’Impero Romano: stesso modo di corrompere, provocare, sostituire, ammazzare. Se altri sono come noi diciamolo pure ma almeno riconosciamogli il diritto alla reciprocità. E fermiamoci. 


    Ci racconta della legittima richiesta di adesione dell’Ucraina alla UE nel 2008 dimentica che nel 2013 il Presidente Yanukovych l’aveva ritirata: risultato colpo di Stato Euromaidan, immediata de-russificazione del Donbass e parlo di rendere il russo lingua straniera: di fatto morte culturale. Dico colpo di stato perché Yanukovych fu eletto democraticamente nel 2010. Corrotto dice? Lapalissiano ma cominciamo a capire casa nostra, sarebbe già un passo avanti.

    Tra l’altro Yanukovych, si dice sotto pressione russa, all’atto del ritiro dell’adesione aveva proposto un organismo tripartito Ue, Ucraina, Russia, per rimuovere gli ostacoli alla cooperazione economica e liberalizzazione degli scambi. et voilà, sospetto.

    Lei scrive “ostilità russa verso l’Unione europea…….” Ma come, fanno e facciamo affari, prezzi accessibili, oligarchi dell’una e dell’altra parte che si fregano le mani, partecipazione russa ai molti consessi dell’Unione. Finanziano partiti europei? solo i russi? vogliono farci tornare al socialismo reale che non c’é più? Lo fanno per manovrare meglio il potere? L’ultima è plausibile, ed é esattamente quello che fanno tutti….. se trovano idioti non ancora “contrattualizzati”!‘. 

    Cancellare lingua e cultura l’abbiamo fatto anche noi, fascistissimi, in Sudtirolo. Fortuna che intervenne l’ONU dopo la guerra altrimenti quelli che noi definimmo dinamitardi, ma che per la popolazione tedesca erano patrioti, avrebbero provocato la reazione dello stato italiano e nessuno sa di quale portata.

    Repubblica del 16.02.22 riferendosi all’adesione Ucraina-Nato scrive: "Un problema che non c’è è diventato un problema", sospira il cancelliere tedesco Olaf Scholz parlando con i giornalisti dopo il suo faccia a faccia con Zelensky. 

    C’é sotto qualche cosa di sporco, molto sporco e non tutto lo sporco è da una parte sola.

    Un Saluto.

    Es.

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.136) 13 marzo 01:46
    Fabio Della Pergola

    Infatti, "un problema che non c’è (l’adesione dell’Ucraina alla Nato) è diventato un problema che c’è (la guerra per l’adesione dell’Ucraina alla Nato). Tutto qui.

  • Di paolo (---.---.---.49) 13 marzo 17:26

    E dai Fabio !

    L’Ucraina nella NATO ci sarebbe entrata, su questo non ci piove. Questo è il capolavoro di Zelensky, teleguidato dai bombaroli a stelle e strisce e sedicenti. Prendine atto. Non si può giocare con le parole. Cosa volevi che la Russia aspettasse quel momento per intervenire, ovvero scatenare una guerra nucleare?. E non è affatto un "tutto qui" come tu dici. C’è tutto un pregresso e purtroppo un seguito che non sappiamo dove ci porterà. E per dirla tutta a me di subirne le conseguenze, per questi quattro coglioni di nazionalisti a caccia di dollari, non mi va proprio giù. Cogito ergo sum.

    ciao

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.136) 13 marzo 21:09
    Fabio Della Pergola

    Quindi stai dicendo che Putin aveva tutti i diritti di invadere e bombardare un paese (con cui la Russia aveva sottoscritto nel 1994 un accordo in cui si impegnava a rispettare confini e indipendenza in cambio della "restituzione" delle testate atomiche sovietiche), dopo che già lo aveva fatto nel 2014, sottraendogli la Crimea e mandando propri soldati, senza mostrine, a supportare la secessione di un paio di province... PERCHE’ quel paese lo "avrebbe fatto" (pur non avendolo potuto fare da 14 anni a questa parte, per il parere contrario di quei paesi europei che oggi vengono accusati di essere i lacché dei bombaroli americani). Non c’è male per uno che afferma di "cogitare"!

  • Di paolo (---.---.---.49) 14 marzo 08:22

    Nell’emisfero del "pensiero unico" se ti azzardi a dissentire su le cause che hanno prodotto il conflitto, diventi automaticamente un estimatore di Putin. E se dici che Zelensky ha fatto di tutto ( e di più) per tirarsela sei un visionario. Questo è quello che passa il convento. 

    La morale è che se a questi nani politici non scapperà la frizione, l’Europa dovrà darsi un ruolo diverso da quello di sudditanza ai bombaroli USA. Per almeno due motivi. Primo perché la Russia è Europa (come geografia e storia) e secondo perché i nostri interessi (il vil dané) non coincidono per nulla con quelli di Biden ( o chi per lui). Poi ci aggiungo che chi confina con un impero (perché tale da sempre è la Russia) ha responsabilità maggiori. Esattamente come chi confina con l’impero nord americano. Infine ci aggiungerei pure che chi ha avuto decine di milioni di morti per difenderci dal nazifascismo (vincendo la 2° guerra mondiale e arrivando a Berlino ben prima dei marines ) avrebbe diritto ad una maggiore considerazione e rispetto.

    Comunque qui mi fermo e ti saluto. Sempre un piacere confrontarmi con te.

    ciao

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.136) 14 marzo 08:33
    Fabio Della Pergola

    ...come se la Russia di Putin fosse ancora il bastione antifascista e non il bastione del nuovo "fascismo immenso" di Dugin... saluti anche a te.

  • Di Enzo Salvà (---.---.---.196) 14 marzo 11:16
    Enzo Salvà

    La risposta al mio commento mi fa udire rumore di arrampicata sugli specchi. Ho solo contrapposto riferimenti ai suoi.

    Quello che mi preme è ribadire che gli ucraini sono carne da macello per tutti. l’avevo già scritto. Protrarre le sofferenze serve ad indebolire l’aggressore. Su tgcom24 la notizia di profughe avviate alla prostituzione, le ONG hanno anche denunciato la sparizione di bambini non accompagnati e parlano apertamente di traffico di esseri umani.

    Un dato di fatto: la propaganda di politici e media consegna a chi chiede pace la posizione di proputiniano. 

    Mi chiedo: se la propaganda fosse invertita e l’opinione pubblica indotta a schierarsi per la pace, non darebbe forza a coloro che, investiti di potere, potrebbero prendere forte posizione nei confronti di entrambi i contendenti minacciandoli di dure ulteriori conseguenze/sanzioni? Perché ci siamo semplicisticamente schierati? Quante conseguenze ancora? E’ inevitabile? e ora che il patatrac é in corso, un macello di vite e sociale è l’unica terribile strada da percorrere?

    Tutto questo viene sottaciuto o etichettato come buonismo magari peloso.

    Era evitabile? A questo proposito un’intervista di AGI .

    Un Saluto

    Es.

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.136) 14 marzo 12:10
    Fabio Della Pergola

    Io non faccio propaganda. Mi limito a elaborare una mia personale riflessione su ciò che accade. I fatti sono chiari: la Russia ha invaso l’Ucraina dando inizio a un conflitto armato. Sulle motivazioni di questa decisione ci si può mettere a dibattere per ore, come fanno tutti i pensionati al bar litigando sulla qualunque.

    La pretesa che gli ucraini si arrendano "per il loro bene" o che combattano, se proprio lo vogliono, ma senza gli aiuti militari dall’estero, trovo che sia una proposta indecente, ignobile. Non sono state negate forniture di armi dagli Stati Uniti alla Gran Bretagna prima del loro ingresso formale nel conflitto. Non sono state negate armi russe al Vietnam, né armi americane agli afgani né armi iraniane alle formazioni palestinesi o occidentali a Israele. E si potrebbe continuare a lungo. Nessuno ha mai chiesto ai partigiani antinazisti di arrendersi, nessuno lo ha chiesto ai vietnamiti, agli afgani, ai palestinesi, ai curdi, a ogni singolo popolo in guerra. Non si capisce perché ora sì, se non per una latente complicità con il putinismo. Lei non sarà d’accordo, ma questo è il mio pensiero.

    Ognuno è libero di accusare l’altro di propaganda pro o contro questo o quelli, PURCHE’ non ci si dimentichi che qui, oggi, la Russia ha scatenato una guerra nel cuore dell’Europa, alzando la tensione al livello del preallarme atomico.

    NON viceversa.

  • Di Guido (---.---.---.39) 14 marzo 12:39

    Fabio della Pergola è la voce della ragione, odiato da fanatici nostalgici; ci si dimentica dei crimini storici e della semplice constatazione che se c’è un crimine di valore 10 non c’è giustificazione per aggiungerne uno di valore 100 e peggiorare la situazione mondiale.

  • Di Guido (---.---.---.39) 14 marzo 13:55

    Si può aggiungere che questi nostalgici auspicano regimi mutuati dalla Santa Inquisizione

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.136) 14 marzo 14:03
    Fabio Della Pergola

    Molti non hanno elaborato la fine di certe fasi storiche. So di non vivere nel migliore dei mondi possibile, ma auspico di poterlo "trasformare", non distruggere o tornare nei secoli bui.

  • Di Enzo Salvà (---.---.---.75) 14 marzo 18:48
    Enzo Salvà

    Guido, di quali nostalgici parla? nostalgie di guerra fredda? di muro contro muro? di regimi che sono un tutt’uno di religioni ideologie e visto che ci siamo, anche razza? ma mi faccia il piacere. 

    Non hanno elaborato la fine di fasi storiche: ma quando mai! ci tocca di più perché succede a casa nostra, fra gente che ha usi costumi e tradizioni che sono le nostre. Forse citando tutte le varie guerre, guerriglie e forniture di armi é lei ad essere fermo a quei tempi ed agli stessi metodi. Ma anche allora ci fu un’opinione pubblica contraria ed in qualche caso la pressione fu importante.

    Viene da pensare che voi siate convinti che gli ucraini potranno contrattaccare e recuperare i territori perduti. Auguri. 

    Io appoggerò la diplomazia che insisterà per un cessate il fuoco, trattative successive e perché no, forze ONU di interposizione. Non sempre è andata bene ma in Mozambico ed Libano credo di poter dire bravi italiani. 

    Resta un punto: evitate di esprimervi sulle conseguenze, le morti, lo sfruttamento già denunciato, domani sarà l’accaparramento di armi della criminalità, anni ed anni per ricostruire un tessuto sociale vabbè, fatemi almeno sapere quanti morti vi sono necessari. A Mussolini ne servivano qualche migliaio da gettare sul tavolo della pace, a voi quanti?

    Vi faccio presente che io non ho mai espresso un’opinione sulla consegna di armi agli ucraini, ho detto però che di sporco e rogna siamo coperti anche noi. Se questa guerra é scoppiata, noi non siamo innocenti. 

    E’ disarmante, non c’é una soluzione bianco o nero, pretenderlo aggraverà la guerra, alla fine della quale qualcuno dimenticherà tutto e canterà anche vittoria, dimenticando il prezzo,

    Un saluto

    Es.

  • Di Guido (---.---.---.39) 15 marzo 14:03

    Abbiamo la libertà di pensare, di manifestare il ns pensiero e per ora anche di esprimere il nostro disgusto.

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