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Kocis

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  • Primo articolo mercoledì 10 Ottobre 2008
  • Moderatore da giovedì 10 Ottobre 2008
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Ultimi commenti

  • Di Kocis (---.---.---.195) 9 maggio 2016 23:04

    Ma, riguardo la ( le) Coop in esame nel servizio, ci sono forse indagati in corso nei tribunali? Parrebbe proprio di no! Bello gli “scoop”, giusto per fare TV spettacolo, male ormai endemico di tutte le reti pubbliche e private nazionali.

    Inoltre, sarebbe stato interessante fare un approfondimento di merito sul sistema di acquisto e di distribuzione di tutte le catene commerciali nazionali. Invece, la questione trattata è stata esclusivamente monotematica. Già, chissà perché?

  • Di Kocis (---.---.---.46) 28 ottobre 2014 13:07

    Grazie per l’articolo egregio Casarrubea.

    Si dimostra come da lungo tempo consolidato uno dei massimi commentatori sulle vicende di mafia ( domenico stimolo)

  • Di Kocis (---.---.---.237) 3 ottobre 2014 23:00

    La chiesa ( sita in un luogo notoriamente abitato e frequentato dal “volgo”) era piena di tanto “umile popolo”. Parenti e amici ( tanti), cittadini indignati ( non molti), rappresentanti delle organizzazioni sindacali ( in piccola schiera). Le istituzioni, pare ovvio per il nostro “elefantiaco” sito, erano massicciamente rappresentati dall’ Arcivescovo. Evidentemente nei nostri luoghi non è ancora arrivata la “ rivoluzione ” civile e democratica…. Nella distinzione dei ruoli.

    Mancavano i rappresentanti ( da singoli o per strutture organizzate) di “ arti, mestieri ed armi”,  della media- alta borghesia, dei “censi” e professioni in generale, delle  intellettualità  “professori del verbo” - in cattedra o meno -.

    La tragedia, dall’alto della loro tranquilla sicumera (sicurezza) quotidiana, non tange. Non turba. Un “normale” incidente popolare. In continuità, quasi, della tradizione……. del “compari Turiddu”….la festa continua, allegramente.

    Una città ormai persa nella rappresentazione dei valori civici, etici e democratici. Della solidarietà umana e sociale, soppressa dalle classi ritornate prepotentemente in auge. In stile fine ottocento. Un bieco corporativismo sociale che ha frammentato i cittadini in decine di migliaia di pezzi. Disoccupazione, precariato, povertà, emarginazione……….gli azi sono esclusivamente di chi li ha!.

    Alla fine della funzione, una quindicina dietro un piccolo striscione. Si declamava lo sciopero generale come momento di ripresa della coesione sociale, richiedendo “ VERITA’ e GIUSTIZIA per SALVATORE LA FATA.

  • Di Kocis (---.---.---.147) 2 ottobre 2014 22:35

    IL FUNERALE DI SALVATORE LA FATA SI SVOLGERA’ DOMANI VENERDI ORE 16.00 CHIESA DEI CAPPUCCINI ( A RIDOSSO OSPEDALE V. EMANUELE)

  • Di Kocis (---.---.---.242) 19 agosto 2014 19:30

     

    Certo l’amore di questa donna deve essere proprio grande, per sfidare e vincere le regole dell’estremismo religioso che impediscono il matrimonio tra due persone considerate strutturalmente diverse.

    Sia dell’una che dall’altra parte. Il fanatismo ( intolleranza) non ha né bandiere né credi di riferimento. Alligna in tutti i professanti del razzismo, che riconoscono solo l’odio come principale valore della “propria vita”.

    Evidentemente l’anonimo notista sconosce la banalità del fatto che le norme di LEGGE vigenti in ISRAELE permettono il matrimonio solo all’interno delle comunità religiose ufficialmente riconosciute. Banalmente musulmani ed ebrei non si possono sposare nella forma religiosa. Uno dei due deve “cambiare” la religione ufficialmente professata.

    Il matrimonio civile per i “senza religione” è ammesso come evento di assoluta sporadicità.

    Il matrimonio civile per i professanti religione diversa – ebrei, musulmani - non è consentito.

    Di conseguenza gli sposi che “professano” religione diversa devono usare un “dolce” e costoso trucco: SPOSARSI civilmente ALL’ESTERO. Negli ultimi anni molti di questi eventi si consumano a Cipro. Poi, avviano in Israele il lungo e tormentato iter necessario al riconoscimento.

    Altro che….”Accaparrarsi”. Si tratta di sfidare il razzismo….e far vincere l’amore.

    ( domenico stimolo)